24 ottobre 2015

Ignazio Marino tenta la supercazzola

Ignazio Marino tenta la supercazzola
Ignazio Marino deve essere seriamente coinvinto che il resto dell’umanità sia costituito esclusivamente da fessi come lui. Non si spiegherebbe altrimenti il suo patetico tentativo di riabilitarsi in extremis sulla faccenda degli scontrini, proponendo una tesi “gombloddista” che non sta nè in cielo nè in terra.

Ricordate i famosi giustificativi nei quali si leggeva “Io sottoscritto Ignazio Marino… dichiaro di aver cenato con Gesù Cristo, la Madonna e San Giuseppe … per motivi istituzionali”? Ebbene, sentito ieri in procura, Marino ha dichiarato: “Le firme sui giustificativi delle spese sono false e alcune sono state fatte mentre ero all’estero.”

Ad aggiungere peso alle sue dichiarazioni si è messo anche il suo avvocato, Musco, che ha chiarito meglio il meccanismo con cui venivano generati quei giustificativi: “Nella quasi totalità dei casi”, ha detto Musco, “i giustificativi alle spese ricollegano la causale della cena alla tipologia dell’ultimo appuntamento della giornata programmato nell’agenda del sindaco“.

In altre parole, se per caso l’ultimo appuntamento della giornata era stato con San Giuseppe, …

… gli stupidi burocrati del comune “attribuivano” automaticamente la cena di Marino ad un incontro di lavoro con S. Giuseppe, e poi falsificavano la sua firma perchè magari nel frattempo il sindaco era andato all’estero.


Ma quanto bisogna essere imbecilli, per credere ad una storia del genere?

Se infatti questa tesi fosse vera, resta solo un piccolo problemino da risolvere: con chi sei andato a cena quella sera, caro Marino, visto che S.Giuseppe nega comunque di essere mai stato al ristorante con te?

E’ questo il vero problema, che rimane per ora del tutto irrisolto. L’astuzia della supercazzola, infatti, sta nel tentativo di spostare il problema su “chi” abbia firmato i giustificativi, per distoglierlo da chi abbia cenato effettivamente con Marino nelle date incriminate.

E a quanto pare i giornalisti ci stanno cascando in pieno, visto che nella conferenza stampa di oggi Marino ha ripetuto la stessa tesi, senza che nessuno si sia minimamente permesso di obiettare.

Sia chiaro, al sottoscritto frega poco o nulla dei quattro soldi che Marino avrebbe sottratto alle tasche dei cittadini. I furti reali sono ben altri, lo sappiamo tutti, e quella di Marino rischia di diventare solo una distrazione dal vero problema della corruzione nel nostro paese. Ma c’è una parte di me che si indigna e si ribella, quando vengo preso per il culo in maniera così eclatante, con una palese e inaccettabile violazione della logica più elementare.

Che i fessi rimangano fessi, se lo desiderano, ma non si sognino mai di far passare per fessi anche tutti gli altri.

Massimo Mazzucco



Fonte: Luogocomune

I NEMICI DEL POPOLO AGITANO SEMPRE GLI STESSI FANTASMI: CASTA, SPRECHI, DEBITO PUBBLICO E CORRUZIONE

I NEMICI DEL POPOLO AGITANO SEMPRE GLI STESSI FANTASMI: CASTA, SPRECHI, DEBITO PUBBLICO E CORRUZIONE
La maggior parte della gente è ridotta sul lastrico da politiche infami, classiste e sadiche, politiche pensate dolosamente per aggravare una crisi che, nelle intenzioni dei nazisti tecnocratici ora al potere in Europa, deve regolare definitivamente i conti contro una “plebe maleodorante” da ridurre all’impotenza. In democrazia però vige la regola “una testa un voto”, per cui- in ossequio al suffragio universale- sembrerebbe impossibile poter riuscire ad impostare pacificamente una sterminio su larga scala come quello pianificato ed attuato in Italia e in Europa nell’ultimo decennio. La parola “sterminio” non va intesa in senso figurato ma in senso letterale. A conti fatti le politiche di austerità hanno già prodotto un numero di malati, depressi e suicidi tipico delle zone di guerra, con punte di malvagità toccate in Grecia degne del peggiore Pol Pot. Quindi bisogna dare ai rappresentanti dell’attuale governance europea il giusto nome: che non è “reazionari”, “conservatori”, “elitari” o “liberisti”; ma “assassini”, “vigliacchi”, “ipocriti”, “sanguinari”, “nazisti” e “miserabili”. La domanda vera però è un’altra: come fanno i nazisti moderni a raccogliere il consenso necessario da usare poi come una clava contro gli stessi cittadini votanti? Con l’imbroglio, il raggiro e la mistificazione elevata a prassi, scienza e sistema. Un qualsiasi disgraziato che vive una esistenza infelice sa di sicuro di essere un disgraziato (a parte i casi- non del tutto infrequenti- di mitomania parossistica recentemente analizzati), anche se non sempre conosce per davvero le cause che lo condannano a vivere concretamente una vita da “disgraziato”. In un mondo normale, non inquinato cioè da un “Grande Fratello” mediatico gestito in maniera sulfurea da una èlite finanziaria e plutocratica, qualunque idiota poveraccio intuirebbe che la causa del suo non aver nulla risiede nel fatto che il suo vicino ha troppo. Come conseguenza di tale sedimentata consapevolezza, un numero crescente di “non garantiti” si sentirebbe perciò in dovere di fare “massa” al fine di bilanciare in senso collettivo una oggettiva condizione di subalternità vissuta a livello individuale. Ecco come e perché nasce “la politica”. La politica ha un senso se protesa verso la realizzazione di una giustizia sociale nemica di un capitalismo sfrenato che produce solo iniquità, alienazione e sfruttamento. Quindi, pensate bene a quello che vi sto dicendo, alla luce della premessa appena fatta, quale sarà l’obiettivo prioritario perseguito dai padroni per garantirsi vita natural duranteprivilegi da caricare sulle spalle degli ultimi? Sarà in primo luogo quello- non di imporre l’applicazione di politiche infami- ma di “uccidere” e delegittimare il ruolo della politica in quanto tale, perché tutti i farabutti di questo mondo sanno che nel silenzio dei poteri pubblici-bene o male espressione della volontà popolare- dominano i poteri privati fondati sul controllo ferreo e dissimulato del denaro e dell’informazione. Per questo, tutti quelli che vogliono spezzare le catene di una schiavitù che manipola le menti, devono smetterla di demonizzare la “politica” e la “spesa pubblica”, indirizzando semmai i rispettivi strali verso le degenerazioni di un sistema finanziario privato tossico e ipertrofico che produce drammi veri, e non solo malcostume. La povertà che attanaglia milioni di italiani non è figlia della “casta”, degli “sprechi”, del “debito pubblico”, dell’eccessiva “spesa pubblica” e della “corruzione”; è figlia invece delle intenzionalità malefiche di un manipolo di oligarchi, possessori di grandi capitali, banche e assicurazioni nonché titolari di giornali e televisioni. Schiavisti che tengono a libro paga un numero consistente di politici e giornalisti usati come pappagalli ammaestrati bravi nell’offrire al popolo soluzioni false per problemi veri. Nessuno può vincere una guerra senza capire neppure chi gliel’ha dichiarata. E chi vuol capire per davvero chi sono i “nemici” deve innanzitutto ascoltarli e analizzarne criticamente le parole. Non è poi così difficile smascherarli. Tutti quelli che continuano ad indicare nella “casta”, gli “sprechi”, il debito pubblico” e la “corruzione” le cause vere del decadimento della nostra società, mentono nell’interesse dell’èlite plutocratica che li ingrassa; o, in alternativa, sono degli idioti. In entrambi i casi non servono e meritano di essere bollati, riconosciuti e trattati quali sicuri “nemici del popolo”.


Francesco Maria Toscano



Fonte: Il Moralista

L’ambasciatore Usa a Parigi: “Dobbiamo far male all’Europa. A lungo”.

L’ambasciatore Usa a Parigi: “Dobbiamo far male all’Europa. A lungo”.

Per capire cosa stanno cercando di fare, in gran segreto, con il TTIP, e per comprendere a fondo la logica con la quale gli States tentano di colonizzare economicamente il vecchio continente, basta che io vi racconti cosa stanno facendo con gli organismi geneticamente modificati (OGM)

La maggior parte dei consumatori europei si opponeva al consumo di cibo prodotto con i metodi dell’ingegneria genetica. C’era una diffusa resistenza in Germania e non esisteva assolutamente nessuna domanda né dai consumatori né dai produttori per le coltivazioni biotech in Austria. E, malgrado gli sforzi prodotti per sconfiggere le resistenze ungheresi, il pubblico non mostrava alcun segnale di ripensamento sul divieto di consumo del mais geneticamente modificato. Così, il Dipartimento di Stato americano, che ha il compito di coordinare la politica estera statunitense, cui non sfuggiva il peso del giudizio dell’Unione Europea sulla diffusioni di tali tecnologie a livello globale, ha cercato di limitare l’influenza dei punti di vista negativi all’interno della UE sulla biotecnologia.


Tra il 2005 e il 2009, i cablogrammi intercettati da Wikileaks che riguardano il mondo biotech sono cresciuti molto più rapidamente rispetto a quelli che riguardavano altri argomenti.

Ecco cosa scrive Food And Water Watch

“Gli Stati Uniti hanno perseguito aggressivamente politiche estere nel cibo e nell’agricoltura che vanno a beneficio delle grandi multinazionali delle sementi. Il Dipartimento di Stato americano ha lanciato una strategia concertata per promuovere la biotecnologia nell’agricoltura, spesso contro l’opposizione del settore pubblico e dello stesso governo, escludendo alternative più appropriate e più sostenibili. Il Dipartimento di Stato americano ha fattopressioni sui governi degli altri stati perché adottassero politiche e leggi pro-biotech nell’agricoltura, ha messo in opera una campagna rigorosa di relazioni pubbliche per migliorare l’immagine della biotecnologia e ha sfidato le normative e le protezioni biotecnologiche di buon senso, anche opponendosi alle leggi riguardo all’etichettatura degli alimenti geneticamente modificati”.

Se volete un esempio di cosa questo possa significare concretamente, eccovi un esempio di cablogramma, proveniente dal Dipartimento di Stato americano e destinato ai decision makers marocchini (scienziati, legislatori e così via).

Secondo Wenonah Hauter, direttore esecutivo di Food & Water Watch. “Il Diparimento di Stato sta vendendo sementi invece di democrazia“.

Ma la cosa più agghiacciante è leggere le parole dell’ambasciatore americano a Parigi Craig Stapleton, che riferendosi al brevetto Monsanto MON 810 dice (qui il cablogramma Wikileaks):

“L’Europa sta facendo passi indietro sul tema della biotecnologia nell’agricoltura, che vede la Francia come leader, insieme all’Austria, all’Italia e perfino la Commissione. […] Una rappresaglia renderà chiaro che il percorso attuale rappresenta costi vivi per gli interessi dell’Europa Unitae potrebbe aiutare a rafforzare le voci europee a favore delbiotech. In effetti, la parte a favore del biotech in Francia (ndr: i produttori di sementi) ci ha rappresentato che la vendetta è l’unico modo per iniziare a piegare su questo tema la Francia. […] Il team di Parigi raccomanda dicalibrare un elenco di rappresaglie mirate che facciano del male dappertutto in Europa, visto che è una responsabilità di tutti, ma anche che si concentrino sui maggiori colpevoli. L’elenco dovrebbe essere ben dosato anziché violento, e deve essere sostenibile nel lungo termine, dato che non dovremmo aspettarci una vittoria rapida”.

Queste parole, pronunciate a livello riservato da un ambasciatore USA in un paese membro dell’Unione Europea, raffigurano plasticamente quello che sta avvenendo non solo nel campo OGM, ma in qualunque ambito di interesse americano, compresa la moneta unica e l’integrazione europea, che secondo lo stesso Mario Monti era “un interesse delle grandi imprese americane”. E gettano nuova luce sulle reali motivazioni retrostanti lo scandalo Volkswagen.

E quando il trattato di libero scambio commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa, che attualmente viene condotto a porte chiuse, rendendo difficile se non impossibile agli stessi europarlamentari accedere agli accordi in via di definizione, verrà siglato, nel disinteresse del popolo italiano, cosa pensate che succeda? Le regolamentazioni americane verranno importate anche in Italia, in Francia, in Germania, in Spagna, ovunque nell’Unione Europea. A quel punto, non ci sarà più bisogno di nessuna “rappresaglia”, perché la Monsanto, ad esempio, sfruttando la clausola ISDS, potrà far causa allo Stato italiano in qualunque momento, se negherà l’utilizzo degli OGM sul proprio territorio.

Fonte: ByoBlu

In Germania è scoppiato l’Inferno: Invasione di delinquenza senza freni. Lo dice il capo della Polizia Federale

In Germania è scoppiato l’Inferno: Invasione di delinquenza senza freni. Lo dice il capo della Polizia Federale

“L’Inferno è scoppiato” in Germania, registriamo una invasione di criminalità di massa nelle forme più gravi come i furti, le rapine, gli stupri, la riduzione in schiavitù, l’imposizione della sharia”, questo è stato il drammatico avvertimento che ha fatto il Presidente Federale della polizia tedesca, Rainer Wendt.

In una significativa intervista fatta la canale N24 del servizio della Televisione tedesca, Wendt ha inoltre avvertito che le attività delittuose non sono state il risultato di invasori di colore stretti in luoghi angusti, ma piuttosto opera di fanatici religiosi e di lotte di alcuni gruppi per ottenere il sopravvento sugli altri.
“Le situazioni devono sempre arrivare ad incendiarsi prima che i politici reagiscano”, ha detto. “Nei nostri accampamenti per dare asilo ai rifugiati è scoppiata tutta una situazione infernale, nella frontiera con il sud della Germania e nello Stato federale della Baviera in particolare. E’ un girone infernale ed i nostri colleghi da quelle parti devono lavorare interrottamente senza neanche potersi più togliere gli stivali”, ha detto riferedosi al lavoro costante e senza interruzioni che deve svolgere la polizia tedesca per cercare di fare fronte alle altre invasioni di masse di rifugiati.

“Da mesi le forze di polizia sono state sopraffatte da questa invasione ed adesso i politici stanno mostrandosi come se ne fossero totalmente sorpresi, questo però non può essere”.

“Abbiamo dovuto constatare le risse fra immigrati nei campi di accoglienza, abbiamo dovuto verificare una quantità di furti nelle tende di generi alimentari. C’è una forte criminalità tra i rifugiati, il che significa che avvengono stupri di donne e bambini, uso massiccio di violenza, attività delittive come sfruttamento e schiavitù, vediamo che tutto questo avviene in quei posti. Non si tratta certo di piccoli alterchi fra persone che stanno vivendo in uno spazio ridotto, questi sono piuttosto conflitti territoriali, lotte per il dominio. Ci sono fanatici e gruppi religiosi che non si possono facilmente separare. Il nostro personale di sicurezza è del tutto sovrastato da queste situazioni.


Rispetto all’enorme numero di invasori, migranti e profughi che si sono sparsi in Germania, dopo che la cancelliera Angela Merkel li ha invitati a venire, Wendt ha detto che quelli che sono arrivati hanno portato con loro la “sharia” (legge islamica). “Loro non ripettano le nostre leggi. Per istinto sanno che le nostre leggi sono deboli sanno che non importa come si comportano male, perchè questo non apporta nessuna conseguenza sul loro status di diritto di asilo. Possono fare più o meno quello che gli piace e lo stato appena reagisce”.

“Il potere giudiziale e la parte politica dello Stato dovrebbero rendere molto chiaro a questa gente, fin dal principio, che in questo paese, la sharia come legge non si applica, o qualsiasi altra norma religiosa, ma qui si deve applicare l’obbligo delle leggi tedesche e che noi siamo pronti per far rispettare questo principio”.
“Queste non sono dispute familiari; stiamo parlando di crimini gravi, delitti penali di estrema gravità, dobbiamo dimostrare che coloro che commettono tali azioni cambiano il loro status da rifugiati in persecutori ed il nostro stato di diritto deve reagire. Queste persone devono essere mandate fuori immediatamente e per questo dobbiamo riaprire un’altra volta le astrutture di deportazione. Queste persone devono essere rinviate da dove sono venute e non devono avere il diritto di attendere l’esito della procedura di asilo in libertà”.

E’ stato inoltre chiesto a Wendt se può essere una buona idea separare (in base al gruppo religioso/etnico) gli invasori, profughi e richiedenti asilo per cercare di ridurre la violenza: Wendt ha risposto che il ragionamento che sottintende a questa proposta è, secondo lui, un segno di impotenza della società. Sarebbe appena possibile praticare una separazione anche se per motivi religiosi.
“Chi voreste separare? I sunniti separati dagli sciiti, i salafiti moderati dai salafiti radicali? Quando alla fine sono tutti seguaci delle credenze mussulmane, questo non risulta possibile”, ha dichiarato Wendt.

Nota: Questa intervista non è stata divulgata dalla maggior parte dei media intenti a dare una versione “buonista” e caritatevole dell’arrivo delle masse di profughi in Europadei quali, una buona parte si professano siriani, anche se è noto che i documenti siriani si acquistano sul mercato nero ad un prezzo fra i 500 ed i 1500 dollari (secondo il tipo di documento) e questo permette a molti pakistani, Afghani e di altre etnie, di farsi passare per siriani.

Quello che dice fuori dai denti il responsabile della Polizia Federale tedesca è molto indicativo ed attesta quello che si sapeva: l’invasione non è casuale ma è pianificata, con la complicità della Turchia e di varie organizzazioni ONG che finanziano ed incentivano i viaggi, vi sono prove documentate di questo ed hanno indagato su tale aspetto anche i servizi di intelligence dell’Austria che hanno documentato queste complicità. L’invasione non è pacifica ma finalizzata a prendere piede per un futuro di dominio di masse islamiche wahabite e salafite, radicalizzate su parti del territorio dei paesi europei, come già si riscontra in vari paesi del Nord Europa dove, in alcune zone, è vigente la saharia come norma applicata di fatto fra gli immigrati. Vedi: InfoDirekt, Vienna: gli Usa finanziano il traffico di migranti


Dietro questa invasione ci sono i finanziamenti dell’Arabia Saudita, paeseda sempre ispiratore e istigatore del radicalismo islamico di impronta wahabita, intollerante e assolutista, portatore di violenza e sopraffazione verso le altre confessioni. L’Arabia Saudita si è già offerta di finanziare la realizzazione di altre 200 moschee in Germania. L’Arabia S. è un paese alleato di ferro con gli Stati Uniti e con Israele ed al centro di tutte le trame (incluso il finanziamento dei gruppi terroristi) nel Medio Oriente per rovesciare i regimi laici, nazionalisti o di fede sciita ed alawita (vedi Libia, Iraq, Siria). “I paesi occidentali si sono inchinati al potere ed al denaro della dinastia dei Saud (detto dal patriarca cattolico siriano,Ignatius Joseph III Younan).

La cancelliera Angela Merkel, la stessa che pochi mesi prima aveva negato (durante una diretta TV) ad una profuga palestinese radicata in Germania, la possibilità di rimanere, provocando il pianto della ragazzina, ha deciso improvvisamente di aprire le porte all’invasione dichiarando che la Germania avrebbe accolto tutti i siriani, scatenando una invasione di massa che ha messo in crisi paesi come la Serbia, l’Ungheria, la Croazia e la Slovenia. Un comportamento apparentemente strano ma che trova la sua spiegazione in un preciso ordine o direttiva a cui la Merkel ha voluto obbedire ed adeguarsi.
Possiamo indovinare da quale centrale sia arrivata tale direttiva. Niente avviene per caso.

La stessa cancelliera Merkel si è recata, la scorsa settimana, ad Ankara dal presidente turco Erdogan (il nuovo “sultano”) per trattare con lui di detenere il flusso dei migranti in cambio di concessioni, aiuti finanziari ed il possibile ingresso della Turchia nella UE. Vedi: Emergenza migranti, Merkel sdogana Erdogan
Naturalmente tratta la questione lei per conto di tutti i “sudditi” europei che non hanno voce in capitolo. Anche di queste eventuali decisioni se ne vedranno presto gli esiti negli stessi paesi europei.


Fonte Originale: N24.de

Traduzione e nota: Luciano Lago per Controinformazione

Perché trasformare in “mostro” o “eroe” chi semplicemente difende se stesso?

Perché trasformare in “mostro” o “eroe” chi semplicemente difende se stesso?


Ha ucciso il ladro introdottosi di notte in casa sua.

E va bene, ci può stare, tanto il morto c’è scappato un sacco di volte. Ma il morto era sempre il padrone di casa.

La finirei qui, perché in tutta questa storia, dove non c’è nulla di normale, l’unica cosa normale è che uno difenda la sua vita ed i suoi beni quando sono messi in grave pericolo.

Cos’altro si può fare, se non difendersi, quando si becca in casa propria un ladro che potrebbe avere dei complici e, insieme a quelli, farci la festa? La “letteratura” in merito, purtroppo, è ricca e variegata. “Arancia meccanica”, ormai, ci fa un baffo.

Quindi – ripeto – la chiuderei qui: il signor Sicignano, ora indagato per “omicidio volontario”, credo non debba farsi rimproverare nulla. Tanto meno da uno Stato ridotto ad un simulacro, che sa solo imporre balzelli e odiose “regole” fuori da ogni sano concetto di “normalità”. E che ora lo indaga come “atto dovuto” (perché?).

Ma quello che dà più fastidio è la polemica, fumosa e strumentale, che in ogni occasione del genere viene messa su dai protagonisti di uno stantio gioco delle parti che sinceramente ha fatto il suo tempo.

Da un parte, abbiamo gli “scandalizzati”. Quelli del “garantismo” a oltranza che di fatto pretendono la resa incondizionata di tutti quanti a ciò che invece è inaccettabile. Sono quelli dell’“accoglienza” a prescindere. Anche del ladro armato che ti fa cucù in camera da letto.

Intendiamoci, il pugno di ferro coi “topi d’appartamento” andrebbe usato indistintamente, con quelli stranieri e con quelli italiani, poiché la violazione della casa altrui, un tempo “sacra” quando appunto si viveva in un mondo informato secondo principi “normali”, è un atto gravissimo e senza attenuanti per chi lo compie.

Certo è che facendo entrare in Italia tutti, senza alcun criterio selettivo, chi ha compiuto un simile ‘capolavoro’ (cioè lo Stato) porta la responsabilità dei furti, e delle relative vittime, compiuti da stranieri. Tra i quali, è inutile negarlo, vi sono pure quelli che son venuti qua apposta per questo motivo (il rapinatore in questione – per la cronaca – era stato espulso nel 2013).

Bisogna ripetere ancora un concetto che fa fatica ad entrare nella testa di gente lobotomizzata da settant’anni di “rieducazione”: uno straniero, di base, non possiede quei vincoli di solidarietà etnica, culturale, clanica, familiare eccetera che pongono un freno al compimento di gratuiti atti di violenza verso chi, “a pelle”, non è percepito come “affine”. Va bene che non siamo solo “animali”, ma nell’essere umano contano anche questi fattori per così dire “zoologici” o “biologici”.

L’errore di tutti gli idealisti, compresi quelli che usano la religione per rimbecillire il popolo, è quello di considerare, ad ogni livello, una sola “umanità”. Che se certamente esiste su un piano – il più elevato – che è quello che pone ciascuno di noi di fronte al suo Creatore, è una pura fantasia quando, scendendo di livello, si considerano gli esseri umani su un piano “culturale”, nella loro differenziazione in nazioni, etnie, tribù eccetera.

Questo concetto astratto di “umanità” porta dritti all’intercambiabilità degli esseri umani, per cui “tutto il mondo è paese”. E se tanti italiani, peraltro laureati, devono fare fagotto, il problema non sussiste, tanto ci sono gli stranieri che svolgono “i lavori che gli italiani non vogliono più fare”.


Questo per quanto riguarda il composito ma solidale fronte del “buonismo” e del “permissivismo”.


Dall’altra parte, nominalmente “opposta”, vi è un altrettanto variegato ma coerente fronte della “tolleranza zero” che usa l’argomento della “lotta all’immigrazione”, clandestina o meno (dipende dalla ‘gradazione’), come foglia di fico per coprire la sua sostanziale ed entusiastica integrazione nel sistema capitalistico-finanziario, basato sull’usura, il prestito ad interesse e l’emissione della moneta-debito, nonché lo sfruttamento del lavoro dei “produttori” e l’implementazione di un “esercito di riserva” di immigrati che, a casa loro, ricevono le ‘attenzioni’ del tentacolare apparato predatorio occidentale che, tra gli altri strumenti, annovera certe organizzazioni “non governative”, le istituzioni finanziarie “internazionali” e, ovviamente, le sovversioni armate.

Oltre a ciò, tutta questa destra “identitaria” compie l’errore di considerare la “tradizione” al pari di una sagra dove si servono birra e porchetta, tanta è la furia in essa inoculata contro “gli islamici”. Manco fosse l’Islam tout court il problema, e non l’esagerato afflusso d’immigrati d’ogni origine dediti ad attività che mettono a rischio la pace e la sicurezza degli italiani e che pregiudicano la nomea anche di quegli stranieri per bene che sono venuti a vivere in Italia.

Non è serio, dunque, applaudire sotto il balcone il pensionato che questa volta ce l’ha fatta a non farsi ammazzare e poi sostenere con convinzione tutto un sistema basato sull’indebitamento all’origine, tanto più che proprio certa “destra” vanta (a sproposito) un legame ideale col Fascismo, il quale tutto era tranne che un sistema che faceva ingrassare, prima di tutti gli altri, i banchieri per mettere il popolo nella merda.


Quindi, va bene non far sentire solo chi ha avuto il ‘torto’ di non farsi ammazzare o comunque di prevenire un’eventuale omicidio ai suoi danni (chi può stabilire se, in quei frangenti, dove tutto si decide in pochi attimi, i ladri sono dei ‘gentiluomini’ alla Arsenio Lupin o dei tagliatori di teste?). Ma questa “vicinanza” non dovrebbe provenire solo da una “parte”.

Certamente, che qualcuno abbia la minima creanza di farsi vedere sotto casa del pensionato ora indagato dallo Stato è apprezzabile, piuttosto che lasciar solo “l’eroe” di turno ad arrovellarsi tutto il giorno tra “sensi di colpa” e il terrore della rappresaglia dei parenti dell’ucciso. Ma questo non basta.

Piuttosto, si dovrebbe andare a manifestare sotto le finestre delle cosiddette “autorità”, a muso duro, facendo intendere chiaramente che o pongono rimedio a questa situazione (come alle altre che ci hanno ficcato in questa “crisi”) o faranno una brutta fine. La stessa che, in fondo, sicure nel loro bengodi di privilegi, hanno servito a tutti noi, un giorno uno un giorno l’altro, addirittura in quel luogo sacro ed inviolabile che dovrebbe essere la propria casa.

VACCINI: Scienza, coscienza e … complottismo

VACCINI: Scienza, coscienza e … complottismo

- di Gabriella Maria Lesmo

Preg.mo Signor Paolo MIELI

Ho letto il Suo editoriale comparso sul “Corriere” del 20 ottobre, dal titolo “Cinque stelle, la malattia pericolosa dei complottisti anti-vaccini” in cui Lei attribuisce a costoro la responsabilità della ondata anti-vaccini che starebbe travolgendo l’Italia e scatenerebbe un’epidemia prossima ventura di malattie come il tetano, la poliomielite, l’epatite B, la difterite e la pertosse.

Non commento le Sue opinioni politiche, ma non posso tacere sulle affermazioni che riguardano i vaccini, essendo Medico, Specialista in Pediatria e Anestesia e Rianimazione, nonché madre di un ragazzo con la vita rovinata da una reazione avversa alle vaccinazioni anti-infettive eseguite per obbligo di legge.

Con tutto il rispetto, l’articolo dimostra quanto profonda sia la disinformazione. Infatti, non possono verificarsi epidemie di tetano in quanto il tetano non è malattia infettiva e, propriamente, nemmeno epidemie di epatite B, che si trasmette per via parenterale e venerea. Circa la utilità delle vaccinazioni ricordo solo, per brevità, che la malattia invasiva da Haemophilus B, di per sé rara negli Stati Uniti con 1,73 casi ogni 100.000 bambini di età inferiore ai 5 anni, lo è ancor più nel nostro paese. Inoltre essa è più rappresentata negli over 65 che in età pediatrica. Da ultimo, il vaccino anti-Haemophilus B non protegge dalle infezioni invasive di ceppi non tipizzabili, che risultano essere più frequenti.

Il vaccino anti-pneumococcico contiene solo alcuni sierotipi di pneumococchi e risulta scarsamente immunogeno, specie nel bambino piccolo.

Per ciò che riguarda l’efficacia della pratica vaccinale, non è possibile comprovare l’avvenuta immunizzazione dei vaccinati, sia per inesistenza di parametri specifici, sia perché, quando dosabili gli anticorpi specifici, per ammissione delle stesse ditte produttrici di vaccini, la presenza di un titolo anticorpale specifico, non garantisce la capacità di difesa del vaccinato in caso di contagio futuro per via naturale.

Informazioni e dati non sono una invenzione dei “complottisti anti-vaccini”, bensì sono scritti nel più importante testo di infettivologia pediatrica mondiale , il “Red Book” della American Academy of Pediatrics, regolarmente aggiornato.

Personalmente, non nego a priori l’utilità del “farmaco-vaccino”, come strumento di prevenzione di specifica patologia in categorie di persone a rischio, bensì contesto la pretesa innocuità della pratica delle“vaccinazioni di massa”. Con questo termine si indica la somministrazione di 25 -26 vaccinazioni anti-infettive a tutti i nuovi nati nel primo anno di vita, in un lasso di tempo di 10-11 mesi, vaccini rivolti anche verso malattie poco o nulla rappresentate nella fascia di età pediatrica.

Nonostante il D.M. 7 aprile 1999 che individua in quattro i vaccini obbligatori, di fatto i nuovi nati ne ricevono SEI perché da anni il Sistema Sanitario Nazionale fornisce solo una formulazione composta contenente sei vaccini, iquattro obbligatori oltre al vaccino anti-Haemophilus B e il vaccino anti-pertosse.

Alla inoculazione del vaccino esavalente viene associata la iniezione di vaccino 13-valente anti-pneumococcico, per tre sedute. Oltre a queste, altre vaccinazioni vengono promosse e fornite dal SSN: lavaccinazione anti-morbillo, anti-parotite e anti-rosolia, vaccinazione anti-meningococcica, anti-varicella, anti-epatite A.

Secondo le specifiche linee guida del Ministero della Salute, un lattante deve essere vaccinato anche se nato prematuro, di basso peso, epilettico, cerebropatico, HIV positivo, convalescente, ”moderatamente” febbrile e persino se ha già avuto una reazione avversa grave ad una vaccinazione

Tale pratica ha sollevato e solleva non poche perplessità nel mondo scientifico internazionale, che ravvisa significativi e inquietanti collegamenti tra la precoce iperstimolazione del sistema immunitario infantile indotta dai vaccini e l’insorgenza di gravi malattie neurologiche infantili, alterazioni dello sviluppo, allergie, sindromi autoimmuni, morte improvvisa in culla, patologie sino a pochi anni fa sconosciute o estremamente rare, ma ancor più preoccupa le tante famiglie che hanno visto ammalarsi un figlio e diventare autistico in concomitanza con un inoculo di vaccini.

Nonostante la Medicina Accademica reagisca con estrema lentezza a tale drammatica situazione, è ormai disponibile a livello mondiale una notevole quantità di dati epidemiologici e di studi clinici ed autoptici che indicano che la malattia autistica si realizza nell’organismo infantile nella delicata fase di sviluppo, come effetto di una encefalopatia innescata dalle vaccinazioni che danneggiano il tessuto nervoso con meccanismo immuno-allergo-tossico. Tale patologia non va confusa con l’encefalite acuta ed ha un andamento tipicamente subdolo, le manifestazioni cliniche essendo evidenti dopo settimane e mesi dalla vaccinazione interessando le aree cerebrali deputate alla funzioni integrative, funzioni che mancano fisiologicamente nel bambino piccolo.

Poiché Lei nomina, per sconfessarne la credibilità, il dottor Andrew Wakefield che assieme ad altri colleghi londinesi evidenziò la presenza di virus del morbillo nei linfonodi intestinali di bambini autistici con malattia infiammatoria intestinale, dovrebbe sapere che questa prima parte del lavoro di Wakefield fu confermata, sin d’ allora, da un immunologo universitario giapponese, il Dr Kawashima. Questi che fu in grado di identificare il virus del morbillo riscontrato nei linfonodi ileali ed era il virus vaccinale. In tempi recenti i lavori londinesi di Wakefieldsono stati riabilitati ed il suo allora primario londinese ha avuto la meglio contro chi lo volle cacciare. Per dover di verità ricordo anche che alcuni studi danesi, citati per anni a dimostrazione della inesistente correlazione tra vaccinazioni e insorgenza di autismo si sono rivelati FALSI . Il principale autore degli studi danesi fu il Dr. Poul Thorsen, attualmente latitante, che figura nella lista dei maggiori ricercati dalla FBI, contro cui è stato spiccato mandato di cattura per una lunga serie di reati federali contestatigli negli Stati Uniti, in merito alle ricerche sull’Autismo .


Lo “scandalo nello scandalo” è emerso altresì dalledichiarazioni del Deputato americano Bill Posey, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato della Florida che traduco, l’originale lo trova in rete.

“… Se leggete le e-mail e i dati relativi alle riunioni, nonché le disposizioni finanziarie che questo truffatore ha intrattenuto con il CDC, vi farà assolutamente venire il voltastomaco. Costui non era un ricercatore qualunque. Costui era l’uomo chiave del CDC in Danimarca. Costui era strettamente legato ai migliori ricercatori nell’ambito della sicurezza dei vaccini del CDC … e Thorsen ha cucinato gli studi per produrre i risultati che volevano diffondere. A loro non importava se gli studi fossero validi o quanto veniva pagato per manipolarli dall’inizio. Stiamo parlando di qualcuno che ha fondamentalmente rubato soldi pubblici che avrebbero dovuto essere utilizzati per migliorare la salute e la sicurezza dei più vulnerabili della nostra società: i nostri giovani bambini. …”.

Per brevità non riporto la testimonianza del dottor Thompson, rintracciabile sul web, che ha confessato pubblicamente di aver falsato gli studi che negavano la correlazione autismo e vaccino MMR.

Da tempo esiste un forte contrapposizione tra lo Stato Italiano che impone la politica delle “vaccinazioni di massa” pretendendo che siano l’unico modo di combattere le malattie e che siano sempre e comunque innocue ed una parte sempre più vasta della popolazione che rifiuta l’obbligo vaccinale per i propri bambini e pretende di poter scegliere consapevolmente come proteggere la loro salute .

In questa guerra pro- vaccinazioni- di- massa, ministero, regioni e Asl, dimenticano che i vaccini sono a tutti gli effetti dei farmaci pro-infiammatori aventi lo scopo di far maturare una memoria immunologica al di fuori della malattia naturale, ma che non sempre ci riescono.

I vaccini anti-infettivi, in quanto farmaci, posseggono indicazioni, controindicazioni, effetti collaterali ed effetti avversi, ma questi ultimi vengono volutamente omessi con strategie diverse, sia sui foglietti illustrativi dei vaccini, sia sul materiale divulgativo delle Asl.

Infatti, forse per scarsa consapevolezza della questione, forse per colpevole ignoranza, la maggior parte delle reazioni avverse ai vaccini non viene segnalata alla farmacovigilanza, come si evince dalla disamina dei tanti casi gravi per i quali le famiglie intentano causa allo stato. In questo modo i vaccini risultano falsamente “innocenti” .

La politica sanitaria, come ogni politica, impone scelte non sempre condivisibili, spesso discutibili e basate su motivazioni tutt’altro che cristalline. Nel nostro Paese, per citare i casi più famosi, un Ministro della sanità, De Lorenzo, fu condannato per tangenti ricevute in cambio di aver reso obbligatorio il vaccino anti-epatite B.

Poggiolini, direttore generale del servizio farmacologico nazionale, fu condannato per aver falsato i prezzi dei medicinali e inserito farmaci nel prontuario nazionale, in cambio di tangenti; ancor oggi Poggiolini è sotto processo per omicidio colposo, per la possibile responsabilità avuta nel mancato controllo di sangue trasfusionale. I morti da trasfusioni infette non saranno presenti al dibattimento. Numerose case farmaceutiche sono state a loro volta condannate per tangenti relative all’inserimento di farmaci negli elenchi del SSN e spinto in alto i prezzi.

Queste ed altre frodi in campo sanitario sono ricorrenti e minano irreversibilmente la credibilità del sistema che ci governa e ci impone una sola e indiscutibile “verità scientifica”, la sua, e che costringerebbe i medici in protocolli comportamentali e rigidi percorsi di cura, in contrasto con i dettami della Professione Medica che ha come scopo primario il prendersi cura del paziente e non la vendita di farmaci, peraltro sempre più costosi e tossici.

Il tribunale di Milano, lo scorso anno, ha emesso una sentenza che riconosce il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino esavalente e lo sviluppo di encefalopatia post-vaccinica in forma di Autismo, nel figlio dei ricorrenti.

Non è stata la prima sentenza a riconosce la lesività di un vaccino anti-infettivo esavalente, ma è la più importante per sostanza Ebbene, il ministero della salute si è violentemente scagliato contro la sentenza e più società di pediatria hanno chiesto la testa del Medico Consulente Tecnico D’Ufficio “colpevole” di aver studiato, guardato gli atti e ragionato sui fatti con mente libera da pregiudizi .

Questo non è un comportamento di uno Stato democratico, che ha il dovere di verificare periodicamente l’appropriatezza e delle proprie scelte sanitarie e del loro impatto sullo stato di salute della popolazione, bensì di un sistema dittatoriale che, lungi dal considerare gli interessi dei cittadini, men che meno quelli più fragili come i bambini e gli anziani, si dà da fare per escogitare le minacce più efficaci perché diventino bacino d’utenza di tanti farmaci, cercando di piegare all’obbedienza la classe medica premiando l’esercito degli yes-men e privando dell’abilitazione all’esercizio i medici “eretici”, “complottisti”, “anti-vaccinisti”, e persino navigatori del web, ossia i medici che sanno ragionare con la propria testa, che hanno a cuore l’interesse dei pazienti, che non sono sul libro paga delle industrie farmaceutiche, che non han paura che i loro pazienti curiosino su internet prima di venire in studio, quelli che hanno indagato lo stato immunologico, metabolico, tossicologico e nutrizionale dei bambini e ragazzi ammalatisi dopo i vaccini, quelli che han studiato le innumerevoli cartelle cliniche di bambini e ragazzi finiti in ospedale dopo aver ricevuto le vaccinazioni, quelli che hanno cercato e trovato modo di far scomparire tanti sintomi sistemici e neurologici delle encefalopatie post-vaccinali.

Se quella della libertà di scelta per la salute dei propri figli e la libertà di cura deve essere una guerra, questi medici la combatteranno con decisione, stetoscopio al collo, parker nel taschino, PC a tracolla, a fianco di sani e malati, stretti in un’alleanza per la salute senza tentennamenti .

Vigili del Fuoco precari costretti a dormire in stazione

Vigili del Fuoco precari costretti a dormire in stazione

Riceviamo e pubblichiamo. 

“Siamo arrivati ad uno scenario davvero vergognoso di una condizione inaccettabile per la dignità della vita umana di ogni singola persona, ma soprattutto del lavoratore precario dei Vigili del Fuoco che per anni ha dato la sua vita al servizio dello Stato Italiano e del cittadino per la sua salvaguardia, oggi si ritrova a dover vivere la sua vita come un “punkabbestia”. Cittadino la nostra macchina del soccorso cammina a stento e con grande soffocamento, poiché le nostre partenze operative sono state dimezzate e il personale precario specializzato e formato per l’operatività invece di essere stabilizzato “per diritto” per la tutela del cittadino e per il bene di tutta la collettività, l’amministrazione e l’attuale governo hanno deciso di licenziare e mandare a casa tutti i Vigili del Fuoco Precari. Questi poveri lavoratori che per anni e anni hanno garantito il soccorso giornaliero sulle partenze, ora vivranno proprio come devi veri “senzatetto” , con le divise addosso… come stanotte che gli è toccato accamparsi nella Stazione Ferroviaria di Catanzaro, poiché sono stati sfrattati dalle loro case insieme alle loro famiglie, perché non possono adempiere alle spese affittuarie o pagare le bollette per i beni primari. La nostra rabbia è che tutta la politica Calabrese sapendo di questa situazione, se ne è infischiata altamente e sta continuando a dormire a sonni tranquilli, quando questo servizio interessa in prima linea anche loro e tutti i cittadini che li hanno votati, che nel momento di eleggerli confidavano che loro avrebbero gestito ogni tipo di situazione in maniera responsabile, specialmente nell’ambito della sicurezza personale. Per questi burocrati sono solo parole mitologiche “il diritto al lavoro e i diritti umani” sanciti dalla Costituzione Italiana. Una spiegazione che daremo a “te” cittadino è che questo Governo invece di attenersi alla direttiva denominata “Italia in 20 minuti” e soprattutto agli Standard Europei del Soccorso dove prevedono N° 1 Vigile del Fuoco ogni 1.000 abitanti, lo stesso ha attuato N° 1 Vigile del Fuoco ogni 15.000 abitanti. Sempre lo stesso Standard Europeo impone un totale di 60.000 Vigili del Fuoco su tutto il territorio Nazionale, ma la realtà è che le unità permanenti sono un totale di 29.500. Analizziamo ora nello specifico alcuni dati: la popolazione italiana è formata da 60 milioni di abitanti almeno quelli censiti, più quelli dei quali non si conosce l’ubicazione; quindi detto ciò alle 29.500 unità va sottratto il 20% fisiologico d’assenze (recuperi, ferie, impegni istituzionali, giornalieri) 29.500 – 20% (5900) = 23.600 unità. Di conseguenza se facciamo 60 mln di abitanti / 23.600 VF, si ottiene un Vigile del Fuoco ogni 2.550 abitanti. Il dato varia ancora con la realtà quotidiana 23.600 unità divisi in 4 turni otteniamo come risultato 5.900 Vigili del Fuoco su tutto il territorio Nazionale. Inoltre da questo calcolo vanno ancora sottratte le unità in servizio presso gli aeroporti (35 in tutta Italia) che in nessun caso possono essere utilizzati per il soccorso ordinario, di conseguenza 5.900 – 2000 sul territorio il personale reale che svolge il soccorso, si riduce a 3.900 unità. Questi dati sono davvero inquietanti e portano all’inevitabile malfunzionamento del servizio più importante di tutti, quello della sicurezza delle vite umane. In alcune catastrofi come quelle di Corigliano, Rossano, Genova, Taranto, ecc.. non si è riusciti ad intervenire in modo tempestivo ed esaudiente, poiché il personale in caso di emergenze viene riunito nel luogo colpito da ogni parte dell’Italia per colpa della grande carenza di organico del CNVVF, ed i tempi di intervento aumentano in maniera vergognosa e in alcuni casi neanche riescono ad intervenire, lasciando la popolazione in pericolo e con un grosso punto di domanda: come mai i Vigili del Fuoco non sono intervenuti? Perché mentre le acque inondano le città, mentre le montagne che sovrastano le nostre case prendono fuoco, cancellando ettari di prezioso verde, i precari VVF vengono sottovalutati, non apprezzati ed “eliminati”. Tutta la colpa ricade sul CNVVF, quando invece gli unici colpevoli sono coloro che sperperano i fondi per beni secondari, gli unici colpevoli sono coloro i quali non si rendono conto da anni, che se tutto anche in minima parte ha continuato a girare, è stato possibile solo grazie ai precari VVF che hanno reso il loro servizio senza aver mai avuto alcuna garanzia che un giorno i loro sforzi sarebbero stati riconosciuti, e nonostante ciò hanno servito ugualmente il nostro paese. Non serve combattere una guerra mondiale per essere eroi, basta anche soltanto un gesto come questo”.

per Il Coordinamento Regionale dei Precari della Calabria USB VVF
Silipo Giancarlo


23 ottobre 2015

40 carabinieri contro 8 donne: il manuale dello sgombero a Milano


Prendete 40 carabinieri e ordinate una carica su un gruppo di 8 donne. Il risultato è tre di queste, fra cui una minorenne, in ospedale - presso il centro Ortopedico Galeazzi di Milano. Per una donna si è temuto il trauma cranico dopo che la stessa ha lamentato un appannamento parziale della vista. Il referto medico verrà consegnato solo oggi in giornata.

Accade mercoledì mattina in via del Danubio 6, Bruzzano, periferia nord della città. Lo sgombero effettuato ai danni di una famiglia occupante: padre, madre, figlia di quindici mesi - che con ogni probabilità fra un anno si vedranno riconosciuti i requisiti per la casa popolare, come accade sempre più di frequente in questi casi. Nel frattempo Aler preferisce metterli per strada e forzare la mano al tavolo della Prefettura per la programmazione degli sgomberi, indicando il nome di quella specifica famiglia. E per non saper né leggere né scrivere, la forza pubblica decide anche di sfasciare i servizi igienici della casa, in modo tale da renderla non abitabile e impedire occupazioni future. Proprio come avveniva cinque anni fa, quando l'Azienda lombarda per l'edilizia residenziale "assumeva" gruppi di sudamericani per mettere fuori uso le case svuotate dagli inquilini abusivi, con tanto di mazze.

Questa volta viene attuato anche un diversivo, come se si trattasse di una battaglia: lo sgombero era previsto per lunedì 19 ottobre, quando sotto l'abitazione di Bruzzano si sono però radunati decine di militanti per il diritto alla casa. Le forze dell'ordine non si sono nemmeno presentate. Poi ieri mattina viene annunciato un altro sgombero, in via Ponale, ai danni di un signore di 80 anni. Tutti si recano in zona Fulvio Testi per fare resistenza ma dei carabinieri nemmeno l'ombra, che nel frattempo agiscono indisturbati a Bruzzano - dove gli inquilini delle case popolari sono quasi tutte donne e ragazze madri.

C'è anche il retroscena della guerra intestina alle stesse forze dell'ordine: il commissariato di Polizia della Comasina si rifiuta di inviare i propri uomini, inventa scuse, li disloca in altre zone. E allora la Prefettura invia cinquanta fra carabinieri e uomini in borghese. Appena la notizia si diffonde alcune donne del Comitato Niguarda scendono in strada, compiono azioni di boicottaggio nei confronti della gru che sarebbe servita a svuotare l'appartamento e per questo vengono caricate.

La lotta intestina alle forze dell'ordine: il commissariato di polizia della Comasina si è rifiutato di inviare i propri uomini. Inutile sgomberare una famiglia che fra 12 mesi si vedrà riconosciuti i requisiti per gli alloggi popolari

E il silenzio imbarazzante del Comune di Milano e della giunta, che al tavolo della Prefettura siede con i propri delegati dell'assessorato alla Casa. Nel 2011, durante la campagna elettorale, era stato promesso che nessuna famiglia in condizioni di estrema povertà e stato di necessità sarebbe stata cacciata di casa, messa per strada o nelle costose comunità fuori Milano - dove comunque gli uomini non entrano e le famiglie vengono separate.

E oltre alle promesse tradite, la sinistra milanese dimostra di non capire la portata politica del tema alloggi popolari e occupanti abusivi, di non avere nemmeno il minimo cinismo elettorale che serve in questi casi: tutti sanno - anche se nessuno si azzarda dirlo ad alta voce - che la strategia di Aler, controllata da Regione Lombardia, è quella di mettere pressione sulla giunta di centrosinistra. Ogni sgombero eclatante - non a caso sono aumentati per frequenza e intensità dalla scorsa primavera, nell'anno che porta alle elezioni comunali - lo pagano Pisapia&Co in termini elettorali. Chi viene viene cacciato di casa poi non ha voglia di distinguere fra palazzo Marino e l'azienda di viale Romagna.

In questi quartieri nel 2011 il centrosinistra ha sbancato ai seggi elettorali, basta guardare i dati del ballottaggio di fine maggio di quell'anno per rendersene conto. Se la situazione persiste qui si assisterà a un'emorragia di voti. Più difficile un travaso verso movimenti politici di destra, anche se da settimane si aggirano per tastare il polso esponenti di quel mondo, come Maurizio Lupi e Corrado Passera. Dei candidati alle primarie del centrosinistra invece nemmeno l'ombra, evidentemente troppo intenti a organizzare eventi nei teatri di corso Magenta e Porta Romana. Consiglio non richiesto ai progressisti del capoluogo lombardo: chi non ha una casa difficilmente gioisce del presunto successo di Expo o del bike sharing.

Un altro fatto noto, ma da sussurrare a bassa voce, è che se anche Aler recuperasse al 100 per cento i mancati affitti, resterebbe comunque nella casse dell'azienda una voragine di bilancio.La morosità, per Aler, è causa di meno di un terzo dell'indebitamento complessivo. Negli ultimi 20 anni gli investimenti sbagliati sono stati fatti in decine e decine di società partecipate, che costano molto e portano molti voti, in cambio di mansioni dalla dubbia utilità, come la cura delle aiuole pubbliche a Brescia. Ad aprile di quest'anno molte quote sono state dismesse, ma un serio piano di risanamento al momento non esiste. E ogni anno i dirigenti dell'azienda che gestisce oltre 60.000a alloggi in tutta Lombardia si recano al Pirellone col cappello in mano, implorando di mettere mano al portafogli pubblico.

In cambio di queste generose elargizioni si ottiene solo un trattamento al limite dell'inumano quando non semplicemente inutile: ieri sera il nucleo familiare sgomberato ha occupato un'altra abitazione, non avendo possibilità di fare diversamente. Quindi il bilancio della giornata in sintesi è questo: tre donne all'ospedale, 50 agenti di forza pubblica mobilitati (e pagati), una casa inagibile che va a ingrossare il nefasto patrimonio di 10.000 alloggi non abitabili per le fatiscenti condizioni e una famiglia occupante che rimane occupante semplicemente qualche centinaio di metri più in là. Abbiamo a che fare con dei talenti inauditi dei circoli viziosi a spese della collettività.

Mentre la giunta di Milano tace. Delle due l'una: o è favorevole a questo genere di azioni eclatanti e allora dovrebbe rivendicarlo e pagarne le conseguenze nelle urne, oppure è colpevolmente ignorante e ne pagherà le conseguenze nelle urne.

"Francesco Floris" - Linkiesta

Combattere l’abusivismo è la guerra fra poveri.

Il vuoto politico creato appositamente, serve per confermare lo stato d’eccezione come forma di governo dei territori e per continuare a trattare le emergenze sociali come questioni di ordine pubblico, chiudere 10.000 alloggi renderli inagibili con la complicità e dei carabinieri e delle partecipate, spaccando sanitari, strappando impianto elettrico e idraulici. Le cause dell'abusivismo è ormai sotto gli occhi di tutti, la magistratura e la questura, d’accordo con la prefettura, a gestire i territori e a eseguire sfratti e sgomberi come un puro problema di ordine pubblico. Tale questione la si vuole gestire con la forza, la questione abitativa mostra come gli spazi di mediazione siano esauriti. 

Un numero sempre maggiore di persone, impoverite dalla crisi, dall’aumento del costo della vita e dal peggioramento delle condizioni di sfruttamento, si trovano sotto sfratto, se si aggiunge gli sfratti per le categorie protette (anziani, disabili, etc.), il quadro è completo. 

Il diritto all'abitazione "Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'abitazione. (Articolo 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani) Il diritto all'abitazione (conosciuto anche come "diritto alla casa" oppure "diritto all'alloggio") è il diritto economico, sociale e culturale ad un adeguato alloggio e riparo. È presente in molte costituzioni nazionali, nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e nella Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali.

"Enzo Vincenzo Sciarra"

I “liberatori” in bomba magna a Gorla come a Treviso, Foggia, Zara…

I “liberatori” in bomba magna a Gorla come a Treviso, Foggia, Zara…

Ricorreva ieri il settantunesimo anniversario del bombardamento effettuato dalla 15° Air Force USAAF sul quartiere milanese di Gorla, obiettivo privo di qualsiasi valore militare, tanto che l’effetto più clamoroso dell’incursione venne rappresentato dalla distruzione della scuola elementare “Francesco Crispi”, nella quale perirono 184 bambini e tutti i loro insegnanti. Riguardo tale strage la penna del disegnatore Gino Boccasile avrebbe fornito molte immagini di denuncia alla propaganda della Repubblica Sociale Italiana, ma non si trattò di un’azione premeditata.
Premeditati erano gli spezzonamenti ed i mitragliamenti dei civili nelle campagne e nelle periferie cittadine, come accadde ai bambini che stavano trascorrendo il Lunedì dell’Angelo del 1943 sulle giostre allestite all’esterno della Porta Vecchia di Grosseto, oppure il lancio di penne e giocattoli esplosivi nelle strade, con il deliberato scopo di venire raccolte per poi esplodere in mano. Nel caso di Gorla si trattò di un errore di calcolo: quel 20 ottobre 1943 due precedenti incursioni su Milano avevano devastato gli stabilimenti Isotta Fraschini (461° Bomb Group) e Alfa Romeo (481° Bomb Group), laddove al 451° Bomb Group erano stati assegnati come bersaglio gli impianti Breda a Sesto San Giovanni.
Due ondate successive avrebbero dovuto colpire questa fabbrica di armi, ma la prima incursione, causa un difetto nei meccanismi di sganciamento delle bombe del capo formazione, scaricò in aperta campagna il suo carico, laddove il secondo stormo una volta giunto sulla verticale del capoluogo lombardo invece di virare di 22° a sinistra come indicato nel piano di volo, deviò a destra. Non riuscendo a identificare l’obiettivo dell’incursione, temendo la contraerea ed il possibile arrivo dei caccia italo-tedeschi e non volendo gettare altrove le bombe (già innescate, in maniera tale che mantenerle a bordo avrebbe reso rischioso l’atterraggio), il comandante della formazione decise di scaricare gli ordigni (80 tonnellate) sui sottostanti quartieri di Gorla e di Precotto, contribuendo a quella criminale strategia di bombardamento a tappeto dei civili che i vertici angloamericani avevano deliberato già da tempo. Una di queste bombe penetrò nel vano scale della scuola “Crispi”, per poi esplodere proprio nel rifugio antiaereo che aveva accolto scolari e corpo docente: tre anni dopo il Comune di Milano avrebbe eretto un ossario intitolato ai “Martiri di Gorla” sull’area ove sorgeva l’edificio scolastico.
Analogamente un errore potrebbe essere alla base del bombardamento che il 7 aprile 1944 aveva devastato Treviso: era il Venerdì Santo, sicché i giornali dell’epoca titolarono “La passione di Cristo e di Treviso”. Il capoluogo veneto si trovava certamente lungo una tratta ferroviaria che serviva a trasportare rifornimenti alle truppe italo-tedesche dall’Austria, lo spionaggio alleato aveva notizia di un possibile vertice di gerarchi fascisti e nazionalsocialisti presso l’albergo “Stella d’Oro”, ma circola anche un’altra ipotesi per spiegare la distruzione dell’80% del patrimonio edilizio cittadino (compresi monumenti di gran pregio come il Palazzo dei Trecento) e l’uccisione di un migliaio di trevigiani, tra i quali 123 bambini. Non è mai stata ufficialmente smentita, infatti, la voce che le 159 fortezze volanti partecipanti all’incursione (la contraerea del limitrofo aeroporto ne avrebbe abbattuta solamente una), causa un errore di trascrizione, si fossero dirette su Treviso invece che su Tarvisio, snodo ben più importante della medesima tratta ferroviaria, ma ubicato in provincia di Udine all’intersezione tra Alpi Carniche e Giulie.
Molti dei bombardamenti che sconvolsero l’Italia centrale e settentrionale nel 1944-’45 partivano dal territorio metropolitano sotto controllo dei cosiddetti Alleati, in particolare dall’aeroporto di Castelluccio dei Sauri a Foggia, città che nei mesi a metà del 1943 venne devastata sia per colpire la stazione ferroviaria (dalla quale potevano affluire rifornimenti per la Sicilia che stava per essere invasa) sia l’impianto aeroportuale appunto. Il calvario ebbe inizio a fine maggio, con i suddetti obiettivi sensibili che vennero pesantemente colpiti (quasi 500 vittime), ebbe una recrudescenza a metà luglio (1.300 morti), si esasperò la settimana seguente (il mitragliamento a bassa quota del quartiere circostante la devastata stazione procurò 7.600 vittime), toccò il culmine il mese seguente (oltre 10.000 morti) e si concluse dopo la proclamazione dell’armistizio: all’indomani dell’8 Settembre una ventina di civili si aggiunsero al novero dei caduti ed il 17-18 settembre, con il Re, Badoglio ed il loro seguito oramai sbarcati dalla corvetta “Baionetta” nella non lontana Brindisi, si assistette al gran finale con “solo” 179 vittime.
Il martirio foggiano ebbe il riconoscimento della Medaglia d’oro al valor civile nel 1959 e della Medaglia d’oro al valor militare nel 2006, laddove un’altra città sconvolta dai bombardamenti non ha ancora potuto apporre il riconoscimento concesso nel 2001 sul proprio gonfalone, conservato presso la sede centrale di Roma del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare. Si tratta di Zara, entrata a far parte del Regno d’Italia in seguito al Trattato di Rapallo del novembre 1920 e poi annessa alla Jugoslavia per effetto del Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947. Porto privo di qualsivoglia importanza strategica, il capoluogo della Dalmazia rappresentava tuttavia con i suoi monumenti, le sue chiese e le porte della cinta muraria il simbolo della presenza secolare italiana, per tramite della Serenissima Repubblica di Venezia. Fu il comandante delle truppe partigiane jugoslave Josip Broz “Tito” a convincere l’aviazione angloamericana che si trattava di una piazzaforte germanica da annientare, sicché dal 2 novembre 1943 al 31 ottobre 1944, vigilia dell’occupazione da parte dell’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia, oltre 520 tonnellate di bombe spalmate su 54 missioni vennero scaricate all’interno del perimetro urbano e nelle immediate adiacenze. Completamente rasa al suolo, Zara fu anche la città italiana che ebbe la maggior percentuale di morti in percentuale (2.000 su 20.000 residenti), laddove gran parte dei superstiti abbandonò le macerie zaratine per riparare nella penisola.
Privata dei suoi abitanti e dei monumenti che la caratterizzavano, sorse così “Zadar”, celebrata dal poeta croato Vladimir Nazor in un comizio tenutosi il 27 marzo 1945 in maniera tale da comprendere la logica che presiedette alle richieste di distruzione totale portate avanti da Tito: «Spazzeremo dal nostro territorio le pietre della torre nemica distrutta e le getteremo nel mare profondo dell’oblio. Al posto di Zara distrutta sorgerà una nuova Zara, che sarà la nostra vedetta sull’Adriatico». Lo scrittore esule dalmata Enzo Bettiza battezzò Zara “la Dresda dell’Adriatico”, collegando la devastazione della città adriatica al bombardamento a tappeto che riguardò la capitale del Land della Sassonia nella notte tra il 13 ed il 14 febbraio 1945, facendo strage di migliaia di civili e di profughi che vi si erano raccolti. Le associazioni degli esuli dalmati chiesero a più riprese nel dopoguerra il conferimento di una medaglia che ricordasse questa tragica vicenda, ma appena nel 2001 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi motu proprio decise di conferire la Medaglia d’oro al valor militare. Tuttavia l’apposizione sul Gonfalone, proprietà del Libero Comune di Zara in Esilio, non ebbe mai luogo causa le reiterate proteste provenienti da Zagabria, che attualmente esercita la propria sovranità sulla città martire.
Ricordato che su queste colonne sono già state descritte le analoghe vicende che riguardarono Ternie che basta digitare su qualunque motore di ricerca la parola “bombardamento” seguita da qualsiasi capoluogo di provincia italiano per avere sommarie notizie sulle centinaia di incursioni che distrussero case, strade, fabbriche, ponti e vite umane in tutta Italia durante la Seconda guerra mondiale, ecco che la stima di oltre 90.000 nostri connazionali uccisi dalle bombe dei cosiddetti “liberatori” è assolutamente attendibile.
Nell’estate scorsa è stato commemorato il settantennale delle bombe atomiche che devastarono Hiroshima e Nagasaki, ma la clamorosa tragicità di questi due eventi non deve far passare in secondo piano lo stillicidio di bombardamenti su obiettivi civili o comunque privi di rilevanza militare che caratterizzarono gli anni dell’immane conflitto. Indubbiamente “coventrizzare” è un termine che deriva dagli indiscriminati bombardamenti della Luftwaffe che disintegrarono Conventry, ma si può ben dire che britannici e statunitensi appresero molto bene la lezione, amplificando l’effetto delle incursioni aeree con l’uso di bombe al fosforo. La tempesta di fuoco che si scatenava in seguito a questo genere di bombardamenti trasformava le persone in torce umane e nemmeno l’acqua poteva estinguere le fiamme, come possiamo evincere dal macabro passaggio di “Kaputt” in cui Curzio Malaparte descrive le conseguenze dei bombardamenti su Amburgo.
Lo stesso Giappone denunciò nella sola Tokyo più vittime (200.000) al termine dell’operazione “Meetinghouse” rispetto a quelle cagionate dalle ogive nucleari battezzate “Little Boy” (150.000 abitanti di Hiroshima) e “Fat Man” (70.000 cittadini di Nagasaki): il culmine si raggiunse nella notte tra il 9 ed il 10 marzo 1945, allorché la capitale nipponica venne sommersa da 2.000 tonnellate di bombe incendiarie scaricate da 300 B29 decollati dalla base di Guam.

Lorenzo Salimbeni

THEGUARDIAN: LA METÀ DELLA RICCHEZZA MONDIALE NELLE MANI DELL’1% DELLA POPOLAZIONE

THEGUARDIAN: LA METÀ DELLA RICCHEZZA MONDIALE NELLE MANI DELL’1% DELLA POPOLAZIONE

Sul The Guardian scopriamo che finalmente il sorpasso è certificato: il 50% della ricchezza globale è detenuta dall’1% della popolazione. La seconda buona notizia, per gli ultra-ricchi, è che il sorpasso è avvenuto con un anno di anticipo rispetto a quanto prevedeva Oxfam GB. Lo studio del Credit Suisse che ce lo rivela attesta anche l’aumento della disuguaglianza e il declino della classe media in tutto il globo. Insomma, tutto come da programma.

– di Jill Treanor –

La disuguaglianza globale è in crescita, con la metà della ricchezza mondiale adesso nelle mani dell’1% della popolazione, secondo un nuovo rapporto.

Le classi medie sono state schiacciate a spese dei più ricchi, secondo le ricerche di Credit Suisse, che rivela anche che per la prima volta, ci sono più persone della classe media in Cina – 109 milioni – rispetto ai 92 milioni negli Stati Uniti.

Tidjane Thiam, l’amministratore delegato di Credit Suisse, ha dichiarato: “la ricchezza della classe media è cresciuta a un ritmo più lento rispetto alla ricchezza nella fascia più alta. Questo ha invertito la tendenza pre-crisi che vedeva la quota di ricchezza della classe media rimanere relativamente stabile nel tempo “.

Il rapporto mostra che una persona ha bisogno di solo $ 3,210 (£ 2,100) per trovarsi nel 50% più ricco dei cittadini del mondo. Circa $ 68.800 assicurano un posto nella top 10%, mentre l’1% ha più di $ 759.900. Il rapporto definisce la ricchezza come il valore dei beni, tra cui immobili e investimenti sul mercato azionario, ma esclude il debito.

Circa 3,4 miliardi di persone – poco più del 70% della popolazione adulta mondiale – hanno meno di $ 10.000. Un ulteriore miliardo – un quinto della popolazione mondiale – si situa nel ventaglio tra $ 10,000 e $ 100.000.

Ognuno delle rimanenti 383 milioni di adulti – l’8% della popolazione – possiede una ricchezza maggiore di $ 100.000. Questo numero comprende circa 34 milioni di milionari in dollari americani. Tra questi, circa 123.800 individui hanno più di 50 milioni di dollari, e quasi 45.000 hanno più di 100 milioni. Il Regno Unito ha il terzo più alto numero di questi individui “ad altissimo valore netto”.




Il rapporto riporta che: “La disuguaglianza nella ricchezza ha continuato ad aumentare dal 2008, con il percentile in cima alla piramide della ricchezza che ora possiede il 50,4% di tutta la ricchezza delle famiglie.”

All’inizio del 2015, Oxfam aveva avvertito che l’1% della popolazione mondiale sarebbe stato più ricco rispetto all’altro 99% entro l’anno prossimo. Mark Goldring, direttore esecutivo di Oxfam GB, ha dichiarato: “Il fatto che sia accaduto con un anno di anticipo – soltanto poche settimane dopo che i leader mondiali avevano concordato un obiettivo globale per ridurre le disuguaglianze – dimostra quanto sia urgente per i leader mondiali affrontare questo problema.”


“Questa è l’ultima prova che questa estrema disuguaglianza è fuori controllo. Siamo davvero felici di vivere in un mondo dove l’1% possiede metà della ricchezza e la metà più povera possiede solo l’1%? ”

Il report del Credit Suisse conclude che la ricchezza mondiale è diminuita nel 2015 di 12.4 trilioni di dollari fino ad adesso – arrivando a quota 250 trilioni di dollari – il primo calo dalla crisi bancaria del 2008. Ciò è in gran parte il risultato della forza del dollaro, la valuta utilizzata per i calcoli del Credit Suisse.

Le stime sono per la fine di giugno 2015, quando i prezzi delle azioni cinesi erano scesi del 20% dal picco dopo l’impennata di oltre il 150% tra giugno 2014 e la metà di giugno 2015. La relazione è stata pubblicata alla fine del mese di settembre, nel frattempo il mercato azionario cinese era sceso di un ulteriore 25%.

Un anno fa, il Regno Unito era stato individuato come l’unico paese del G7 in cui la disuguaglianza è cresciuta in questo secolo. Nel rapporto di quest’anno, gli autori dicono:

“[Nel Regno Unito] la disuguaglianza nella ricchezza è aumentata fin dal 2000, poiché il divario in termini di ricchezza per adulto tra il segmento inferiore ed il resto della popolazione è aumentato.”

Il Regno Unito è il quarto paese al mondo per ricchezza mediana – cosa che mette a nudo l’impatto tra quelli in testa e in fondo al campionato della ricchezza – a $ 126,500 (£ 83.000) per persona, in calo del 13% su un anno prima.

Il sondaggio del Credit Suisse calcola che ci sono ora 2,4 milioni di milionari in dollari nel Regno Unito, cresciuti di 68.000 rispetto all’anno prima. Negli Stati Uniti il ​​numero dei milionari è ormai superiore ai 15 milioni – con una crescita di 903.000.

Il Regno Unito è stato uno dei soli tre paesi, insieme con gli Stati Uniti e la Cina, a registrare un aumento della ricchezza delle famiglie nel 2014. Ha scavalcato anche la Germania nel numero di persone con più di 50 milioni di dollari, 400 in più nel 2014 per un totale di 5.400. Questo ha messo il Regno Unito al terzo posto, dietro agli Stati Uniti con 61.300 ricchissimi e alla Cina con 9.600 ricchissimi.


La relazione di quest’anno si concentra sulle classi medie, come definite dalla ricchezza personale piuttosto che dalla professione. Rivela che il 14% degli adulti in tutto il mondo sono di classe media, con un valore dei beni tra $ 50,000 e $ 500.000.

Ma Markus Stierli, del Credit Suisse Research Institute, ha detto: “Dal 2008 in poi, la crescita della ricchezza non ha permesso alla classe media di tenere il passo con la crescita della popolazione nei paesi in via di sviluppo. Inoltre, la distribuzione degli incrementi di ricchezza si è spostata a favore di quelli a più alti livelli di ricchezza. Questi due fattori si sono combinati per produrre un calo della quota di ricchezza della classe media. ”

SANITÀ, UNA DISTRAZIONE DA 30 MILIONI DI EURO

SANITÀ, UNA DISTRAZIONE DA 30 MILIONI DI EURO

Mesi e mesi per ottenere una visita specialistica, posti limitati negli ospedali, pronto soccorso in affanno, sale operatorie chiuse d’estate per carenza di personale. Tutto perché “non ci sono più soldi”, perché le casse sono ormai vuote. E così l’organizzazione della sanità italiana ne risente: secondo i dati del Ministero della salute (raccolti tramite il Simes, sistema informativo per il monitoraggio degli errori in Sanità) pubblicati nel 2015 e facenti riferimento agli anni precedenti, in 26 casi le operazioni chirurgiche sono state eseguite su parti del corpo errate. In 32 il paziente era giusto ma le procedure errate. In 159 casi è stato dimenticato materiale operatorio all’interno del paziente ed è stato necessario un nuovo intervento. Sono state poi 471 le cadute fatali che hanno portato a morte o gravi danni, 295 i suicidi o i tentati suicidi dei pazienti, 135 i casi di decessi o danni imprevisti dopo gli interventi chirurgici.

E’ di queste ore il blitz all’ospedale Israelitico di Roma, con accuse di falso e truffa per dirigenti e medici.Secondo gli investigatori, sarebbero circa 2.000 le cartelle cliniche che sono state falsate tra il 2012 e il 2013, attestando interventi mai eseguiti per un danno stimato in 7,5 milioni di euro.

Se però a questo tipo di episodi aggiungiamo i mancati controlli di chi gestisce Asl e ospedali, il lassismo amministrativo, gli errori contabili, allora il saldo disponibile per far migliorare il settore diventa “zero”.

E non parliamo di piccoli sprechi, ma di giganteschi buchi di bilancio che resistono per interi lustri senza che nessuno se ne accorga. Un caso simbolo, è stato evidenziato dalla Corte dei Conti (sentenza 912/2015, Sez. Giurisdizionale della Campania), e riguarda la gestione decennale della Asl NA1 per la quale si è creato un passivo di oltre 30 milioni di euro, dovuto a doppi pagamenti per le medesime prestazioni e altre operazioni contabili sballate.

Il motivo di questi errori ha dell’incredibile: i giudici parlano di “gravissimo disordine amministrativo”.Nessuno si accorgeva dell’errore, nessuno controllava, nessuno sapeva. E quando qualche singolo dirigente ha provato a denunciare le storture che si stavano perpetrando, l’indifferenza è stata la risposta generale. E così sono finiti nei guai l’assessore alla sanità Montemarano, e con lui altre 14 persone tra direttori amministrativi, del servizio bilancio e conti consuntivi, del dipartimento economico finanziario, del servizio economico fiscale, oltre a diversi componenti del collegio di sindaci dell’Asl.


Scoprire che milioni di euro vengono stornati per il malaffare è già devastante, in un’Italia dove la criminalità organizzata si è addirittura diviso il territorio in regione, ma pensare che altrettanti soldi vengano buttati per inerzia e incapacità è deprimente. Ea dirlo non sono considerazioni giornalistiche, ma le parole dei magistrati “gravissimo atto di disordine organizzativo e contabile”. “E’ emerso – scrivono i giudici – che una delle cause principali della indicibile confusione rinvenuta nella contabilità, e della patologia rappresentata dai doppi pagamenti, era da individuarsi nell’assenza di un sistema informatico in grado di mettere in collegamento diretto tutti i centri di costo aziendali, e nell’abnorme disordine in cui versava l’archivio cartaceo”.

Insomma, nessuno si preoccupava di sistemare nulla, né di confrontarsi con gli altri uffici. Né tanto meno i vertici aziendali, gli apicali e l’interfaccia politica aveva alcun interesse a rimettere le cose a posto. Provocando quello che in sentenza viene definito un “abnorme dispendio di pubbliche risorse”. Nessun “controllo interno ed esterno della liceità della gestione economico-finanziaria aziendale”, con un atteggiamento inerte che ha provocato “l’incancrenirsi del descritto stato di grave inefficienza”. Uno schiaffo alla credibilità del sistema sanitario italiano.

Per di più, sottolineano i giudici, la mala-gestio è maturata “in un settore essenziale, quale la sanità, con ricadute immediate sul diritto fondamentale alla salute dei cittadini”. Le notorie difficoltà di natura finanziaria cui storicamente è andato soggetto questo settore del welfare, avrebbero imposto un più elevato grado di attenzione e dedizione, al fine da evitare lo sperpero delle già insufficienti risorse a disposizione.

E adesso? Ora sarà difficile recuperare quei soldi. In molti casi è sopraggiunta la prescrizione, dunque non è più contestabile il doppio introito ad aziende che lo hanno incamerato da almeno dieci anni; in altri risulta certificata agli atti l’impossibilità oggettiva di rinvenire la relativa documentazione amministrativa contabile; in altri ancora le ditte che avevano percepito il doppio pagamento sono estinte. E difficilmente la condanna al pagamento di 30 milioni di euro inflitta alle 15 persone coinvolte porterà effettivamente al recupero intero delle somme ormai svanite. E così la malasanità scrive l’ennesimo capitolo della sua saga, e a pagare il libro sono sempre e soltanto i cittadini.

I 12 punti del Dottor Gava. La spiegazione scientifica sulla pericolosità dei vaccini. Questo è ciò che il pediatra e il Ministero dovrebbero dire ai genitori

I 12 punti del Dottor Gava. La spiegazione scientifica sulla pericolosità dei vaccini. Questo è ciò che il pediatra e il Ministero dovrebbero dire ai genitori

Padova c’è un dottore, uno di quelli che in poche parole, poco tecniche, riesce a spiegare ciò che invece dovrebbe spiegare il Ministero della Sanità ai genitori prima della vaccinazione dei loro figli. In un suo recente articolo ha elencato in 12 motivazioni la causa della pericolosità dei vaccini. Il suo nome è Dott. Roberto Gava, laureato in Medicina all’Università di Padova, specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica. Dopo dieci anni di lavoro in ambiente universitario ed essere stato autore di libri di Farmacologia e moltissime pubblicazioni scientifiche (www.robertogava.it), da una quindicina di anni sta cercando di studiare gli approcci medici non convenzionali, rivedendoli anche alla luce delle attuali conoscenze scientifiche.
Di seguito pubblichiamo per intero le 12 motivazioni sulla pericolosità dei vaccini, sperando che l’informazione venga diffusa quanto più possibile sul territorio italiano.

I vaccini sono sicuri e anche utili?

“Consideriamo solo questi aspetti principali:
1) Il sistema immunitario di un bambino di pochi mesi è totalmente immaturo e quindi facilmente squilibrabile.
2) Oggi i bambini sono più deboli di una volta per innumerevoli motivi (madri più stressate, alimentazione meno equilibrata, ambiente inquinato, facili trattamenti farmacologici sia alla madre che al neonato, ecc.).
3) Molti neonati presentano una immaturità particolare del loro sistema immunitario che dura fino a 12-18 mesi e che viene chiamataipogammaglobulinemia transitoria: se in questo periodo il bambino viene vaccinato, corre un elevato rischio di subire danni da vaccino, mentre, se si attende che il suo sistema immunitario maturi, il rischio si riduce.
4) I bambini nati prematuri o che hanno subito una qualche malattia acuta nei primi mesi di vita o che hanno ricevuto farmaci immunosoppressori (antibiotici e/o cortisonici) nei primi mesi di vita o che hanno subito interventi chirurgici o che hanno alterazioni immunitarie o che sono figli di genitori con patologie immunitarie o metaboliche e molte altre condizioni squilibranti il loro precario equilibrio immunitario, sono ad elevato rischio di danni da vaccini.
5) E’ noto che minore è l’età del neonato o maggiore è la sua immaturità o maggiore è il numero di vaccini inoculati insieme, maggiore è il rischio che il bambino subisca un grave danno vaccinale. Non dimentichiamo che inoculiamo circa 25 antigeni vaccinali (compresi i richiami) nei primi 15 mesi di vita del bambino.
6) I vaccini impediscono al bambino di venire a contatto con germi importanti per la sua maturazione immunitaria e ciò è un altro punto a loro sfavore. Infatti, sappiamo che il sistema immunitario immaturo del bambino viene stimolato, rafforzato e maturato proprio grazie ai piccoli e grandi combattimenti che lo impegnano fisiologicamente in molte sfide quotidiane. Non sarebbe allora più logico, sicuro ed efficace irrobustire la sua immunità aspecifica che lo difenderebbe da tutti i germi, invece di cercare di fortificare (con tutti i rischi che sappiamo) l’immunità specifica proteggendolo con i vaccini solo contro 7-8 germi?
7) Consideriamo che le vaccinazioni che noi pratichiamo non servono per proteggere i bambini dalle malattie virali e batteriche che li affliggono tutti i giorni; anzi, dato che i vaccini indeboliscono il sistema immunitario (effetto che si prolunga all’incirca nei 30-40 giorni successivi alla vaccinazione), i bambini vaccinati risultano più esposti alle malattie infettive dei non vaccinati.
8) Inoltre, consideriamo a cosa servano il vaccino antitetanico in un bambino di pochi mesi: si arrampica sui reticolati? E il vaccino antiepatite B? Per caso i nostri piccoli sono così precoci da avere rapporti sessuali pericolosi? E il vaccino contro la poliomielite? L’Europa ha il certificato “Polio Free” (senza poliomielite) dal 2002. E il vaccino per la difterite? Non ci sono casi di difterite né in Italia né nel resto dell’Europa da vari decenni (a parte qualche sperduta zona della Siberia). In aggiunta, gli extracomunitari sono vaccinati, ma il loro arrivo in numero elevato in Europa non ha causato aumento delle malattie per cui noi vacciniamo i bambini, ma ciò pare aver causato invece un aumento della tubercolosi e delle malattie a trasmissione sessuale.
9) Il cervello ha un suo sistema immunitario specializzato e quando una persona viene vaccinata, le sue cellule immunitarie specializzate (“microglia”) vengono attivate. Vaccini multipli e frequenti iperstimolano questi neuroni provocando il rilascio di diversi elementi tossici (radicali liberi, citochine, chemochine, ecc.) che danneggiano le cellule cerebrali e le loro connessioni sinaptiche. Questa iperstimolazione è la prima causa di tante cerebropatie, non per ultima la sindrome autistica, ma anche la ADHD (disturbo da Deficit di Attenzione con Iperattività), le ipercinesie, le dislessie, le convulsioni, ecc.
10) I vaccini sono pericolosi sia per i loro componenti antigenici che per i loro componenti tossicologici, perché possono contenere: virus vivi o morti, batteri, parti di DNA, frazioni antigeniche, tossine, proteine eterologhe, prioni, antibiotici, mercurio, fenolo, alluminio, formaldeide, fenossietanolo, oli e innumerevoli nuovi composti ad azione conservante o adiuvante, nanoparticelle e chissà cos’altro, … perché ogni tanto si scopre qualcosa di nuovo.Con le conoscenze di immunologia di cui disponiamo oggi, pensare che la somministrazione di queste sostanze a neonati di 2-3 mesi di vita sia totalmente innocua è veramente da “sciocchi”!
11) A quanto pare, se la notizia di questi giorni è veritiera (alcuni sono molto dubbiosi in merito, perché temono che la verità sia molto più grave altrimenti non si spiegherebbero i costosi e gravosi ritiri immediati per i banali motivi riportati), pare che i vaccini possano rischiare di contenere anche germi contaminanti nonostante le sempre super-garanzie che ci danno quando ci assicurano che la produzione dei vaccini è sicura al 100%.
12) I vaccini possono causare qualsiasi patologia nel bambino che li riceve, perché squilibrano il suo sistema immunitario. Infatti, se il bambino ha un sistema immunitario robusto, tollera probabilmente abbastanza bene la vaccinazione, ma se ha un sistema immunitario debole, in un tempo variabile di giorni o mesi svilupperà una delle patologie a cui è predisposto, e chi di noi è senza predisposizioni patologiche congenite o acquisite? E come facciamo a sapere quanto un bambino è forte o debole dal punto di vista immunitario? Oggi potremmo avere molte informazioni di questo tipo con un semplice esame del sangue, ma questo esame non viene fatto. Perché?

È forse razionale vaccinare a tappeto 560.000 bambini all’anno senza sapere nulla di loro?
È lecito eseguire un trattamento farmacologico (i vaccini sono farmaci) senza personalizzarlo? E senza sapere prevedere se l’individuo che lo riceve ne trarrà un beneficio o un danno?
È lecito attuare dei trattamenti preventivi che mettono a rischio la salute e addirittura in alcuni casi la vita del bambino? È lecito che un trattamento preventivo in un soggetto sano, specie se è un bambino, possa presentare un minimo di pericolo?
Oggi sappiamo che i vaccini potrebbero far correre ai nostri figli pericoli non piccoli, ma preferisco lasciare al Lettore il compito di rispondere a queste domande ricordandogli solo che la letteratura medica contiene migliaia di articoli che documentano i danni da vaccini.

I medici vaccinatori ci garantiscono che tutti i vaccini sono innocui, ma quando i genitori che hanno più paura di danneggiare loro figlio che di fare “brutta figura” davanti i medici vaccinatori chiedono loro di mettere per iscritto che la vaccinazione non causerà alcun danno al bambino … nessuno di questi medici osa mettere la sua firma su un tale documento. Perché? (…) noi tutti siamo stanchi di queste continue notizie allarmanti sugli effetti dei vaccini pediatrici. Pertanto,pretendiamo che il nostro Ministero della Salute, da una parte ci fornisca informazioni precise, esaurienti e scientificamente corrette e inoppugnabili sull’efficacia e sulla sicurezza di tutti i vaccini e dall’altra, dato che solo noi genitori siamo i veri responsabili della salute dei nostri figli,vorremmo essere liberi, come accade in tutti i Paesi civili, di poter esprimere il nostro consenso o meno ad ogni atto medico, comprese le vaccinazioni pediatriche.“

Questo è ciò che avrebbe dovuto e dovrebbe dirvi il pediatra, il medico di fiducia, il centro vaccinale, prima di far pungere con un ago, potenzialmente dannoso, vostro figlio.

Queste sono invece le 10 domande di NapoliTime rivolte al Ministero della Sanità. Attendiamo risposte. Nel frattempo la nostra inchiesta continuerà. Finché non otterremo risposte chiare.
1) Perchè il vaccino esavalente contiene 4 vaccini obbligatori e 2 non
obbligatori, e non sono disponibili nei centri vaccinali i dosaggi singoli?
2) Perchè la scoperta di particelle non biodegradabili e non biocompatibili, in alcuni casi anche metalli pesanti, nei vaccini (vedi ricerca Montanari/Gatti), riconosciute dall’intero mondo scientifico come dannose, non ha
portato all’immediata sospensione precauzionale dell’attività vaccinale pediatrica e non?
3) Perché quelle particelle sfuggono ai controlli che, secondo la dottoressa Stefania Salmaso, direttrice del Centro Nazionale di Epidemiologia, vengono eseguiti su tutti i lotti (Il Salvagente n. 38, pag. 41).
4) Perchè, visto che un bambino in vita sua non si ammalerà mai di 6 virus
contemporaneamente, gli viene inoculato l’esavalente in un’unica seduta e in
un momento in cui il suo sistema immunitario è immaturo?
5) E’ vero che in determinate regioni il pediatra guadagna soldi per ogni bambino vaccinato?
6) Perchè indicare un limite di prescrizione alla richiesta di danno da vaccino ed emotrasfusione, quando invece i danni sono permanenti e in molti casi mortali?
7) Quale sarà la reazione del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità all’ondata di ritiri di vaccini in vari paesi del mondo?
8) L’art. 32 della Costituzione recita che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. L’art. 3 stabilisce che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge. Eppure le vaccinazioni sono obbligatorie in certe regioni e non in altre. Perché i cittadini della Repubblica italiana sono trattati in maniera disuguale e, dunque, anticostituzionale?
9) Perché i genitori non vengono messi in condizione di scegliere davvero, informandoli in sede di vaccinazione, per iscritto, con dati e statistiche, circa i rischi di danni neurologici e altro in seguito a reazione da vaccino?
10) E’ vero che i dipendenti della Sanità non possono rilasciare dichiarazioni circa i vaccini, pena il licenziamento?

Diffondete, informate. facciamolo noi, per i nostri figli.

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