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22 gennaio 2018

Reddito di cittadinanza garantito: 1.300 euro al mese in Danimarca, 460 in Francia


La mappa

Mentre in Italia giacciono in Parlamento proposte di legge mai discusse, nel resto d'Europa sono in vigore forme di sostegno e sussidi non destinati solo ai disoccupati. Dal modello scandinavo all'esperimento francese, ecco come funzionano e quanto valgono. Ma il primato va all'Alaska (grazie al petrolio). In Brasile povertà dimezzata con il piano di Lula

L’ultima ad entrare nel club è stata l’Ungheria, nel 2009. Tutti gli altri paesi dell’Europa a 28 (tranne Italia e Grecia) hanno adottato da tempo forme di reddito minimo garantito per consentire ai loro cittadini più deboli di vivere una vita dignitosa, così come l’Europa chiede fin dal 1992. Strumento pensato per alleviare la condizione di insicurezza di chi vive al di sotto della soglia di povertà, in caso di perdita del lavoro il reddito minimo scatta quando è scaduta l’indennità di disoccupazione (che in Italia è l’ultima tutela disponibile) e il disoccupato non ha ancora trovato un nuovo impiego. Ma nell’Ue ne beneficia anche chi non riesce a riemergere dallo stato di bisogno nonostante abbia un lavoro. Negli ultimi anni la tendenza generalizzata, secondo il rapporto The role of minimum income for social inclusion in the European Union 2007-2010 stilato dal Direttorato generale per le politiche interne del Parlamento Ue, è stata quella di razionalizzare i vari sistemi, cercando di legare più che in passato il sostegno a misure per rafforzare il mercato del lavoro in modo da creare occupazione e ridurre il numero dei beneficiari. Ma il reddito minimo continua ad assolvere alla sua funzione: quella di ultimo baluardo garantito dagli Stati contro l’indigenza.

DANIMARCA – Il modello scandinavo. Informato ai principi dell’universalismo, il sistema danese è tra i più avanzati del continente ed è basato su un pilastro principale: il Kontanthjælp, l’assistenza sociale. Il sussidio è tra i più ricchi: la base per un singolo over 25 è di 1.325 euro (escluso l’aiuto per l’affitto, che viene elargito a parte), che arrivano a 1.760 per chi ha figli. I beneficiari che non hanno inabilità al lavoro sono obbligati a cercare attivamente un’occupazione e ad accettare offerte appropriate al loro curriculum, pena la sospensione del diritto. A differenza della maggior parte degli altri paesi, il sussidio è tassabile. E se ci si assenta dal lavoro senza giustificati motivi, viene ridotto in base alle ore di assenza. Fino al febbraio 2012, poi, esisteva lo Starthjælp, letteralmente “l’indennità di avviamento ad una vita autonoma”, il cui contributo minimo era di 853 euro: il beneficio è stato abolito in un tentativo di riorganizzazione e razionalizzazione del sistema.

GERMANIA – Il modello centroeuropeo. In Germania lo schema di reddito minimo è basato su 3 pilastri: l’Hilfe zum Lebensunterhalt, letteralmente un “aiuto per il sostentamento“, un assegno sociale per i pensionati in condizioni di bisogno (Grundsicherung im Alter) e un sostegno ai disoccupati con ridotte capacità lavorative (Erwerbsminderung). Dal 1° gennaio 2013 il contributo di primo livello (il più alto) è di 382 euro per un singolo senza reddito. Sussidi per l’affitto e il riscaldamento vengono elargiti a parte, come le indennità integrative per i disabili, i genitori soli e le donne in gravidanza. Lo Stato pensa anche alla prole: 289 euro per ogni figlio tra i 14 e i 18 anni, 255 euro tra i 6 e i 14 anni, 224 euro da 0 a 5 anni. La durata è illimitata, con accertamenti ogni 6 mesi sui requisiti dei beneficiari, a patto che chi è abile al lavoro segua programmi di reinserimento e accetti offerte congrue alla sua formazione. Ne hanno diritto i cittadini tedeschi, gli stranieri provenienti da paesi Ue che hanno firmato il Social Security agreement e i rifugiati politici.

REGNO UNITO – Il modello anglosassone. Oltremanica il reddito minimo è garantito da un complesso sistema di sussidi basati sulla “prova dei mezzi”, la misura del reddito dei richiedenti. L’Income Support è uno schema che fornisce aiuto a chi non ha un lavoro full time (16 ore o più a settimana per il richiedente, 24 per il partner) e vive al di sotto della soglia di povertà. Il sostegno ha durata illimitata finché sussistono le condizioni per averlo e varia in base ad età, struttura della famiglia, eventuali disabilità, risorse che i beneficiari hanno a disposizione: chi ha in banca più di 16mila sterline non può accedervi e depositi superiori alle 6mila riducono l’importo del sostegno. Le cifre: i single tra i 16 e i 24 anni percepiscono 56,80 pound a settimana, gli over 24 arrivano a 71,70 (per un totale di circa 300 sterline al mese, pari a 330 euro, contro le 370 del 2007). Un aiuto dello stesso importo garantisce la Jobseeker Allowance, riservata agli iscritti nelle liste di disoccupazione: “Per riceverlo il candidato deve recarsi ogni due settimane in un Jobcenter e dimostrare che sta attivamente cercando lavoro”. Lo Stato aiuta chi ha bisogno anche a pagare l’affitto e garantisce alle famiglie assegni per il mantenimento dei figli.

FRANCIA – Esperimento di reddito modulare. A due diversi tipi di sostegno rivolti ai disoccupati, si è aggiunto nel 1988 il Revenu Minimun d’Insertion, sostituito nel giugno 2009 dal Revenu de Solidarité Active. Ne ha diritto chi risiede nel paese da più di 5 anni, ha più di 25 anni, chi è più giovane ma ha un figlio a carico o 2 anni di lavoro sul curriculum. Un singolo percepisce 460 euro mensili (in aumento dai 441 del 2007), una coppia con 2 figli 966 euro. E il sussidio, che dura 3 mesi e può essere rinnovato, aumenta con l’aumentare della prole. Perché il sostegno non si trasformi in un disincentivo al lavoro, il beneficiario deve dimostrare di cercare attivamente un’occupazione, partecipare a programmi di formazione e l’importo del beneficio è modulare: man mano che cresce il reddito da lavoro, diminuisce il sussidio, ma in questo modo il reddito disponibile aumenta.

BUONE PRATICHE
Belgio. Quello belga è un sistema rigido, ma generoso: 725 euro il contributo mensile per un singolo. Con l’inizio della crisi Bruxelles ha, inoltre, aumentato le tutele, adottando nel luglio 2008 per gli anni 2009-2011 l’Anti-Poverty Plan, un’ulteriore serie di misure per garantire il diritto alla salute, al lavoro, alla casa, all’energia, ai servizi pubblici. Inoltre il Belgio è tra i paesi che, con Germania e Danimarca, consentono di rifiutare un lavoro perché non congruo al proprio livello professionale senza vedersi sospeso il sussidio (idea affine a quella proposta in Italia da M5S e Sel): un meccanismo studiato per contrastare quella fascia di lavori a bassa qualificazione che prolifera in conseguenza dell’obbligo di accettare un impiego per non perdere il sostegno.

Irlanda. Anche quello irlandese figura tra i sistemi più generosi: 849 euro il contributo massimo per un singolo. E grazie al Back to Work Allowance nell’isola un disoccupato che intraprende un’attività lavorativa continua ad usufruire dei sussidi per diversi mesi dopo l’avvio del lavoro. Anche se si riprendono gli studi si può richiedere un sostegno al reddito grazie al Back to study Allowance. 

Olanda. I Paesi Bassi, invece, oltre ad avere un sistema di manica larga con singoli (617 euro il contributo mensile massimo) e famiglie (1.234 euro, sia che si tratti di coppie sposate che di coppie di fatto, con figli e senza) hanno messo a punto il Wik, una misura specifica per gli artisti, studiata per garantire una base economica a chi si dedica alla creazione artistica.

RISULTATI. Secondo uno studio commissionato dalla Commissione Europea basato sui report nazionali dello Eu Network of National Independent Experts on Social Inclusion, sono rari i casi in cui il reddito minimo “riduce sensibilmente i livelli aggregati di povertà”: “i paesi che meglio riescono ad elevare le condizioni dei loro cittadini più deboli verso la soglia di povertà sono Irlanda, Svezia, Paesi Bassi e Danimarca”. Svolge, invece, un ruolo importante “nel ridurre l’intensità della povertà”. 

ESPERIMENTI NEL MONDO: IL REDDITO DI CITTADINANZA IN ALASKA E BRASILE. A differenza del reddito minimo, il reddito di cittadinanza, in inglese basic income, è una forma universalistica di sostegno del reddito garantita dallo Stato a tutti i cittadini maggiorenni a prescindere dai loro averi e dalla loro disponibilità a lavorare. Secondo la Global Basic Income Foundation, l’unico paese al mondo in cui esiste un reddito di cittadinanza è l’Alaska. Dal 1982 l’Alaska Permanent Fund, nel quale confluisce almeno il 25% dei proventi dei giacimenti di petrolio e gas dello Stato, garantisce un dividendo a tutti i cittadini residenti da almeno un anno. L’importo varia in base a proventi annui del settore minerario: nel 2011 è stato di 1.174 dollari, nel 2008 aveva toccato i 2.100. E si tratta di un sostegno individuale, quindi una famiglia composta da 5 persone riceverà 5 sussidi. Il Brasile, invece, si è dotato di un basic income, la Bolsa Familia, con la legge n. 10.835/2004 promulgata dal presidente Lula l’8 gennaio 2004. In base ai dati della Banca Mondiale, in questi anni la percentuale di persone che vivevano sotto la soglia della povertà (fissata nelle parti più ricche del mondo emergente a 4 dollari al giorno) è scesa dal 42.84%, del 2003 al 27.60% del 2011. E, secondo il Ministero per lo Sviluppo Sociale, il budget per il programma sarà portato dai 10,7 miliardi di dollari del 2012 a 12,7 nel 2013.

18 gennaio 2018

"Case Famiglia" Bimbi maltrattati e abusati Condannate tre Carmelitane


Bimbi maltrattati e abusati Condannate tre Carmelitane
Molestie sessuali, docce gelate, letti senza coperte per non farle sporcare di pipì sono solo alcune delle torture inflitte ai piccoli ospiti delle case famiglia «Amicizia» e «Aurora» gestite dalle suore, a cui sono state inflitte pene da uno a cinque anni

Bambini costretti a mangiare il loro vomito, a dormire senza coperte, a fare docce gelate. È il clima di terrore imposto per mesi tra le mura delle case famiglia «Amicizia» e «Aurora» riservate ai minorenni a Rocca di Papa da tre suore Carmelitane, condannate per maltrattamenti. Una di loro, Amparo Pena Guardaro, è stata anche ritenuta responsabile di aver intrattenuto rapporti intimi con uno dei ragazzi ospitati nella struttura e per questo è l’imputata per cui il tribunale ha pronunciato la sentenza più severa: cinque anni e due mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale cui i giudici hanno anche aggiunto il divieto di lavorare per sempre con altri bambini.

Le suore sudamericane

Per le altre due suore il verdetto è stato circoscritto ai reati inerenti al regime di paura instaurato all’interno della struttura: Virginia Pena Guardado - gemella di Amparo - è stata condannata a due anni, mentre nei confronti di Lorena Mely Sorto Hendriquez è stata pronunciata una sentenza di colpevolezza a un anno di reclusione. Entrambe le sorelle godranno della sospensione della pena. Tutte le imputate sono di origine sudamericana. Il dramma vissuto tra le mura della casa famiglia in via Locatelli è emerso tre anni fa, quando alcuni genitori si accorsero che i figli avevano lividi, graffi, punti di sutura e soprattutto uno di loro si era rotto entrambi i polsi.

I bimbi puniti

Davanti alle pressanti domande delle mamme e dei papà su cosa fosse successo, i bambini confessarono di subire vessazioni continue dalle responsabili della struttura. Drammi che si sono ripetuti anno dopo anno a partire dal 2007 fino al 2011, come sostenuto dai giudici di Velletri. L’incubo dei ragazzi cominciava la mattina presto, quando le suore li obbligavano a riordinare le stanze ma soprattutto a fare le docce con acqua fredda per consumare meno energia possibile. Una sofferenza estrema se si considera che nelle notti invernali dormivano senza coperte, protetti solo dalle lenzuola e il pigiama. A motivare le angherie, la decisione delle suore di punire i bambini perché si facevano la pipì addosso e le imputate non avevano alcuna intenzione di pulire la biancheria sporca.

Il bimbo di sette anni con le scarpe numero 44

«Pur esprimendo soddisfazione per la condanna per quello che concerne i gravi e continuati maltrattamenti subiti dai figli minori della mia assistita, non posso che rammaricarmi per la dichiarata prescrizione relativamente al reato di abbandono di minore - dice l’avvocato Erika Iannucci, difensore di una delle parti civili- Per la mia cliente resta l’amarezza di aver denunciato, senza essere creduta, presso il Tribunale per i Minorenni gli abusi e le violenze che sono emersi con grande chiarezza nel dibattimento subiti dai propri figli.” Drammatico il racconto in aula di una delle mamme dei bambini maltratti: “Per i miei bambini è stata una tortura, per sette anni hanno vissuto all’inferno, erano terrorizzati». La signora, cui furono tolti i figli quando avevano 6 e 2 anni, riferì nel corso del processo che “I bambini negli orari di visita non mi lasciavano andare via e fu allora che notai su mio figlio dei lividi. La situazione peggiorava sempre: occhi neri, un polso rotto, graffi e una volta 40 punti di sutura perché qualcuno aveva spinto mio figlio contro un vetro. D’inverno capitava che avessero vestiti troppo leggeri per il clima e una volta mio figlio, avrà avuto sui 7 anni, aveva al piede scarpe di misura 44».
La casa-famiglia, in Italia, è una struttura destinata all'accoglienza, è una «comunità di tipo familiare con sede nelle civili abitazioni» la cui finalità è l'accoglienza di minorenni, disabili, anziani, adulti in difficoltà, persone affette da AIDS e/o in generale persone con problematiche psicosociali. 

Storia

Le prime case-famiglia hanno avuto origine tra l'inizio degli anni sessanta e la fine degli anni settanta del XX secolo, da esperienze di condivisione diretta con persone in situazione di handicap.
A quel tempo, queste erano per lo più confinate in istituti nei quali l'attenzione era posta soprattutto sulla patologia e sulla sua terapia. Spostando l'attenzione sulla globalità della persona venne l'esigenza di creare strutture che ne permettessero anche un inserimento sociale ed una vita di relazione normale.

Nel 1964, a Pian di Scò, in provincia di Arezzo, nacque la prima casa-famiglia dell'Opera Assistenza Malati Impediti (OAMI), aperta da Mons. Enrico Nardi, per potere inserire i disabili in una piccola comunità, anziché in grandi strutture. Nel 1973 a Coriano, in provincia di Rimini, sotto la guida di Don Oreste Benzi, nacque la prima casa-famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Disciplina normativa

I requisiti di tali strutture sono contenuti nel decreto ministeriale del Ministro per la Solidarietà Sociale del 21 maggio 2001 n. 308 emanato ai sensi dell'art. 11 della legge 8 novembre 2000 n. 328.
Esse devono inoltre essere in possesso dell'autorizzazione del comune italiano sul cui territorio esse insistono, rivolgendosi all'assessorato ai servizi sociali.

Non sono obbligate a ottenere la preventiva autorizzazione le case famiglia che ospitano fino a 6 ospiti, purché non si effettuino attività sanitarie. Tuttavia le attività sanitarie possono " provenire dall'esterno" esempio necessità di prestazioni infermieristiche attraverso i servizi domiciliari territoriali della Asl di appartenenza, o i servizi infermieristici privati territoriali.
Il soggetto gestore che intende avviare una struttura “Casa Famiglia”, in questo caso, è tenuto a dare preavviso dell'avvio di tale attività al Dirigente dei Servizi Diretti dell'Assessorato “Politiche Sociali e per le Famiglie” del Comune di appartenenza. Egli, entro 60 giorni, deve dare comunicazione al Comune di appartenenza dell'avvenuta avvio dell'attività completa di tutte le informazioni.

Non sono obbligate a ottenere l´autorizzazione le strutture finalizzate alla semplice abitazione, alla frequenza scolastica, all´inserimento lavorativo, ai soggiorni di vacanza e le strutture che non svolgono attività socio-assistenziali.
Deve essere comunque comunicato l'inizio dell'attività (anche tramite Denuncia di inizio attività) allegando tutte le documentazioni al comune di appartenenza entro il 60º (sessantesimo giorno) dall'inizio dell'attività al comune di appartenenza territoriale della struttura.

In tali casi vale il principio del silenzio-assenso, ovvero in assenza di controllo si intende "temporaneamente autorizzata". Questo impedisce di rimanere intrappolati nella burocrazia, attraverso lunghe attese, per queste strutture che difficilmente possono attendere i tempi lunghi, con disastrose conseguenze economiche e sociali.

Caratteristiche

Molte case-famiglia, si occupano dell'accoglienza di minori «per interventi socio-assistenziali ed educativi integrativi o sostitutivi della famiglia». Si pongono in alternativa agli orfanotrofi (o istituti) in quanto, a differenza di questi, dovrebbero avere alcune caratteristiche che la renderebbe somigliante ad una famiglia. In una stessa struttura potrebbero essere accolte anche minori fuori famiglia o comunque con disagi e difficoltà di diverso tipo.

I tratti di maggiore affinità con la famiglia sono i seguenti: 

Presenza di figure parentali (materna e paterna) che la eleggono a loro famiglia, facendone la propria casa a tutti gli effetti. 

Numero ridotto di persone accolte, per garantire che i rapporti interpersonali siano quelli di una famiglia. 

La casa deve avere le caratteristiche architettoniche di una comune abitazione familiare, compatibilmente con le norme, eventualmente, stabilite dalle autorità sanitarie. 

La casa deve essere radicata nel territorio, deve, cioè, usufruire dei servizi locali (negozi, luoghi di svago, istruzione) e partecipare alla vita sociale della zona. 

Il Decreto ministeriale stabilisce inoltre, all'art. 3, che:

« per le comunità che accolgono minori, gli specifici requisiti organizzativi, adeguati alle necessità educativo-assistenziali dei bambini, degli adolescenti, sono stabiliti dalle Regioni » 

Tra i criteri organizzativi, le Regioni possono stabilire anche accorpamenti tra più comunità. A seguito di ciò, vi sono strutture la cui capienza totale supera anche i 100 minori accolti.

Requisiti minimi strutturali

Per le strutture fino a 10 posti letto, sono richieste le caratteristiche delle civili abitazioni ed una organizzazione interna che garantisca sia gli spazi e i ritmi della normale vita quotidiana; Di norma le civili abitazioni dispongono al massimo di due bagni, ma almeno uno dovrà in questo caso essere attrezzato per la disabilità qualora si verifichi la necessità.

Il personale potrà far uso dei soliti bagni, solo se saranno disinfettati a mano, o meglio ad ogni scarico d'acqua automaticamente dall'apposito automatismo e a condizione che la rubinetteria del lavabo del bagno più in prossimità alla cucina sia a comando a pedale o a fotocellula, per i maggiori accorgimenti igienici.

Le camere ad un posto letto hanno nelle civili abitazioni una superficie di circa 9 m², quelle a due posti letto di circa 14 m², i soggiorni o le sale di 18 – 22 m² e tutto ciò è sufficiente ad ospitare i 6 ospiti; Le cucine delle civili abitazioni difficilmente superano gli 8 m², ma sono comunque sufficienti ad accogliere la famiglia di ospiti anziani al tavolo da 6 posti.

L'affido familiare è un'istituzione dell'ordinamento civile italiano che si basa su un provvedimento temporaneo che si rivolge a bambini e a ragazzi fino ai diciotto anni di nazionalità italiana o straniera, che si trovano in situazioni di instabilità familiare. Grazie all'affido, il minore viene accolto presso una famiglia che ne fa richiesta o ove ciò non sia possibile è consentito l’inserimento del minore in una comunità di assistenza pubblico o privato. L'affidamento è dunque un servizio di aiuto e sostegno creato nell’ottica della tutela dei diritti dell’infanzia, garantendo al minore il diritto a crescere in un ambiente che possa soddisfare le sue esigenze educative e affettive, in grado di rispettare i suoi bisogni, in riferimento alle caratteristiche personali e familiari e alla sua specifica situazione di difficoltà.

In Italia l'affidamento è disciplinato dalla Legge n. 184 del 4 maggio 1983 che è stata poi modificata dalla Legge n. 149 del 28 marzo 2001.

Tutti parlano di Casa Famiglia… ma cos’è in realtà?

Il modello di Casa Famiglia di Ai.Bi. si fonda su una coppia di coniugi che avendo già avuto esperienze di affido familiare, dà la disponibilità ad accogliere fino a un massimo di 6 minori (dagli 0 ai 18 anni), mentre la comunità educativa può ospitare fino a un massimo di 10 minori. La Casa Famiglia è un servizio residenziale di accoglienza per minori. Gli ultimi dati del 2010 parlano di 29.300 minori fuori famiglia, per cui c’è sempre un enorme bisogno di famiglie che si vogliono aprire all’accoglienza.

I bambini che arrivano all’interno delle nostre strutture, sono minori sotto tutela, ciò significa che sono in carico al Servizio Sociale di competenza. Il servizio sociale, che ha ricevuto il mandato dall’Autorità Giudiziaria, predispone un progetto a tutela del minore.

La maggior parte dei bambini ha vissuto l’allontanamento dalla famiglia d’origine a causa di grosse problematiche come la trascuratezza, l’incapacità genitoriale, il maltrattamento, episodi di violenza o anche tossicodipendenza, alcolismo da parte della famiglia d’origine.

Lo scopo della Casa Famiglia vuole essere quello di accogliere i bambini che ne hanno bisogno, coccolarli, accudirli e far assaporare loro il clima familiare, in modo da poter dare strumenti per poi essere pronti per essere accompagnati verso il loro progetto di vita definitivo come l’adozione o il rientro a casa. Questo aspetto per esempio non viene garantito all’interno di una struttura gestita solamente da operatori, come una comunità educativa.

Spesso accompagniamo i bambini verso un altro progetto di affido familiare. Anche rispetto a questo progetto, uno degli obiettivi che ci poniamo come Casa Famiglia è quella di sensibilizzare il territorio in cui siamo presenti, cercando di informare e di reperire nuove famiglie che intendano aprirsi all’affido familiare.

A nostro modo di vedere, la Casa Famiglia non è la risposta definitiva per loro, viene intesa come un momento di passaggio dove potersi “preparare” al loro progetto di vita. Per questo motivo indichiamo fin da subito al Servizio Sociale un lasso di tempo di nostra disponibilità per costruire insieme il progetto di vita per ogni bambino accolto. Allo stesso tempo, la Casa Famiglia risponde a un bisogno dei bambini di essere protetti e tutelati e dove possono iniziare a sperimentare il clima familiare, per arrivare preparati ad un eventuale progetto di affido o adozione o al possibile rientro a casa.

Ai.Bi. mette a disposizione alla famiglia di riferimento della Casa Famiglia ogni genere di supporto: educatore a supporto della famiglia accogliente, il coordinatore che mantiene i contatti con i diversi Servizi Sociali, sviluppa la rete di famiglie, fondamentale per chi vive una scelta di vita così importante e anche una psicologa per poter rileggere i comportamenti e le reazioni dei bambini accolti..

A livello organizzativo, l’associazione si impegna nella ricerca dell’immobile, adatto secondo i requisiti richiesti dalle normative regionali, nella zona di residenza della coppia, in modo da rimanere nel territorio di appartenenza della famiglia e in modo da garantirle abitudini, stile di vita, amicizie anche con la Casa Famiglia avviata. E’ l’associazione che si fa carico della maggior parte delle spese economiche della struttura e per i minori accolti, grazie alle rette che i servizi ci pagano per l’inserimento del minore e grazie anche a diversi finanziatori esterni che continuano a sostenerci.

IN CASA FAMIGLIA SENZA MOTIVO: "MAMMA, TI PREGO, PORTAMI VIA"

Si parla molto in questo periodo di minori sottratti ai genitori e collocati in casa famiglia senza che si siano verificate le gravi condizioni che la legge impone per assumere simili traumatiche decisioni. Violenze, maltrattamenti, abusi sessuali, droga o incuria, sono infatti i mali estremi a cui la legge impone estremi rimedi. Ma perchè, allora, sempre più spesso leggiamo di bambini strappati a un genitore o a tutti e due, quando nessuno di questi gravi motivi è presente?

Quasi quotidianamente assistiamo a programmi televisivi in cui ai racconti drammatici dei genitori si alternano dichiarazioni di giudici dei tribunali dei minori che negano con decisione la possibilità che un bambino possa essere strappato ai genitori per povertà o per banali liti fra coniugi separati o in via di separazione, "La legge non consente di togliere un figlio ai genitori in assenza di gravi motivi", tuonano.

Già, ma allora perchè i giornali sono pieni di storie tutte uguali in cui i bambini vengono privati anche con l'uso della forza pubblica di tutti i loro affetti per essere collocati in una casa famiglia? Cosa hanno fatto di male questi bambini per essere così duramente puniti? E che tipo di traumi provocherà in loro la perdita di tutti gli affetti? Il problema non sembra sussistere per le figure istituzionali che dovrebbero operare per "il bene supremo del minore", a meno che i giudici non abbiano una concezione del "bene del minore" totalmente sconosciuta al resto della società civile.

Ma forse una spiegazione a quello che appare a tutti gli effetti un gigantesco e letale equivoco, possiamo trovarla in questo articolo di presentazione della comunità per minori "Il Ciliegio", inaugurata nel 1995.Proprio in occasione della sua apertura, il Corriere scriveva: " Cassia. inaugurata casa famiglia per minori in difficolta' Bambini in situazioni di disagio familiare, con genitori tossicodipendenti o prossimi alla separazione, potranno essere ospitati dalla casa famiglia "Il ciliegio" di via Lubriano 40, sulla Cassia, inaugurata ieri dall' assessore Amedeo Piva. La casa famiglia potra' ospitare 8 10 bambini che dovranno restare almeno un anno. Pagina 46 (26 settembre 1995) - Corriere della Sera"

In questo articolo, incredibilmente si associano i genitori tossicodipendenti a quelli prossimi alla separazione, come se entrambe le categorie facessero parte del gruppo per cui si rende necessario l'allontanamento di un minore dalla famiglia naturale. Inoltre, qui per la prima volta è indicato un periodo di permanenza minimo in casa famiglia: un anno. Qualcuno potrà obbiettare che non sempre i giornali riportano correttamente le notizie, ma se questo articolo le avesse invece riportate fedelmente, allora si aprirebbe finalmente uno squarcio nella nebbia che troppo spesso avvolge le decisioni dei vari tribunali dei minori, ovvero: la categoria dei genitori separati è di fatto entrata nel ristretto gruppo di quelle che “impongono l’allontanamento del minore dai genitori ”, senza che lo abbia stabilito alcuna legge dello stato.

E’ avvenuto per un passaparola? Per abitudine? Per comodità? Per incompetenza? Questo non possiamo saperlo, quello che è certo è che “il supremo interesse del minore” è andato via via scemando, per lasciare spazio al supremo interesse di altre figure che, di fatto, alimentano e amplificano il conflitto fra gli ex coniugi, punendo però soltanto i loro figli.

Non è poi da sottovalutare il fatto che la macchina messa in moto nelle separazioni conflittuali, anche in assenza di una contesa per l’affido dei figli, è estremamente costosa.

Consulenti tecnici, consulenti di parte, psicologi, avvocati, sono tutte figure di cui i genitori avranno bisogno. Poi, qualora venisse sottratto loro il figlio o i figli, i separati dovranno pagare anche la casa famiglia, il cui costo medio è di circa 3000 euro al mese a bambino. Se i loro introiti non fossero sufficienti, sarà il comune a pagare in parte o interamente la retta. Quanto possa durare la permanenza di un figlio di genitori separati in una casa famiglia è un rebus. Ci sono bambini che sono in casa famiglia anche da 4 anni, tanto che il Garante per l’Infanzia del Lazio, due anni fa, ha ordinato una sorta di censimento sui minori ospitati nelle case famiglia, per avere finalmente dei dati sulle “ detenzioni ingiustificate”.

In una trasmissione radiofonica di qualche giorno fa, il risultato della “ingiusta detenzione” di bambini innocenti, è emerso in modo drammatico in una telefonata fra una mamma e la sua bambina rinchiusa in comunità su ordine del tribunale dei minori di Roma alla vigilia dello scorso Natale.La colpa della bimba? La separazione conflittuale dei genitori.

Così, un giorno, questa bimba che viveva con la mamma, andava bene a scuola e stava benissimo, si è vista portare via per essere rinchiusa in una comunità per minori in difficoltà, anche se lei di difficoltà non ne aveva. Le richieste di aiuto che questa bambina lancia dal telefono alla mamma, sono strazianti, disumane, spaventose. “Mamma, ti prego, portami via” , grida questa bambina, e in quel grido che le si strozza in gola vedo qualcuno che nell’ombra sorride soddisfatto, mentre qualcun altro continua a ripetere che i tribunali pensano soltanto “al bene supremo del minore.

Come aprire una casa famiglia

Una casa famiglia è un luogo di accoglienza per minori abbandonati o allontanati dai genitori. E' un luogo di passaggio che prepara questi bambinialla vita e dà loro l'amore necessario. Aprire queste case è un atto di grande solidarietà, ma anche un' enorme responsabilità. Il percorso che porta all'avvio dell'attività è molto lungo, ma se avrete pazienza vedrete premiati i vostri sforzi. Cerchiamo quindi di vedere assieme i vari passaggi da fare. 

Assicurati di avere a portata di mano:Autorizzazioni dagli enti preposti

Se avete deciso di aprire una casa famiglia in primo passo da fare sarà quello di recarvi al comune del paese in cui avvierete l'attività e informarli delle vostre intenzioni. Si tratta senza dubbio della cosa più importante da fare. Il consenso del comune è fondamentale, perché se interpellate la giunta comunale a lavori iniziati, rischiate di vedervi negata l'autorizzazione, sprecando così tempo ed energie. Una volta che il comune approva la vostra iniziativa, potrete passare al passaggio successivo. 

Il secondo passo sarà quello di trovare un edificio adatto ad un'attività di questo tipo. Sono molte le caratteristiche che una casa famiglia deve avere, dato che fin da subito riceverete controlli da parte dell'Asl, dell'ufficio tecnico del comune e dei Vigili del Fuoco, e quindi ogni dettaglio dovrà essere perfetto, in modo da non vedervi revocare i permessi. Una casa famiglia risponde alle norme sulle abitazioni civili, pertanto deve rispettare sia la legge 46/90 sugli impianti, ma anche la legge 626 sulla sicurezza dei posti di lavoro. Per una struttura ospitante fino a dieci bambini dovrete garantire la presenza di almeno due bagni, di cui uno usufruibile anche dalle persone disabili. Ogni bagno, inoltre, dovrà essere dotato di un sistema di disinfezione automatico (che entra cioè in funzione ad ogni scarico d'acqua). Considerando poi che dovrete predisporre anche una cucina, il bagno che si troverà vicino a quest'ultima, per una maggiore sicurezza igienica, dovrà avere caratteristiche aggiuntive. Nello specifico, nel lavandino non potrete installare la normale rubinetteria, bensì un sistema di apertura dell'acqua a fotocellula o con comando a pedale. Per quanto riguarda la cucina stessa, poi, 8 metri quadri di spazio riservato saranno più che sufficienti. Dovrete poi assicurarvi che anche le camere da letto siano in regola con la normativa. Proprio per questo, ogni camera contenente un letto dovrà avere una superficie non inferiore ai 9 metri quadri, mentre ogni camera con due posti letto avrà una superficie di almeno 14 metri quadri. Le spazi comuni, invece, dovranno essere in grado di ospitare più persone contemporaneamente, quindi non dovranno essere più piccole di 22 metri quadri. Se poi volete dare maggior valore alla vostra struttura, sarà buona cosa predisporre anche un ampio giardino esterno protetto con una recinzione perimetrale. Se l'edificio che avete individuato presenta tutte le suddette caratteristiche, allora sarete avvantaggiati. In caso contrario dovrete fare una richiesta al comune per apportare le dovute modifiche ed affidare poi i lavori ad un'impresa edile. Per quanto riguarda i lavori di tipo idraulico ed elettrico, la stessa impresa edile saprà indirizzarvi da chi di competenza. 

Redazione:

14 gennaio 2018

Movimento 5 Stelle


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Il Movimento 5 Stelle (M5S) non è un partito politico italiano[14] fondato a Milano il 4 ottobre 2009[15] dal comico e attivista politico Beppe Grillo e dall'imprenditore del web Gianroberto Casaleggio[16] sulla scia dell'esperienza del movimento Amici di Beppe Grillo, attivo dal 2005, e delle liste civiche a Cinque Stelle, presentate per la prima volta alle elezioni amministrative del 2009.

In base all'atto costitutivo dell'associazione "Movimento 5 Stelle", registrato il 18 dicembre 2012 (in vista delle elezioni politiche nazionali del 2013),[1] a Beppe Grillo appartengono la presidenza e la rappresentanza legale.[1][17] Sul suo blog, nell'ambito dei suoi spettacoli e tramite il sito web del movimento vengono veicolate e promosse le riflessioni sulle iniziative politiche con l'ambizione di stimolare metodi di democrazia diretta, contrapposta alla democrazia rappresentativa, e con una forte componente antipartitocratica.[18] Le cinque stelle richiamate nel nome rappresentano tematiche relative ad acqua, ambiente, trasporti, sviluppo ed energia.[19][20]

Il Movimento 5 Stelle vede e promuove se stesso come organizzazione né di destra né di sinistra[21] e non si definisce un partito[22]preferendo locuzioni come "libera associazione di cittadini",[23] "non associazione"[24] o "forza politica".[25] I militanti sono usualmente definiti cinquestelle, pentastellati[26] o grillini,[27] sebbene essi ritengano quest'ultima definizione riduttiva o volutamente distorsiva, preferendo invece quella di attivisti 5 Stelle.[25] Ideologicamente e organizzativamente, il Movimento è stato paragonato ai Partiti Piratanord-europei, al Movimento Occupy e agli Indignados spagnoli.[16] Nel Parlamento europeo afferisce al gruppo politico euroscettico di destra[28][29] dell'Europa della Libertà e della Democrazia Diretta, che ha contribuito a fondare insieme ad altre forze politiche nel 2014.

Il 16 luglio 2005 Beppe Grillo propone sul suo blog l'adozione del social network Meetup per comunicare e coordinarsi a livello locale.[30] Il coordinamento di attivisti mediante Meetup era già stato adottato nel 2003 da Howard Dean durante la campagna per le primarie del Partito Democratico degli Stati Uniti d'America.[31]

Nascono così i primi 40 meetup Amici di Beppe Grillo, inizialmente con l'obiettivo, secondo lo stesso Grillo, di «divertirsi, stare insieme e condividere idee e proposte per un mondo migliore, a partire dalla propria città. E discutere e sviluppare, se si crede, i miei post».[32]All'interno dei meetup si creano dei gruppi di lavoro tematici su argomenti comprendenti "Tecnologia e innovazione", "Ufficio stampa-comunicazione", "Consumo critico", "Studio Moneta", "No Inceneritori", ecc.[33][34][35] È da queste esperienze che viene chiesto a Grillo di candidarsi alle elezioni primarie per la scelta del candidato premier de L'Unione di centro-sinistra, previste per l'ottobre successivo.[36]

In tre occasioni - il 17 dicembre a Torino,[37][38] il 26 marzo a Piacenza[39] e dal 16 al 18 giugno a Sorrento[40] - i rappresentanti dei meetup "Amici di Beppe Grillo" tengono degli incontri nazionali alla presenza del comico. In queste circostanze, vengono discusse proposte per lo più inerenti a questioni ambientali (es. l'impiego del trattamento meccanico-biologico dei rifiuti in luogo del ricorso agli inceneritori).[41][42]

Il 15 novembre 2006 nasce il meetup 280 che raccoglie cittadini, organizer degli altri forum con lo scopo di promuovere progetti concreti[43]. Sarà il meetup 280 che proporrà il progetto liste civiche in democrazia diretta[44] e darà la spinta creativa per costruire il soggetto politico successivo attraverso una serie di raduni nazionali auto gestiti: Lucca, Parma, Reggio Emilia e Salerno; e l'uso di diversi strumenti informatici come grillipedia, partecipa.info e rete di listeciviche[45]. Da tale iniziativa nascerà la prima lista civica italiana sostenuta da Beppe Grillo, "Pescara in Comune" sostenuta dal meetup "Amici di Beppe Grillo Pescara"[46] con Stefano Murgo, già organizer del gruppo 280, candidato Sindaco. La capacità di autogestione non sarà apprezzata da altri gruppi e soprattutto da Grillo e Casaleggio che in antitesi apriranno il meetup 533 gestito da uno stagista della Casaleggio associati, Marco Canestrari. Il 4 ottobre 2009 il gruppo 280 portò un documento per chiedere la nascita di un movimento politico democratico[47], ma tale istanza prima accettata da Beppe Grillo fu poi ignorata, «sono fermamente decisa a non sorvolare su questa faccenda della mancata lettura del nostro documento», scrive Roberta Lombardi[48]. Nel forum 280 ritroviamo molti dei politici che oggi siedono nelle istituzioni, da Giovanni Favia, Federica Salsi, Maurizio Buccarella, Andrea Cioffi, Dario Tamburrano, Federico Pizzarotti, Alfonso Bonafede, Andrea Colletti, Girolamo Pisano, Vittorio Bertola, Michele Pietrelli.

Nel corso del quarto raduno nazionale, tenutosi a Genova il 3 febbraio 2007, Beppe Grillo annuncia la volontà di lasciare agli attivisti dei Meetup locali uno spazio autogestito all'interno degli spettacoli del suo tour.

Il 14 luglio 2007 i rappresentanti di alcune liste civiche partecipanti alle elezioni amministrative della primavera precedente si incontrano a Parma per la costituzione di un coordinamento nazionale fra «associazioni, movimenti, organizzazioni, liste civiche che praticano, promuovono, sperimentano la democrazia diretta e partecipativa»,[49] e condividono un documento di intenti che tra gli obiettivi prioritari include l'istituzione dei referendum di tipo propositivo e abrogativo, l'elezione diretta del difensore civico, l'istituzione del bilancio partecipativo, il mandato vincolato per gli amministratori pubblici e le primarie aperte.


Svolta del V-Day
Lo stesso argomento in dettaglio: V-Day e V2-Day.


Il 14 giugno 2007 Beppe Grillo lancia l'idea del Vaffanculo Day (o V-Day), una giornata di mobilitazione pubblica per la raccolta delle firme necessarie a presentare una legge di iniziativa popolare che mirasse a introdurre le preferenze nella vigente legge elettorale e impedisse la possibilità di candidare in Parlamento i condannati penali o chi avesse già espletato due legislature.[51]

Il V-Day di Bologna del 2007

Il V-Day, che proseguiva l'iniziativa Parlamento pulito promossa da Beppe Grillo sin dal 2006, si tenne in numerose piazze italiane il successivo 8 settembre, data scelta per evocare lo stato di sbandamento in cui versava lo Stato, come in occasione dell'8 settembre 1943. Furono raccolte 336 000 firme, di molto eccedenti le 50 000 necessarie per il deposito della legge di iniziativa popolare. Per l'occasione Michele Serra conia il termine «grillismo».[52]

Sull'onda del successo ottenuto, eccedente le aspettative degli stessi organizzatori, per il 25 aprile 2008 fu organizzato il V2-Day, una seconda giornata di mobilitazione finalizzata alla raccolta di firme per tre referendum sull'editoria.[53]

Il 29 e 30 settembre 2007 a Lucca[54] diversi membri dei MeetUp "Amici di Beppe Grillo" e di liste civiche locali, sulla spinta iniziale della discussione aperta in rete[55] e sulla scia del precedente incontro di Perugia, definiscono le linee politiche per la costituzione di liste civiche. Il 10 ottobre Grillo dà indicazioni su come creare le liste civiche.[56]

Il 1º dicembre 2013 si svolge a Genova il V3-Day a cui hanno preso parte un numero non definito di simpatizzanti del movimento.[57]
Partecipazioni alle elezioni amministrative del 2008

Il 24 gennaio 2008, mentre in Parlamento cade il governo Prodi II, Grillo annuncia che «da oggi il blog fa politica attiva con un sito dedicato alle liste civiche, al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione [...][58] Per un Nuovo Rinascimento». Seguono quindi le regole base perché gli attivisti partecipino alle imminenti elezioni amministrative con liste «certificate» dallo stesso Grillo.[59][60]

Dal 10 febbraio Grillo comincia a coordinare il movimento con dei comunicati politici[61] e in quello del 15 febbraio scarta l'ipotesi di presentare una lista grillina già alle elezioni politiche del 2008.[62]

Alle elezioni regionali siciliane del 13 e 14 aprile, la lista "Amici di Beppe Grillo" ottiene l'1,72% dei voti e la candidata alla presidenza Sonia Alfano ne consegue il 2,44%;[63] al Comune di Roma la lista civica Amici di Beppe Grillo ottiene il 2,64% dei voti pur senza eleggere alcun consigliere;[64] al Comune di Treviso, la lista civica Grillitreviso ottiene il 3,64% ed elegge un consigliere.[65]
Liste Civiche a Cinque Stelle
Carta di Firenze


«I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l'acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni a Cinque Stelle si deve ripartire a fare politica con le liste civiche per Acqua, Ambiente, Trasporti, Sviluppo e Energia.
Acqua pubblica;
Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati;
Espansione del verde urbano;
Concessioni di licenze edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d'uso di aree industriali dismesse;
Piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili cittadine;
Piano di mobilità per i disabili;
Connettività gratuita per i residenti nel Comune;
Creazione di punti pubblici di telelavoro;
Sviluppo delle fonti rinnovabili come il fotovoltaicoe l'eolico con contributi/finanziamenti comunali;
Efficienza energetica;
Favorire le produzioni locali.»


Il 3 dicembre Grillo rende noto il simbolo delle Liste Civiche a Cinque Stelle per le amministrative del 2009. Nel logo la "V" di "civiche" è un riferimento ai V-Day.[66] A Bologna, il 17 febbraio, un raduno di liste civiche discute del futuro del movimento e delle successive elezioni; in particolare, Sonia Alfano si consulta con la base del movimento a proposito della sua possibile candidatura al Parlamento Europeo come indipendente nelle liste dell'Italia dei Valori.

L'8 marzo si tiene a Firenze il Primo Incontro Nazionale delle Liste Civiche a Cinque Stelle. Qui Beppe Grillo presenta la Carta di Firenze, ossatura comune in 12 punti del programma locale delle varie liste civiche; nel pomeriggio, una ventina di gruppi locali presentano le proprie idee e le proprie esperienze.[67] In aprile Grillo renderà nota una lettera del premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz nella quale dichiara di guardare con attenzione all'esperienza delle liste civiche locali promosse tramite il blog.[68]

Il 26 marzo Grillo annuncia che nelle imminenti elezioni europee appoggerà Luigi de Magistris e Sonia Alfano, personalità vicine al movimento candidate come indipendenti nelle liste dell'Italia dei Valori,[69] insieme con il giornalista Carlo Vulpio, pure vicino al movimento.[70] L'11 giugno sia De Magistris sia Alfano, candidati in tutte le 5 circoscrizioni, sono eletti al Parlamento europeo, ottenendo il primo 419 000 preferenze e la seconda 143 000. Nella stessa tornata elettorale, secondo quanto dichiarato da Beppe Grillo, vengono eletti 23 consiglieri comunali delle Liste Civiche a Cinque Stelle, soprattutto nei comuni dell'Emilia-Romagna e dell'Italia centrale.[71]
Candidatura di Grillo alla segreteria del PD

Il 12 luglio 2009, sulla base del programma del movimento grillino, Beppe Grillo annuncia di volersi candidare alle elezioni primarie per la carica di segretario nazionale del Partito Democratico.[72] Alcuni giorni prima aveva fatto domanda di iscrizione allo stesso PD. Due giorni dopo la candidatura e la stessa richiesta di iscrizione vengono rigettate dalla commissione di garanzia del partito con la motivazione: «Beppe Grillo ha promosso in numerosi comuni del territorio nazionale la costituzione di liste che si sono presentate, in occasione delle ultime elezioni amministrative, con il suo nome in posizione contrapposta a quella dei candidati e delle liste riconducibili al Partito Democratico. Egli ha anche più volte palesato la propria contrapposizione alle idee e ai valori del Partito Democratico».[73]

Fondazione del Movimento 5 Stelle ed elezioni locali del 2010 e 2011

Gianroberto Casaleggio, cofondatore del M5S assieme a Grillo

Secondo l'ex socio della Casaleggio Associati, Sassoon, l'idea di creare un partito politico è stata di Casaleggio. «La parte ideologicamente più preparata mi sembra sia quella di Casaleggio, Grillo è un megafono che ripropone delle elaborazioni che non necessariamente gli appartengono»[74].

Il 9 settembre 2009 viene annunciato il varo del «Movimento Nazionale a Cinque Stelle» ispirato alle ideologie della Carta di Firenze.[75]Insieme con Gianroberto Casaleggio[76] al Teatro Smeraldo di Milano, il 4 ottobre Beppe Grillo dichiara la nascita del Movimento Cinque Stelle e lancia un programma.[77]

Nel 2010 il Movimento 5 Stelle partecipa alle elezioni in cinque regioni e dieci comuni,[78] eleggendo due consiglieri regionali in Emilia-Romagna, dove raccoglie il 7% dei voti per il presidente e il 6% di quelli di lista, e altrettanti in Piemonte, dove con il 4% risulta decisivo per l'esito elettorale. Vengono eletti inoltre otto consiglieri comunali.

L'anno successivo il M5S si presenta in 75 dei 1 177 comuni al voto,[79] tra i quali 18 dei 23 capoluoghi di provincia. Al primo turno il Movimento fa entrare i propri rappresentanti in 28 comuni (per un totale di 34 consiglieri eletti) e risultando spesso decisivo in alcuni importanti ballottaggi.[80] I risultati migliori sono nelle città medie e grandi del centro-nord, soprattutto in Emilia-Romagna (dove la lista ottiene tra il 9 e il 12% a Bologna, Rimini e Ravenna) e in Piemonte, mentre nel Mezzogiorno raramente supera il 2% dei consensi.

A ottobre 2011 il M5S partecipa alle elezioni regionali in Molise ottenendo il 2,3% di voti per la lista e il 5,6% per il candidato presidente, non eleggendo alcun consigliere.[81]
Elezioni amministrative del 2012

Alle elezioni amministrative di maggio 2012 il Movimento si presenta in 101[82] dei 1 012 comuni al voto,[83] tra i quali 21 dei 28 capoluoghi di provincia. I risultati decretano un successo superiore alle attese della maggior parte degli analisti. Vengono eletti quattro sindaci: uno (l'ingegnere informatico Roberto Castiglion) nel piccolo comune di Sarego (VI) dove raccoglie il 35% dei voti, e poi altri tre al ballottaggio a Comacchio, Mira e a Parma,[84] dove si afferma Federico Pizzarotti. La liste del Movimento 5 Stelle ottengono inoltre risultati di rilievo in numerosi comuni del nord e del centro, dove si assestano su percentuali comprese tra l'8 e il 17%.
Le elezioni regionali in Sicilia del 2012

Alle elezioni regionali in Sicilia del 28 ottobre 2012 il Movimento candida alla presidenza il trentasettenne Giancarlo Cancelleri, scelto con una votazione tra gli attivisti siciliani del movimento. La campagna elettorale è avviata dallo stesso Beppe Grillo, giunto a Messina il 10 ottobre dopo aver attraversato a nuoto lo Stretto.[85] Con il 14,90% delle preferenze la lista del movimento è la più votata, mentre il candidato alla presidenza arriva terzo con il 18,20% dei voti. Il movimento ottiene così 15 dei 90 seggi dell'Assemblea regionale siciliana.[86]
Le prime elezioni politiche e l'ingresso in Parlamento
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni politiche italiane del 2013.


Vito Crimi e Roberta Lombardi, presidenti dei gruppi parlamentari al Senato e alla Camera, dopo le consultazioni con il Presidente della Repubblica del 29 marzo 2013

Con un comunicato su YouTube, il 29 ottobre 2012 Beppe Grillo detta le norme per la formazione delle liste del movimento per le elezioni politiche del 2013, limitando la possibilità di concorrere ai soli aderenti al movimento già candidatisi in elezioni precedenti e risultati non eletti.[87][88] Alle primarie, annunciate il 30 novembre e tenute online dal 3 al 6 dicembre, hanno votato 20 252 iscritti al movimento.[89] I commentatori non hanno mancato di mettere in evidenza il limitato numero di partecipanti, le incertezze organizzative e l'assenza di una certificazione della regolarità delle operazioni di voto.[90]

Nelle settimane precedenti alle elezioni, mentre nessun esponente del partito partecipa ai dibattiti televisivi, Grillo conduce una seguita campagna elettorale itinerante nelle piazze, detta Tsunami tour, conclusasi il 22 febbraio a Roma con un affollato comizio a piazza San Giovanni.[91] La linea preannunciata e poi effettivamente seguita dal M5S in Parlamento sarebbe stata quella di decidere caso per caso come votare in merito a un provvedimento, e senza precludere collaborazione su singoli temi, mentre viene in linea di massima rifiutata ogni possibilità di alleanza tout court con altre forze politiche.


Il 24 e 25 febbraio 2013 il M5S si presenta in tutte le circoscrizioni: come capo della coalizione è indicato Beppe Grillo, sebbene non candidato. L'esito particolarmente positivo delle elezioni si rivela superiore alle previsioni di tutti i sondaggi[92]: alla Camera raggiunge il 25,55% dei voti in Italia e il 9,67% all'estero, per un totale di 8,7 milioni di voti, ed elegge 109 deputati, affermandosi come la seconda lista in ordine di voti.[93][94][95] Al Senato elegge invece 54 senatori, con il 23,79% in Italia e 10,00% all'Estero, per un totale di 7,4 milioni di voti.[96][97]

Il 21 marzo 2013 Luigi Di Maio diventa, a ventisei anni, il più giovane deputato a essere designato Vicepresidente della Camera, eletto con 173 voti.[98][99][100] Il 6 giugno Roberto Fico è eletto presidente della Commissione di Vigilanza Rai,[101][102] rinunciando totalmente alla indennità aggiuntiva a cui avrebbe avuto diritto in qualità di Presidente.[103]

La raccolta fondi per la campagna elettorale delle politiche del 2013 ammontò a circa 775 000 euro[104] da parte di 28 000 sottoscrittori[105]attraverso pagamenti online sul blog di Beppe Grillo: di questi ne furono spesi circa 350 000[105], mentre la restante parte fu destinata ai terremotati di Mirandola per la costruzione della palestra in una scuola.[106]

Dopo le elezioni politiche del 2013, la ripartizione dei seggi parlamentari impediva la formazione di un governo che non fosse basato su alleanze o accordi tra partiti diversi. All'indomani delle elezioni una parte dell'opinione pubblica e degli intellettuali auspicano dunque una collaborazione tra il movimento e le forze di centrosinistra per la formazione del governo. Tuttavia Grillo sostiene la linea del "modello Sicilia", ossia una collaborazione basata sull'appoggio del movimento solo a singoli provvedimenti della giunta Crocetta (a guida PD), ma senza un'alleanza stabile. Nonostante voci di fronde all'interno del gruppo parlamentare pentastellato, concretizzatesi già il 16 marzo in un soccorso cinquestelle (stimato in dieci-dodici senatori), aspramente criticato da Grillo[107] che permette la vittoria di Pietro Grasso nell'elezione del presidente del Senato, il 21 marzo Grillo, assieme ai capigruppo temporanei Crimi e Lombardi, chiude a qualsiasi ipotesi di appoggio a un governo non 5 stelle. Tale linea viene confermata durante le consultazioni (trasmesse via streaming) tra i capigruppo 5 stelle e Bersani (incaricato dal presidente della Repubblica di formare un governo)[108].

Nei mesi successivi, interpretazioni giornalistiche hanno provato a indagare i motivi dietro il fallimento di quegli approcci: basandosi su affermazioni dello stesso Bersani, Peter Gomez ha messo in evidenza la ristrettezza dei margini offerti da Bersani, che escludevano alcun accordo che non fosse il sostegno esterno a un governo di minoranza a guida PD.[109][110] Tuttavia, altri protagonisti di quelle vicende hanno messo in rilievo come fosse stato proprio il rigetto preventivo di un governo PD-M5S affermato in modo netto da Beppe Grillo in persona, ad aver lasciato sul tappeto, come l'unica strada percorribile, la prospettiva di un appoggio del movimento a un governo di minoranza[111][112]. In tale frangente, comunque, secondo Peter Gomez, il Movimento 5 Stelle non seppe cogliere l'opportunità di proporre alla controparte la figura di un Presidente del Consiglio esterno ai partiti e di proprio gradimento[110].

Tra febbraio e maggio 2013 il M5S partecipa con propri candidati alle elezioni per il rinnovo dei consigli regionali di Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Molise e Valle d'Aosta: tutti i candidati alla presidenza vengono sconfitti, ma in tutte le regioni vengono eletti alcuni consiglieri.[113][114] Alle elezioni amministrative di maggio il Movimento si presenta in 199 comuni[115] e vince al ballottaggio nei comuni di Assemini, Pomezia[116] e Ragusa.[117]

Alle elezioni regionali in Trentino-Alto Adige del 2013 del 27 ottobre il Movimento elegge un consigliere nella provincia autonoma di Bolzano e due in quella di Trento.[118] Tre sono anche i consiglieri eletti alle elezioni regionali in Basilicata del novembre 2013.[119]
Elezioni regionali e amministrative 2014

Nonostante l'affermazione alle elezioni politiche del 2013, a febbraio 2014 il Movimento 5 Stelle non prende parte alle elezioni regionali sarde: la mancata individuazione di un candidato unitario dovuto ai dissidi tra gli attivisti induce infatti Beppe Grillo a non concedere l'utilizzo del simbolo.[120] A maggio si vota per le regionali in Piemonte e in Abruzzo: i candidati pentastellati, Davide Bono e Sara Marcozzi arrivano terzi, ambedue con poco più del 21% dei voti.[121][122]

Alle contemporanee elezioni amministrative il Movimento 5 Stelle conquista al primo turno il piccolo comune di Montelabbate nelle Marche[123] e arriva ai ballottaggi in 11 comuni, conquistando Livorno con Filippo Nogarin, Civitavecchia con Antonio Cozzolino e Bagheria con Patrizio Cinque.[124]

Assai più deludenti sono stati i risultati di ottobre e novembre: sia nel comune di Reggio Calabria[125] sia alla Regione Calabria il M5S non elegge infatti alcun consigliere, mentre alle elezioni regionali dell'Emilia-Romagna il partito ottiene il 13,30% ed elegge 5 consiglieri.[126]
Dalle elezioni europee 2014 in poi

Alle elezioni europee del 25 maggio 2014 il Movimento 5 Stelle raggiunge il 21,15% (pari a 5 807 362 elettori) ottenendo 17 seggi al parlamento europeo: rispetto alle elezioni politiche, anche a causa del maggiore astensionismo, il M5S perde quasi 2,5 milioni di voti,[127] risultando comunque secondo per numero di voti dopo il Partito Democratico. L'astensione a questa tornata elettorale è stata pari al 42,78 %, con 28 991 258 votanti su 50 662 460 aventi diritto.[128]

Dopo le elezioni, il M5S ha dovuto decidere se entrare o meno in un gruppo parlamentare europeo (rimanere nelle fila dei non iscritti avrebbe tuttavia reso pressoché ininfluenti i loro voti, per via del sistema elettorale dell'europarlamento). Il 28 maggio 2014 lo stesso Grillo incontrava a Londra Nigel Farage, leader dell'UKIP, il partito euro-scettico britannico, manifestando un forte interessamento alla costituzione di un gruppo comune.[129] Un tentativo di alleanza con i Verdi Europei fallisce perché questi, a causa dell'incontro con Farage, chiedono maggiore chiarezza sulle relazioni tra il Movimento e l'UKIP (definiscono l'offerta una "copertura per una decisione già presa")[130], mentre la trattativa con l'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa si conclude negativamente perché considerano il Movimento 5 Stelle, in quanto "profondamente anti-europeo", "incompatibile" con il loro programma[131]. Il 12 giugno 2014 viene attivato un referendum sul blog di Beppe Grillo per decidere un gruppo parlamentare europeo tra l'EFD, l'ECR o quello dei non iscritti. Anche se l'astensione tra gli iscritti è stata molto alta (hanno partecipato 29 584 persone su oltre novantamila aventi diritto)[132] il 78% dei votanti (23 192 preferenze) scelgono l'EFD.[133]

Il 24 giugno il nome EFD viene mutato in EFDD (l'aggiunta di una D sta per "[Democrazia] Diretta"). David Borrelli (M5S) è eletto co-presidente insieme con Nigel Farage.[134][135]

A novembre 2014, dopo aver depositato il testo della proposta di legge in Cassazione, il Movimento 5 Stelle comincia una raccolta firme per una legge di iniziativa popolarecostituzionale per l'indizione di un referendum consultivo sull'uscita o meno dell'Italia dallʾEuro.[136][137] Tale iniziativa non raccoglie tuttavia l'appoggio di nessun altro partito: nemmeno del segretario della Lega Nord Matteo Salvini (l'altro principale partito euroscettico italiano), che lo bolla come "una presa in giro".[138] A giugno 2015 i senatori M5S depositano oltre 200 000 firme alla presenza di Pietro Grasso per la legge di iniziativa popolare.[139]

Nel novembre 2015, dopo l'evento "Italia 5 Stelle" a Imola di ottobre, si svolge una consultazione web per modificare il simbolo del Movimento e dai risultati, la scritta "BEPPEGRILLO.IT" nella parte inferiore del simbolo viene sostituita con "MOVIMENTO5STELLE.IT" che viene definitivamente sostituita il 15 febbraio 2016[140].

Al referendum abrogativo del 2016 per proporre l'abrogazione della norma che estende la durata delle concessioni per estrarre idrocarburi in zone di mare (entro 12 miglia nautiche dalla costa) sino all'esaurimento della vita utile dei rispettivi giacimenti il Movimento è a favore nonostante alcune perplessità, ma il referendum viene bocciato per la bassa affluenza[141].

Il 12 aprile 2016 muore uno dei due fondatori, Gianroberto Casaleggio[142]. Da questo momento ad affiancare Grillo nella guida del partito c'è Davide Casaleggio.

Alle elezioni amministrative del 2016 il Movimento 5 Stelle si presenta in 251 comuni[143] su 1.363 al voto[144]. Il Movimento vince in 4 comuni al primo turno e in altri 19 comuni su 20 al ballottaggio, tra cui Roma e Torino dove vengono elette sindaco Virginia Raggi e Chiara Appendino[145].

Il Movimento 5 Stelle si è schierato per il SI nel referendum abrogativo del 2011 e in quello sulle trivellazioni, e per il NO sul referendum costituzionale nel 2016.

Nel novembre 2016 viene aperta un'inchiesta giudiziaria dalla procura di Palermo sulle firme false per la lista del m5s alle elezioni comunali palermitane del 2012, a seguito di un servizio della trasmissione tv Le Iene. Due deputati all'Assemblea regionale siciliana Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio confermano ai magistrati la vicenda e si autosospendono dal movimento[146]. Tra i 13 indagati anche i parlamentari Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino[147]. Il 29 novembre il collegio dei probiviri dispone la loro "sospensione cautelare dal movimento"[148].

L'8 gennaio 2017 il Movimento 5 Stelle indice sul suo blog una votazione per entrare nel gruppo europeo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa. La proposta passa con 31.915 voti su 40.654 (il 78,5 % dei consensi), ma il giorno seguente lo stesso presidente dell'ALDE (Guy Verhofstadt) declina l'iniziativa con la seguente motivazione: “Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un’agenda comune per riformare l'Europa".[149][150][151][152][153]

Alle elezioni amministrative del 2017 il Movimento subisce un calo rispetto alle amministrative dall'anno precedente in quanto riesce ad accedere al ballottaggio di 10 comuni di cui un solo capoluogo di provincia su 23 ed elegge 8 sindaci.[154]

Nel settembre 2017 vengono svolte le elezioni primarie del Movimento 5 Stelle per individuare il candidato del movimento a presidente del Consiglio dei ministri in vista delle successive elezioni politiche del 2018 nonché nuovo capo politico del movimento: il voto viene vinto da Luigi Di Maio con 30 936 voti,[155] pari all'82,7%.

In occasione delle elezioni regionali in Sicilia del 2017, il movimento si attesta come la prima forza politica della regione con il 34,7% dei voti, davanti a Forza Italia (16,4%) e al Partito Democratico (13,0%).[156]
Attività parlamentare nella XVII Legislatura
Attività di indirizzo governativo

Il M5S, rifiutata la richiesta del segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani di appoggiare la nascita di un governo di centrosinistra, è rimasto all'opposizione anche del governo di larghe intese, guidato da Enrico Letta e sostenuto da PD, Scelta Civica e Popolo delle Libertà, assumendo posizioni molto critiche verso l'attività dell'esecutivo, confermate anche dopo la scissione del PdL e l'uscita dalla maggioranza di Forza Italia di Silvio Berlusconi.

Anche con la formazione del governo Renzi, nel 2014, il M5S ha scelto di restare all'opposizione, confermando l'atteggiamento di aspra contrapposizione all'esecutivo già sperimentato nei confronti del precedente governo.

Tra le norme approvate nate da iniziative del Movimento, vanno ricordate:
la legge Mantero sul biotestamento, ovvero le norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari, volte ad evitare l'accanimento terapeutico;[157][158]
l'emendamento del deputato M5S Riccardo Fraccaro in materia di recesso della Pubblica Amministrazione da contratti di locazione ritenuti troppo onerosi, la cosiddetta clausola contro gli "affitti d'oro".[159] Dopo essere stato approvato e poi soppresso nel Decreto Salva-Roma in 6 giorni,[160] è stato recepito dal Governo nel Dl Irpef del giugno 2014;[161]
l'emendamento che permette a imprese e professionisti di compensare le cartelle di Equitalia con i crediti vantati presso la Pubblica Amministrazione;[162]
l'emendamento Fantinati[163] che prevede il decadimento e la restituzione dei contributi pubblici ricevuti da un'azienda in caso di delocalizzazione della stessa in un paese extra-UE.[164]
Proposta del Candidato alla Presidenza della Repubblica Italiana del 2013


Gli iscritti al movimento al 31 dicembre 2012 hanno partecipato alla votazione on line in due turni per scegliere un candidato per il M5S alla Presidenza della Repubblica. Le operazioni di voto sono state sottoposte al controllo di un ente terzo di certificazione, la DNV Business Assurance. Nel primo turno i votanti hanno potuto esprimere le proprie preferenze senza alcuna rosa di nomi. Nel secondo sono stati chiamati a scegliere tra le nove personalità più indicate al primo turno (la rosa comprendeva originariamente lo stesso Beppe Grillo, che tuttavia ha rifiutato la propria candidatura). Il numero dei voti espressi al secondo turno è stato di 28 518 su 48 282 che avrebbero potuto esprimersi in base alle regole della consultazione. Il 23 aprile 2013, dopo la riconferma del presidente Giorgio Napolitano, è stato pubblicato il numero di preferenze ottenute dai vari candidati:[165]
Milena Gabanelli: 5 796 (20,3%)
Gino Strada: 4 938 (17,3%)
Stefano Rodotà: 4 677 (16,4%)
Gustavo Zagrebelsky: 4 335 (15,2%)
Ferdinando Imposimato: 2 476 (8,7%)
Emma Bonino: 2 200 (7,7%)
Gian Carlo Caselli: 1 761 (6,2%)
Romano Prodi: 1 394 (4,9%)
Dario Fo: 941 (3,3%)

Dopo il rifiuto della candidatura da parte di Milena Gabanelli e Gino Strada, viene individuato come candidato per il Quirinale Stefano Rodotà, che in tutte le votazioni è stato votato dai parlamentari del Movimento, oltre che da numerosi parlamentari di PD e SEL.[166]
Proposta del Candidato alla Presidenza della Repubblica Italiana del 2015


Il 24 gennaio 2015 il Movimento 5 Stelle rifiuta di prendere parte agli incontri bilaterali promossi dal segretario del PD Matteo Renzi e finalizzati all'individuazione di un candidato condiviso per la presidenza della Repubblica.[167] Nei giorni successivi viene organizzata una votazione online tra gli iscritti al movimento per individuare il candidato da sostenere nel corso delle elezioni presidenziali, nell'ambito di una rosa di nomi precedentemente pattuita fra i parlamentari. Stando ai dati diffusi dal M5S[168] i 51 677 votanti si sono espressi come segue:
Ferdinando Imposimato: 16 653 (32,2%)
Romano Prodi: 10 288 (19,9%)
Nino Di Matteo: 6 693 (13%)
Pier Luigi Bersani: 5 787 (11,2%)
Gustavo Zagrebelsky: 5 547 (10,7%)
Raffaele Cantone: 3 341 (6,4%)
Elio Lannutti: 1 528 (3%)
Salvatore Settis: 1 517 (2,9%)
Paolo Maddalena: 323 (0,6%)

Per tale ragione, gli elettori del M5S hanno ufficialmente sostenuto la candidatura di Imposimato in tutti i quattro scrutini necessari all'elezione del nuovo capo dello Stato.[169]
Abbandoni ed espulsioni dal gruppo parlamentare

Nei primi tre anni dall'ingresso in Parlamento, il Movimento 5 Stelle ha visto l'espulsione o l'abbandono volontario di 18 deputati e 19 senatori.[170]

Il 30 aprile 2013, tramite una votazione via internet tra gli iscritti,[171] è stato espulso il senatore Marino Germano Mastrangeli per assenteismo parlamentare e reiterata partecipazione non autorizzata a trasmissioni televisive[172]. Il 7 giugno passano al Gruppo Misto i deputati tarantini Vincenza Labriola e Alessandro Furnari, critici verso la posizione espressa dal M5S sulla vertenza Ilva.[173]

Il 19 giugno anche la senatrice Adele Gambaro viene espulsa per effetto di una votazione via internet tra gli iscritti.[174] L'espulsione, motivata ufficialmente per aver diffamato il M5S[175], è stata interpretata come conseguenza delle critiche da lei mosse alla strategia comunicativa di Beppe Grillo.[176] Nei giorni successivi per solidarietà ad Adele Gambaro e in polemica con la gestione verticistica del Movimento passano al Gruppo Misto anche le senatrici Paola De Pin e Fabiola Anitori e il deputato Adriano Zaccagnini.[177][178][179] A ottobre i quattro danno vita alla componente Gruppo Azione Popolare (GAP), poi rinominata in "Gruppo Azione Partecipazione Popolare" (GAPP), nell'ambito del Gruppo Misto. La componente ha poi cessato di esistere il 16 giugno 2014.[180][181].

Il 26 febbraio 2014 dopo una votazione favorevole via web sono stati espulsi i senatori Luis Alberto Orellana, Francesco Campanella, Fabrizio Bocchino e Lorenzo Battista, dopo che il giorno prima l'assemblea dei parlamentari del Movimento aveva dato parere favorevole all'espulsione.[182][183] La votazione era stata indetta, secondo Grillo, perché "svariate segnalazioni dal territorio di ragazzi, di attivisti, che ci dicevano che i 4 senatori Battista, Bocchino, Campanella e Orellana si vedevano poco e male".[184] Orellana sarebbe stato sfiduciato dal meet-up di Pavia con un comunicato[185], mentre Bocchino e Campanella da quello di Palermo[186], anche se entrambi gli avvisi furono scritti da una minoranza che non consultò nessuno (il secondo fu addirittura smentito da una successiva comunicazione firmata dalla maggioranza).[187][188] Inoltre, secondo una statistica di Openpolis la presenza media dei quattro espulsi è dell'88,15%.[189] Opinione diffusa, anche tra i diretti interessati, fu che la reale causa delle espulsioni era l'aver criticato Grillo per l'atteggiamento avuto con Matteo Renzi durante le consultazioni. I 4 confluiscono nel Gruppo Misto dove fondano, assieme ad altri cinque senatori espulsi dal Movimento 5 Stelle precedentemente, la componente "Italia Lavori in Corso" (ILC), poi abbandonata da tutti tra luglio e novembre 2014 tranne che da Bocchino e Campanella. Il 27 febbraio hanno inviato la propria lettera di dimissioni al presidente del Senato Pietro Grasso Luis Alberto Orellana (già espulso), Maria Mussini, Monica Casaletto, Maurizio Romani, Alessandra Bencini e Laura Bignami, mentre alla Camera dei deputati passarono al Gruppo Misto Ivan Catalano e Alessio Tacconi.[190][191][192] Il 7 marzo sono stati definitivamente espulsi i senatori dimissionari Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani. Bignami, Mussini e Romani fondano (assieme a Bartolomeo Pepe, già espulso in precedenza dall'M5S) la componente "Movimento X" (MovX) del Gruppo Misto.[193]

Il 1º aprile il senatore Bartolomeo Pepe, dopo una contestata sfiducia da parte di un meetup di Napoli, passa al Gruppo misto,[194]. Il 15 ottobre è seguito dalla senatrice Cristina De Pietro.[195]

Il 24 novembre il deputato Massimo Artini rilascia un'intervista nella quale contesta l'interpretazione data da Beppe Grillo circa i deludenti risultati elettorali alle elezioni regionali di Emilia-Romagna e Calabria.[196] Tre giorni dopo, mediante una contestata procedura, viene espulso insieme con la deputata Paola Pinna per aver violato lo statuto circa il rendiconto delle spese sostenute e la restituzione di parte dell'indennità parlamentare: nella circostanza i due rigettano le accuse.[197]

Il 16 dicembre durante un discorso in aula il deputato Tommaso Currò lascia il Movimento e aderisce al gruppo Misto lanciando un appello ai pentastellati di collaborare con il governo Renzi.[198][199] Il 22 dicembre si dimettono i senatori Giuseppe Vacciano e Ivana Simeoni e il deputato Cristian Iannuzzi[200], che agli inizi di gennaio vengono poi espulsi.[201][202]

Il 27 gennaio 2015 annunciano l'uscita dal movimento i 9 deputati Mara Mucci, Sebastiano Barbanti, Tancredi Turco, Walter Rizzetto, Aris Prodani, Gessica Rostellato, Samuele Segoni, Marco Baldassarre e Eleonora Bechis. Nella stessa giornata il senatore Francesco Molinari annuncia le dimissioni dopo l'elezione del Presidente della Repubblica.[203]

Il 28 dicembre 2015 viene espulsa la senatrice Serenella Fucksia per non aver devoluto parte del suo stipendio da parlamentare. Inoltre nei giorni precedenti la cacciata, era stata oggetto di forti critiche per aver votato spesso in dissenso col gruppo, in particolare per aver espresso solidarietà al ministro Maria Elena Boschi per il suo discorso nel contesto della mozione di sfiducia avviata dal Movimento 5 Stelle.

L'11 gennaio 2017 gli europarlamentari Marco Zanni e Marco Affronte abbandonano il movimento; il primo entra nella Lega Nord nel gruppo ENL mentre il secondo entra come indipendente nel gruppo Verdi - ALE[204][205].

Il 18 aprile 2017 i deputati Riccardo Nuti e Giulia Di Vita lasciano il gruppo per aderire al gruppo Misto in seguito alla vicenda dell'inchiesta sulle firme false di M5S per le amministrative palermitane. In data 20 aprile 2017 anche la deputata Claudia Mannino, coinvolta nella medesima vicenda delle firme false lascia il gruppo per aderire al gruppo Misto.[206][207]
Ideologia

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La scelta di marcare e sfruttare elettoralmente l'alterità politica dagli altri partiti e l'eterogenea estrazione ideologica dei suoi esponenti non consentono di definire in maniera univoca la linea politica del M5S.[208]

Stando al programma per le elezioni politiche del 2013, possono tuttavia individuarsi alcuni temi di derivazione ecologistica accanto ad altri finalizzati a contrastare la partitocrazia e promuovere la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione della cosa pubblica.
Funzionamento della politica

Uno dei cardini dell'ideologia del M5S è il superamento del principio della democrazia rappresentativa, ritenuta non pienamente compatibile con il principio di sovranità popolare, in favore della partecipazione politica diretta.[209][210] Il partito in particolare propugna l'estensione e la semplificazione del ricorso a referendum e l'impiego sistematico degli strumenti di e-democracy.[211] Inoltre, per accrescere il legame tra gli elettori e i loro rappresentanti, sostiene il superamento del divieto di vincolo di mandato, previsto dalla Costituzione, e l'introduzione del mandato imperativo per gli eletti, i quali dovrebbero pertanto limitarsi a mettere in atto il programma elettorale presentato al momento delle elezioni.[212]

Il M5S contrasta il cumulo di incarichi politici[213], prevede un limite di due mandati per i propri eletti[214] e impone ai propri candidati di dimostrare di essere incensurati né avere procedimenti penali in corso[215]. Tale requisito è diretta espressione dell'iniziativa "Parlamento Pulito" del 2005, che aveva lo scopo di sensibilizzare i cittadini italiani riguardo alla presenza nel Parlamento italiano di oltre venti condannati in via definitiva[216].

Il M5S è favorevole all'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti[217], da sostituirsi con un sistema di piccole donazioni volontarie da parte dei privati[218], e alla riduzione delle indennità per gli amministratori pubblici. In virtù di tali principi rinuncia ai rimborsi elettorali[219] e a parte degli emolumenti previsti per i propri eletti.[220]
Ambiente, economia e lavoro

Il M5S abbraccia le teorie della decrescita[221][222][223] e sostiene la green economy quale volano per la creazione di nuovi posti di lavoro. Avversa le grandi opere infrastrutturali, la cementificazione del territorio e il ricorso agli inceneritori. Propone l'adozione su vasta scala di programmi per il risparmio energetico, la produzione distribuita dell'energia da fonti rinnovabili, il riciclo dei rifiuti, la mobilità sostenibile, il telelavoro.[224]

Mira alla riduzione del debito pubblico attraverso la lotta all'evasione fiscale e alla riduzione degli sprechi nella pubblica amministrazione, grazie a iniziative per l'informatizzazione.[224]

Il 18 gennaio 2013, durante un comizio a Brindisi, Beppe Grillo ha dichiarato che i sindacati sono organizzazioni obsolete che andrebbero eliminate in favore dell'introduzione di un sistema di co-gestione delle aziende da parte dei lavoratori.[225]
Immigrazione

A gennaio 2012 Beppe Grillo si è detto contrario all'introduzione dello ius soli, che assicurerebbe la cittadinanza italiana ai nati in Italia indipendentemente dalla nazionalità dei genitori.[226] Nell'ottobre 2013 Grillo e Casaleggio con un comunicato congiunto hanno stigmatizzato la presentazione, da parte di due senatori del M5S, di un emendamento mirante all'abolizione del reato di clandestinità.[227] Ciò nonostante, un referendum online tra gli iscritti ha bocciato la linea Grillo-Casaleggio, confermando la posizione dei due senatori[228]. Pochi giorni dopo il Senato, con il voto favorevole dei 5 Stelle, approvava l'emendamento per la sua abolizione[229].
Temi eticamente sensibili

Sebbene nel 2012 Beppe Grillo si fosse dichiarato favorevole al matrimonio fra persone dello stesso sesso[230], nel programma per le elezioni politiche del 2013 il M5S non ha espresso una posizione sul tema. Poco dopo le elezioni, la presentazione da parte del senatore Luis Orellana di una proposta di legge che regolasse la materia[231] ha generato un vivace dibattito all'interno del M5S. A ottobre 2014 il tema fu poi oggetto di una consultazione online tra gli attivisti che vide la netta affermazione dei favorevoli al riconoscimento delle unioni civili.[232]

Nel 2016, tuttavia, in occasione del voto parlamentare sulla legge in materia di unioni civili (cosiddetta "legge Cirinnà") portata avanti dalla maggioranza di governo, dopo che PD e Movimento avevano approvato il testo base, per bocca di Beppe Grillo, perdurando nel sostenerla lascia ai propri rappresentanti "libertà di coscienza" sull'articolo della suddetta legge che prevedeva la stepchild adoption (adozione del configlio) per le future coppie omosessuali.[233]

Alla votazione finale sul disegno di legge in questione, alla Camera dei deputati, contrastando diverse norme introdotte dal PD, i deputati del Movimento 5 stelle si astengono.[234]

Quanto all'aborto, il M5S è favorevole alla legge del 1978 sull'interruzione volontaria di gravidanza e ha proposto misure volte a limitare il ricorso all'obiezione di coscienza del personale sanitario.[235][236]

Il M5S è favorevole alla legalizzazione dell'eutanasia e del testamento biologico. Difatti alla Camera è stato presentato un testo firmato da 7 deputati pentastellati che ne prevede la legalizzazione.[237]
Organi
Comitato operativo

Il comitato operativo del M5S, più conosciuto con il termine giornalistico di "direttorio", è formato da cinque portavoce che affiancano Beppe Grillo nell'analisi della situazione politica e nelle decisioni più urgenti, oltreché come mediatori tra il Movimento nel suo insieme e i singoli gruppi amministrativi locali. La proposta di istituire il comitato operativo e la sua effettiva istituzione risalgono entrambe al 28 novembre 2014, quando Grillo a sorpresa chiese agli iscritti di esprimersi mediante una votazione online sull'introduzione dell'organismo e sulla sua composizione (i cinque nomi proposti da Grillo furono quelli dei parlamentari Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia).[238] La proposta fu ratificata con il 91,7% di voti favorevoli su un totale di 37.127 partecipanti al voto.[239]
Principali esponenti
Le singole voci sono elencate nella Categoria:Politici del Movimento 5 Stelle

Simboli


2009 - 2015 

2015 - in uso

Critiche

Partecipazione e trasparenza

Una delle prime critiche mosse al Movimento 5 Stelle (anche da alcuni membri poi usciti), in quanto soggetto politico apartitico, e in primis antiideologico, è stata l'essere apparentemente disorganizzato in quanto frutto di un'aggregazione popolare priva di un programma e di linee guida comuni e ben definite, lasciata all'iniziativa del singolo e soggetto al controllo autoritario dei vertici (Grillo e Casaleggio & Co) ovvero senza autonomia decisionale da parte dei singoli, non esente, dunque, dal rischio di deriva populista e politica al pari di altri partiti politici. Non mancano inoltre critiche circa la mancanza di una conoscenza avanzata dei meccanismi burocratici-amministrativi statali da parte degli appartenenti al movimento e sull'impreparazione tecnica dei relativi parlamentari, tipico secondo i critici di una democrazia diretta[240]. «Alcuni blogger hanno sostenuto che Grillo si serve del blog come un medium broadcast tradizionale invece di usarlo come un medium interattivo, quasi che i suoi post fossero altrettanti editti che il leader carismatico rivolge alla massa del suo pubblico»[241].

Con le elezioni amministrative del 2010, da alcune parti si evidenziava una contraddizione tra l'azione collettiva volontaria nelle lotte della società civile e l'effettiva trasparenza di rappresentanza politica.[242][243][244] Sempre nel 2010 si sono registrate tensioni tra il movimento e l'IDV.[245]
Dinamiche interne

A Modena un consigliere comunale diveniva noto alle cronache per uno strascico giudiziario fin sui diritti per l'uso del nome "Movimento 5 Stelle".[246][247][248] Nel Lazio non si trovava la volontà organizzativa di partecipare alle elezioni regionali.[249]

A marzo 2012 il consigliere comunale Valentino Tavolazzi, a nome del movimento, partecipava a un meeting nazionale a Rimini,. All'evento era stato invitato anche Beppe Grillo, il quale aveva invece preso le distanze dal meeting rifiutando di parteciparvi[250], così come fece anche Giovanni Favia (vincolato a garantire di non candidarsi premier nel 2013).[251][252] Raccolse all'incirca 150 partecipanti, ricevendo apprezzamenti e ulteriori critiche[253] di quei pochi rappresentanti politici presenti all'incontro.[254] Nel meeting si presero dure posizioni sui contenuti stessi del dibattito riguardo alle "condizioni del regolamento M5S" (in particolare art. 4 dello statuto, su proprietà del simbolo, ruolo di Casaleggio e riguardo a mandati degli eletti e finanziamento pubblico ai partiti[255]). Dalla ricostruzione di Mantovani (ex membro della lista di Tavolazzi) emerge inoltre come Tavolazzi avesse già proposto la creazione di assemblee territoriali come luogo in cui prendere le decisioni riguardanti il movimento, proposta bocciata da Casaleggio per timore che queste si interponessero tra elettori e candidati.[256] Gli veniva ufficialmente revocato l'uso del logo[257][258] con l'interdizione dall'assumere qualsiasi incarico a nome del M5S.[259][260] Si perpetuava così uno strascico di polemiche anche interno sulla democrazia.[261][262][263]

L'ex concorrente delle primarie on-line romane, Marcello De Vito, si descriveva come vittima di una congiura orchestrata dalla Raggi insieme a Daniele Frongia ed Enrico Stefàno che durante le riunioni del 7 e 10 gennaio presentarono un dossier che lo accusava di abuso di ufficio. «Fantasie giornalistiche» è stata la risposta della cerchia del sindaco.[264]

Giovanni Favia (espulso dal movimento nel dicembre 2012) con Beppe Grillo il 10 maggio 2011 in un comizio

Federica Salsi, espulsa dal movimento nel dicembre 2012 assieme a Giovanni Favia
Espulsioni e sospensioni

A seguito della esclusione dello stesso Giovanni Favia e di Federica Salsi per aver espresso opinioni critiche in merito alla democrazia interna, il partito ha subito diverse critiche dagli espulsi e da membri stessi del partito.[265][266][267][268][269] Le espulsioni sono state operate unilateralmente dal proprietario del simbolo Beppe Grillo e, come da regolamento, sono avvenute senza alcun obbligo di consultazione con gli iscritti al movimento.

Dal 2012, il movimento è stato segnato da una lunga serie di espulsioni: Valentino Tavolazzi, consigliere comunale a Ferrara; la lista certificata Progetto per Ferrara; la lista certificata Movimento 5 Stelle di Cento (ora Cento in Movimento); Sandra Poppi, consigliera comunale a Modena; Giovanni Favia, consigliere regionale in Emilia-Romagna; Federica Salsi, consigliera comunale a Bologna; Raffaella Pirini, consigliera comunale a Forlì; la lista certificata Destinazione Forlì; Fabrizio Biolè, consigliere regionale in Piemonte; Antonio Venturino, vicepresidente vicario dell'assemblea regionale siciliana.

Altra critica mossa di frequente dagli stessi attivisti del movimento e da ex attivisti riguarda l'assenza di forme di partecipazione effettiva via web. Non esiste attualmente uno strumento per la stesura collettiva del programma. Il forum è considerato inadeguato allo scopo.[270] Tramite il suo blog, nel settembre del 2012, Grillo ha affermato che un portale per la partecipazione via web era già in fase di realizzazione.[271] L'entrata in funzione era prevista per la fine dell'anno 2012, ma al momento delle elezioni politiche del febbraio del 2013 esso non risultava ancora realizzato. Dal 28 ottobre 2013 è attivo il sito web denominato Sistema Operativo[272], che permette agli iscritti certificati di discutere le proposte di legge di iniziativa parlamentare, che, al termine del processo, vengono ufficialmente depositate in Parlamento.[273] Vista la grande fiducia che ripone nel web per risolvere problemi complessi, il movimento è stato definito "cyberutopista".[16]
Sospensione di Federico Pizzarotti

Nel maggio 2016 una nuova polemica riguarda l'avviso di garanzia ricevuto dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti sulle nomine al vertice della Fondazione Teatro Regio di Parma. Lo staff di Beppe Grillo, mediante un post apparso sul suo blog,[274] decreta la sospensione di Pizzarotti dal Movimento[275]. Vengono addotte varie motivazioni: da un lato, viene contestata al sindaco, nei mesi precedenti la mancata comunicazione della notizia ai vertici del Movimento (con rifiuto di inviare copia digitale dell’indagine allo staff del Movimento); d'altro canto, viene contestata a Pizzarotti il perseverare in una condotta di opacità e slealtà nei confronti del movimento, un comportamento definito come «un obbiettivo boicottaggio dell’azione politica del Movimento 5 Stelle».[276][277]

Ulteriori sviluppi della vicenda sono stati resi noti in seguito alla pubblicazione, sempre sul profilo Facebook del candidato, di alcuni scambi a mezzo stampa con i membri del "direttorio" del M5S.[278] Pizzarotti era nel Movimento 5 Stelle dal 2009, poi dal 2012 primo sindaco di un capoluogo di provincia[279] e storico dissidente.[280][281] Successivamente l'11 ottobre su 19 consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle 18 escono dal partito, rendendo Parma una città non più governata dal Movimento[282].
Controversie
Parentopoli

Ai primi di novembre 2013 scoppia una parentopoli che investe soprattutto le senatrici Barbara Lezzi[283][284] e Vilma Moronese[285], anche se il problema riguarda le condotte di ulteriori parlamentari[286] ed europarlamentari.[287]
Attacchi al magistrato Silvia Della Monica

Nel 2016, Fabrizio Gatti, giornalista dell'Espresso, critica il movimento per essersi accodato alle critiche, che egli definisce denigratorie, indirizzate alla figura e all'operato del magistrato antimafia Silvia Della Monica, presidente della Commissione per le adozioni internazionali, organismo parlamentare che aveva avviato un'inchiesta su segnalazioni di irregolarità nelle adozioni di alcuni bambini in Bulgaria (accertate legalmente a maggio 2014) e Congo riconducibili alla ONG cattolica Amici dei bambini (AIBI) di San Giuliano Milanese[288][289]. Negli attacchi contro Silvia Della Monica, il Movimento 5 Stelle si era trovato a fianco di un eterogeneo schieramento politico, che comprendeva, tra i suoi più attivi fautori, i senatori Carlo Giovanardi e Aldo Di Biagio, oltre che il quotidiano “Avvenire” della Conferenza episcopale italiana[288].
Piattaforma Web

Hanno ricevuto l'attenzione della stampa, sollevando critiche dell'opinione pubblica, le falle di sicurezza nel blog di Grillo e in generale nei siti gestiti dalla Casaleggio Associati: nel 2012 il blog è stato messo in blackout da gruppi esterni al proprio entourage,[290] si sono dovute ripetere le votazioni delle Quirinarie,[291] è stato hackerato l'account twitter della Casaleggio Associati[292] ed è stato dimostrato che un iscritto può votare facilmente più di una volta.[293][294]

Nell'agosto del 2017 la piattaforma dei 5 stelle, Rousseau, è stato oggetto di critiche per il fatto che essa è vulnerabile nei dati sensibili degli iscritti e delle votazioni[295].

Il Movimento 5 Stelle è stato criticato da Richard Stallman, fondatore della Free Software Foundation e del Progetto GNU, per l'uso di piattaforme proprietarie e di strumenti non liberi, come l'iPad di Beppe Grillo[296], sebbene il movimento sia sempre stato a favore dell'uso del software libero.[297][298] Qualche giorno prima, Grillo aveva pubblicato sul suo blog un articolo-intervista a Stallman a favore del software libero[299] e Mattia Calise, consigliere comunale del M5S a Milano, ha fatto approvare una sua mozione che prevede l'uso di software libero nel comune milanese[300].

Molte critiche ha destato sul web la decisione del capo politico del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, dopo le elezioni europee del 2014, di indire una consultazione on line per decidere la collocazione a livello europarlamentare del movimento, attraverso un referendum che contemplava solo 3 opzioni: Europa della Libertà e della Democrazia (EFD), Conservatori e Riformisti Europei (ECR), Non Iscritti. In particolare, una parte della base ha lamentato una svolta nel movimento rispetto alle "origini" ambientaliste. Molti speravano, infatti, in un'affiliazione parlamentare con Verdi Europei - Alleanza Libera Europea, raggruppamento verde e ambientalista all'interno del parlamento europeo, sebbene la contrastata campagna elettorale[301] e successivo impasse nelle trattative,[302] dopo le aperture di questi ultimi nei giorni precedenti al referendum medesimo.[303] La consultazione di parte degli iscritti è avvenuta il 12 giugno 2014 sul blog di Grillo.[304] Inoltre, alcuni attivisti e parlamentari del Movimento stesso, come Giulia Sarti,[305] non hanno apprezzato l'alleanza con il partito di Farage, considerato troppo diverso dal Movimento per i temi energetici ed economici, e caratterizzato da elementi di xenofobia.[306]
Vicende parlamentari
Riduzione volontaria dell'indennità parlamentare

Fin dal 2007 Grillo ha puntato il dito sull'entità dei costi della politica, inserendo nello statuto del movimento un articolo in cui prevede la riduzione dell'onorario per parlamentari e senatori.[18] Sulla base di questa politica, l'indennità percepita dai parlamentari dovrà essere di cinquemila euro lordi mensili, mentre il residuo dovrà essere devoluto a un fondo statale insieme con l'assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). Secondo il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia, la decurtazione di 5 000 euro lordi dallo stipendio dei parlamentari sarebbe tuttavia inadeguata ai principi del movimento, in quanto si tradurrebbe in una riduzione di soli 2 500 euro netti. In un'intervista concessa nel novembre 2012 ad alcuni quotidiani, Favia stima in undicimila euro mensili l'onorario previsto per un deputato 5 stelle[307], analogamente anche La stampa stima che lo stipendio di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, tra rimborsi e indennità, è di circa 12-13 mila euro nette mensili[308].

Fin dalla sua applicazione la norma di autoriduzione dell'indennità, sottoscritta dai deputati, creava accesi contenziosi di conformità,[309][310] e anche se una parte dei fuoriusciti restituiva successivamente la parte dovuta;[311] si confermava come prevalente tendenza del dissidio.[312]
Iter parlamentare della legge sulle unioni civili

Durante la votazione finale al Senato della Repubblica della cosiddetta legge Cirinnà in materia di unioni civili, desta alcune polemiche la mancata votazione, da parte dei senatori del Movimento 5 stelle, del cosiddetto "emendamento canguro" presentato dal PD, avente lo scopo di velocizzare i tempi di discussione della legge e di superare le migliaia di emendamenti ostruzionistici presentati dalla Lega Nord. Il gruppo parlamentare pentastellato che aveva inizialmente sostenuto la legge del testo base,[313][314] si è poi astenuto al momento della votazione finale della legge, che è passata anche grazie ai voti dei senatori di Area Popolare.

In precedenza, il comico Beppe Grillo, sul proprio blog, aveva lasciato "libertà" di coscienza ai propri senatori sul Dl in questione, nella parte riguardante il tema delle cosiddette "stepchild adoption" pur rimanendone favorevole,[233] poi successivamente stralciate dal testo definitivo. Ma in seguito erano emersi diversi dubbi come sulla norma contenuta nel comma 36 dell'articolo 1 del ddl e altre problematiche.[315]

Al termine dell'approvazione ufficiale della legge sulle unioni civili alla Camera dei deputati, nel maggio 2016, la relatrice Monica Cirinnà ha rivolto parole di accusa al Movimento per la linea di astensione seguita durante l'iter di approvazione. Alfonso Bonafede ha quindi replicato ancora in merito ai troppi problemi irrisolti senza aver mai potuto intervenire.[234]
Linea politica

Il collettivo di scrittori Wu Ming ha criticato il movimento per la sua vicinanza con l'estrema destra su temi come l'immigrazione.[316]

Roberto Saviano ha dato un giudizio negativo circa il mancato rinnovamento della classe politica locale, in occasione del rinnovo delle cariche elettive nel Comune di Napoli. In tale frangente, lo scrittore ha espresso una critica sulla mancata di autonomia decisionale nella partecipazione politica dei suo membri, che, a suo dire, si sarebbero mostrati vincolati all'obbedienza nei confronti di decisioni di vertice: «Il Movimento 5 Stelle, che sul Sud poteva fare la differenza, sconta un vizio di forma: essere sempre meno un partito e sempre più un'estensione della volontà di Casaleggio. Così il codice d'onore, la multe e - vedi Quarto - le espulsioni assumono un profilo pericoloso perché antidemocratico: quello della cessione di sovranità attraverso la negoziazione privata»[317].
Polemica sulle politiche sanitarie in materia di vaccinazioni

Il movimento è stato criticato per aver espresso una linea di condotta avversa e ambigua nei confronti delle politiche sanitarie di somministrazione di vaccini, obbligatorie o consigliate, nell'ambito di misure di medicina preventiva che, invece, fanno parte stabile delle linee guida e delle politiche messe in campo dal Ministero della Sanità tramite il Servizio sanitario nazionale[318].

In particolare, si è segnalato il pericolo che l'espressione di posizioni sfavorevoli, o ambigue, da parte di un movimento politico che gode di un ampio seguito, potrebbe aumentare la diffusione di malattie[319] alimentando quel movimento di opinione che, privo di qualsiasi credibilità e senza alcun fondamento scientifico, predica contrarietà ai vaccini, e pratica resistenza alle campagne vaccinali, anche sulla base di argomentazioni, del tutto denegate e screditate dalla comunità scientifica, come quella sui presunti legami di causa-effetto tra vaccini e autismo, un nesso che è alla base anche di alcune teorie del complotto. La polemica si è fatta molto accesa nel corso dei primi mesi del 2017, in occasione di allarmi vertenti sul calo di alcune coperture vaccinali nella popolazione italiana, in occasione delle quali si è registrato l'intervento sul tema di un importante organo di stampa internazionale, il New York Times, con un editoriale ha stigmatizzato l'atteggiamento populista che incoraggerebbe la diffusione di malattie[319].

Alcuni membri di spicco del partito hanno respinto le accuse di "antivaccinismo", sostenendo, ad esempio, di essere favorevoli a una politica vaccinale basata su paradigmi diversi, che faciliti l'accesso ai vaccini non attraverso inasprimenti dell'obbligatorietà, ma facendo leva sulla gratuità delle prestazioni[320] (questo argomento polemico, espresso da Alessandro Di Battista, senza essere sottoposto a fact-checking, durante il talk-show televisivo Piazza pulita, risultava, in realtà, già del tutto superato da provvedimenti statali che avevano già sancito l'uniformazione della gratuità, in tutte le regioni italiane, delle somministrazioni richieste dal calendario vaccinale[320][318]). Un'altra replica alle critiche, in particolare a quelle avanzate dal New York Times, è venuta anche dallo stesso Beppe Grillo che ha definito una bufala quella di campagne anti-vacciniste provenienti dal movimento[321]. In realtà, un fact-checking sulle posizioni assunte in passato conferma che molti esponenti del movimento, compreso il leader Beppe Grillo, hanno davvero manifestato atteggiamenti di netta contrarietà ai vaccini, anche con riferimento alle false credenze che vorrebbero l'esistenza di un nesso causale tra vaccini e autismo, legame che è del tutto rigettato dalla comunità scientifica[318][319].
Iscritti
2009: 6 000 ca
2010: 60 000 ca
2011: 100 000 ca
2012: 255 339
2013: 80 383
2014: 87 656
2015: dati non disponibili
2016: 135 023
2017: dati non disponibili
Incontri nazionali
I Incontro nazionale Amici di Beppe Grillo - Torino, 17 dicembre 2005
II Incontro nazionale Amici di Beppe Grillo - Piacenza, 26 marzo 2006
III Incontro nazionale Amici di Beppe Grillo - Sorrento (NA), 16, 18 giugno 2006
IV Incontro nazionale Amici di Beppe Grillo - Genova, 3 febbraio 2007
Incontro tra liste civiche nazionali - Parma, 14 giugno 2007
Incontro MeetUp nazionale - Lucca, 29, 30 settembre 2007
Incontro liste civiche e Meetup - Salerno - 7, 8 giugno 2008[322]
Incontro fondativo - Milano (Teatro Smeraldo), 4 ottobre 2009
Incontro nazionale #Oltre - Genova (Piazza della Vittoria), 1º dicembre 2013
Italia 5 Stelle (I) - Roma (Circo Massimo), 10, 11, 12 ottobre 2014
Italia 5 Stelle (II) - Imola (Autodromo Enzo e Dino Ferrari), 17, 18 ottobre 2015
Italia 5 Stelle (III) - Palermo (Foro Italico), 24, 25 settembre 2016
Italia 5 Stelle (IV) - Rimini (Rimini Fiera), 22, 23, 24 settembre 2017
Risultati elettorali

Voti%Seggi
Politiche 2013Camera 8 689 458 25,55 109[323]
Senato 7 285 850 23,79 54[324]
Europee 2014 5 792 865 21,16 17[325]

Note

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