16 maggio 2015

La politica estera americana in una foto

La politica estera americana in una foto


Una foto Reuters riassume più di ogni altro editoriale la politica estera americana: ecco come Abdul Latif bin Rashid Al Zayani, Rappresentare del Consiglio di cooperazione del Golfo, saluta il presidente Usa Barack Obama nel corso di una cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca questa settimana. Cosa aggiungere? 



Londra: legge pronta a criminalizzare opinioni ‘politicamente scorrette’

Londra: legge pronta a criminalizzare opinioni ‘politicamente scorrette’



Un commento agghiacciante del primo ministro britannicoDavid Cameron suggerisce che perfino le persone che obbediscono alla legge non saranno più “lasciate stare” da parte dello Stato, se si impegnano in tutte quelle cose che il governo ritenga che costituiscano “discorsi di odio”, incluso il “fanatismo” e potenzialmente la critica all’omosessualità e al femminismo.

Nel prepararsi a introdurre una nuova legge anti-terrorismo entro la fine di questo mese, Cameron ha gettato le fondamenta per le misure osservando che l’idea di uno Stato che non interferisca nelle vite delle persone se “obbediscono alla legge” costituirebbe un “approccio fallito”.
«Per troppo tempo, siamo stati una società passivamente tollerante, che diceva ai cittadini: finché rispettate la legge, vi lasceremo in pace. Ciò ha spesso significato che ci siamo tenuti neutrali tra valori differenti. E questo ha contribuito a promuovere una narrazione fatta di estremismo e risentimento. Questo Governo volterà definitivamente pagina su questo approccio fallito», ha dichiarato Cameron.
Il giornale londinese The Independent ha bollato la citazione come«la cosa più raccapricciante mai detta da David Cameron».
Secondo BBC News, le nuove leggi anti-radicalizzazione potrebbero anche mettere nei guai coloro che esprimono opinioni politicamente scorrette.
«Coloro che si oppongono all’omosessualità o al multiculturalismo o al femminismo potrebbero essere accusati di minacciare i valori della tolleranza e dell’uguaglianza?», si chiede Mark Easton della BBC.«Accadrebbe forse che le tesi di Russell Brand contro il voto verrebbero considerate come una minaccia per la democrazia?»
Le nuove misure sono state introdotte in base alla giustificazione della lotta contro l’estremismo islamico, una pretesa discutibile dato che il governo di Cameron ha più volte sostenuto veri e propri gruppi jihadisti nei conflitti in Libia e Siria.
Le organizzazioni per le libertà civili temono che le nuove leggi saranno invece utilizzate per mettere a tacere il dissenso proveniente da gruppi di protesta legittimi, incorniciando i sentimenti anti-governativi nello stesso contesto della retorica jihadista.
In effetti, durante un discorso davanti alla platea delle Nazioni Unite tenuto lo scorso anno, Cameron ha suggerito che coloro che mettono in dubbio la versione ufficiale degli eventi dietro gli attentati dell’11 settembre 2001 o del 7 luglio 2005 erano estremisti nonviolenti alla pari con i simpatizzanti dell’ISIS. Scotland Yard ha anche avvertito che i cittadini britannici che semplicemente guardino i video delle decapitazioni dell’ISIS potrebbero essere arrestati in base alle leggi anti-terrorismo.
Le leggi autorizzeranno inoltre l’autorità regolatrice delle trasmissioni, Ofcom, «affinché agisca contro i canali che trasmettono contenuti estremisti».


«I piani consentirebbero alla polizia di richiedere al tribunale superiore di ordinare che gli estremisti siano banditi dalle trasmissioni e obbligati a inviare ogni Tweet, post su Facebook o altra comunicazione web alla polizia per l’approvazione»,riferisce l’Independent. «Ciò includerebbe i messaggi degli utenti che avvertissero gli amici e i seguaci sul fatto che le loro comunicazioni sarebbero ora controllate, o quelli che negano le accuse di estremismo che li hanno portati a essere imputati sulla scorta di tali misure».
Cosa arrivi a costituire “discorsi d’odio” e “contenuti estremistici” è naturalmente cosa del tutto soggettiva, ma a giudicare dai commenti fatti da Cameron in sede ONU sarebbero ricompresi coloro che esprimono opinioni politichenon-mainstream.
Ora che il governo conservatore di Cameron si è assicurato la maggioranza, laddove i partiti di sinistra che normalmente agiscono per scrutinare gli abusi contro le libertà civili ora perdono influenza, possiamo aspettarci una nuova ondata di autoritarismo che andrà a dominare la società britannica nel corso dei prossimi anni.
 



Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.

Bonus bebè, da oggi il via alle domande

Bonus bebè, da oggi il via alle domande


Da oggi, lunedì 11 maggio, è possibile presentare le domande per ricevere l’assegno di natalità, il cosiddetto bonus bebè, per ogni figlio nato o adottato o in affido preadottivo tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017.

Il bonus viene riconosciuto solo ai nuclei familiari che hanno dichiarato un Isee di valore non superiore ai 25.000 euro annui. In questo caso l’assegno è corrisposto in rate mensili di 80 euro per figlio a decorrere dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore e viene erogato fino al compimento del terzo anno del bambino.

Per i nuclei familiari più poveri, cioè che dichiarano un Isee non superiore a 7.000 euro annui, l’importo viene raddoppiato el’assegno sale a 160 euro al mese per figlio. La domanda può essere presentata da uno dei genitori che siano cittadini italiani o comunitari ovvero che siano cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. Il genitore richiedente, al momento della domanda, deve essere residente in Italia e convivente con il figlio per il quale si richiede l’assegno.

La domanda, fanno sapere dall’Inps, può e deve essere presentata all’Inps esclusivamente in via telematica e deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia a seguito di adozione o affidamento preadottivo.

In via transitoria, per le nascite o adozioni avvenute tra il 1° gennaio 2015 e il 27 aprile 2015, il termine di 90 giorni per la presentazione della domanda decorre dal 27 aprile. Pertanto, per questi casi utile per presentare tempestivamente la domanda di assegno, coincide con il 27 luglio 2015.

Per le domande di assegno presentate invece oltre i 90 giorni – e per quelle interessate dal periodo transitorio, presentate oltre il 27 luglio 2015 – l’assegno spetta a decorrere dalla data di presentazione della domanda.

L’ABOLIZIONE DEL CONTANTE È IN ATTO, AL VIA UNA NUOVA FORMA DI TIRANNIDE

L’ABOLIZIONE DEL CONTANTE È IN ATTO, AL VIA UNA NUOVA FORMA DI TIRANNIDE


Qualche minuto di attenzione, prego.Per non farsi cogliere alla sprovvista di fronte alla prossima «soluzione finale» che i poteri bancari e finanziari stanno approntando, si consiglia vivamente di seguire gli sviluppi legislativi in materia di restrizioni di capitali in corso nei paesi occidentali. Al momento siamo nella fase delle prove generali, dopodiché la svolta sarà fulminea, soprattutto per quel che riguarda il denaro contante.

I FATTI

I controlli e le limitazioni del contante, già in vigore in vari paesi europei, verranno inaspriti e laddove mancano verranno applicati. In Italia, già Mario Monti gli aveva dichiarato guerra limitandone l’utilizzo alla soglia di € 999,99. Ora il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan vorrebbe eliminarlo del tutto. In Francia il ministro delle finanze Michel Sapin, con la scusa della guerra al terrorismo, ha abbassato il tetto da 3000 a €1000. L’economista spagnolo guillermo de la Dehesa, advisor del Banco Santander ne ha richiesto l’abolizione decantando su El Pais «il grande vantaggio di un mondo senza contante». Eliminandolo, vivremmo (pensa un po’) in un mondo più sicuro, di coesione sociale, meno violento, perché il contante incentiva le attività illegali, terroristiche, il riciclaggio, l’economia sommersa, l’evasione fiscale, la prostituzione e la droga. La banca tedesca Baader di Monaco sta studiando come tassarlo. In Inghilterranon si possono più acquistare i biglietti del bus e in altre città inglesi sono in corso esperimenti per acquisti solo on line. In Svizzera, la banca centrale ha emesso direttive per attuare restrizioni e lo stesso accade in Svezia. La Banca J.P. Morgan ha introdotto una tassa sull’eccesso di liquidità in deposito. Nello stato della Louisiana l’acquisto dei beni di seconda mano con contante è illegale e, in genere, per le banche americanetransazioni di oltre $5000 sono ritenute sospette.In Australia il primo ministro Tony Abbott ha deciso di imporre una tassa sui risparmi. Il trend è inequivocabile: per governi e banche il denaro onesto sarà quello che circolerà nella rete informatica e quello fisico sarà criminalizzato. Insomma per i regolatori, la società senza contante dovrebbe trasformare il mondo in eutopia che in greco significa il buon posto. Benvenuti, invece, nel mondo del nuovo totalitarismo economico perché qualsiasi riforma che i governi facciano non contempla mai una perdita del loro potere.

POTERE ASSOLUTO

Il vero motivo della svolta l’ha recentemente chiarito, senza mezzi termini, Willem Buiter, il chief economist della Citigroup. Secondo Buiter i pagamenti elettronici sono necessari per manipolare più efficacemente l’economia. Le banche centrali e i governi occidentali si sono resi perfettamente conto che le misure monetarie adottate dopo la crisi del 2008 hanno fallito nello stimolare l’economia. Dopo aver soppresso i tassi di interesse, le banche centrali si troverebbero a corto di munizioni. Come rianimare la politica monetaria e rinnovare le illusioni? Applicando tassi nominali negativi non solo ai bond come già accade in Europa ma estendendoli al contante. Si potrà arrivare anche a un interesse negativo o tassa del
6%. Ovvio che i privati ritirerebbero la liquidità dalle banche per tesoreggiarla e guadagnare un rendimento pari alla tassa. Ma è proprio per questo che la valuta sarà dichiarata fuori legge.Ritirando il contante dalle banche, la politica dei tassi negativi risulterebbe inefficace. Inoltre con la sua eliminazione le banche non saranno più esposte al pericolo della corsa agli sportelli in caso di panico finanziario. Via libera dunque alla loro totale irresponsabilità e ai loro arbitrii più infami. D’altra parte, per la vulgata keynesiana, il risparmio liquido è dannoso e la sua eliminazione costringerà la gente a spendere di più a beneficio dell’economia. Insomma, per queste menti malate, l’eliminazione del risparmio sarebbe la terra promessa della ripresa economica.


Una cosa, alla fine, deve essere chiara: nel mondo nuovo degli interessi negativi il denaro non appartiene più a chi lo guadagna ma ai padroni dell’economia, i governi e le banche che, in nome del bene comune, potranno collettivizzarlo.Nel 2013 a Cipro suonò la prima campana a morto: fu la mossa iniziale per trasformare il ruolo secolare delle banche da custodi del risparmio privato in quello di agenti spoliatori dei governie al tempo stesso provvedere alla loro ricapitalizzazione forzata attingendo direttamente al risparmio depositato.L’eliminazione del contante è l’atto di perfezionamento della nuova tirannide. Il potere di impedire il risparmio, il diritto alla sopravvivenza futura consacrato dalla Genesi (41:34-36) e dall’ordine costituzionale, è potere tirannico illimitato. La digitalizzazione della base monetaria consentirà ai governi di mietere più tasse per finanziare i deficit. Nella cashless society nulla potrà sfuggire ai Sorveglianti.

PANOPTICON

Nel ‘700 il filosofo inglese Jeremy Bentham ideò un progetto di edificio carcerario che chiamò Panopticon(osserva +tutto). Nella descrizione del filosofo si trattava di una struttura «circolare, una gabbia di ferro e vetro dove i prigionieri nelle loro celle occupavano una circonferenza; gli uffici (del governatore, cappellano, medico ecc.) invece, occupavano il centro…». Questa disposizione consolidava il potere dei sorveglianti posti nella torre centrale d’osservazione, dalla quale potevano vedere tutto ciò che accadeva.

Grazie ad accorgimenti i sorveglianti erano nascosti alla vista dei sorvegliati; da qui un senso di onnipresenza invisibile. Il sociologo francese Michel Foucault coniò il termine «panottismo» per descrivere la capacità dell’apparato di potere di consolidarsi attraverso la regolamentazione individuale in un ambiente altamente controllato, in grado di produrre in massa comportamenti standardizzati e prevedibili. La rete informatica è la trascrizione in termini moderni dello schema panottico. L’obiettivo dell’eliminazione del contante non solo rende onnipotenti le banche centrali ma anche l’esercizio del controllo dei governi sulla vita privata dei cittadini.

Il denaro digitale è immediatamente tracciabile e controllabile. Fine della privacy. Il mondo degli interessi negativi cambia le regole del gioco del sistema finanziario: chi risparmia, per sopravvivere, dovrà pagare; chi si indebita riceverà un compenso. «Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano» (George Orwell). Il denaro tradizionale ha i giorni contati. Il paradosso è che il mondo informatico ideato, realizzato e perfezionato da uomini liberi è diventato la torre di osservazione panottica dei padroni dell’economia pera ssoggettarli a servitù monetaria.I despoti antichi hanno legato i loro servi con catene di ferro. I despoti odierni, più sottilmente, li vogliono legare con le catene delle loro stesse idee. Ci riusciranno?

L’Europa a guida tedesca ci porta a sbattere contro le rocce, come l’aereo della German Wings

L’Europa a guida tedesca ci porta a sbattere contro le rocce, come l’aereo della German Wings

Pochi giorni fa, Eric Bonse, uno dei rari corrispondenti tedeschi a Bruxelles che mantiene un punto di vista critico ed indipendente, ha spiegato come la Germania abbia conquistato tutti i posti chiave nelle strutture e nelle istituzioni dell’Unione Europea, in un articolo pubblicato dalla rivista Blätter,” für deutsche und internationale Politik”, il cui contenuto riassumo di seguito.

Il lettore comprenderà che la comune alternativa di un’Europa tedesca contro una Germania europea, di cui ancora parlano alcune persone sprovvedute, ha perso ogni senso a beneficio della prima realtà. Per quello non è neppure necessario osservare come il Kapò del lager europeo sta sferrando colpi su una Grecia prostrata e dignitosa, aiutato dai suoi miserabili vassalli spagnoli, italiani e francesi e da quelli che, speriamo (nel caso della Spagna) ancora per poco rimangano al potere, sempre e quando la schiacciante maggioranza sociale degli spagnoli, truffati dall’Europa, superi la prova di dignità che le prossime elezioni presuppongono.

Il dominio tedesco sull’Europa inizia negli uffici delle autorità di Bruxelles nei quali si prepara la legislazione europea, lo spiega Eric Bonse.

In quasi tutti gli uffici dei 27 commissari, i tedeschi tengono le redini. Di fronte ai 31 consiglieri tedeschi dell’equipe del Presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, soltanto ci sono 21 francesi 18 britannici e 8 lussemburghesi. In precedenza i tedeschi erano soltanto i terzi in questa associazione, oggi dirigono la musica, spiega il giornalista.

La presenza tedesca è impressionante nella direzione degli uffici comunitari. Intorno a Junker ci dono tre commissari di stretta disciplina tedesca; il tedesco Günther Oettinger, commissario dell’economia digitale, la ceka Vera Jourova (Giustizia) ed il croata Neven Mimica (consumo). Altri cinque commissari hanno un vice tedesco, tra cui il francese Pierre Moscovici (questioni economiche, monetarie, fiscali e dogane) e la italiana Federica Mogherini (esteri e sicurezza). No è che tutti i consiglieri e direttori tedeschi siano semplici alfieri ed esecutori della Germania, questo sarebbe troppo semplicistico, spiega Bonse, ma “tra i loro compiti si trova quello di tirare la corda verso gli interessi di Berlino per minimizzare possibili conflitti di interessi con i principali paesi membri della UE”.

Lo stesso accade con le altre grandi istituzioni della UE, il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo, integrato da i 28 capi di Stato o dei Governo dei paesi membri, il Presidente della Commissione Europea ed il Presidente del Consiglio Europeo.
Nel Parlamento Europeo, i tedeschi si sono impadroniti dei principali posti; Martin Schulz (SPD) è il Presidente, Klaus Welle (CDU) è il segretario generale e Manfred Weber (CSU) dirige il maggiore e principale gruppo parlamentare (popolare). Le commissioni parlamentari più decisive hanno una grande presenza di tedeschi: cinque su 20 sono dirette da loro. Nessun altro paese dispone di tanti presidenti di commissione. Il secondo gruppo parlamentare della Camera (socialdemocratico) è ufficialmente diretto da un italiano, Gianni Pittella, ma nella pratica è Martin Schulz quello che si fa carico, una o più volte, delle principali funzioni. Il risultato è quello di un controllo sui lavori legislativi del Parlamento ricalcato sulla “grande coalizione” di Berlino, dove socialdemocretici e democristiani governano assieme.

Tanto Schulz che Junker si smarcano tal volta verbalmente dalla Merkel, spiega Bonse, ma in realtà realizzano una importante funzione di cerniera, limando le questioni più aspre e servendo in ultima istanza l’agenda della Germania.
Nel Consiglio dei Ministri e nel Consiglio europeo, lo spazio dei “vertici europei”, non funziona la “grande coalizione” e neppure sembra esistere un dominio tedesco ma vigono altre regole non scritte, il cui risultato è quello che “tutti comunque aspettano di vedere cosa dicono i tedeschi”, secondo la descrizione che il giornalista mette in bocca a quelli che partecipano alle sessioni.

Senza la Merkel o contro la Merkel non funziona niente ed il Presidente del Consiglio Europeo lo sa molto bene. Il successore dell’irrilevante Herman Van Rompuy è il polacco Donald Tusk. Nelle questioni estere della sicurezza Tusk è, naturalmente, ancora più antirusso della Merkel, tuttavia, con questa riserva, la sintonia tra di loro è buona. Di fatto Tusk, un germanofilo che parla molto meglio il tedesco che non l’inglese, è stato il candidato della Merkel a quel posto che occupa.



Le cose non sono molto diverse in altre istituzioni come la Banca Europea degli Investimenti (BEI), organismo finanziario comunitario della UE, il Meccanismo europeo di Stabilità (MEDE), l’organismo intergovernativo creato per la stabilità finanziaria della zona euro, o la nuova Unione Bancaria. Tutte queste istituzioni fondamentali per governare la crisi finanziaria sono dirette dai tedeschi. Nella BEI il politico liberale tedesco Werner Hoyer, “si incarica che i programmi di investimento pianificati da Junkers si applichino in accordo con i desideri tedeschi”, spiega Bonse, mentre che nel MEDE, Klaus Regling veglia per la disciplina con un occhio ben posto sulla Grecia. Rispetto alla direzione della Unione Bancaria, questa si trova nelle mani di Elke König, ex presidente della ispezione finanziaria tedesca (BaFin).

L’unica Istituzione in cui Berlino non si è imposta del tutto è la Banca Centrale Europea (disegnata secondo un patrocinatore tedesco). Colà un consigliere della Merkel ed attuale Presidente del Bundesbank, Jens Weidmann, si trova in minoranza, cosa che spiega che sia stata precisamente la BCE la protagonista delle poche misure palliative di senso comune fino adesso applicate, sempre contro la volontà (o con il borbottio contrario) della Germania.

Berlino ha messo la sua impronta sul Trattato di Lisbona – sorvolando e non dando importanza ai risultati dei referendum in Francia ed in Olanda contro la Costituzione Europea nel 2005-, ha stabilito nel 2007 un sistema di voto in cui la Germania è la nazione che dispone di maggiore peso, facendo finire la precedente parità che aveva con la Francia e con il Regno Unito, ha tracciato le linee maestre della politica anticrisi ed ha frenato i piani di investimento di Junker.

“L’Europa tedesca non ha necessità di alcun governo per imporsi”. ” L’Europa non soltanto parla tedesco, come ha detto il segretario generale della CDU, Volker Kauder, nel 201, ma pensa ed opera secondo i modelli e le regole tedesche”, ha concluso Bonse.

Due anni fa, da Berlino, abbiamo affermato in un libro scritto assieme a Àngel Ferrero e Carmela Negrete, che il dominio di questa Quinta Germania è destinato ad un fallimento perchè la UE promuove la grande ineguaglianza sociale fra i paesi, cosa che prima o poi genererà reazioni sociali e nazionali. Stiamo verificando esattamente questo.

L’Unione Europea è un cadavere morale per aver messo il pagamento dei debito alla cleptocrazia davanti all’interesse ed ai diritti dei cittadini e, se la sua ovvia disintegrazione pratica ancora non è manifestamente percettibile, lo si deve al fatto che questo della disintegrazione è un processo relativamente lento.

Lo scenario di questa Europa pilotata da Germanwings è quello di una prossima collisione.Qualcuno dovrebbe entrare nella cabina e dare una sonora sberla alla Merkel, prima che questa ci porti a disintegrare contro le rocce, emulando con altri mezzi le grandezze e le imprese storiche di altri grandi passati dirigenti della sua nazione.

Il 9 di Maggio, con una crisi bellica in Ucraina che è stata il risultato della stupidità europea accumulata nel corso di un decennio ( il grande segreto che i “think tanks” dell’establishment sono impegnati a dissimulare) e con una crisi economica che è la trappola finale dove ci ha condotto il neoliberismo, avrebbe rappresentato una magnifica occasione per ricordarlo. Stiamo volando veloci, diretti a cozzare contro le Alpi, come il volo della Germanwings.

* Rafael Poch. Corrispondente della “La Vanguradia” a Berlino, è stato corrispondente in Spagna per conto del “Die Tageszeitung”, redattore dell’ agenzia DPA in Amburgo, corrispondente a Mosca per diversi anni ed in Cina. Studioso di Storia e Geo Politica ha scritto e pubblicato numerosi saggi su tematiche di politica internazionale e di Storia contemporanea.

Tratto da Rebelion

Traduzione: Luciano Lago per Controinformazione

Nella foto in alto: l’aereo della Germanwings

Nella foto al centro : Angela Merkel con Tsipras

15 maggio 2015

Roberto Saviano​ un eroe italiano????


"Altresì noto come Frà Roberto Savianarola", illustrissimo dottore versato nelle arti del Trivio e del Quadrivio, depositario del terzo e del quarto segreto di Fatima, nonchè, a detta degli amici, imbattibile a Trivial Pursuit.
Frà Savianarola......di  recente una dichiarazione del frate, che afferma di non avere intenzione di entrare in politica. Ancora una volta mi sono trovato a chiedermi: ma questo ci è o ci fa? Caro Frà Roberto, tu fai già politica. Con la tua scelta di accettare il ruolo di martire che ti hanno cucito addosso, e di sfornare prediche sulla legalità (quella retorica insulsa per cui se c'è la mafia è colpa di chi butta le carte per terra) e trattatelli su quanti peli in culo ha la raganella albina dell'Honduras, hai fatto una scelta essenzialmente politica. Ti sei trasformato nella reliquia di te stesso. Hai accettato di collaborare con una parte del paese che, se non è organica a Gomorra, ci convive senza eccessivi problemi.
Morale della polemica: per far fama di questi tempi un romanziere deve scrivere prevedendo l’assoluta ignoranza dei lettori che lo leggeranno.
Pensando che nessuno abbia letto non dico Tanizaki, Bataille, Laclos, Sade, Pasolini o Testori, ma neppure D’Annunzio; presupponendo che nessuno abbia aperto il Vangelo, abbia letto San Paolo, ma sia ancora un putto intontito dal catechismo. Inoltre, fidatevi, non credete all’amicizia tra scrittori. 
Chiamatela marchetta.

Una studentessa interrompe Jeb Bush: "E' suo fratello che ha creato lo Stato Islamico"

Una studentessa interrompe Jeb Bush: E' suo fratello che ha creato lo Stato Islamico


Ma il candidato alla presidenza 2016 accusa Obama

Una studentessa del college ha affrontato questo mercoledì l'ex governatore della Florida e candidato presidenziale repubblicano Jeb Bush, affermando: "Suo fratello ha creato lo Stato Islamico".

"Perché dice che lo Stato islamico è stato creato dalla mancanza della nostra presenza in Medio Oriente, quando inviamo giovani americani a morire per l'idea dell' eccezionalismo americano? Utilizza questa retorica nazionalista per spingerci a partecipare a più guerre?", ha chiesto Ivy Ziedrich dell'Università delNevada,come riporta Fox News .

Da parte sua, Bush ha detto di essere "rispettosamente in disaccordo", accusando Barack Obama di contribuire alla crescita dei jihadisti con la sua incapacità di negoziare un accordo con il governo iracheno per lasciare una forza residuale delle truppe americane nel paese dopo il suo ritiro alla fine del 2011. "Immediatamente, il vuoto è stato riempito", ha detto Bush. "Guarda, siamo in grado di riscrivere la storia, tutto quello che vuoi. Ma il fatto è che ci troviamo in un luogo molto instabile perché gli USA si sono ritirati".

 
 

Il partito della nazione.....


Il nazionalsocialismo o nazismo è un'ideologia di estrema destra che ha avuto la propria massima diffusione in Europa. 
Un colpo di Stato consiste nel rovesciamento da parte di una persona investita d'autorità o da un organismo istituzionale quale per esempio la polizia o le forze armate in maniera illegale, del potere costituito, al fine di causare un mutamento di regime. Il termine proviene dal francese coup d'état ed è noto anche come golpe in spagnolo (da Golpe de Estado) o Putsch in tedesco, benché tale ultimo termine sia più riferito al tentativo di presa di potere da gruppi militari regolarmente inquadrati nelle forze armate dello Stato. Oggi lo stiamo subendo passivamente, da una classe politica nominata dalle multi nazionali, banche, una forma subdola che lascia credere alle masse di stare in un un contesto democratico. Siamo in una dittatura imposta dai poteri finanziari, la crisi è un mezzo per portare i popoli alla sottomissione e cosi ritornare allo schiavismo. Apriamo le menti gente....non facciamoci rincoglionire dalle balle che ci raccontano. Informarsi è l'unica arma per resistere a questa oligarchia che si ripete per tre governi a fila. BASTA! 
Vincenzo Sciarra

Lo sceicco Hollande: la Francia nuovo partner privilegiato dei "bancomat del terrorismo"

Lo sceicco Hollande: la Francia nuovo partner privilegiato dei bancomat del terrorismo


Parigi sta discutendo con l'Arabia Saudita progetti per "decine di miliardi di euro"

Mentre tra gli Stati Uniti e gli Stati del Golfo Persico la spaccatura si approfondisce, la Francia sta forgiando lucrativi accordi economici con l'Arabia Saudita e il Qatar, ha scritto il New York Times questa settimana .

Le ire degli Stati del Golfo vanno dall'accordo sul nucleare di Teheran, il principale rivale regionale,al rifiuto del presidente americano di firmare un trattato di difesa con il Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG), che richiederebbe agli Stati Uniti di intervenire se l'Iran dovesse attaccare uno dei suoi membri.

E la Francia ne sta approfittando.

Giorni prima che i leader di Arabia Saudita, Bahrein, Oman ed Emirati Arabi Uniti - 4 dei 6 dei membri del GCC invitati da Obama a Camp David, il ministro degli Esteri francese ha annunciato che Parigi sta discutendo con l'Arabia Saudita progetti per "decine di miliardi di euro".

E il presidente francese Francois Hollande ha recentemente partecipato ad una riunione del Consiglio di cooperazione del Golfo a Riyadh, in Arabia Saudita, dove ha supervisionato ad un accordo da 7 miliardi dollari per vendere aerei da combattimento in Qatar. La partecipazione di Hollande è stata la prima di un leader occidentale ad una riunione del GCC dalla sua fondazione nel 1981.

La Francia ha a lungo messo in dubbio l'opportunità e l'efficacia di un accordo sul nucleare iraniano.Nel novembre 2013, il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius disse ai giornalisti che non sarebbe stato parte di quello che definì un "affare di stupido", un commento che ha innescato le critiche da parte degli iraniani e in seguito ha raffreddato i rapporti di Parigi con Teheran.

"Mostrandosi un pò più scettici sull'accordo nucleare rispetto al resto della coalizione occidentale, i francesi hanno trovato una finestra di opportunità", spiega Dominique Moïsi, politologo specializzato in affari internazionali e uno dei fondatori dell'Istituto Francese di Internazionale Relazioni, al Nyt. "E facendo affari con i francesi, i sauditi stanno mostrando il loro disappunto nei confronti gli americani." 

Ma la Francia si è guadagnata il rispetto dei capi di Stato del Golfo anche per aver assunto una posizione dura nei confronti di uno dei più grandi alleati dell'Iran, la Siria di Assad.

Detto questo, la Francia è parte della coalizione occidentale ed è probabile che firmerà l'accordo nucleare con l'Iran. E gli Stati Uniti sono ancora il principale fornitore di armi ai sauditi ed è improbabile che possano essere sostituiti come superpotenza occidentale di riferimento per il Golfo. 

"Gli Stati del Golfo sanno molto bene che i francesi non sostituiranno gli Stati Uniti", commenta François Heisbourg, consigliere speciale presso la Fondazione per la ricerca strategica di Parigi. "Non abbiamo il peso politico, economico o strategico."

Per il momento, però, la Francia sarà lieta di vendere i propri beni agli Stati del Golfo che - nel tentativo di esprimere ulteriormente il loro disappunto agli Stati Uniti - saranno lieti di continuare a comprarli.

"Il referendum sull'euro non è applicabile. Tsipras si assuma le sue responsabilità storiche" Jacques Sapir

Il referendum sull'euro non è applicabile. Tsipras si assuma le sue responsabilità storiche Jacques Sapir


Il messaggio a Syriza: "Sarebbe sbagliato abdicare la responsabilità del governo e trincerarsi dietro l'argomento di una 'scelta democratica'"

Si parla molto di un eventuale referendum della Grecia sull'adesione alla zona euro. Anche il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, si è espresso a favore di una tale consultazione. Questa improvvisa passione per il referendum, che si verifica quasi dieci anni dopo il referendum francese sul progetto di trattato costituzionale, è toccante, commenta Jacques Sapir su RussEurope. Gli stessi che hanno fatto tutto affinchè la parola dei francesi (55% di "no", non dimenticate) fosse dimenticata scoprono improvvisamente un'anima referendum. Se non ci fosse il destino della Grecia, e dei principi democratici che l'UE continua a calpestare, ci sarebbe da ridere ad alta voce. 

In realtà, la possibilità di un referendum per lasciare l'euro è inapplicabile, dice Sapir. Questo perchè non è possibile tenere un referendum senza innescare una massiccia speculazione, e questa speculazione non solo può essere molto distruttiva per l'economia o implicare poi che il governo ricorra a controlli che vanno ben oltre i semplici controlli sui capitali. Ma, allora avrebbe importanti conseguenze politiche, che portrebbero a falsare l'esito di un referendum.
Un referendum ha senso solo nella misura in cui consente una convalida democratica. Ma un referendum che si terrebbe nel bel mezzo di una speculazione non consentirebbe di applicare le regole democratiche. Pertanto, privo di un dibattito calmo (anche se è appassionato) un referendum non è più una procedura democratica.

L'impraticabilità del referendum non è l'unica ragione che può essere invocata, prosegue l'economista francese. E' dubbio che sulla questione "la Grecia o un altro paese deve rimanere nell'euro o lasciare la zona euro" un referendum sia la procedura appropriata. 

Le procedure referendarie hanno lo scopo di dare legittimità ad un sistema democratico attraverso la mobilitazione di una forma diretta della sovranità popolare. In questo, sono uno strumento insostituibile dei sistemi democratici. Ma la sovranità popolare deve essere mobilitata per risolvere questioni politiche e non questioni tecniche o problemi sociali. 

La tradizione sia francese che internazionale da del referendum uno strumento per risolvere questioni di sovranità (come l'indipendenza) o dei trattati. Ma la questione dell'euro è in parte una questione di sovranità, ma in parte anche una questione tecnica. Da questo punto di vista, se il concetto di appartenenza o meno all'Unione europea potrebbe essere decisa da un referendum, è dubbio che sia così sulla questione dell'euro. Infatti, a quali domande i cittadini dovrebbero rispondere? Dovrebbe dire "siete a favore o contro l'euro", o "siete per un Euro che comporta maggiori politiche di austerità o contro queste politiche," o infine "Siete a favore di un euro con un meccanismo di solidarietà e di trasferimento tra i paesi membri e contro l'Euro "? 


Il problema che si pone in Grecia (o che sorgerebbe in un altro paese) non è quello dell'Euro in generale ma dell'Euro nel contesto della logica dell'austerità e specificatamente nel confronto tra l'Eurogruppo e il governo greco. Siamo in una situazione che può essere paragonata ad uno stato di guerra economica, che impedisce il normale funzionamento delle istituzioni. La questione rientra nelle decisioni eccezionali che il governo può prendere in caso di stato di emergenza e dove può superare temporaneamente il rispetto della lettera della legge e dei trattati per garantire la sopravvivenza della nazione. Da questo punto di vista, dobbiamo riconoscere che lo stato di eccezione è caratterizzato dalla sospensione di talune norme di legalità, al fine di ricostruire le condizioni di esercizio di questi stessi principi. Adottare queste misure eccezionali riflette il fatto che un governo è sovrano.

Pertanto, sarebbe sbagliato abdicare la responsabilità del governo e trincerarsi dietro l'argomento di "scelta democratica" ( che poi democratica non sarebbe) attraverso l'attuazione di una procedura referendaria. La situazione della Grecia è quella di un'emergenza economica che interrompe il corso normale delle regole e delle leggi. Per ripristinare questo corso, che è l'essenza della democrazia, non possiamo agire secondo le regole e le leggi, ma si deve ricorrere a misure eccezionali il cui scopo sarà quello di riportare la situazione alla normalità. Questo, nello spirito della democrazia, è proprio l'azione del governo, a maggior ragione di un governo recentemente eletto in maniera pienamente democratica, che dovrebbe essere il governo del popolo, dal popolo e per le persone. Questo governo deve ora assumersi le proprie responsabilità.

E se il prossimo salvataggio della Grecia lo facesse la Apple?

E se il prossimo salvataggio della Grecia lo facesse la Apple?


Da Bloomberg: "ha riserve sufficienti per comprarsi oggi quasi tutto il paese"

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ed il suo ministro dell'Economia Yanis Varoufakis potrebbero abbandonare l'Unione Europea e il Fmi per il prossimo salvataggio e gettarsi nelle braccia della Apple. Dalla Troika alle multinazionali, secondo quanto scrive un editorialista di Bloomberg, Leonid Bershidsky. 

E 'solo uno scherzo chiaramente, una provocazione ma che ha del senso logico. Il gigante della tecnologia potrebbe pagare la maggior parte del debito greco e ha riserve sufficienti per comprarsi oggi quasi tutta la Grecia, un'acquisizione che sarebbe un investimento di successo e lungimirante.

Questa settimana il Fondo monetario internazionale ha ricevuto una tranche di pagamenti da 750 milioni di euro da Atene, che ha però utilizzato le sue riserve interne al Fondo. Il governo greco ha annunciato inoltre che avrebbe finito i soldi in circa due settimane.

La Apple dal canto suo ha raggiunto un fatturato di 194 milardi di dollari e non smetterà di crescere. Secondo Bershidsky, Apple, Microsoft, Google, Pfizer e Cisco insieme ammontano a 439 miliardi di euro.

La Grecia ha bisogno di circa 190 miliardi di euro per ridurre il debito ad un gestibile 70% del PIL. Rappresenta circa il 48% del denaro delle cinque società. Per pagare il suo debito, Atene potrebbe premiare le imprese con uno speciale accordo di tasse e questi cambiamenti potrebbero ricevere imposte una garanzia illimitata, inferiori per le operazioni non statunitensi.

Uno scherzo, una boutade di un editorialista di Bloomberg.... per ora.

Capo economista Hsbc: "L'economia globale è come un transatlantico senza scialuppe di salvataggio"

Capo economista Hsbc: L'economia globale è come un transatlantico senza scialuppe di salvataggio


Stephen King: "Se una nuova recessione dovesse arrivare, potrebbe essere una lotta titanica per i politici"

Il capo economista della banca internazionale HSBC, Stephen King, equipara l'economia globale nella situazione attuale "ad un transatlantico alla deriva", perché, tra le altre ragioni, l'attuale ripresa monetaria "è caratterizzata da una carenza di munizioni."

"L'economia globale è come un transatlantico senza scialuppe di salvataggio. Se una nuova recessione dovesse arrivare, potrebbe essere una lotta titanica per i politici", ha detto il capo economista HSBC in una nota ai clienti. Lo riferisce il sito Business Insider. "Mentre i recuperi precedenti hanno consentito alle autorità monetarie e fiscali di ricostituire le munizioni, questa ripresa sia negli Stati Uniti che altrove, è stato caratterizzata da una persistente carenza di munizioni. Si tratta di un grosso problema", dice King .

"In ogni recessione dal 1970, la Federal Reserve ha avuto spazio per tagliare i tassi di interesse di almeno cinque punti percentuali. Questo stimolo tradizionalmente utilizzato è ora pienamente scartato", ha proseguito l'esperto.

Questi i quattro fattori evidenziati dall'economista da cui potrebbe nascere la prossima recessione, la più pericolosa:

- L'aumento dei salari farà male ai profitti delle imprese e ridurrà la percentuale di profitti aziendali che contribuiscono al PIL. A loro volta, le famiglie e le imprese hanno registrato una perdita di fiducia nell'economia e la "bolla partecipazione" scoppiata con il crollo dei prezzi delle azioni.

- Il fattore non-bancario, come ad esempio le compagnie di assicurazione e i fondi pensione sono sempre meno in grado di soddisfare i sistemi finanziari ai loro obblighi. Ciò causerà una grande domanda di attività liquide, costringendo le persone a vendere nonostante la mancanza di domanda, causando una recessione.

- La possibilità che l'economia della Cina e la sua moneta possano crollare. I bassi prezzi delle materie prime possono anche causare cadute in diversi mercati emergenti.

- La Fed potrebbe causare la prossima recessione aumentando i tassi di interesse troppo presto, ripetendo così gli errori della Banca centrale europea nel 2011 e la Banca del Giappone nel 2000.

Una battuta d'arresto per il TTIP grazie ai senatori democratici Usa

Una battuta d'arresto per il TTIP grazie ai senatori democratici Usa


Washington Post definisce "il TPP l'ultima truffa che non sembra essere niente di più che una cessione di sovranità nazionale alle società multinazionali

In un battuta d'arresto imbarazzante per il presidente, i senatori democratici hanno bloccato un disegno di legge che avrebbe dato al presidente Barack Obama un'autorità negoziale speciale (TPA) per velocizzare gli accordi commerciali, TPP e TTIP. Il testo, nel voto procedurale, è stato battuto con 52 voti a favore e 45 contrari, meno dei 60 voti necessari. Determinante nello stoppare i piani del Presidente è stato anche il ruolo del leader della minoranza democratica al Senato, Harry Reid. Una grave sconfitta per Obama e i suoi alleati che "dicono che la misura è necessaria per completare un accordo commerciale tra 12 nazioni del Pacifico che che è al centro dell'agenda economica dell'amministrazione."

Ma perchè Obama incontra tutte queste difficoltà?

Come spiega Michale Krieger, "gli Stati Uniti stanno concludendo le negoziazione per il Trans-Pacific Partnership (TPP), un enorme accordo di libero scambio con il Messico, il Canada, il Giappone, Singapore e altri sette paesi. A chi si rivolge il TPP? Ai avoratori americani? Ai consumatori? Alle piccole imprese? Ai contribuenti? O alle più grandi multinazionali del mondo?

Un forte indizio è sepolto nella bozza del progetto gelosamente custodita. Il provvedimento, una caratteristica sempre più diffusa di accordi commerciali, è chiamato "meccanismo per la risoluzione delle controversie investitore-Stato", o ISDS. Il nome può sembrare delicato, ma non lasciatevi ingannare, avverte Krieger. Accettare l'ISDS in questo enorme, nuovo trattato inclinerebbe il campo di gioco negli Stati Uniti ulteriormente a favore delle grandi imprese multinazionali. Peggio ancora, minerebbe la sovranità degli Stati.

Dello stesso parere la senatrice Elizabeth Warren, che in un editoriale sul Washington Post, definisce "il TPP l'ultima truffa che non sembra essere niente di più che una cessione di sovranità nazionale alle società multinazionali. Noi scettici potremmo sbagliarci, scrive la Warren, ma è impossibile saperlo sal momento che il testo è "classificato" . Autorizzando TPA, il Congresso sarebbe chiamato solo ad un voto finale di ratifica, cedendo il suo potere di modificare gli accordi commerciali. Ancora peggio, autorizzerebbe questo iter accelerato per sei anni, superando in tal modo l'attuale amministrazione, e riguarderebe anche accordi futuri, come il TTIP. 

23 maggio: Marcia globale contro la Monsanto in 25 città francesi e 50 Paesi

23 maggio: Marcia globale contro la Monsanto in 25 città francesi e 50 Paesi

Il 23 maggio 2015, i cittadini di cinquanta paesi in tuttto il mondo e venti città francesi marceranno contro la Monsanto e contro "le multinazionali degli OGM e dei pesticidi". Lo riporta la rivista franceseBasta! La mobilitazione è anche per un'agricoltura rispettosa dell'ambiente, la salute dei lavoratori e dei consumatori, le generazioni future. La loro richiesta: fermare l'offensiva degli OGM in Europa e fermare l' avvelenamento da pesticidi. La marcia è anche l'occasione per mettere in evidenza le alternative in materia di agricoltura e alimentazione, e per affermare la crescente opposizione Grande mercato transatlantico, TTIP. 

Nonostante l'opposizione dell'opinione pubblica, la nuova Commissione europea è determinata ad aprire le porte agli OGM: nel mese di gennaio 2015, l'Unione europea ha cambiato le sue regole per consentire la rinazionalizzazione delle autorizzazioni di coltivazione di OGM al fine di aggirare l'opposizione di 19 Stati. Il 22 aprile, la Commissione ha modificato le sue regole in materia di autorizzazioni di consumo, umano e animale. Due giorni dopo, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha annunciato l'autorizzazione per la vendita e il consumo di 19 nuovi OGM, di cui 11 della Monsanto.

Un "gigantesco autogol" non firmare il TTIP entro l'anno. Matteo Renzi

Un gigantesco autogol non firmare il TTIP entro l'anno. Matteo Renzi



Secondo il primo ministro italiano, Matteo Renzi, non raggiungere un'intesa sul TTIP entro l'anno sarebbe "un gogantesco autogol". Lo riporta Reuters.


"Non è possibile che gli Stati Uniti arrivino ad un accordo con l'Estremo Oriente e che l'Europa tentenni e balbetti sul TTIP", ha detto Renzi parlando alla conferenza sullo Stato dell'Unione Europea, a Firenze.

"Se c'è bisogno di trasparenza e chiarezza daremo più trasparenza e chiarezza. Questo è l'ultimo anno [per chiudere], perché il prossimo sarà l'anno elettorale negli Usa, sarebbe un gigantesco autogol per il nostro continente".

Martin Armstrong svela la data del "crollo" dell'euro

Martin Armstrong svela la data del crollo dell'euro

L'esperto americano di cicli economici, Martin Armstrong, sostiene che i giorni dell'euro sono contati, perché la moneta unica europea è stata segnata, fin dal momento della formazione della zona euro, da una "ferita di nascita".
 
In un'intervista al quotidiano tedesco ' Die Welt ', Armstrong ha detto che il rischio di crollo della moneta unica è del 90%, e stima che "succederà il 1 ° ottobre". "A causa degli errori nella creazione della moneta unica, attualmente il sistema bancario dell'Unione europea è molto instabile. State lontano da titoli di stato europei, che sono irrimediabilmente sopravvalutati", ha aggiunto.
 
Ul modello di Armstrong, che una volta predisse il Lunedì nero nel mercato statunitense del 1987 e la crisi finanziaria russa del 1998, si basa sul cosiddetto ' codice Pi ', che molti esperti considerano un tipo di formula finanziaria globale ed è una combinazione di banche dati storiche più ampie del mondo e flussi dei capitali degli investitori.

Papa Francesco avverte i ricchi e i potenti che saranno giudicati da Dio

Papa Francesco avverte i ricchi e i potenti che saranno giudicati da Dio

"Dovranno dimostrare se effettivamente hanno lavorato per porre fine alla fame e preservare la natura"

Papa Francesco ha avvertito che i ricchi e i potenti del mondo un giorno saranno giudicati da Dio, e che dovranno dimostrare se effettivamente hanno lavorato per porre fine alla fame e preservare la natura.

Il Pontefice ha fatto queste considerazioni nel sermone di una messa celebrata nella Basilica di San Pietro in occasione dell'apertura dell'assemblea generale della Caritas, riporta AP .

"Dobbiamo fare tutto il possibile per dare a tutti qualcosa da mangiare. Ma dobbiamo anche ricordare ai potenti della terra che un giorno Dio li chiamerà a giudizio", ha detto. "E qui si saprà veramente se hanno davvero cercato di porre fine alla fame e se hanno agito per non distruggere l' ambiente, in modo che possa produrre cibo. "

"Non possiamo dimenticare i nostri fratelli che vivono in condizioni di privazioni a causa della violenza (...) Lontani dalle loro case e dalle loro chiese, spesso distrutte. Rinnovo ancora una volta, l'invito a non dimenticare queste persone e questi intollerabili ingiustizie", ha aggiunto .

Una tempesta generazionale è in arrivo

Una tempesta generazionale è in arrivo


Un ipotetico discorso ai giovani laureati americani


Ogni anno, Bill Bonner, presidetne di Bonner&Partners prepara un appropriato discorso di laurea. E ogni anno, con l'accordo unanime delle istituzioni americane di istruzione superiore, non lo tiene.

Il discorso di quest'anno per la classe di laureati ameircani 2015 inizia con "Congratulazioni Classe 2015, la più indebitata della storia e quella con minori possibilità di ripagare i propri debiti". 


"Siete eredi di frasi fatte, senza senso, teorie fasulle, e miliardi di dollari di debito.

I sistemi, i programmi e le istituzioni vostri genitori hanno messo in piedi sono truffe per lo più inutili. Peggio ancora, producono risultati contrari ai loro obiettivi dichiarati.

I programmi di assistenza sociale non aiutano le persone a sfuggire alla povertà;

I programmi di assistenza sanitaria non li rendono sani; li rendono dipendenti dal settore farmaceutico.

La spesa industriale della difesa non ci rende più sicuri; finanzia droni, interventi maldestri, e omicidi ... e crea più nemici 

Finiamo non solo più poveri, ma anche meno sicuri.



Tutte queste affermazioni richiedono tempo per essere spiegate e dimostrate. Ma ecco un piccolo esempio che potrà essere apprezzato. 


Sotto il presidente Johnson, il governo ha istituito il Federal Direct Student Loan Program per fornire "prestiti a basso interesse" (allora, "basso" significava l'8%) agli studenti.

Finanziatori privati ​​fanno i prestiti, ma ricevono il pieno sostegno dei federali.

L'idea era quella di aiutare a permettersi l'istruzione superiore ... e, di conseguenza, guadagnare stipendi più elevati. E con guadagni maggiori si poteva essere in grado di ripagare il prestito.

Oggi il programma è la più alta forma di rapina tra tutte le forme di indebitamento delle famiglie (mutui ipotecari, prestiti per le auto, carte di credito).

E mentre gli studenti continuano ad indebitarsi, si stima che il totale eccezionale del debito degli studenti toccherà i 3.300 miliardi dollari entro il 2025.

Che cosa succede se non si riesce a pagare?

Fino a quando il reddito è basso, è permesso fare piccoli pagamenti ogni mese. Continuate per 300 pagamenti e il debito è considerato soddisfatto, non importa quanto poco si è pagato.

In altre parole, il programma incoraggia a vivere in condizioni di povertà per un quarto di secolo per sbarazzarsi del proprio debito da studente.

Ma, vivere in povertà riesce ormai molto bene.

In primo luogo, perché la maggior parte delle lauree danno ben poco per fare dei ragazzi lavoratori più preziosi. 

In secondo luogo, perché le manovre economiche dei vostri genitori renderanno difficile fare qualsiasi avanzamento finanziario.

Il reddito medio familiare è in calo dalla fine del 1990. E buoni lavori sono difficili da ottenere. 

E potete dimenticarvi di avviare la vostra attività. Il tasso di nuove start-up sta crollando. 

Potete ringraziare i vostri genitori anche per questo. Il sistema è progettato per proteggere loro, le loro prestazioni di sicurezza sociale, la loro assistenza sanitaria, i loro portafogli azionari, e le loro imprese.

Proteggerli da cosa?

Da voi!

Voi siete il futuro. Voi siete quelli che dovrebbero voler smuovere le cose e abbattere i muri della burocrazia, delle tasse, del lavoro di ufficio, e la regolamentazione che rende così difficile per voi iniziare nuove imprese, ottenere buoni posti di lavoro e creare ricchezza reale.

Si dovrebbe parlare di rivoluzione.

Adesso tocca a voi.


Noi eravamo più liberi - e più ricchi - di quello che voi sarete ...

... A meno che non facciate tabula rasa dei nostri debiti ... delle nostre guerre insensate e dei nostri programmi ... e dei nostri tentativi di sottrarvi il futuro, vi impediremo di vivere una vita libera, piena e ricca.

Se non lo farete, erediterete le nostre leggi, le nostre regole, i nostri limiti, i nostri obblighi, le nostre delusioni, i nostri pregiudizi e le nostre vanità. 

O troverete il modo di ribellarvi a tutto questo.. o meriterete quello che vi aspetta.

Congratulazioni"

Fidel Castro: "L'alleanza tra Russia e Cina è un potente scudo di pace in grado di garantire la sopravvivenza del genere umano"

Fidel Castro: L'alleanza tra Russia e Cina è un potente scudo di pace in grado di garantire la sopravvivenza del genere umano


"Potrebbe una partnership sino-russo eclissare l'influenza internazionale degli Stati Uniti? Sì, il futuro appartiene a loro"



Il leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro ha scritto nel suo ultimo articolo che la Russia e la Cina sono "un potente scudo" di pace e sicurezza globale, in un nuovo articolo pubblicato in onore del 70° anniversario della vittoria sulla Germania nazista.

Sul quotidiano cubano Granma ha scritto che l'alleanza tra "le due grandi potenze," Mosca e Pechino, è in grado di fermare le pericolose derive nel mondo che minacciano oggi l'esistenza del genere umano. "La profonda alleanza dei popoli della Federazione Russa e la Cina basato sulla scienza, su eserciti forti e soldati coraggiosi è in grado di garantire la sopravvivenza del genere umano", ha osservato il leader rivoluzionario cubano.

Potrebbe una partnership sino-russo eclissare l'influenza internazionale degli Stati Uniti? Sì, il futuro appartiene a forti partnership economiche nella regione asiatica, ha risposto il leader della rivoluzione cubana. Fidel Castro ha elogiato la visita di suo fratello Raul a Mosca per partecipare alla parata di giorno di vittoria a Mosca il 9 maggio.



"In relazione al 70 ° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica, voglio esprimere la mia più profonda ammirazione per il popolo sovietico, eroico, che è stato un baluardo dell'umanità. Venti milioni di cittadini sovietici morti nella Grande Guerra Patriottica hanno dato la loro vita per il bene di tutta l'umanità", ha scritto Fidel Castro.

L'Iran ha minacciato una guerra in caso di ispezione della sua nave cargo diretta in Yemen

L'Iran ha minacciato una guerra in caso di ispezione della sua nave cargo diretta in Yemen


La tregua umanitaria in Yemen è entrata ufficialmente in vigore nella serata del 12 maggio

Teheran ha mincacciato di avviare una guerra contro qualsiasi stato osi intercettare la nave cargo Iran Shahed salpata in direzione Yemen con aiuti umanitari a bordo.

La nave, salpata da Bandar Abbas, nel sud dell’Iran, è diretta verso capo Hodeida, porto yemenita sul Mar Rosso controllato dagli Houthi. Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che stanno “monitorando” la nave iraniana.

"L'attacco contro la nave della Mezzaluna Rossa iraniana provocherebbe una guerra nella regione", ha detto il vice capo di Stato maggiore dell'esercito iraniano, il generale di brigata Masud Jazzayeri, come riportato dall'agenzia Fars . La nave iraniana Iran Shahed è diretta nello Yemen con 2.500 tonnellate di aiuti umanitari.

A sua volta, il rappresentante ufficiale delle forze della coalizione araba che sta conducendo attacchi contro lo Yemen, il generale di brigata Ahmad Asiri, ha detto che non permetterà il passaggio dell'imbarcazione iraniana senza il permesso e l'autorizzazione delle Nazioni Unite.

Il viceministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian ha affermato che la nave "è stata inviata nel Golfo Persico in coordinamento con l’agenzia delle Nazioni Unite per gli aiuti umanitari”.

Martedì è iniziata una tregua umanitaria promossa dall'Arabia Saudita per distribuire gli aiuti alla popolazione dello Yemen. La tregua durerà cinque giorni ma è già stata ripetutamente violata.

Le banche governano il mondo, ma chi governa le banche?

Le banche governano il mondo, ma chi governa le banche?


La maggior parte del capitale delle sei più grandi banche Usa è nelle mani dei cosiddetti 'investitori istituzionali'

L'egemonia degli Stati Uniti nel mondo si basa sul monopolio della Federal Reserve, i cui azionisti sono le grandi banche che comprendono non solo le istituzioni finanziarie di Wall Street, ma anche in Europa. Ma a chi appartengono queste banche? Valentin Katasonov risponde in un articolo sul giornale online della Strategic Culture Foundation

Durante la crisi finanziaria mondiale tra il 2007 e il 2009 la Federal Reserve ha elargito diversi prestiti per oltre 16 miliardi di dollari a banche che sono i suoi principali azionisti. Cioè, l'elenco dei beneficiari di prestiti era in realtà l'elenco dei principali azionisti della Federal Reserve.

Questi includono Citigroup, Morgan Staley, Merrill Lynch, Bank of America, Barclays PLC, Bear Stearns, Goldman Sachs, JP Morgan e Leman Brothers. Alcuni beneficiari dei prestiti della Fed sono banche straniere, tra cui la britannica Barclays PLC, Royal Bank of Scotland, Bank of Scotland, UBS e Credit Suisse, Deutsche Bank e BNP Paribas.

Ma chi sono gli azionisti degli azionisti della Federal Reserv? La maggior parte del capitale delle sei più grandi banche degli Stati Uniti (Bank of America, JP Morgan Chase, Morgan Stanley, Goldman Sachs, Wells Fargo e Citigroup) è nelle mani dei cosiddetti 'investitori istituzionali' , cioè diverse società finanziarie e alcune banche.

Alcune banche di Wall Street hanno anche azionisti individuali che di solito sono gli alti dirigenti della banca stessa, sia attivi che in pensionei. Ma molti analisti ritengono che le azioni delle banche di Wall Street sia nelle mani di solo quattro società finanziarie: Vanguard Group, State Street Corporation, FMR (Fidelity) e Black Rock. Altre società non appartengono alla categoria dei principali azionisti o sono controllate direttamente o attraverso una catena di intermediari da parte delle società menzionate. Pertanto, sono le società che esercitano il controllo effettivo sul sistema bancario del paese nordamericano.

Hilary Clinton rivela l’agenda occulta del Nuovo Ordine Mondiale

Hilary Clinton rivela l’agenda occulta del Nuovo Ordine Mondiale

- di José Javier Esparza –

Uno scomodo velo di silenzio è stato calato sulle sorprendenti parole pronunciate di recente da Hilary Clinton. Forse la signora ha parlato più di quanto fosse conveniente.
“I codici culturali profondamente radicati, le credenze religiose e le fobie strutturali devono essere modificate. I governi devono utilizzare i loro strumenti e le risorse coercitive per ridefinire i dogmi religiosi tradizionali”.

Queste parole Hilary Clinton le ha pronunciate pubblicamente e senza sotterfugi, nel corso di un convegno pro abortista ed hanno lasciato più di una persona con la bocca aperta.

“Riformare coercitivamente le Religioni”? Dove rimarrebbe quindi la libertà religiosa? “Modificare le identità culturali”? Dove rimane quindi semplicemente la libertà di esistere? Simili intenzioni, messe in bocca a niente meno che alla principale candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti, avrebbero dovuto aprire un forte dibattito.

Non è stato così. Come un fatto molto significativo, i principali media in tutto l’Occidente hanno preferito silenziare le rivelazioni. Fatto rivelatore che i media non abbiano voluto dare risalto a queste dichiarazioni.

Quale significato dare alle dichiarazioni di Hillary Clinton?

Punto uno: che che i ” codici culturali profondamente radicati”, questi sono da intendere come le identità culturali tradizionali, che sono considerati in realtà nidi di “fobie strutturali”, vale a dire pregiudizi che deve essere giusto eliminare.

Punto due: che all’interno di queste “fobie strutturali” si trovano i “dogmi religiosi tradizionali”.

Punto tre: che i governo, ed il potere pubblico sono legittimati per utilizzare la loro forza coercitiva contro i dogmi religiosi e le identità culturali.

Quando si osserva in cosa consiste questa forza coercitiva, questa è, in soldoni, il “monopolio legale della violenza”, allora uno deve iniziare a preoccuparsi. Quando inoltre si constata che per le “fobie” o i “dogmi” si considerano quelli che sono i principi tradizionali della civilizzazione occidentale, vale a dire, la filosofia naturale, (per esempio il diritto alla vita), allora la preoccupazione ascende fino a tramutarsi in allarme. Quello che ha espresso sinteticamente la Hilary Clinton è un progetto politico totalitario di ingegneria sociale e culturale. Nè più nè meno.

Questo progetto è già in atto.

Sorprendente? In realtà non tanto. Questi luoghi comuni non sono affatto nuovi: essi sono già in circolazione nell’ideologia modernista dai tempi della Rivoluzione Francese. Dall’altro lato questi conservano una perfetta consonanza con quello che abbiamo visto crescere in Occidente negli ultimi venticinque anni, dalla caduta del Muro di Berlino nel 1989: i programmi di ingegneria sociale dell’ONU- di frequente avallati dagli Stati Uniti-, le politiche abortiste ed omosessualiste adottate da quasi tutti i paesi europei e lo smantellamento delle identità etniche nell’area occidentale. Hilary Clinton di è di fatto limitata a rendere manifesto quello che già era latente.

Queste parole della Hilary Clinton sono state interpretate in chiave strettamente nordamericana: sono un progetto di ingegneria sociale- meglio si può dire spirituale- in un paese che si vanta di essere nato sulla base della libertà religiosa. Di sicuro nel contesto nordamericano, simili idee non smettono di essere una rettifica della propria identità delle origini del paese, di modo che potrebbe sembrare incomprensibile lo stupore di molti. Tuttavia i propositi di Clinton fanno parte delle tematiche abituali della sinistra USA dal 1968. Per dirlo così. quello che abbiamo visto fino ad ora è stata la sua “messa in pista”, la sua trasformazione in un programma politico senza camuffamenti.


Allo stesso modo, molti osservatori hanno visto nelle dichiarazioni della Clinton una specie di dichiarazione di guerra contro il Cristianesimo. Questa è una prospettiva corretta ma incompleta: la guerra non concerne soltanto le religioni tradizionali ma si estende anche, come dice la stessa signora Clinton, ai “codici culturali profondamente radicati”.

Questo significa che tutta l’identità culturale e storica, quale che sia stato il suo ambito e la sua natura, devono essere riformate coercitivamente dal potere politico. Non si tratta solo della religione che corre il pericolo: la minaccia si estende a qualsiasi tratto identitario che non coincida con il programma del “tempo nuovo” segnato dalla globalizzazione e dalla sua potenza egemone, che sono gli Stati Uniti d’America.

E noi europei cosa facciamo? In generale si segue la corrente. Bene, sembra sicuro che il percorso presenta delle complicazioni inaspettate e queste non hanno tardato a manifestarsi. Risulta francamente difficile mantenere la coesione sociale in un contesto di smantellamento dei “codici culturali profondamente radicati”.
A questo proposito l’esperienza francese è sommamente interessante : dagli anni ’80 la Francia ha vissuto un processo di costruzione di una nuova indentità sulla base di quella denominata “identità repubblicana” , che in pratica è consistita nella distruzione dei riferimenti classici della Nazione e la loro sostituzione con nuovi dogmi. “La Francia- diceva De Gaulle- è una Nazione europea di razza bianca e di religione cristiana”. Ha iniziato a smettere di essere tale poco dopo la morte del generale. L’europeismo si è convertito in una forma di cosmopolitismo che vedeva la Francia come protagonista in un mondo senza frontiere, in mondo in cui la stessa Europa non è altra cosa che una regione privilegiata in un contesto globale.

Allo stesso modo, qualsiasi fattore di carattere etnico – razziale, culturale, ecc.- ha iniziato ad essere un tabù a vantaggio di una società di nuovo conio edificata sull’affluenza massiccia di popolazione straniera. In quanto alla religione, questa andava ad essere sistematicamente posposta nella scia di un laicismo radicale che non è scemato neppure quando Sarkozy, a San Giovanni in Laterano, scoprì davanti al papa Benedetto XVI i valori del “laicismo positivo”.

Il risultato è stato quello di una Nazione disarticolata sul piano politico, su quello economico e sociale. Il discorso ufficiale continua ad incamminarsi verso il medesimo obiettivo, la realtà sociale già cammina per una strada diversa.

La crescita impetuosa del “Front National” non è un caso. I politici cercano di reagire adattandosi al terreno. L’ultimo è stato il primo ministro Valls, il quale l’anno scorso aveva aperto istituzionalmente il “Ramadan”, mentre adesso si affanna a rivendicare il carattere inequivocabilmente cristiano della Francia. Forse lo ha fatto troppo tardi.

Sia come sia, quello che ha esposto la candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti è molto di più che una dichiarazione di intenzioni: si tratta della trama occulta del programma del nuovo ordine mondiale, che per imporsi senza grandi resistenze necessita, precisamente, di demolire le radici culturali e le religioni tradizionali. Era inevitabile che qualcuno avrebbe prima o poi finito con l’invocare la forza dello Stato per mettere in esecuzione coercitivamente tale operazione. Hilary Clinton lo ha fatto.

La sinistra mondialista europea (e non solo quella), molto probabilmente è già salita sul carro. Così vedremo, alla nostra sinistra, appoggiare la politica mondialista in nome del progresso. Sono le svolte che avvengono nella Storia.

Fonte: La Gaceta.es

Traduzione: Luciano Lago per Controinformazione

Fallisce il golpe USA in Macedonia

Fallisce il golpe USA in Macedonia


La Macedonia ha appena messo in condizione di non nuocere un gruppo armato di cui sorvegliava i mandanti da almeno otto mesi. Ha così evitato un nuovo tentativo di colpo di stato, pianificato da Washington per il 17 maggio. Si trattava di allargare alla Macedonia il caos già installato in Ucraina al fine di impedire il passaggio di un gasdotto russo verso l’Unione europea.



Il caso di Kumanavo
La polizia macedone ha lanciato il 9 maggio 2015, all’alba, un’operazione volta ad arrestare un gruppo armato che si era infiltrato nel paese e che sospettava stesse preparando diversi attentati.
La polizia aveva evacuato la popolazione civile prima di dare l’assalto.

Dopo che i sospetti hanno aperto il fuoco, è seguita una dura battaglia che ha lasciato 14 morti dal lato dei terroristi e 8 dal lato delle forze dell’ordine. Ben 30 individui sono stati fatti prigionieri. Si calcolano parecchi feriti.

Non un’azione terroristica, ma un tentativo di colpo di stato
La polizia macedone era manifestamente ben informata prima di lanciare la sua operazione. Secondo il ministro degli Interni, Ivo Kotevski, il gruppo stava preparando un’operazione molto importante per il 17 maggio (vale a dire in occasione della manifestazione indetta dall’opposizione albanofona a Skopje).
L’identificazione dei sospetti ha permesso di stabilire che erano quasi tutti ex membri dell’ UÇK (l’Esercito di Liberazione del Kosovo). [1]

 
Il covo del gruppo armato a Kumanovo, dopo l'aggressione.



Tra questi troviamo:
  • Sami Ukshini detto “Comandante Sokoli”, la cui famiglia ha svolto un ruolo storico in seno all’ UÇK.
  • Rijai Bey, ex guardia del corpo di Ramush Haradinaj (lui stesso trafficante di droga, capo militare del dell’UÇK e poi Primo Ministro del Kosovo. Fu processato due volte dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia per crimini di guerra, ma assolto perché 9 testimoni cruciali furono uccisi durante il suo processo).
  • Dem Shehu, attuale guardia del corpo del leader e fondatore del partito BDI albanese, Ali Ahmeti.
  • Mirsad Ndrecaj detto il “Comandante della NATO”, nipote di Malic Ndrecaj comandante della 132ma Brigata dell’ UÇK.
  • I principali responsabili di questa operazione, tra cui Fadil Fejzullahu (morto durante l’assalto) sono vicini all’ambasciatore degli Stati Uniti a Skopje, Paul Wohlers.

Fadil Fejzullahu, un leader del gruppo armato è morto durante l'assalto, qui con il suo capo, l'ambasciatore degli Stati Uniti a Skopje Paul Wohlers.



Quest’ultimo è figlio di un diplomatico statunitense, Lester Wohlers, che ha giocato un ruolo importante nella propaganda atlantista e ha diretto il dipartimento cinema della US Information Agency. Il fratello di Paul, Laurence Wohlers, è attualmente ambasciatore presso la Repubblica Centrafricana. Lo stesso Paul Wohlers, ex pilota della US Navy, è uno specialista di controspionaggio. È stato vice direttore del Centro per le operazioni del Dipartimento di Stato (ossia il servizio di sorveglianza e protezione dei diplomatici).

Sebbene la Macedonia non faccia parte della Nato, Jens Stoltenberg "seguiva" l'operazione di polizia a Kumanovo.



Perché non v’è alcun dubbio circa i mandanti, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, è intervenuto persino prima della fine dell’assalto. Non per dichiarare la propria condanna del terrorismo e il suo sostegno al governo costituzionale di Macedonia, ma per trasformare il gruppo terroristico in un’opposizione etnica legittima: «È con grande preoccupazione che seguo gli eventi in corso a Kumanovo. Rivolgo le mie condoglianze alle famiglie delle persone uccise o ferite. È importante che tutti i dirigenti politici e responsabili di comunità lavorino insieme per riportare la calma e procedano a un’indagine trasparente per determinare quel che è accaduto. Faccio vivamente appello a tutti affinché diano prova di moderazione e evitino un’ulteriore escalation, nell’interesse del paese e dell’intera regione.»
Quando era governatore della regione di Strumica, Zoran Zaev è stato accusato di aver favorito la costruzione di un centro commerciale e arrestato per corruzione. Per sostenerlo, il suo partito si ritirò dal Parlamento. Alla fine, fu graziato dal Presidente della Repubblica, Branko Crvenkovski, che allora presiedeva il suo partito. È stato eletto presidente del SDSM a giugno 2013.



Nel mese di gennaio 2015, la Macedonia sventava un tentativo di colpo di Stato in favore del capo dell’opposizione, il socialdemocratico Zoran Zaev. Quattro persone venivano arrestate e Zaev si vedeva confiscare il suo passaporto, intanto che la stampa atlantista cominciava a denunciare una “deriva autoritaria del regime” (sic).
Zoran Zaev è pubblicamente sostenuto dalle ambasciate degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Germania e dei Paesi Bassi. Ma non c’è finora nessuna altra traccia nel tentativo di golpe che della responsabilità degli Stati Uniti.
Il 17 maggio, il partito socialdemocratico (SDSM) [2] di Zoran Zaev doveva organizzare una manifestazione. Doveva distribuire 2.000 maschere in modo da impedire alla polizia di identificare i terroristi in mezzo al corteo. Durante l’evento, il gruppo armato camuffato con queste maschere doveva attaccare varie istituzioni e lanciare una pseudo “rivoluzione” di piazza paragonabile a quella della Maidan di Kiev.
Questo colpo di Stato era coordinato da Mile Zechevich, un ex dipendente di una delle fondazioni di George Soros.
Per comprendere l’urgenza di Washington di rovesciare il governo di Macedonia, dobbiamo tornare alla guerra dei gasdotti. Per la politica internazionale è una grande scacchiera dove ogni movimento di un pezzo provoca conseguenze sugli altri.

LA GUERRA DEL GAS

Il gasdotto Turkish Stream dovrebbe passare attraverso la Turchia, la Grecia, la Macedonia e la Serbia per rifornire l’UE del gas russo. Su iniziativa del presidente ungherese Viktor Orbán, i ministri degli Esteri dei paesi coinvolti si sono incontrati il 7 aprile a Budapest per coordinarsi di fronte agli Stati Uniti e all’Unione europea.
Dal 2007, gli Stati Uniti tentano di tagliare le comunicazioni tra la Russia e l’Unione europea. Sono riusciti a sabotare il progetto South Stream, costringendo la Bulgaria ad annullare la sua partecipazione, ma il 1° Dicembre 2014, in mezzo alla sorpresa generale, il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un nuovo progetto riuscendo a convincere il suo omologo turco Recep Tayyip Erdoğan a fare un accordo con lui, benché la Turchia sia un membro della NATO [3]. Si era convenuto che Mosca avrebbe consegnato del gas ad Ankara, che a sua volta ne consegnerebbe all’Unione europea, aggirando l’embargo anti-russo di Bruxelles. Il 18 aprile 2015, il nuovo primo ministro greco, Alexis Tsipras, dava il suo gradimento affinché il gasdotto attraversasse il suo paese. [4] Il primo ministro macedone, Nikola Gruevski, aveva – a sua volta – discretamente negoziato nel mese di marzo. [5] Infine, la Serbia, che faceva parte del progettoSouth Stream, aveva indicato al ministro dell’Energia russo Aleksandar Novak, quando lo ha ricevuto a Belgrado ad aprile, che anche il suo paese era pronto a passare alla progetto Turkish Stream[6] .
Per fermare il progetto russo, Washington ha moltiplicato le iniziative:
  • In Turchia, sostiene il CHP contro il presidente Erdoğan sperando di fargli perdere le elezioni;
  • In Grecia, l’8 maggio ha inviato Amos Hochstein, direttore dell’Ufficio delle risorse energetiche, per richiamare il governo Tsipras affinché rinunci al suo accordo con Gazprom;
  • Ha previsto – a ogni buon conto – di bloccare il tracciato del gasdotto piazzando uno dei suoi fantocci al potere in Macedonia;
  • In Serbia, ha rilanciato il progetto di secessione del pezzo di territorio che permette la giunzione con l’Ungheria, la Vojvodina. [7]
Ultima osservazione e non di minor conto: il Turkish Streamalimenterà l’Ungheria e l’Austria mettendo fine al progetto alternativo mediato dagli Stati Uniti con il presidente Hassan Rouhani (contro il parere delle Guardie Rivoluzionarie) basato sull’approvvigionamento di gas iraniano [8].
NOTE
[1] «L’UÇK, une armée kosovare sous encadrement allemand», par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 15 avril 1999.
[2] Il partito SDSM è membro dell’Internazionale socialista.
[3] «Come Vladimir Putin haribaltato la strategia della NATO», di Thierry Meyssan, Оdnako (Russia), Réseau Voltaire, Megachip, 8 dicembre 2014.
[4] “Möglicher Deal zwischen Athen und Moskau : Griechenland hofft auf russische Pipeline-Milliarden“, Von Giorgos Christides, Der Spiegel, 18. April 2015.
[7] «La Voïvodine, prochain pseudo-État en Europe?», par Wayne Madsen, Traduction Milko Terzić, Strategic Culture Foundation(Russie), Réseau Voltaire, 18 février 2015.
[8] «Dietro l’alibianti-terrorismo, la guerra del gas nel Levante», di Thierry Meyssan, Réseau VoltaireMegachip, 29 settembre 2014.

Traduzione a cura di Matzu Yagi.
Tratto da: Megachip

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