18 ottobre 2017

Osho: LA CONSAPEVOLEZZA DELL’AMORE

LA CONSAPEVOLEZZA DELL’AMORE

L’amore è un nutrimento per l’anima. Quello che il cibo è per il corpo, l’amore è per l’anima. Senza cibo il corpo diventa debole, senza amore l’anima diventa debole. Gli stati, le religioni, gli interessi costituiti, non hanno mai voluto che la gente avesse anime forti, perché una persona che ha energia spirituale, è necessariamente un ribelle.

L’amore ti rende ribelle, rivoluzionario, ti dà la capacità di vedere dentro le cose, in modo che nessuno possa ingannarti, sfruttarti e opprimerti. Capi religiosi, guru e i politici, sopravvivono solo grazie al tuo sangue e allo sfruttamento. Sono parassiti. Per indebolirti spiritualmente, ti hanno insegnato a non amare te stesso e un una persona che non si ama, non può neanche amare gli altri. Dicono: Ama gli altri, ama l’umanità, ama dio, ama tua moglie o tuo marito, i tuoi bambini e i tuoi genitori, ma non amare te stesso, perché amare se stessi è egoismo.

Condannano l’amore di sé più di qualunque altra cosa – e sono riusciti a far sì che i loro insegnamenti appaiano del tutto logici. Dicono: Se ti ami diventerai un egoista, se ti ami diventerai narcisista. Ma non è affatto vero. Un uomo che si ama, scopre di non avere un ego. È nel tentativo di amare gli altri senza amare se stessi che l’ego nasce.
Un uomo che ama se stesso avrà anche rispetto per se stesso e un uomo che si ama e si rispetta, rispetterà anche gli altri perché sa: “Come sono io, così sono anche gli altri. Come io amo il rispetto e la dignità, così li amano anche gli altri”.

Diventa cosciente del fatto che per quanto riguarda le cose fondamentali della vita, non siamo diversi; siamo una cosa sola. L’uomo che ama se stesso prova una gran gioia che non fa altro che crescere e comincia a traboccare raggiungendo anche gli altri. Deve raggiungerli! Se vivi l’amore, devi condividerlo. Non puoi continuare ad amare te stesso per sempre, e una cosa ti diventerà chiarissima: se amare te stesso ti riempie di gioia, quanta più sarà grande per te se la condividi con gli altri!
A poco a poco le onde si allargano. Ami altre persone; poi ami gli animali, gli uccelli, gli alberi, le rocce. Un solo uomo, può essere colmato e colmare d’amore l’intero Universo, proprio come una piccola pietra può colmare tutto il lago di onde, una semplice pietra. Ma tutto parte dal centro, dal centro di noi stessi ed è li che ogni cosa ha inizio.

L’uomo deve compiere la sua parte divina, L’uomo deve diventare un dio. In caso contrario non ci sarà alcuna realizzazione, alcun soddisfacimento. Ma come puoi diventare un dio?
I preti ti dicono che sei un peccatore. Ti dicono che sei condannato, che andrai all’inferno.
E fanno in modo che tu abbia paura di amare te stesso.
Ecco perché la gente è così brava a trovare cosa c’è che non va. Trovano cosa c’è che non va in loro, e poi come possono evitare di trovare difetti negli altri? In effetti, non solo li troveranno ma li renderanno anche più grandi, più grandi possibile. Questo sembra esser l’unico modo di salvarsi; per salvare la faccia, devi farlo per forza. Ecco perché si critica tanto e c’è così poco amore. Una persona che ama se stessa può facilmente diventare meditativa, perché la meditazione vuol dire proprio essere con se stessi.

Se ti odi – che è proprio ciò che fai tu, ciò che ti hanno detto di fare, e che tu hai eseguito religiosamente – se ti odi, come puoi stare insieme a te stesso? La meditazione non è altro che il godersi la propria splendida solitudine e celebrare se stessi. È esattamente questo. La meditazione non è un rapporto, l’altro non è affatto necessario: basti a te stesso. Sei immerso nella tua gloria, nella tua luce. Gioisci perché sei vivo, perché sei.
Il miracolo più grande del mondo è che tu sei e che io sono. Essere è il miracolo più grande, e la meditazione apre le porte a questo grande miracolo. Ma solo un uomo che ama se stesso è in grado di meditare; altrimenti non fai altro che cercare di sfuggire a te stesso, di evitarti. Chi è che vuole guardare una brutta faccia e chi vuole penetrare in un essere così brutto? Chi è che vuole andare in profondità nel proprio fango, nella propria oscurità? Chi vuole andare nell’inferno che pensa di essere? Vuoi tenere tutto questo nascosto con fiori bellissimi, e vuoi sempre sfuggire a te stesso.

È per questo che le persone cercano sempre compagnia. Non possono rimanere con se stessi, vogliono stare con altri. La gente cerca compagnia, di qualsiasi genere; pur di evitare se stessi va bene qualsiasi cosa. Andranno a sedersi al cinema per tre ore per vedere una cosa assolutamente idiota. O leggeranno un giallo per ore, sprecando il loro tempo. Leggeranno più volte lo stesso giornale solo per tenersi occupati. Giocheranno a carte o a scacchi per ammazzare il tempo… come se ne avessero tanto!

L’amore inizia con te stesso, e poi si diffonde e si allarga, e lo fa per suo conto, non hai bisogno di diffonderlo tu.
“Ama te stesso” dice Buddha. E poi aggiunge subito: “…e osserva”. Questa è meditazione, questo è il nome che Buddha dà alla meditazione. Ma il primo requisito è di amare te stesso, e solo dopo puoi osservare.
Ama te stesso.
Socrate dice: Conosci te stesso, Buddha dice: Ama te stesso.
E Buddha è quello che ha più ragione perché se non ti ami, non potrai mai conoscerti- conoscersi arriva dopo, quando l’amore ha preparato il terreno. L’amore è una possibilità di conoscere se stessi, è il modo giusto per conoscersi.

 

Amati e osserva: oggi, domani e sempre.

Crea intorno a te un’energia di amore. Ama il tuo corpo e ama la tua mente. Ama tutto il meccanismo, tutto l’organismo. Con amore si intende: accettalo com’è, non cercare di reprimerlo. Reprimiamo solo quando odiamo qualcosa, reprimiamo solo quando siamo contrari. Non reprimere, perché se reprimi, come potrai osservare? Non possiamo guardare il nemico negli occhi; possiamo solo guardare negli occhi dell’amato. Se non sei l’amante di te stesso non potrai guardare nei tuoi occhi, nel tuo volto, nella tua realtà.
Sii consapevole, vigile, non essere inconsapevole. Non comportarti come chi sta dormendo. Non funzionare come una macchina, un robot. La gente funziona proprio così.
Osserva, semplicemente osserva. Non importa cosa devi osservare: è tutto! Quando cammini, osserva il camminare. Quando mangi, osserva il mangiare. Facendoti la doccia, osserva l’acqua, l’acqua fredda che cade su di te, il brivido che ti percorre lungo la schiena, osserva tutto… ‘oggi, domani e sempre’.

Alla fine arriva il momento in cui puoi osservare persino il tuo sonno. Questo è il livello supremo dell’osservare. Il corpo si addormenta ma l’osservatore è ancore sveglio e guarda silenziosamente il corpo profondamente addormentato. Questo è il culmine dell’osservare. Ora come ora è vero proprio l’opposto: il corpo è sveglio ma tu dormi. Allora sarai sveglio e il tuo corpo dormirà. Il corpo ha bisogno di riposo ma la tua consapevolezza non ha bisogno di dormire. La tua consapevolezza è cosciente; è l’essenza stessa dell’essere vigili, quella è la sua vera natura.
Quando ti ami e la tua capacità di osservare cresce, è come se mettessi le ali, e allora il cielo intero ti appartiene.

tratto dal libro “Lo specchio del Cuore” di Osho

17 ottobre 2017

LA TERRA: MAI LA MERCE SFAMERA' L'UOMO

La terra, il denaro e il capitale MAI LA MERCE SFAMERA' L'UOMO.

Stabilire la causa e le leggi dell'appropriazione di lavoro altrui, del rapporto sociale per cui determinati uomini e aggruppamenti di uomini nelle successive società storiche prestano la loro opera e lavorano, mentre vi sono altri uomini e altri gruppi che vivono non prestando lavoro e consumando in vari modi ciò che non hanno prodotto. A tanto si riducono le ricerche sulla rendita, sull'interesse e sul profitto che non sono che momenti e aspetti storici di quel lavoro prelevato da uomini a carico di altri uomini, ossia del sopralavoro, ed infine modernamente sono dimostrate parti in cui si suddivide il plusvalore.

Redazione: enzo

Crolla la qualità della vita: colpa di Monti e Fornero

Qualità della vita in Italia? Collata inesorabilmente. E il declino parte dal 2011, quando la crisi economica ha investito l'Europa e i mercati hanno sferrato il loro attacco all'Italia. In seguito a quei momenti (economicamente) drammatici, con il timore che lo spread potesse mandare gambe all'aria il Belpaese, arrivarono le dimissioni del governo Berlusconi e la decisione di Giorgio Napolitano di affidare la guida del Paese a Mario Monti. Scelta azzeccata? Per nulla. I dati emersi dallo studio realizzato da Tecnè e dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio dimostrano che proprio l'esperienza del governo tecnico e soprattutto la legge Fornerohanno determinato il crollo della soddisfazione dei cittadini per la qualità della vita in Italia.

Le cifre sono chiare e non lasciano spazio all'immaginazione. Dato come 100 l'indice di soddisfazione per la qualità della vita nel 2015, nel 2010 l'indice era 119. Poi è iniziato il crollo. Nel 2011 l'indice era di 117, poi nel 2012 è sceso a 102. Il calo di soddisfazione non ha ancora fermato la sua corsa. Enrico Letta e Matteo Renzi non sono riusciti a risollevarlo, nonostante gli annunci dell'attuale premier. L'indice, infatti, nel 2014 scende ancora a 102. Non bastano infatti gli annunci per far creadere agli italiani di stare bene. Non bastano nemmeno 80 euro in busta paga. I numeri dello studio sull'insoddisfazione degli italiani sono la cartina di tornasole delle reali condizioni del Paese al di là delle parole del premier.

Andando oltre, lo studio mette tra le cause dell'insoddisfazione anche il divario enorme tra Nord e Sud Italia. "All'Italia - si legge nello studio - occorre un salto di qualità che vada non solo nella direzione di un recupero di fiducia ma soprattutto in un progetto che punti a colmare i gravi ritardi tra nord e mezzogiorno. E' inimmaginabile pensare di recuperare il terreno perduto con la crisi e competere con le economie europee più avanzate se permangono differenze così forti nelle varie aree del Paese, differenze che si riflettono inevitabilmente nella velocità di risalita e che espongono a crisi cicliche e a un progressivo degrado economico delle aree più povere".

Se nel 2015 l'indice di soddisfazione per la qualità della vita personale è stato pari a 112 nel nordest e a 109 nel nordovest, mentre l'indice indice registrato a Sud è di 85 e 87 nelle isole. Anche il reddito delle famiglie povere si concentra la Sud. Più attive sopra il Po le imprese innovatrici, mentre per quanto riguarda la struttura culturale prevale il centro Italia. Dati a vantaggio del Nordest anche per quanto riguarda i serrvizi sociali e il sistema sanitario. In questo campo il Sud e le Isole non raggiungono nemmeno la media nazionale.

Nel complesso l'indice della qualità dello sviluppo, utilizzando come base di confronto la media nazionale pari a 100, colloca il nordest al primo posto con 111 punti, seguito dal nordovest (107), dal centro (103), mentre il sud e le isole si fermano molto più in basso, a 87 punti. E mentre crisi economica, governo Monti e legge Fornero hanno affossato il Paese, Matteo Renzi fa finta di nulla. Difficilmente inserirà questi dati nella prossima slide.

15 ottobre 2017

Sì al referendum in Lombardia


Il M5S si è battuto per coinvolgere i cittadini su una possibilità prevista dalla Costituzione: permettere a Lombardia e Veneto di gestire “in casa” molte delle risorse che ora è lo Stato a decidere come spendere. Altro che Padania e le bugie che i governi leghisti hanno raccontato per vent’anni ai cittadini. Nell’attuale legislatura i Consigli Regionali delle due regioni hanno votato la nostra proposta e dato il via alla consultazione in programma il prossimo 22 ottobre, con le rispettive maggioranze leghiste costrette ad abbandonare definitivamente utopie indipendentiste totalmente incostituzionali come lo Satuto Speciale o la gestione del Residuo Fiscale, nonostante la Lega continui a usarle come leve elettorali per promuovere questo referendum. La soluzione del M5S è democratica, costituzionale e non toglie risorse alle altre regioni. Questo referendum affronta il tema del “Regionalismo differenziato”, trattato nell’articolo 116 della Costituzione italiana, ovvero la possibilità di gestire direttamente le risorse che lo Stato già spende in trasferimenti e servizi per le Regioni. Risorse legate a determinate materie che, in caso di esito referendario positivo, saranno oggetto di una trattativa tra Regioni e Stato. Parliamo di competenze molto importanti come il sostegno alle imprese, la ricerca e l’innovazione, l’ambiente, l’istruzione, la valorizzazione dei beni culturali, e il governo del territorio, che avvicinate verso il basso e verso i territori troverebbero maggiore efficacia. Dare voce ai cittadini è una prerogativa di questo Movimento, tanto più su un tema così importante, tanto più se in passato le stesse regioni hanno provato ad aprire una trattativa ricevendo solo porte in faccia anche dal Governo a guida PD che tentò, con la riforma costituzionale, affossata dagli italiani il 4 dicembre, di togliere alle regioni anche molte delle attuali competenze, per non parlare della “clausola di supremazia” che avrebbe permesso allo Stato di passare sopra qualsiasi decisione locale. Il M5S vuole salvaguardare le specificità e le esigenze di ogni territorio “nel quadro dell’unità nazionale”, esattamente come richiede questo referendum. Siamo un popolo unito, senza bandiere politiche ed ideologiche che fa valere e sentire la propria voce con un referendum consultivo, come successo in Gran Bretagna sul tema Brexit. Abbiamo sempre denunciato e combattuto lo spreco di risorse pubbliche anche degli enti locali, ma per il M5S la strada da percorrere non è l’accentramento, ma portare le risorse pubbliche il più vicino possibile ai cittadini. Da qui, da questa responsabilizzazione delle comunità, passa il miglioramento delle strutture pubbliche locali che in mano ai partiti si sono trasformate troppo spesso in mangiatoie. I soldi spesi per interpellare i cittadini non sono mai uno spreco, soprattutto davanti ai 360 milioni di euro bruciati da Stato e Regione Lombardia per sostenere la vuota BreBeMi, i 300 milioni della Regione Veneto per la Superstrada Pedemontana veneta con cui si colma un buco creato dai privati, o il miliardo di euro speso tra defiscalizzazione e garanzie pubbliche del fallimentare progetto della Pedemontana lombarda, o i miliardi bruciati nel Mose. Sono invece un’opportunità e un investimento futuro per permettere di rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini. Movimento 5 Stelle Lombardia e Veneto

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