31 ottobre 2015

GLI USA AVVERTONO LA GRAN BRETAGNA: SE USCITE DALL’UNIONE EUROPEA AVRETE BARRIERE COMMERCIALI CON L’AMERICA

GLI USA AVVERTONO LA GRAN BRETAGNA: SE USCITE DALL’UNIONE EUROPEA AVRETE BARRIERE COMMERCIALI CON L’AMERICA
A riprova che l’Unione Europea è una creatura degli interessi statunitensi, questo breve articolo del Guardianillustra la situazione: il rappresentante USA per il commercio cerca di dissuadere i britannici dalla tentazione di uscire dall’UE, “minacciandoli” di venire esclusi dal TTIP e da qualsiasi accordo commerciale speciale, e di trovarsi nella situazione in cui è “la Cina, il Brasile o l’India”. (Inutile dire che, a noi, l’occasione di uscire in un colpo solo da UE e TTIP sembrerebbe imperdibile. Ma vedremo i britannici.)

The Guardian, 28 ottobre 2015

Gli Stati Uniti non sono entusiasti all’idea di definire un accordo di libero scambio separato con la Gran Bretagna, se questa dovesse lasciare l’Unione Europea, così dice il rappresentante USA per il commercio, Micheal Froman – si tratta del primo commento pubblico di un importante funzionario USA su questo tema.

Gli elettori britannici dovranno decidere entro la fine del 2017 se il Regno Unito debba rimanere dentro l’Unione Europea, e i sondaggi d’opinione indicano che c’è una crescente volontà di uscire.

I commenti fatti mercoledì da Froman minano alla base i principali argomenti economici messi in campo dai sostenitori dell’uscita, i quali dicono che la Gran Bretagna può prosperare da sola ed è in grado di stabilire autonomamente degli accordi di libero scambio (FTAs) coi partner commerciali.

Gli USA sono il più grande mercato per le esportazioni della Gran Bretagna, dopo l’Unione Europea stessa, avendo acquistato oltre 54 miliardi di dollari in beni e servizi prodotti nel Regno Unito lo scorso anno.

“Penso sia assolutamente chiaro che la Gran Bretagna ha maggior voce in capitolo al tavolo dei trattati commerciali se resta parte dell’Unione Europea, in quanto parte di un’entità economica più ampia“, ha detto Froman a Reuters, specificando che l’appartenenza all’Unione Europea dà alla Gran Bretagna più influenza nelle trattative.

“Noi non stiamo negoziando gli accordi di libero scambio con delle nazioni nello specifico. Stiamo costruendo delle piattaforme … a cui altri paesi possono aderire nel corso del tempo“.

Se la Gran Bretagna abbandona l’UE, ha detto Froman, dovrà affrontare gli stessi dazi e le stesse barriere doganali degli altri paesi che sono fuori dalla rete di accordi commerciali stabilita dagli USA.

“Noi non abbiamo accordi di libero scambio con il Regno Unito nello specifico, che dunque sarebbe soggetto agli stessi dazi – e agli altri provvedimenti relativi al commercio – che ci sono attualmente per la Cina, il Brasile o l’India“, ha detto.

Washington ha appena siglato un accordo di libero scambio con 11 paesi dell’area del Pacifico, e intende portare a termine entro la fine del prossimo anno anche le trattative con l’Unione Europea sul Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP).

Gli USA sono il secondo più grande mercato di sbocco per i veicoli prodotti in Gran Bretagna dopo l’Unione Europea.

Se la Gran Bretagna non sarà parte dell’Unione Europea, e dunque non sarà parte del TTIP, le autovetture britanniche esportate negli Stati Uniti, come quelle della Jaguar Land Rover, avranno un dazio del 2,5%, e potrebbero trovarsi in svantaggio rispetto ai concorrenti tedeschi o italiani.

Anche le esportazioni britanniche di carburante e cioccolato potrebbero venire svantaggiate se nel TTIP è prevista l’abolizione dei dazi su questi prodotti.

Tutto quello che non ci dicono su Halloween

Tutto quello che non ci dicono su Halloween

- di Giuliano Guzzo

Esageri, è incredibile, ma non scherzare: le reazioni che s’incontrano nell’esporre le dinamiche esoteriche della festa Halloween sono in genere di questo tipo, vale a dire del massimo scetticismo. Svelare le implicazioni occulte quella che per molti è solo una carnevalata genera disturbo rispetto ad convincimento che non si vuole mettere in discussione: Halloween è bella festa, innocua ed allegra, e sbaglia chi ne dubita. Ora, spiace contraddire quanti – in perfetta buona fede, naturalmente – si sono fatti di quest’idea, ma poiché è sempre disonesto sottrarsi ad confronto con la realtà, eviteremo di farlo. E cercheremo di rispondere alle seguenti domande: che cosa si cela davvero dietro Halloween? Vi sono implicazioni e retroscena religiosi? Se sì, di che cosa si tratta esattamente?

Prima di procedere, preciso che quelle a seguire sono considerazioni che possono in parte risentire dell’orientamento religioso, di matrice cristiano-cattolica, di chi scrive. Non per questo dette considerazioni debbono – almeno mi auguro – risultare inattendibili dato che «sarebbe molto facile citare numerosi» casi nei «quali si vede che la posizione sociale dell’osservatore influenza non solo le sfumature, ma il cuore stesso dell’analisi» [1] e che quindi la totale obbiettività, nel concreto, non esiste [2]. Questa precisazione non vuole pertanto essere una preliminare dichiarazione di tendenziosità ma, al contrario, un doveroso atto di onestà nei confronti del lettore, al quale si cercherà naturalmente di offrire una chiave di lettura la più equilibrata possibile. Ma torniamo ora all’oggetto del nostro approfondimento.

Le origini

Iniziamo da una panoramica di carattere storico che ci dice – o ci ricorda, per chi già lo sapesse – l’origine molto antica delle celebrazioni officiate il 31 ottobre. Origine che lo storico Rogers, concordemente ad altre fonti, fa risalire «alla festa celtica di Samhain, originariamente scritto Samuin (pronunciato sow-an o sow-in)»[3]. La ricorrenza di Samhain corrispondeva al capodanno Celtico perché era il 1° novembre, a quel tempo, che terminava ufficialmente la stagione del caldo per lasciare posto a quella del gelo. In quell’occasione il protagonista dei festeggiamenti e delle ritualità era appunto Samhain, venerato come occasione che il 31 ottobre – tramite l’apertura delle porte annwn (regno degli spiriti) e sidhe (regno delle fate) – convocava temporaneamente gli spiriti dei defunti che, da un luogo di giovinezza e beatitudine denominato Tir nan Oge, potevano così tornare alle loro vecchie abitazioni per scaldarsi e rifocillarsi in vista dell’inverno [4]. «L’interruzione di Samhain – osserva al riguardo Kondratiev (1949-2010), studioso di cultura celtica – rimuove le barriere che» separano i morti «dai vivi, così che […] tutti i membri della Tribù, sia visibili che invisibili, hanno la possibilità di ritrovarsi» [5]. Dobbiamo quindi a quella celtica, cultura antichissima (formatasi, pare, attorno al III millennio a.C.) l’origine di quella che ai nostri giorni chiamiamo Halloween. Tuttavia la cultura celtica, pur forte di origini assai remote, a partire dalla conquista normanna della Inghilterra (1066) – estesa successivamente al Galles e, con il XII secolo, all’Irlanda e alla Scozia – conobbe una progressiva marginalizzazione che l’ha resa sempre meno istituzionale e, in conseguenza di un mancato ed univoco appoggio in tal senso, sempre meno popolare. Ne consegue la notevole difficoltà, almeno per quanto concerne il nostro percorso, di tracciare un collegamento – sempre che sia possibile farlo – tra l’Halloween odierna e la ritualità di Samhain (non a caso più di qualcuno si limita, con riferimento alla data, ad osservarne la sola corrispondenza [6]).

Ognissanti

Altra cosa, rispetto a Samhain, è la Festa di Tutti i Santi. Posto che l’origine della storia dei culto dei santi è assai remota ed ha il suo inizio nell’epoca dei martiri a partire dal martirio di Policarno di Smirne [7], si ritiene che la Festa di Tutti i Santi sia stata all’inizio «promossa dalla Chiesa orientale» per poi essere «accolta a Roma quando il papa Bonifacio IV ebbe dall’ambasciatore Foca il Panteon di Agrippa, che consacrò a tutti i martiri e alla Vergine […] la festa di Ognissanti passò quindi nell’ambiente della corte di Carlo Magno» [8]. Fu allora che il monaco sassone maestro di Carlo Magno, Alcuino di York (735–804) – al quale dobbiamo, fra le altre cose, l’introduzione nel Canone della messa del Memento dei morti – [9], traslò la data originaria della festa di Ognissanti, fissata allora al 13 maggio, al 1° novembre. Tale spostamento fu manifestamente finalizzato alla cristianizzazione della festa celtica di Samhain anche se, come abbiamo ricordato poc’anzi, non c’è dubbio che la cultura celtica fosse avviata al tramonto ben prima dell’avvento del Cristianesimo, come dimostra il declino, già in tarda antichità, della lingua celtica, che oggi sopravvive in contesti – soprattutto se rapportati al passato – decisamente marginali. Ad ogni modo l’intuizione di Alcuino di York venne ripresa, su richiesta di Papa Gregorio IV, dall’imperatore Ludovico il Pio. Ma fu soltanto secoli dopo – precisamente nel 1475 – e grazie al pontefice Sisto IV [10], che la festività di Ognissanti resa obbligatoria in tutta la Chiesa. E non mancarono, coi secoli, ulteriori metamorfosi, ma ciò che qui è importante ricordare è che quella di Ognissanti è una festa antica, rilevante e che merita quindi di essere osservata dai credenti e non confusa con altre festività.

Halloween

Abbiamo fin qui visto, sia pure in estrema sintesi, origini e differenze fra la festa celtica di Samhain e quella cristiana di Ognissanti. E Halloween? Halloween è una festività di altra natura. Prima di vedere quale, una precisazione di carattere terminologico: Halloween deriva, come termine, da All Hollows che «era la traduzione inglese di “tutti i santi”» e da All Hollow’s Eve, la «”vigilia di Ognissanti”, poi storpiato nella parola Halloween» [11]. Dunque il termine Halloween ha indubbiamente un che di cristiano. Solo il termine, però. Perché la festività, in concreto, rappresenta un appuntamento tutt’altro che cristiano, bensì satanico. Proprio così: satanico.

Ora, è probabile che alla lettura di questo passaggio in qualcuno possa emergere dello scetticismo. Eppure c’è una vastissima mole di materiale che depone a favore di questa tesi. Anzitutto lo affermano con sorprendente convergenza molti ex satanisti. Pensiamo alle testimonianze di Cristina Kneer e di Eugenio Masias. Oppure a quella di Doreen Irvine, prostituta passata per anni al satanismo e convertitasi poi al Cristianesimo, che su Halloween è stata piuttosto esplicita: se i padri sapessero il significato di questa festa, ha detto, non la nominerebbero nemmeno davanti ai loro figli. Dettagliato è anche il resoconto di “Michela”, ex satanista ora suora consacrata quando scrive: «Tra fine ottobre e inizio novembre, ossia nelle notti precedenti Halloween (31 ottobre) e la memoria dei defunti, c’era […] l’unico appuntamento in un cimitero, dove profanavamo le ossa, facendo uno specifico rituale che alla fine le distruggeva» [12].

In aggiunta a queste testimonianze – sulle quali, curiosamente, i sostenitori dell’innocuità di Halloween evitano di soffermarsi -, c’è poi un’ampia letteratura che suffraga la natura satanica di quella che per molti è una presunta carnevalata. Pensiamo a quanto scrive James. R. Lewis, studioso di movimenti religiosi [13], oppure alle considerazioni presenti in un monumentale studio di 600 pagine pubblicato sull’argomento del satanismo nel quale si specifica che «la religione satanica, oltre ai suoi riti, ha anche le sue proprie festività che sono, principalmente, la Walpurgisnacht ed Halloween» [14].

Concorda su questo passaggio anche Bamonte quando annota che «i momenti considerati più propizi per» i riti satanici «sono quelli delle grandi “solennità” del calendario satanico che coincidono con alcune delle dati delle principali festività dell’antica stregoneria: la prima è quella di Halloween, che si celebra la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre (vigilia di Tutti i Santi) ed è considerata il Capodanno magico» [15]. Nel loro accurato studio sul satanismo, anche Cantelmi e Cacace sottolineano come se, da un lato, nell’arco dell’anno i satanisti osservano 14 festività, d’altro lato è innegabile come la prima sia quella che ricorre «il 31 ottobre, commemorazione dei defunti e di tutte le potenze delle tenebre, detta Samhain o Halloween. Questo giorno è considerato il capodanno di Satana, perché secondo un’antica credenza popolare, le anime dei defunti tornano in visita nelle proprie case, per cui è possibile stabilire un contatto con loro. I satanisti utilizzano la celebrazione per fare delle richieste al demonio, perché credono che verranno esaudite» [16].

Perché è una festa da non festeggiare

Potremmo naturalmente continuare a lungo con le citazioni se non fosse già evidente che la notte di Halloween è per eccellenza la notte dei satanisti e, per chi ci crede, del Diavolo. Dunque una notte non così allegra e che oltretutto, secondo alcune ricerche, presenta altri risvolti non esattamente confortanti. Infatti, anche se non è stata dimostrata una crescita superiore dei tassi di violenza [17], sappiamo che la “notte delle streghe” coincide con un momento nel quale i giovani in maschera consumano molto alcol [18], nel quale nascono meno bambini [19] e ne muoiono di più, dato che la mortalità infantile per incidenti, a causa dell’abitudine – tipicamente statunitense ma diffusa sempre più anche da noi – di lasciare i giovanissimi circolare a caccia di dolcetti per vie e strade, la notte di Halloween arriva ad essere quattro volte superiore alla media [20]. Senza dimenticare che vi sono rilevazioni – pensiamo in particolare a quelle effettuate dalle forze dell’ordine in Canada in occasione della settimana di Halloween 2008, rispetto alla precedente – che hanno registrato aumenti, fra le altre cose, del 20% di reati violenti, del’11% di violazioni delle proprietà e del 53% del consumo di stupefacenti [21].

Tornando al lato esoterico della “notte delle streghe”, si è visto come l’appuntamento abbia parecchio a che vedere con le messe e con la magia nera. Ma la magia di chi si veste da strega o da mostro, si obbietterà , nulla ha a che vedere col mondo satanista. In realtà non è così dal momento che come ha scritto Anton Lavey (1930-1997) – che non è un cattolico tradizionalista bensì il fondatore della Chiesa di Satana – non c’è alcuna «differenza fra magia “bianca” e “nera” tranne nella presuntuosa ipocrisia, presunta legittimità e autoinganno del praticante di magia “bianca”» [22]. In altre parole qualsivoglia espressione di magia – intesa come partecipazione o manifestazione di un potere straordinario e occulto -, presentandosi come spazio alternativo a quello sotto la potestà divina, si configura come potenzialmente concorrente a Dio e conseguentemente satanico, essendo Satana, per definizione, il suo avversario [23].

Non stupisce dunque apprendere che il 40% dei giovani, secondo un’indagine di Telefono Antiplagio, festeggi la notte delle streghe con dichiarate simpatie verso il mondo magico [24] e che il 16% delle persone avviate all’esoterismo – che è l’anticamera del satanismo, culto i cui elementi sono presenti anche in forme di spiritualità “nuova” come la New Age [25] – ha esordito, a detta del Servizio antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII , proprio durante Halloween. Il punto è che anche se non fosse dimostrato, come invece sembra essere, un maggior tasso di avvicinamento al mondo satanista nel periodo che segue ed anticipa notte del 31 ottobre, un fatto rimane evidente: Halloween tutto è meno che una festa cristiana. Non solo: è per eccellenza una festa anticristiana. Pertanto – una volta che si è presa consapevolezza di quanto abbiamo riportato poc’anzi – seguitare a ritenerla una carnevalata significa, almeno in una prospettiva cattolica, commettere un grosso errore. Sta infatti scritto: «Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro» [26].


In questo senso sottovalutare Halloween o addirittura festeggiarla in luogo della ricorrenza di Ognissanti – cosa che talora accade in alcune parrocchie, dove la Festa di Tutti i Santi è confinata alla sola celebrazione eucaristica, mentre gli oratori ospitano prolungati festeggiamenti dalle tinte macabre – verosimilmente agevola, per chi ci crede, l’azione tentatrice del Diavolo dato che questa, come appunta il celebre demonologo Corrado Balducci (1923-2008), si concreta «in un senso particolare e più ampio […] in un lavorio continuato, più insistente, più penetrante, volto ad allontanare l’uomo da Dio, a tenerlo lontano da lui» [27]. E come si può non ritenere favorevole al satanismo la sostituzione di massa di una festa importantissima come Ognissanti col capodanno di Satana? La domanda appare più che sensata dato che l’alternativa, ossia l’idea che la notte del 31 ottobre sia a tutt’oggi una festa celtica, appare francamente poco attuale.

A quanto detto va poi aggiunto che l’opposizione ad Halloween non ha solo motivazioni di carattere confessionale e può riguardare gli stessi linguaggi e costumi di festeggiamenti che risultano, per usare un eufemismo, di dubbio gusto. Decisamente significative, al riguardo, le considerazioni svolte da Jordan – che non è un sacerdote ma un esperto di dinamiche criminali – , il quale, con riferimento alla “notte delle streghe”, ha esplicitamente parlato «farsa satanica» ed ha affermato: «La programmazione cinematografica e televisiva nel periodo di Halloween ruota intorno a storie horror, con essere malefici […] demoni e spiriti del male, con tanto di sangue, sacrifici e morte. Gli adulti vedono tutto ciò come un divertimento […] ma i bambini lo sanno? Queste cose non hanno su di loro un effetto nocivo? […] I bambini hanno un’immaginazione che si lascia manipolare facilmente..» [28]. In tempi in cui «i pubblicitari conoscono i nostri figli molto meglio di noi» [29], si farebbe dunque bene a porsi delle domande in relazione alle conseguenze che i festeggiamenti di Halloween – così promossi a livello mediatico e dalle tinte discutibili – possono arrecare ai più giovani.

Conclusione

Per concludere questa nostra panoramica su Halloween – che nulla a che vedere, per com’è nota ai più, con il capodanno celtico di Samhain -, non possiamo non constatare come convenga, in particolare al cattolico, guardare con diffidenza questa festività dagli echi fortemente esoterici e recentissima – dall’Enciclopedia cattolica (1948-1954) al Grande Dizionario enciclopedico (1935), dal Grande Dizionario della lingua italiana (1972) alla Grande Enciclopedia universale Atlantica (1982), sono molti i testi enciclopedici di qualche decennio fa che neppure la contemplano – e che, proprio perché in apparenza innocente e presentata in modo accattivante, da un lato risponde benissimo alle esigenze tipiche di quella «nuova religiosità “nomade”» di cui parlava l’antropologa Cecilia Gatto Trocchi (1939-2005) [30]; e, d’altro lato, può a buon diritto ritenersi un tentativo di scristianizzazione, fenomeno che ha «radici molto antiche» dato che «sono molteplici i tentativi nella storia, sotto diverse latitudini e regimi, di ridurre o eliminare le feste cristiane. Basti pensare a quello che avvenne durante la Rivoluzione francese, quando il regime giacobino impose il nuovo calendario» [31]. Quale modo migliore, infatti, per favorire la scristianizzazione [32], se non quella di esaltare una festa che coincide col capodanno satanico, del tutto prossima alla festa cattolica di Ognissanti, che ha molto a che vedere – nelle forme e nei costumi – con quei linguaggi magici esplicitamente condannati dal Catechismo della Chiesa Cattolica [33], e che trova spazio perfino in tanti oratori?

La gravità del fenomeno è tale che persino un esponente della Chiesa difficilmente tacciabile di oscurantismo e simpatie conservatrici quale era il cardinal Carlo Maria Martini (1927-2012) a suo tempo fu molto chiaro rispetto alla necessità di boicottare Halloween – da lui emblematicamente apostrofata come «il brutto scherzo che facciamo alla nostra cultura» – al fine di meglio preservare la tradizione cattolica: «Halloween è una festa estranea alla nostra tradizione. Una tradizione che ha valori immensi e che deve essere continuata» [34]. Ora, alla luce di così tante evidenze – che nulla hanno di complottistico e che risultano suffragate da numerose fonti – alcuni, per paura di mettere in discussione i propri convincimenti, seguiteranno probabilmente a minimizzare oppure a considerare inesistente l’antitesi tra la “notte delle streghe” ed Ognissanti [35]. Non solo: alcuni continueranno a pensare che occorre davvero esagerare per trovare in Halloween qualcosa di negativo. Ma il punto, almeno per quanti si pongono in una prospettiva cristiana, è quello opposto: occorre davvero esagerare per trovarvi qualcosa di positivo.


Note: [1] Boudon R. – Bourricaud F. Dizionario critico di Sociologia, voce “Obiettività”, Armando editore, Roma 1991, p. 341; [2] Significative, a questo proposito, le parole dell’antropologo Robert Borofsky:«Non ho mai conosciuto nessuno, nelle scienze sociali, che ha pensato seriamente che gli esseri umani potessero divenire dei ricercatori […] pienamente obiettivi, come degli automi» (Borofsky R. L’antropologia culturale oggi, Meltemi, Roma 2004, p. 217); [3] Rogers N. Samhain and the Celtic Origins of Halloween. Halloween: From Pagan Ritual to Party Night, Oxford University Press, New York 2002, pp. 11–21; [4] Cfr. Percivaldi E. I Celti: un popolo e una civiltà d’Europa, Giunti, Firenze 2005, p. 76; [5] Kondratiev A. The Apple Branch, The Collins Press 2004 (trad. it. Il tempo dei celti, Urra-Apogeo 2005, Milano, p. 115); [6] Cfr. Salvadori F. Visioni del femminile nella storia e nell’arte, Giunti Editore, 2005 p. 201; [7] AA.VV. Santi e Patroni. Dizionario biografico dei patroni di tutti i Comuni italiani e di altri santi. Istituto Geografico De Agostini S.p.A, Novara 2006, p. 322; [8] Cfr. Kunzler M. La liturgia della Chiesa. Jaca Book, Milano 2003, p. 581; [9] Cfr. Vuchez A. La spiritualità dell’Occidente medioevale, Vita&Pensiero, Milano 2006, p. 22; [10] L’ipotesi è che lo spostamento definitivo di Ognissanti venne deciso sotto il pontificato di Sisto IV (1414-1484) in omaggio al concordato firmato dal papa con Luigi XI, re di Francia. Cfr. AA.VV. Santi e Patroni, Ibidem; [11] Gulisano P. – O’Neill B. La notte delle zucche. Halloween: storia di una festa, Ancora, Milano 2006, p. 63; [12] Michela.Fuggita da Satana. La mia lotta per scappare dall’Inferno. Piemme, Milano 2007, p. 109; teniamo qui a precisare che sottovalutare anche in termini quantitativi il fenomeno del satanismo pare rischioso dato che, con solo riferimento all’Italia, si parla di un mondo – per quanto variegato e ricco di sfumature sulle quali non abbiamo qui lo spazio di soffermarci – che secondo stime recenti ad opera della Polizia di Stato conta qualcosa 8.000 sette sataniche per un totale di circa 600.000 adepti. Cfr. abc.es/20120410/internacional/abci-sectas-satanicas-proliferan-italia-201204092005.htm; [13] Cfr. Lewis. J.R. Satanism Today, An Encyclopedia of Religion, Folklore, and Popular Culture, ABC-CLIO, Santa Barbara 2001 p. 306; [14] Monti D. – Fiori M. – Micoli A. L’abisso del sé. Satanismo e sette sataniche. Giuffrè, Milano 2011, p. 143; [15] Bamonte F. Possessioni diaboliche ed esorcismo, Paoline, Milano 2006, p. 50; [16] Cantelmi T. – Cacace C. Il libro nero del Satanismo. Abusi, rituali e crimini. San Paolo, Cinisello Balsamo – Milano 2007, p. 69; [17] Cfr. Chaffin M. – Levenson J. S. – Letourneau E. – Stern, P. (2009) How Safe Are Trick-or-Treaters? An Analysis of Child Sex Crime Rates on Halloween. Sexual Abuse. «Journal of Research and Treatment»; 21(3);[18] Cfr. Miller K.A. – Jasper C.R. – Hill D.R. (1993) Dressing in costume and the use of alcohol, marijuana, and other drugs by college students. «Adolescence»; 109 (28):189-198; [19] Cfr. Levy B.R. – Chung P.H. – Slade M. D. (2011) Influence of Valentine’s Day and Halloween on birth timing. «Social Science & Medicine» ;73(8):1246-8; [20] Cfr. Centers for Disease Control and Prevention (CDC). (1997) Childhood pedestrian deaths during Halloween. United States, 1975-1996. «Morbidity and Mortality Weekly Report»; 46(42):987-90; [21] Cfr. AA.VV.Incident-based Uniform Crime Reporting (UCR2) Survey. «Canadian Centre for Justice Statistics», statcan.gc.ca; [22] A. Lavey, The Satanic Bible, New York 1969, p. 110; [23] Cfr. Giovetti P. L’angelo caduto. Mediterranee, Roma 1997, p. 61; [24] Molto significativo anche un comunicato stampa del 2007 di Telefono Antiplagio su Halloween: «Quella che dovrebbe essere una notte di divertimento sta diventando, anno dopo anno, un’occasione per incidenti di varia natura e delitti. Lo scorso anno un bambino di 7 anni di Bergamo e’ morto carbonizzato nell’incendio causato da una candela contenuta in una zucca. A Lecce un altro bambino, di 11 anni, mascherato da maghetto e’ stato ucciso da un’auto in corsa durante i festeggiamenti. A Bari il gestore di un pub e’ stato ammazzato con un colpo di pistola sparato da un rapinatore vestito da scheletro. A tutto ciò vanno aggiunti i maltrattamenti agli animali, in particolare gatti neri e galline, che nella notte di Halloween vengono ”sacrificati” per macabri rituali […] in Italia il 55% dei giovani da 13 a 25 anni festeggia Halloween, di questi il 46% sono ragazzi e il 54% ragazze. Il 38% dei giovani e’ interessato a magia e negromanzia e il 17% e’ incuriosito dal satanismo. Il 9%, nella notte di Halloween, viene irretito da ciarlatani presenti nei locali pubblici e dirottato nei loro studi per un consulto con il ”mago” o con le anime dei morti. Negli adulti oltre i 25 anni la partecipazione ad Halloween scende al 15% e nei bambini fino a 12 anni al 12%.»antiplagio.org/halloween.htm; [25] Cfr. Correa Vélez J. (1996) Satanismo in America latina. «Religioni e Sette nel mondo», Il Satanismo contemporaneo, Anno 2 – Numero 4, GRIS, Bologna, p. 86; [26] Isaia 5, 20; [27] Balducci C. Il diavolo, Oscar Mondadori, Milano 1994, p. 196; [28] Jordan F.D. (1996) Sex crime investigations: the complete investigator’s handbook (ed. it. Sex crime investigations. Roma: Mediterranee 2008, p. 231); che poi i bambini esposti «più spesso a film horror» evidenzino (guarda caso!) più «conoscenze specifiche legate al satanismo» è pressoché certo (Cfr. Zappalà A. Abusi sessuali collettivi sui minori, FrancoAngeli, Milano 2006, p.55); [29] Cfr. Gatto Trocchi C. Nomadi spirituali. Mappe dei culti del nuovo millennio. Oscar Mondadori, Milano 1998, p. 18; [30] Randazzo A. Bambini psico-programmati, Il leone verde, Torino 2007, p. 112; [31] Gulisano P. – O’Neill B. La notte delle zucche. Halloween: storia di una festa, p. 75; [32] Sintomatica, a proposito della scristianizzazione posta in essere (anche) attraverso la pubblicizzazione di Halloween, la pubblicazione – poi corretta attraverso la divulgazione di un allegato integrativo – del diario europeo, edito dalla Commissione Europea, nel quale inizialmente campeggiavano feste di altre religioni (Halloween compresa) ma non quelle cristiane, né Ognissanti né quella dei defunti; [33] Cfr. CCC, 2115 – 2117;[34] Martini C.M. cit in. Climati C. La notte delle streghe, «Sì alla Vita», ottobre 2003, p. 41; [35] Cfr. Bonato L. Tutti in festa. Antropologia della cerimonialità, FrancoAngeli, Milano 2006, p. 122.

Lettera di Maradona contro banche e massoneria

Lettera di Maradona contro banche e massoneria

Lettera di Maradona:

“Ciao Tiki Taka, un’espressione che va benissimo per il titolo di un programma, ma non come sistema di gioco.
E’ meglio giocare il calcio alla Maradona, con la fantasia e col cuore in campo e per la gente.
Capisco che sono cambiate tante cose da quando ero un protagonista in campo.
Il calcio è cambiato tantissimo.
Non c’è più Maradona ma nemmeno Gullit, Platini, Van Basten, Mattheus.
Ora si corre solo e basta, non c’è più una bandiera, senza sentimenti.
Solo denaro.
Cento milioni di euro spesi dal Real Madrid per Gareth Bale?
Ferlaino mi comprò per soli 14 miliardi di lire, ma lui non era povero era soltanto furbo.
Però non invidio nulla e nessuno del calcio attuale.
Ai miei tempi il pallone era vero, io giocavo di fantasia, trascinandomi dietro 10 giocatori per vincere il mondiale o lo scudetto.
A questo proposito la Roma sta giocando bene ed è prima, ma fine a maggio tutto può succedere:
ci sono tante squadre che possono lottare per lo scudetto.
Oramai nel campionato italiano, oggi contano molto il potere i soldi, ma il Napoli con altri investimenti potrebbe sorprendere le avversarie.
Però non deve sbagliare certe partite.
Venerdì a Roma sono rimasto molto deluso e stupito, ho visto un Napoli in campo con la paura, i ragazzi non hanno giocato.
E’ anche vero che sono stati sfortunati e spero che si prende presto Higuain.
E’ un grande bomber, però come argentino preferisco Tevez, perchè nello stare vicino alla gente assomiglia a me.
Mi piace anche Balotelli, è giovane e bravo, crescerà.
E non voglio fargli la predica, non faccio il maestro di nessuno, ne posso dire a nessuno di seguire oppure no i miei esempi.
Gli consiglio solo di pensare sempre con il cuore.
Di essere se stesso come lo sono io anche in questa mia battaglia di legalità.
Mi sono messo sempre contro i potenti e hanno sempre tentato di farmela pagare, ma resto dalla parte della gente e chi mi fa del male non avrà vita facile.
Nei miei confronti è scattata una gogna mediatica, cavilli assurdi relativi ad una mancata difesa su di una violazione inesistente.
Cose degne di un paese dominato dalle massonerie e dalle banche, che vive di burocrazia e falsi scoop.
In questo Paese non c’è certezza della pena eppure si stanno accanendo fiscalmente su di me, senza una prova, contro un cittadino straniero che poco capiva di tributi e non ha interessi economici in Italia,
Tanto da rimetterci solo orologi e orecchini.
Se mi fossi chiamato Esposito o Bianchi non avrei avuto questo trattamento persecutorio.
Ma io sono Maradona, dentro e fuori dal campo, da anni Equitalia si fa pubblicità col mio nome, quanto tutti hanno capito
che non ho mai rubato ne sono mai stato un evasore.
Ma non è l’unico paradosso.
Dopo oltre 20 anni ho finalmente assistito ad una partita del Napoli, solo perchè invitato dalla Roma: possibile che non sia stata mai l’occasione per portarmi al San Paolo?
E’ paradossale che per veder giocare il mio Napoli, sia costretto ad andare all’Olimpico.
La vita di Maradona è lunga, dopo tutto l’amore e le gioie che ho dato, il premio di poter tornare a far parte del Napoli sarebbe la giusta riconoscenza.
Io mi occuperò sempre di calcio e sport, se Dio vuole, anche in Italia.
Maradona è ancora lontano dall’essere bollato come un pensionato…
Un abbraccio a tutti”.

Bail-in, l’ennesimo furto delle banche

Bail-in, l’ennesimo furto delle banche


Dal 1 Gennaio 2016 entrerà in vigore in Italia il bail-in (salvataggio interno) una direttiva Europea che permetterà alle banche di prelevare denaro direttamente dalle tasche dei correntisti.

– di Luca Pioli –

Dal 1 Gennaio 2016 anche in Italia verrà applicata la BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive), la direttiva Europea del bail-in (traduzione economica: salvataggio dall’interno) che stravolgerà il mondo bancario. Questa norma porterà ad una modifica nella struttura della banca come noi la conosciamo. L’ancora esistente sistema (il bail-out) prevede il salvataggio di un’istituzione (comprese le banche) che si trovi in situazione di insolvenza. Questo salvataggio avviene tramite un’assistenza finanziaria a carico del bilancio pubblico. In poche parole: se una banca si trova in crisi sarà compito dello stato finanziare il buco di liquidità creato dalla stessa; e a rimetterci, ovviamente, sono i contribuenti. Tra il 2008 ed il 2010, gli anni in cui la crisi economica è esplosa, molti interventi di questo tipo sono stati attuati sia in USA che in Europa creando gravi scompensi nei bilanci pubblici, scompensi che hanno peggiorato ancor di più la crisi finanziaria.

Al contrario del suo predecessore il bail-in non andrà più ad intaccare i bilanci pubblici nel caso in cui vi sia situazione di insolvenza, ad esempio: nell’ipotesi in cui una banca si trovi in situazione di crisi (come la Montepaschi qualche anno fa) e l’azzeramento del capitale non fosse sufficiente a far fronte alle spese, non sarà più compito dello Stato coprire i buchi lasciati dall’istituto bensì sarà la stessa banca ad occuparsi di trovare la liquidità necessaria per sopperire ad un eventuale debito. Ed in che modo troverà il denaro necessario? Semplice, andando ad intaccare il capitale degli investitori, ma non solo. Sempre ipotizzando una banca in difficoltà economica verrà effettuato il prelievo “forzoso” in primis agli azionisti del suddetto istituto, poi ai creditori (come ad esempio i possessori di obbligazioni) ed infine ai risparmiatori, ma solamente a coloro che posseggono un conto con una cifra superiore ai 100.000€. Se però parliamo di un conto cointestato la soglia dovrà superare i 200.000€. Nel caso in cui la banca non fosse ancora riuscita a colmare i debiti sarà allora il turno del fondo di garanzia dei depositi, che contribuisce al bail-inal posto dei depositanti protetti. Quindi l’intervento statale sarà all’ultimo posto di questa “gerarchia”.

La procedura di salvataggio della banca viene seguita e gestita dalla Banca d’Italia, chiamata a risolvere la crisi. Il ruolo di Bankitalia diventa centrale, dal momento dell’indicazione del commissario chiamato a guidare la fase di crisi dell’istituto di credito, sino alla chiusura del procedimento. Alcuni definiscono questa direttiva come un furto “legale” che ha il solo scopo di favorire le banche. E’ chiaro che con il bail-in le banche saranno più propense ad eseguire manovre rischiose con la consapevolezza di avere comunque le spalle coperte dal cosiddetto “risanamento interno”. Così per le banche non esisterà più il rischio d’investimento, mica male! Questa innovazione ha già creato molteplici polemiche, ma a pensarci bene: cambierà davvero così tanto? Tralasciando il fatto che d’ora in avanti le banche avranno la sicurezza della copertura finanziaria e che grazie a questa potranno eseguire movimenti spregiudicati, analizzando la novità con gli occhi del cittadino: se prima a coprire il buco lasciato da un istituto era lo Stato, e di consequenza i contribuenti, ora a pagare saranno comunque questi ultimi, ma solo dello specifico istituto nel quale hanno deciso di versare il loro denaro. Infondo bail-in o bail-out sarà sempre compito del cittadino coprire i buffi creati da banche dedite a speculare senza ritegno per riuscire ad accumulare fino all’ultima briciola dello sporco e bastardissimo dio danaro.



Attenti ai Druidi – C. G. Trocchi

Attenti ai Druidi – C. G. Trocchi

di Cecilia Gatto Trocchi

La moda dei celti e dei druidi non demorde. AdOgnissanti ne abbiamo fatto un’indigestione a forza di presunte tradizioni ‘pagane’ e feste celtiche. Si tira fuori Samaini e si ripete senza documentazione che il Cristianesimo avrebbe trasformato questa festa in Ognissanti. In realtà la festa è stata organizzata nell’Ottocento sulla spinta della moda horror.
Samain o Samuin è il nome di un mese che corrisponde più o meno a Novembre: la festa è citata ma non descritta per la prima volta in un testo irlandese del 1100 detto prosaicamente La Mucca Grigia.
Sappiamo molto poco dei celti, che non scrivevano, né leggevano. I druidi bevevano birra mista a miele ed allucinogeni, e poi dicevano di sapersi trasformare negli animali della foresta. In realtà i celti sono stati scelti per diffondere una mitologia di cui occorre scoprire le origini.

Furono tutti riesumati nel fatidico anno 1717, lo stesso della fondazione della Massoneria. Apparve allora il primoOrdine dei Druidi, creato nella stessa taverna in cui si fondò la Grande Loggia Madre, nell’Apple Tree Pub. La moda della magia celtica cominciò a farsi strada. Da allora in poi vi fu una pioggia di finte leggende, si riesumarono miti suMago Merlino, Stonehenge, il potere magico dei calderoni e del Graal e ogni sorta di falso storico. Le sette dei druidi si diffusero e oggi godono di discreto successo. Intanto il poeta MacPherson inventava un ipotetico bardo di cui pubblicò I Canti di Ossian. Si trattò di un falso clamoroso subito smentito da letterati e filologi.

Il neo-paganesimo celtico è votato esplicitamente a combattere la tradizione greco-romana e il cristianesimo. Lo scopo finale è la restaurazione delle dottrine, del paganesimo e della stregoneria chiamata ‘l’antica religione.’ E’ l’alternativa più radicale al cattolicesimo. Attraverso tali sette, la moda dei celti sta diventando un culto. La falsa mitologia vive e si rafforza nello spazio virtuale di Internet. Vi sono centinaia di siti che propongono megaliti illuminati dalla luna, pentoloni ribollenti, druidi dalla folta barba stileAsterix, falcetti per il vischio e centinaia di modi per vedere il futuro.
Per entrare nel misterioso santuario di Stonehenge basta digitare il sito Druid’s Grove e poi evocare i poteri delle divinità celtiche e accedere al sapere segreto.
I siti propongono una mitica storia della religione celtica, magia, leggende e racconti propinati come autentici e tutte le procedure inventate su Samain…

Si insegna agli adepti che i malvagi cristiani negli ultimi secoli dell’Impero Romano distrussero deliberatamente i segreti dei druidi, privando l’umanità dei poteri magici. I segreti si mantennero nel folto delle foreste e passarono di bocca in bocca, sotto il velame delle favole con lupi parlanti, orsi bonari e fate potenti. Per fortuna oggi si può operare on line e tentare vari riti per trasformarsi in cervi (con tutte le corna) come l’antico dio Cernunnus oppure in sfrenate puledre in calore come la dea Epona. I riti vengono svelati a pagamento con musica gaelica, invocazioni a divinità dai nomi impronunziabili e purtroppo assunzioni di misture a base di droghe. Il sito Druid Fantasy vende allucinogeni di vario tipo, capaci di far volare come le antiche streghe sul gandus, il bastone magico, diventato mestamente una scopa.

Il sito Alleanza Celtica è italiano e si propone di ricostruire l’antico paganesimo e premette in modo assolutamente ermetico di “non avere nulla a che fare con le vicende negative”. A che cosa veramente si riferiscono questi druidi di Pinerolo? Forse ai sacrifici umani descritti da Giulio Cesare?

Tutti gli storici seri affermano che mentre i greci accennano ai celti (detti anche galati), la fonte più autorevole resta ilDe Bello Gallico. (Vedi: Alexander Demandt, I Celti. Bologna, il Mulino, 2003 – T. G. Powell, I Celti, Milano, il Saggiatore, 1996 – Jan Filip,I Celti. Roma, Newton & Compton, 1995).

Caio Giulio Cesare descrive usi, costumi e pratiche del popolo che romanizzò al punto di far eleggere Senatori i capi delle tribù alleate, gesto di una tale magnanimità che va attentamente considerato. Sarebbe come se il Presidente degli Stati Uniti avesse mandato alla fine del 1945, senatori giapponesi al Congresso…

Cesare riferisce che i celti avevano degli enormi manichini di vimini intrecciati che riempivano di uomini vivi. Poi appiccavano il fuoco e gli sventurati morivano tra le fiamme (De Bello Gallico, VI, 16). Per il dio Teutates si annegava la vittima in una botte di birra, mentreEsus – Marte gradiva che l’immolato fosse appeso ad un albero, ferito e lasciato dissanguare. Molto apprezzate dal dio Taranis erano le teste mozzate, disposte a cerchio sulle palizzate dei suoi templi di legno. Anche trenta vittime venivano decapitate all’occorrenza. I cari druidi vaticinavano il futuro dal modo con cui cadeva il corpo della vittima, dalle convulsioni e dagli spasmi dell’agonia, dal colare del sangue. Se devo identificarmi con qualche persona indoeuropea, preferisco le Vestali!!

L’Imperatore Tiberio che non era certo una mammoletta bensì un soldataccio cresciuto negli accampamenti militari, disgustato dal persistere dei sacrifici umani, sciolse la confraternita dei druidi. Ma la gente comune non se ne dolse, ben felice di adottare la lex romana che almeno tutelava qualche diritto. L’Imperatore Claudio concesse a tutti i galli la possibilità di seguire il cursus honorum, la carriera magistrale. Da allora essi furono tutti romanizzati e strenui difensori dell’impero. La valorosa Legio Britannica composta rigorosamente da celti, difese Roma in varie province: Traiano la immortalò nella Colonna.

Ma ad opera dell’esoterismo massonico i druidi sono di nuovo tra noi.
Tra le sette più attive oggi potete scegliere una vasta gamma di opzioni. C’è la Confraternita dei Druidi , Bardi e Ovati, la Chiesa Celtica Riformata, e gli attivissimi Missionari Celtici. C’è poi il gran druida Isaac Bonewits della Comunità neo-pagana collegato con La Voce delle Streghe e con la Wicca, la più grande associazione di neo-stregoneria, neo-paganesimo e magia celtica, gruppo che ho conosciuto da vicino. Pagando 150 sterline, fui dichiarata Veleda (druida) a tutti gli effetti, durante un cerimoniale neo-pagano ad Hampstead. Il tempietto era colmo di simboli celtici e il gran druida di turno, un panciuto reduce del movimento di contestazione del ’68, aveva in testa l’elmo con le corna e armeggiava con un falcetto d’argento. Era femminista, si abbuffava di carne di cinghiale che per lui “era considerata veicolo di immortalità”. Credeva nelle magie, metamorfosi, pietrificazioni e voli notturni sulla scopa, purché alimentati da thè verde alla marijuana. Lascio giudicare dal buon senso di ognuno.

Eppure i druidi servono, servono ad attaccare la tradizione greco-romana e cristiana, a far circolare false idee sulla magia, a proporre allucinogeni, ad allontanare dalla realtà per introdurre i giovani in un mondo di illusioni e di menzogne condivise. Vorrei che ogni persona scegliesse le sue opzioni a ragione veduta, conoscendone i significati e le origini: siate druidi, ma sappiate che cosa significa. Mi rendo conto, si parva licet, che stimolare la coscienza razionale era la velleità di Socrate, cosa che lo portò diritto alla cicuta. Ma siamo in ballo, balliamo. Non le finte danze celtiche inventate nell’800, ma il saltarello romano, erede dei sacerdoti Salii, e celebriamo le nostre feste: chi vuol esser lieto, sia! Uniquique suum.

Fonte:

Lo scandalo dei beni sequestrati alla mafia e il ruolo della Massoneria

Lo scandalo dei beni sequestrati alla mafia e il ruolo della Massoneria


Tutti sapevano come veniva gestita la Sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. Ma nessuno parlava. E il motivo è semplice: perché dietro questo grande affare c’è la Massoneria. I grandi ‘numeri’ della holding di don Ciotti, Libera: chi guadagna sulle lucrose vendite dei prodotti agricoli di questa associazione antimafia?
Sull’indegna questione che ha investito la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo vanno in scena le sceneggiate di tanti protagonisti. Il primo è un esponente del mondo politico. A recitarla è l’onorevole Claudio Fava, membro autorevole della Commissione parlamentare Antimafia.
Salvo Vitale – come riportato nella pagina Facebook di Riccardo Compagnino – riprende una dichiarazione del deputato di Sinistra Ecologia e Libertà nella quale si legge: “C’è un punto di cui nessuno ci ha mai parlato, ovvero che il marito della presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, avesse una preziosa consulenza con lo studio del commercialista che si occupa della gran parte dei beni sequestrati”.
A questa dichiarazione, Salvo Vitale, con la serenità di chi sa il fatto suo, ribatte: “A parte il fatto che Cappellano Seminara è un avvocato e non un commercialista, non è giusto, né corretto che tu faccia questa affermazione”. E, nel far trasparire che egli con quel deputato ha avuto una qualche frequentazione, continua: ”Già un anno fa, quando è esploso il problema, ti sei schierato a fianco della Bindi (presidente della Commissione Antimafia, ndr) per ‘tutelare’ l’immagine di un settore della Procura di Palermo di cui da tempo avevamo denunciato le malefatte e lo strano modo di procedere. Le denunce del Prefetto Caruso sono state pressoché ignorate e tutto è stato lasciato al suo posto. Anche quando sei venuto a farci visita ti abbiamo informato su quello che c’era sotto, hai abbassato il capo, dicendo che bisognava intervenire, ma forse eri distratto”.
claudio fava
Il parlamentare nazionale di Sel, Claudio Fava
Vitale prosegue nella sua replica affrontando un aspetto che, con tutta probabilità, è quello di maggiore rilevanza economica e sociale di questo andazzo affaristico-massonico: il fallimento di aziende, anche quelle sequestrate a gente che è risultata estranea agli affari di mafia. Questa serie di fallimenti ha concorso a determinare l’impoverimento dell’economia di Palermo e della sua provincia, che già di suo non è mai stata prosperosa. “Invece di lasciarsi prendere dalla paura di una destabilizzazione della magistratura – aggiunge Vitale – cosa peraltro ripetuta dal giudice Morosini – sarebbe stato più utile per la storia che ti porti appresso chiedere di far pulizia all’interno di essa, anche perché la fiducia dei cittadini non si conquista facendo credere che tutto è a posto, anche se tutto va male, ma intervenendo per far pulizia e mettere davvero tutto a posto, quando bisogna far pulizia in casa. Bastava guardare a Villa Teresa (Villa Santa Teresa, clinica privata confiscata all’ingegnere Michele Aiello ndr) – dove la scandalosa amministrazione del pupillo di Cappellano Seminara, Andrea Dara, che gli ha regalato un milione di euro per una consulenza, ha prodotto danni economici e gestionali incalcolabili – per renderti conto che la signora Saguto Silvana, il signor Caramma Elio, suo figlio, e il signor Caramma Lorenzo, suo marito, hanno effettuato radiografie, risonanze magnetiche, cervicale, dorsale, spalla, ginocchio senza che il loro nome risulti sulla lista dei pagamenti. Bastava chiedere alla signora Saguto una motivazione sul perché tanti incarichi nelle mani di poche persone e sul perché si sono emessi decreti di confisca quando la magistratura penale aveva escluso la provenienza mafiosa del bene. Bastava. E, invece, non si è fatto niente. E’ facile dire che non sapevamo…è difficile crederci”.
In sostanza, il deputato di Sel e vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia ha recitato la sua sceneggiata e Vitale con dovizia di particolari e di argomenti l’ha recensita a dovere. Fin qui l’arringa di Vitale. Ma c’è un’altra fonte di notizie che va tenuta in debita considerazione ed è quella di Pino Maniaci, direttore di TeleJato, la testata che per prima ha sollevato il caso. Maniaci è stato intervistato dal nostro Giulio Ambrosetti “per conoscere qualche dettaglio in più e le sue valutazioni sul caso” ed ha avuto modo di annotare alcune sue valutazioni assai interessanti. In particolare su quanto riportato in un articolo del Giornale di Sicilia che rende noti alcuni stralci delle intercettazioni telefoniche tra la dottoressa Silvana Saguto e l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, dove si fa riferimento all’impresa Calcestruzzi.
pino maniaci
Il direttore di TeleJato, Pino Maniaci
Pino Maniaci, saggiamente, precisa: “Quando si parla di Calcestruzzi a chi si fa riferimento? Ricordo che Grimaldi, il figlio di un cancelliere (del Tribunale di Palermo ndr) amministra almeno dodici aziende di calcestruzzo”. Quindi l’affondo: “La dottoressa Saguto ha tirato in ballo Libera. Addiopizzo e il presidente del Tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta. A suo dire le associazioni antimafia e antiraket segnalavano i nomi degli amministratori giudiziari. Tutto questo a me sembra incredibile”.
Ad una seconda domanda generica sulle associazioni antimafia, “parliamo un po’ di Libera e di Addiopizzo”, Pino Maniaci puntualmente fa rilevare che “sia Libera, sia Addiopizzo sono partite da zero. Oggi sono delle holding. Ciò posto, il ruolo che hanno svolto è positivo. Su Libera mi sono posto e continuo a pormi qualche domanda. Per esempio: perché i prodotti di Libera debbono costare tanto? Un pacco di pasta 5/6 euro, un vasetto di caponata 5 euro. Sono prezzi proibitivi. Sarebbe auspicabile che tali prodotti diventino accessibili a tutte le tasche. Sull’argomento ho chiesto un parere a don Ciotti. Ma non ho avuto risposte”.
Le tirate moralistiche di don Luigi Ciotti le dobbiamo considerare anch’esse sceneggiate?
“Poi c’è la questione legata ai sequestri. Mi riferisco alla proposta di legge, che il Parlamento deve ancora iniziare a discutere, sulla gestione dei beni sequestrati. Questa proposta di legge – relatore il parlamentare Davide Matello, del PD, da sempre vicino a Libera – prevede di assegnare alle associazioni antimafia, in via provvisoria, i beni e le aziende sequestrate alla mafia. A me questa proposta sembra sbagliata. Ricordiamoci che un bene sequestrato può tornare al suo legittimo proprietario, là dove non dovessero emergere problemi”. E sempre a questo proposito, che risulta essere uno dei temi più delicati del sistema delle confische, Maniaci prosegue nel ricordare come in alcune vicende che hanno visto tante imprese avere avuto riconsegnate le loro aziende dopo il sequestro, svuotate di ogni attività, al limite del fallimento. Con questa procedura “è stata distrutta buona parte dell’economia di Palermo e della sua provincia”. Ed aggiunge “sarebbe interessante ascoltare le testimonianze degli imprenditori che hanno subito queste ingiustizie”. E ricorda la vicenda dell’impresa Niceta che con tutta probabilità chiuderà i battenti: “Della vicenda Niceta abbiamo le carte. Gli amministratori giudiziari hanno licenziato circa 50 dipendenti e ne hanno assunti 24. Alcuni di questi nuovi assunti sono amici del solito giro. L’ho detto e lo ribadisco: in questa vicenda tagliare le teste lasciando il corpo non serve a nulla. A che serve mandare via Virga se poi i coadiutori, nominati dallo stesso Virga, restano?”. E continua: “Dietro la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia ci sono interessi enormi. Vi siete chiesti perché la dottoressa Saguto non è stata toccata? Ve lo dico io: perché tiene in pugno personaggi importanti”. Fin qui l’intervista a Pino Maniaci.
silvana saguto
Silvana Saguto
C’è poi un’altra sceneggiata, che sa di paradosso. Stavolta la limitiamo al massimo. La dottoressa Saguto, poverina, a causa del magro stipendio che le passa lo Stato per il suo lavoro di magistrato, si era ridotta a contrarre un debito con il supermercato – sequestrato alla mafia – dove faceva la spesa per sfamare la famiglia. Ed addirittura secondo un articolo apparso sul Giornale di Sicilia, la poverina non aveva i soldi per pagare la bolletta della luce.
Le cronache ci consegnano questo quadro, al netto delle intercettazioni telefoniche che riguardano giudizi del tutto gratuiti sui figli di Paolo Borsellino, il magistrato fatto saltare con la sua scorta in via D’Amelio nel 1992, delle quali ci intratterremo in seguito. Queste cronache ci inducono a sottolinearne alcuni aspetti.
Il primo riguarda il sistema gerarchico del Tribunale di Palermo. Se la Sezione Misure di prevenzione procede al sequestro di beni per i quali la stessa ‘macchina’ della Giustizia ha escluso la provenienza mafiosa, non c’è in quel sistema gerarchico qualcuno che faccia presente che quel sequestro è illegittimo? La ragione di questa ‘assenza’ è dovuta ad un potere occulto, che anche i ciechi e i sordi sanno fare capo alla Massoneria. Infatti, tutti gli uffici del Tribunale, specialmente Civile e in parte del Lavoro, sono largamente infiltrati dal potere massonico. Lo sanno tutti, ma nessuno parla. Nel giro è compresa larga parte dell’avvocatura. La cosa non è nuova, basta ricordare quello che è accaduto al dottor Alberto Di Pisa quando, sull’argomento, si ‘permise’ di esprimere qualche opinione. Ricordate la vicenda del “corvo”? Da allora non è cambiato nulla. Anzi! Non va trascurato il fatto che molto spesso tra la Massoneria e la mafia è esistita una intesa molto stretta. Infatti, tra sette segrete ci si intende più facilmente e si possono curare affari molto lucrosi se si opera di comune accordo.
Intanto quelle aziende, affidate alle ‘cure’ di amministratori di fiducia vengono distrutte e, talora, riconsegnate ai legittimi proprietari semi fallite e con le maestranze licenziate. Con il bel risultato di avere provocato sia un danno all’economia, sia un contributo in più alla disoccupazione.
Il secondo fa riferimento alle perplessità manifestate da Pino Maniaci a proposito di Libera, l’associazione creata dal don Luigi Ciotti per amministrare, attraverso un sistema di cooperative, i beni immobili, specialmente terreni agricoli confiscati alla mafia. Maniaci fa riferimento ai prezzi proibitivi dei prodotti agricoli di queste cooperative e di averne chiesto inutilmente le motivazioni a don Ciotti. E rileva che ormai Libera è una vera e propria holding.
A proposito di tale questione va ricordato che le cooperative agricole, promosse da Libera, che gestiscono i terreni agricoli confiscati alla mafia sono finanziate con le risorse finanziarie europei dei PON, cioè dei Piani Operativi Nazionali, sezione fondi strutturali europei per la sicurezza. In definitiva quelle cooperative hanno i costi di gestione coperti dai fondi europei e, spesso, utilizzano locali di vendita dei loro prodotti anch’essi confiscati alla mafia. Non solo. Per l’uso dei terreni agricoli non pagano nulla, ancorché in affidamento. Il capitale investito dai loro soci è di entità simbolica. In sostanza, gestiscono soltanto utili. In presenza di queste condizioni irripetibili in nessuna parte del mondo, non si capisce la ragione economica del perché i loro prodotti abbiano questi prezzi proibitivi destinati al consumatore di reddito medio alto. A chi vanno questi ragguardevoli profitti? Un’indagine su costi, ricavi e investimenti delle cooperative di Libera non sarebbe del tutto fuori luogo.
Il terzo riguarda il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). Secondo quanto riferito dalla dottoressa Silvana Saguto, l’organo di autogoverno dei magistrati ha invitato tutti coloro che sono implicati nelle vergognose vicende ricordate in precedenza a chiedere il trasferimento. Questo è un punto delicato per la credibilità della Magistratura che rischia di farla apparire una corporazione al di sopra e al di fuori della legge che vale per tutti gli altri cittadini italiani. La questione, invece, è molto semplice: la dottoressa Saguto, nell’ambito dei suoi compiti d’istituto, ha compiuto quegli atti che le vengono addebitati? Allora: se quegli atti si configurano non conformi alla deontologia professionale o, addirittura, come reati, la dottoressa Saguto e i suoi complici vanno licenziati in tronco alla stregua di qualsiasi altro lavoratore che non svolga i compiti che gli sono assegnati con la dovuta correttezza. In questo caso nella condizione del licenziamento dovrebbe figurare pure il divieto perenne ad entrare in un’aula di qualsiasi Tribunale italiano, neanche come avvocato.
Il congresso del sindacato italiano dei magistrati, ove volesse darsi un minimo di dignità, dovrebbe discutere di deontologia e di valori etici nell’esercizio della professione per dare più forza e credibilità alla funzione del magistrato.
*Riccardo Gueci è un dirigente pubblico in pensione. Cresciuto nel vecchio Pci, non ha mai dimenticato la lezione di Enrico Berlinguer. Per lui la politica non può essere vista al di fuori della morale (Berlinguer, grande leader del Pci, a proposito della gestione del potere in Italia, parlava infatti di “Questione morale”). 
Per noi Gueci commenta i fatti legati alla politica estera e all’economia. Oggi affronta il tema delle polemiche che stanno accompagnando la gestione della Sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. Tema che affronta da una paarticolare angolazione: quella economica, per l’appunto. Sottolineando il ruolo che nell’economia siciliana – spesso in modo occulto – viene svolto dalla Massoneria.   

Monologhi Molesti! Fabio Fazio e Luciana Litizzetto

Monologhi Molesti

Intro – Anticorpi.infoInaffidabili, insensibili, distratti, aridi, vigliacchi, volubili, irresoluti, violenti, assassini, ottusi, imbranati, sporchi, volgari, puerili, maniacali. Questi sono alcuni degli aggettivi che l’odierna comunicazione di massa tende ad associare al sesso maschile attraverso film, serie tv, musica, pubblicità, programmi di approfondimento e notiziari. Sembra quasi che qualcuno si sia messo in testa di persuadere il sesso femminile che non valga più la pena di instaurare alcun rapporto con il sesso opposto. L’obiettivo perseguito da tale tambureggiante campagna ‘luogocomunista’ non è difficile da intuire, alla luce delle altre campagne di ingegneria sociale oggi in corso.
L’articolo che segue può essere letto come una piccola e ironica risposta recapitata ai ‘divisori’, i seminatori di zizzania, coloro i quali ci vorrebbero tutti disuniti ed inariditi da sentimenti eterofobici.
Buona lettura

di Raffaella Frullone


Giochiamo un attimo ad invertire i ruoli. Cosa sarebbe successo se il monologo di San Valentino di Luciana Littizzetto al Festival di San Remo fosse uscito dalla bocca di Fabio Fazio e la Lucianina nazionale gli avesse fatto simpaticamente da spalla? Immaginiamo che per scaldare la platea così, en passant, Fazio la apostrofi, in tutta amicizia e con la simpatia fraterna che lega soltanto due cari amici, con un ‘cretina.’ Anzi due.

Così, non al tavolo del Bar Sport o nei camerini di Uomini e Donne ma dal palco dell’Ariston, un tocco di galanteria che neanche Sgarbi dalla D’Urso quando si infervora.

La Littizzetto parte col botto: “Prova a dire ti amo? C’è più amore negli occhi di una lucertola che nei tuoi. Si perché voi maschi, cara altra metà della mela, quella col verme… fate fatica a dire ti amo.. Lo dite solo in caso di estrema necessità. Come c’è scritto negli armadietti di vetro degli estintori… Dite dei surrogati. Dei derivati del ti amo. Che fanno danni come i derivati delle banche”.

Ecco immaginiamoci il corrispettivo maschile. Una cosa del tipo: “Le donne vogliono sentirsi dire Ti amo. Cominciano a triturarci gli zebedei con questa storia più o meno a cavallo tra il secondo e terzo appuntamento, che poi per noi non è nemmeno un appuntamento, visto che non mi ricordo nemmeno il suo cognome. Invece lei sta già stendendo la lista degli invitati al matrimonio, scegliendo la nuance delle partecipazioni e pianificando i prossimi 25-30 anni insieme. Ma ti amo ddde che? Datte ‘na calmata altrimenti abbandono il campo”. E in effetti in genere finisce così.

Poi Luciana accatta il ritornello del “Vi amiamo lo stesso…” Per chi non lo avesse sentito ecco qualche estratto: “Vi amiamo quando avvitate la caffettiera fino allo spasimo che per aprirla dobbiamo chiamare i pompieri, e non chiudete i barattoli, appoggiate solo il coperchio sopra cosi appena lo prendi sbadabam cade tutto. Vi amiamo quando sparecchiate la tavola con la tecnica del discobolo, mettendo in frigo la pentola della minestra che poggia su due mandarini. Vi amiamo quando a Natale scavate il panettone con le dita, quando per farvi un caffè sporcate la cucina che neanche 10 Benedette Parodi…, e pure quando per farvi la doccia allagate il bagno e lasciate la malloppa di peli nello scarico, che sembra di stare insieme a un setter irlandese! Vi amiamo quando diciamo voglio un figlio da te e voi rispondete “Magari un cane” e noi vorremmo abbandonare voi in autostrada non il cane. Vi amiamo quando andate a lavare la macchina e ci chiudete dentro coi finestrini aperti, vi amiamo quando fate quelle battute tipo prima di fidanzarti guarda la madre, perché la figlia diventerà cosi, Voi no. Voi spesso siete pirla fin da subito. Vi amiamo quando mettete nella lavastoviglie i coltelli di punta, che quando noi la svuotiamo ci scarnifichiamo, e quando invece di sostituire il rotolo finito della carta igienica usate il tubetto di cartone grigio come cannocchiale. Vi amiamo perché amiamo l’amore che è un apostrofo rosa tra le parole: E’ irrecuperabile …ma quasi quasi me lo tengo”.

Proviamo a immaginarla al maschile:
“Vi amiamo lo stesso. Anche quando cercate di cambiare i canali della televisione usando il joystick della plyastation e non sapete la differenza tra hardware e software. Vi amiamo anche quando ci telefonate con una precisione svizzera mentre siamo in riunione dicendo che la macchina si è fermata inspiegabilmente quando spesso la spiegazione sta nella spia gialla accesa, sì, proprio quella a forma di pompa di benzina. Vi amiamo anche quando esclamate entusiaste: “Stasera ho invitato mia mamma e le mie sorelle coi bambini” incuranti del fatto che stasera ci sarebbe la Champions. Vi amiamo quando ci chiedete di attaccare le mensole nuove del bagno pretendendo che nessun granello di polvere si depositi nemmeno temporaneamente sul pavimento. Vi amiamo anche quando ci chiedete “Amore sto bene vestita così?” e nessuna risposta è mai giusta o quando dite voglio un figlio e c’è solo una risposta giusta (e non implica il cane). Vi amiamo quando parlate fino allo sfinimento raccontandoci la vita privata del figlio del vicino di casa della collega dell’ufficio di fianco e ci guardate indignate quando non ci ricordiamo che il prologo di questo avvincente romanzo ce lo avete raccontato circa 7-8 mesi fa mentre leggevamo il giornale una domenica mattina. Vi amiamo anche se durante la guida ci chiedete “sei stanco, vuoi fermarti?”, e noi rispondiamo “No”, voi vi offendete perché non consideriamo che volevate fermarvi voi. Vi amiamo anche quando scatta l’allarme rosso: ovvero improvvisamente tacete, e se chiediamo “Cosa succede?” rispondente “Niente” e quel niente è il preludio di un uragano che Katrina al confronto è una brezza estiva. Vi amiamo perché l’amore è un apostrofo tra le parole: ma chi me l’ha fatto fare?… Ma ormai è fatta.

In realtà non so se il monologo sarebbe potuto arrivare a questo punto. Certamente non arriverebbe alla fine perché fuori dall’Ariston starebbero cominciando ad arrivare orde di donne indignate sul piede di guerra. Dalle Se non ora quando in divisa d’ordinanza della (Collezione Bindi, t shirt: “Presidente, non sono una donna a sua disposizione”),alle Femen in assetto da battaglia, e dunque senza reggiseno, fino al Popolo Viola, rigorosamente verde di rabbia. Le trasmissioni sarebbero interrotte dal Garante Rai per le Pari opportunità – gender equity e women empowerment, il Tribunale dell’Aja manderebbe i suoi commissari straordinari a invalidare il Festival e dichiararlo illegale. Fazio si ritroverebbe in carcere preventivo per istigazione alla discriminazione e la Littizzetto al Quirinale per giunta titolata di Nobel per la pace.

Lucianina chiude così:
“E poi vorremmo un San Valentino dove nessun uomo per farci i complimenti dicesse che siamo donne con le palle. Noi non vogliamo essere donne con le palle, c’abbiamo le tette, bastano e avanzano, tra l’altro sono sferiche anche quelle. Vogliamo solo rispetto.”

Non so se chiedere rispetto agli uomini dopo averli dipinti come una specie sottosviluppata funzioni. E’ un po’ come quando Corona chiede rispetto ai fotografi dopo avergli fatto un occhio nero. Poi in genere gli uomini per farci i complimenti non ci dicono che siamo donne con le palle. A volte si azzardano a dire che le rompiamo, ma non so se sia esattamente un complimento. Di certo nessuno lo ha detto alla Littizzetto, nemmeno gli uomini. Hanno tutti incassato sorridendo, forse perché non sono inadeguati come li ha dipinti, e al contrario di Lucianina sanno essere dei gran signori e non ci martellano con le nostre mancanze.

Articolo pubblicato sul sito Costanza Miriano
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Paul Craig Roberts: “La Cia potrebbe assassinare Putin”

Paul Craig Roberts: “La Cia potrebbe assassinare Putin”

«Penso che Putin rischi un attentato da parte della Cia o di qualche altro gruppo di balordi, mentre qui da noi continueranno a perseguitare chi rivela informazioni o a spingersi oltre dichiarando illegale chi critica il governo».VIDEO


by: Antonio Merolla


La prof obbligava gli alunni della scuola media a rinnegare Dio

La prof obbligava gli alunni della scuola media a rinnegare Dio

Jordan Wooley, una studentessa del West Memorial Junior High School nel distretto di Katy, in Texas sta diventando una specie di eroina e di paladina per il diritto a credere nella propria religione. Oggi la ragazzina di soli 12 anni si è presentata davanti al consiglio di istituto per raccontare la propria versione dei fatti e lo ha fatto senza alcun timore. Ecco le sue parole: “Oggi a scuola mi è stato assegnato un compito che metteva in discussione la mia fede, dicendo che Dio non è reale. Ci hanno chiesto di fare un sondaggio per dire se Dio è un fatto, un’opinione o un mito. L’insegnante ha detto che la risposta giusta è ‘un mito’”.

La professoressa di fronte alle obiezioni di altri alunni avrebbe detto categoricamente che si sbagliavano e che la sola risposta giusta era “mito”. Inoltre la donna avrebbe anche minacciato di punire con cattivi voti chi avesse osato sostenere altre tesi sull’esistenza o meno di Dio. Un atteggiamento estremista e integralista che ha scioccato non solo gli alunni della scuola media, ma anche i loro genitori e la comunità intera. Ora che la vicenda è diventata di dominio mondiale poi si è aperto anche un dibattito molto acceso in rete dove l’atteggiamento della prof ha ricevuto critiche e censure un po’ da tutti.


Fonte: Diretta News

Il saccheggio come “diritto internazionale”

Il saccheggio come “diritto internazionale”

Lucide le parole di Karl Polanyi in “la Grande Trasformazione”: “La separazione dei poteri, inventata nel 1784 da Montesquieu, era utilizzata per separare il popolo dal potere su tutta la sua vita economica. La Costituzione statunitense, creata in un ambiente di agricoltori-artigiani da una classe dirigente cosciente di ciò che succedeva sulla scena industriale inglese, isola totalmente la sfera economica della Costituzione, ponendo così la proprietà privata sotto la più grande protezione concepibile e crea l’unica società di mercato del mondo che è stata concepita legalmente. Nonostante il suffragio universale, i votanti statunitensi saranno impotenti (di fronte) ai possessori”.

Un aspetto importante e poco analizzato di cosa significano trattati come il TPP e il TTIP (USA-UE) è che stanno creando un “diritto internazionale” che in realtà è basato sulle leggi e la giurisprudenza degli USA (perché nessun Trattato o Accordo con questo paese può contraddire le leggi o il Congresso USA). Ciò significa che tutti i Trattati firmati da questo paese istituzionalizzano de jure l’applicazione extraterritoriale delle leggi USA.
La liberalizzazione commerciale (OMC e Trattati di libero commercio) potenzia questa operazione su scala mondiale.

I “tribunali di arbitraggio”, da parte loro, finiscono per consolidare questa struttura istituzionale, perché alle loro decisioni non si può, nella pratica, fare appello attraverso meccanismi legali che siano al di fuori dei trattati. Nessuna decisione di questi tribunali può essere modificata perché essi sono al di fuori della portata dei parlamenti o del potere giudiziario di ogni paese.

Questo “diritto internazionale” ha permesso di estendere e approfondire il diritto di proprietà delle grandi multinazionali, e naturalmente anche i mezzi per fare e difendere questo diritto. Salvo un rifiuto del Trattato, con tutto ciò che implica in materia di rappresaglie commerciali, politiche, diplomatiche ed eventualmente dell’enorme ventaglio di forme di destabilizzazione messe in pratica, i paesi firmatari sono condannati ad applicare i suoi termini, il che implica che devono cambiare le leggi nazionali per renderle compatibili con le regole del Trattato e, di conseguenza, copiare le leggi statunitensi sul diritto di proprietà.

E’ attraverso questo “diritto internazionale” che è stata ampliata la “protezione al diritto di proprietà” dei potenti sull’area degli investimenti diretti (comprese le compensazioni se questi venissero impediti) e sulle operazioni finanziarie (obbligazioni di rimborso dei debiti sovrani non pagabili, ad esempio).
In particolare, ed essendo questo “diritto internazionale” diretto a rendere possibile un’estrazione delle rendite dai paesi sottomessi alla potenza dominante, si sottolinea l’importanza che acquista la protezione totale del diritto della proprietà intellettuale, esteso nel tempo e ampliato già all’area della conoscenza pura (es. un algoritmo) e fino al patrimonio genetico, tra molti altri ambiti.

In questi trattati non si esclude, ma lo si assume, il principio della protezione della proprietà privata sulle risorse naturali che, come l’acqua dolce, già stano diventando una merce.
Seguendo questa scia si occupa, si espropria e si sviluppa tutto un ventaglio di interventi contro le possibilità di sovranità dei paesi e soprattutto delle popolazioni.

Così, ad esempio, in Grecia il primo prestito e il suo conseguente Memorandum presuppose la rinuncia firmata alla sovranità del paese elleno. Il Diritto secondo il quale furono redatti gli accordi relativi al debito fu quello della Gran Bretagna. Non si preoccuparono neanche di dissimularlo, visto che furono redatti in inglese. Il Parlamento greco dovette approvarli senza un dibattito preventivo, anche in inglese. La giurisdizione esclusiva per l’applicazione degli accordi ricade sui tribunali del Granducato di Lussemburgo. I rappresentanti della Troika hanno un ufficio nei nuovi ministeri, per assicurarsi che nessuna decisione politica nel paese venga presa senza l’autorizzazione preventiva dei creditori. Le aziende straniere, soprattutto tedesche, si appropriano dell’insieme del paese: porti, aeroporti, telecomunicazioni, elettricità, treni, poste … tutto è in vendita. Tutto viene comprato. Vi sono territori dello Stato che sono stati dichiarati Zone Economiche Speciali, suscettibili – chi lo sa – di essere smembrate dal resto.

Fino a non molto tempo fa, se una potenza straniera voleva la ricchezza di un altro paese, doveva invaderlo militarmente. Oggi non ce n’è più bisogno. Il capitalismo di rapina finanziario e la complicità delle élites locali (che, questo sì, si dicono “nazionaliste” e alcune persino “di sinistra”) sono sufficienti.

Il “diritto internazionale” a immagine statunitense serve anche per frenare qualsiasi intervento sociale a favore delle grandi maggioranze. In Spagna lo stiamo vedendo: il Governo sta utilizzando il tribunale Costituzionale per rendere illegali i processi sovrani. Oltretutto, recentemente, questo tribunale ha paralizzato delle misure del Parlamento catalano contro la povertà energetica e gli abusi ipotecari.

In Argentina, la camera del Contenzioso Amministrativo di Tucumàn ha cercato di invalidare alcune elezioni in cui i poveri “si erano sbagliati” votando chi non dovevano, il Fronte per la Vittoria. In Honduras i tribunali hanno completato la farsa per disfarsi del presidente eletto Zelaya. In Brasile la grande destra da tempo cerca di intraprendere un processo politico al fine di destituire la capa dello Stato.

Gli esempi sarebbero innumerevoli. L’attuale capitalismo degenerativo ha bisogno un potere giudiziario che sia al di fuori dell’influenza e della scelta diretta dei cittadini, per blindare quanto possibile la forma neoliberista di accumulazione attraverso il saccheggio.
Lungi dall’essere strumento contro la corruzione del potere esecutivo, questo potere si trasforma troppo spesso in ariete delle classi dominanti contro quello legislativo, quando questo tenta dei cambiamenti che possano danneggiare la struttura di questo saccheggio. E, naturalmente, è un muro imponente contro le lotte e le trasformazioni sociali.
In definitiva una via per rendere la politica qualcosa di non operante.

Qualsiasi Diritto nazionale, finché è subordinato a questo “diritto internazionale” di saccheggio, non potrà – col tempo – che essere altro che suo complice.

Sull’Europa è sul punto di cadere il TTIP per corroborarlo e dissolvere ancor più le possibilità di democrazia.

Data dell’articolo originale: 18/10/2015

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