28 novembre 2015

Damasco: Russia e Siria hanno iniziato conto alla rovescia per distruzione terroristi

Damasco: Russia e Siria hanno iniziato conto alla rovescia per distruzione terroristi

LA COOPERAZIONE MILITARE TRA MOSCA E DAMASCO HA AVVIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA PER LA DISTRUZIONE DEI TERRORISTI PRESENTI IN SIRIA, HA DICHIARATO IL MINISTRO DEGLI ESTERI SIRIANO WALID MUALLEM.

“Posso confermare che grazie alla cooperazione militare tra la Russia e la Siria è già iniziato il conto alla rovescia per la distruzione dei terroristi nel nostro Paese”, — ha detto Muallem durante l’incontro con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

Ha inoltre osservato che con l’appoggio dell’Aviazione russa l’esercito siriano è riuscito a fare compiere significativi progressi nella lotta contro i terroristi dello “Stato Islamico”.


“Posso confermare che grazie all’aiuto e agli sforzi dei raid dell’Aviazione russa l’esercito siriano è riuscito a compiere significativi progressi in molti fronti della guerra contro ISIS,” — ha affermato il ministro degli Esteri siriano durantei i colloqui a Mosca con Lavrov.

“In poco tempo le forze aeree russe sono riuscite ad ottenere centinaia di volte di più rispetto a quanto fatto dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti, che in 1 anno di raid ha ottenuto solo l’espansione di ISIS nel nostro Paese”, — ha sottolineato Muallem.

Fonte: sputniknews

27 novembre 2015

Siria, Turchia abbatte caccia russo: tre giorni prima Mosca aveva bombardato il petrolio di Isis. Con cui “Ankara fa affari”

Siria, Turchia abbatte caccia russo: tre giorni prima Mosca aveva bombardato il petrolio di Isis. Con cui “Ankara fa affari”
Il 20 novembre il Cremlino ha comunicato di aver distrutto raffinerie nella principale zona di produzione dello Stato Islamico, Deir Ezzor. Un colpo per chi fa affari con i jihadisti: secondo Gürsel Tekin, vicepresidente del principale partito d’opposizione (il Chp), tra questi ci sarebbe anche l’azienda di trasporti Bmz Ltd., che appartiene a Bilal Erdogan, figlio del presidente. In ogni caso, secondo molti analisti, “la porta principale di questo mercato nero è la Turchia”.

L’abbattimento del jet russo nei cieli di Latakia da parte dellaTurchia giunge dopo un fatto cui è stato dato poco rilievo dai media occidentali. Il durissimo colpo inferto negli ultimi giorni dalla Russia al business petrolifero dell’Isis. Il 20 novembre il ministro della Difesa russo, generale Sergey Shoygu ha comunicato a Vladimir Putin che i massicci bombardamentiaero-navali russi dei quattro giorni precedenti avevano distrutto non solo centinaia di autocisterne del Califfato piene di petrolio, ma anche una quindicina di depositi di stoccaggio e diraffinerie nella principale zona di produzione petrolifera dell’Isis,Deir Ezzor, “privando così i terroristi di 1,5 milioni di dollari di incassi quotidiani”. Altri impianti petroliferi e altre centinaia di autobotti sono stati colpiti anche nei giorni successivi.

Uno shock senza precedenti per le finanze dello Stato Islamico, ma anche per quelle dei trafficanti che con questo commercio illegale stanno guadagnando enormi somme di denaro. Tra queste, stando alle dichiarazioni di Gürsel Tekin vicepresidente del principale partito d’opposizione turco (il Chp), ci sarebbe anche la compagnia turca di trasporti marittimi Bmz Ltd., che caricherebbe il petrolio dell’Isis sulle sue navi cisterna al porto di Ceyan e le trasporterebbe in Giappone. Proprietario della compagnia è Bilal Erdogan, figlio del presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

A prescindere dal presunto coinvolgimento diretto della famiglia di Erdogan, è un dato assodato che – come spiegavano l’anno scorso diversi esperti al New York Times – “la porta principale di questomercato nero è la Turchia” (Luay al-Khatteeb,Brookings Doha Center), e “le autorità turche chiudono un occhio perché molti, anche nel governo, traggono beneficio da questo traffico” (James Phillips, Heritage Foundation).

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“Lo sforzo di sconfiggere lo Stato Islamico è messo a rischio dal fatto di avere uno dei principali alleati della Nato che non non vuole o non è in grado di tagliare il flusso di fondi, combattenti e sostegno all’Isis”, spiegava sempre al New York Times Juan Zarate, del Center for Strategic and International Studies. Oltre a non aver mai contrastato il flusso di petrolio in uscita dal confine siriano, infatti, la Turchia non ha mai ostacolato il libero ingresso in Siria di armi e combattenti.

Emblematica la vicenda dei camion carichi di armi scortati da agenti del Mit (i servizi segreti turchi) fermati dalla polizia al confine nel gennaio 2014, ma lasciati proseguire in seguito all’intervento del governo. I poliziotti coinvolti nell’ispezione sono poi stati accusati di spionaggio e sovversione. La magistratura locale ha poi confermato il traffico di armi verso l’Isis gestito dal Mit, armi provenienti dall’Arabia Saudita.

Riportando la testimonianza di un ex membro dello Stato Islamico e del portavoce delle forze curdo-siriane dell’Ypg,anche il settimanale Newsweek ha parlato della stretta cooperazione tra Isis e forze armate turche e di come il Califfato consideri la Turchia una sua alleata. “I comandanti dell’Isis ci dicevano di non temere nulla quando andavamo in Turchia perché con i turchi c’è piena cooperazione”, spiega l’ex combattente. “La Turchia dà armi, munizioni e libero transito ai terroristi dell’Isis”, aggiunge l’esponente curdo.

Lo studio “Isis-Turkey Links” realizzato dalla Columbia Universitydi New York e coordinato da David Phillips, ex consigliere del Dipartimento di Stato, riporta una lunga lista di autorevoli fonti documentali e giornalistiche riguardanti il sostegno militare, logistico, finanziario e perfino medico che il governo di Ankara, mambo della Nato, fornirebbe allo Stato Islamico. Un Paese, la Turchia, che al di là delle dichiarazioni anti-terrorismo ha condotto contro l’Isis solo una manciata di azioni dimostrative lo scorso luglio, per poi concentrare tutti i suoi sforzi militari contro i curdi impegnati a combattere il Califfato. E che ora prende di mira i russi.

Scontro Putin – Erdogan: 50 imprenditori turchi arrestati in Russia

Scontro Putin – Erdogan: 50 imprenditori turchi arrestati in Russia

Mosca, 27 nov – Dopo l’abbattimento del caccia, la tensione fra Russia e Turchia è arrivata al livello di guardia. Putin ed Erdogan giocano a scacchi – legasi guerra (per ora) simulata – e l’ultima mossa russa è stata quella di arrestare cinquanta imprenditori turchi aKrasnodar, nella Russia meridionale.

A riportare la notizia è l’emittente Cnn Türk, secondo la quale gli imprenditori turchi sarebbero stati fermati mercoledì scorso con l’accusa di aver mentito sul motivo del loro ingresso in Russia. Gli stessi infatti avrebbero dichiarato, al momento di entrare nel paese, di essere lì per turismo, mentre erano diretti ad una fiera agricola. Oggi sarebbero comparsi davanti al giudice, che li avrebbe condannati a dieci giorni di detenzione e al pagamento di una multa di 4 mila rubli (poco meno di 60 euro).

Scaramucce fra Stati che si guardano torvo, ma che si sommano alle forti dichiarazioni degli ultimi giorni e all’invito, fatto da Putin ai propri connazionali, di lasciare al più presto la Turchia.La Russia ha iniziato a muoversi anche sul piano economico, ponendo le basi di un embargo informalecontro i prodotti di Ankara (si veda quanto dichiarato dal Ministero dell’agricoltura russo, il quale ha anticipato il rafforzamento dei controlli sulle importazioni di alimenti dalla Turchia).

Le manovre difensive russe vengono giustificate, dal governo di Putin, sulla base del “rischio terrorismo” che graverebbe sulla Turchia e che sarebbe comprovato dall’abbattimento del caccia Sukoi-24 impegnato nelle operazioni in Siria. Putin ha ben chiari i fronti in campo: da un lato il terrorismo, dall’altro chi il terrorismo combatte. E la Turchia, secondo Mosca, ha scelto il primo fronte.

Ettore Maltempo

Ankara, processo al giornalista che svelò i camion di armi turche diretti ai jihadisti in Siria

Ankara, processo al giornalista che svelò i camion di armi turche diretti ai jihadisti in Siria

Can Dündar, direttore di Cumhuriyet, il giornale che a maggio ha pubblicato con uno scoop internazionale le foto e il video esclusivo delle armi inviate dalla Turchia alle milizie islamiste in guerra contro Assad in Siria, ha cominciato oggi il suo processo ad Ankara. Accusato di spionaggio e terrorismo, rischia una pena che va dai 10 anni all’ergastolo.

«PAGHERÀ A CARO PREZZO». Il procuratore Irfan Fidan ha chiesto che Dündar, insieme a un collega, venga arrestato durante il processo e ora la corte dovrà decidere. Il processo è particolare anche perché non è lo Stato ad aver denunciato il giornalista, ma il presidente Recep Tayyip Erdogan in persona, chiedendo per lui l’ergastolo più 42 anni di carcere. A giugno il presidente turco disse: «Chi ha pubblicato il video pagherà a caro prezzo questa decisione».

ARMI AI TERRORISTI. Le foto e i video mostrano membri dell’intelligence turca (Mit) caricare di armi un camion da inviare in Siria. Come riportato in esclusiva a Reuters da due pubblici ministeri turchi, attualmente sotto processo per le loro rivelazioni, quattro camion pieni di parti di missili, munizioni e mortai semi-assemblati sono partiti tra il 2013 e il 2014 dalla Turchia e sono stati scortati da membri dell’intelligence di Stato in territorio siriano controllato anche da milizie di Al-Qaeda. Uno dei quattro camion, come affermato da testimoni, è stato intercettato dalla polizia ma gli altri tre no, visto che quando gli ufficiali li hanno raggiunti sono stati minacciati da membri del Mit che hanno intimato loro di andarsene.

SOTTO LE MEDICINE. I camion, per la precisione, trasportavano sei container di acciaio con all’interno un totale di 1.000 parti di missili, 50 mila munizioni per mitragliatrici, 1.000 mortai e 30 mila munizioni per mitragliatrici pesanti. Il tutto era nascosto sotto strati di medicine. A riguardo del processo, il presidente della Suprema corte di appello, İsmail Rüştü Cirit, ha dichiarato: «I tempi che stiamo attraversando sono eccezionali. Noi facciamo del nostro meglio per tirare fuori il paese dai guai in cui si è cacciato».



«DIFENDIAMO IL GIORNALISMO». Dopo aver ottenuto il permesso di parlare, il direttore Dündar ha dichiarato davanti alla Corte: «Siamo qui per difendere il giornalismo, per difendere il diritto dell’opinione pubblica di conoscere le notizie e sapere se il governo le propina menzogne. All’inizio il governo ha risposto dicendo: “Non esiste niente di tutto ciò. Erano solo aiuti [umanitari]”. Poi si è scoperto che erano armi. Allora hanno detto che erano dirette ai Turcomanni. Poi il vice primo ministro, Tuğrul Türkeş, ha detto: “Giuro su Dio che i camion non erano diretti ai Turcomanni”. Poi i Turcomanni hanno detto di non aver mai ricevuto armi. (…) Io non so perché il presidente è l’unico ad essere ricorso [contro di noi]. Questo segreto è un segreto che appartiene allo Stato, non a Erdogan personalmente».

FAVORIRE IL TERRORISMO. Il processo è sensibilissimo in un momento in cui la Russia, e non solo, sta accusando esplicitamente la Turchia di aiutare i terroristi islamici in Siria. Ankara, del resto, ha sempre fatto di tutto per favorire le milizie jihadiste che combattono contro Assad, consentendo a centinaia di combattenti stranieri di unirsi alle fila dei ribelli e dello Stato islamico passando attraverso i suoi porosi confini. La Turchia a giugno ha anche cominciato ad appoggiare attivamente un gruppo di terroristi in Siria, insieme a Qatar e Arabia Saudita. La milizia Jaish Al-Fatah, Esercito di conquista, comprende anche gruppi di Al-Nusra ed è operativa nel nord della Siria.


Foto Ansa/Ap

Fonte: Tempi

Sono vere le parole pesanti di monsignor Negri sul Papa?

Sono vere le parole pesanti di monsignor Negri sul Papa?

- di Lucandrea Massaro

E’ uscito ieri sul Fatto quotidiano un articolo che sta facendo discutere moltissimo date le dichiarazioni attribuite a monsignor Luigi Negri, vescovo di Ferrara, in esso contenute.

L’articolo, a firma di Loris Mazzetti (dirigente Rai, ndr), si basa su quanto riportato di stralci di conversazione al telefono e col proprio segretario dallo stesso monsignore durante un suo viaggio in treno, da alcuni altri passeggeri presenti nella carrozza di prima classe.

Le dichiarazioni sono molto pesanti:

“Speriamo che con Bergoglio la Madonna faccia il miracolo come aveva fatto con l’altro”, non è chiaro a cosa si riferisse se, nell’ipotesi più magnanima alle dimissioni di Benedetto XVI, o in quella più ‘cruda‘ al pontificato lampo di Giovanni Paolo I.

Il pezzo prosegue:

Il motivo della sua contestazione: le recenti nomine di Papa Francesco a Bologna e Palermo, diocesi per anni in mano a Cl, dei vescovi Matteo Zuppi e Corrado Lorefice, due preti di strada. Monsignor Negri, il 28 ottobre, sul Frecciarossa partito da Roma-Termini (testimoni oculari hanno riferito l’accaduto), ha dato libero sfogo ai suoi pensieri a voce alta, come pare sia sua abitudine, incurante dei pochi presenti nella carrozza di prima classe, con il suo segretario, un giovane pretino dal look della curia che conta, doppio telefonino, pronto a filtrare le telefonate dell’arcivescovo. “Dopo le nomine di Bologna e Palermo – sbotta – posso diventare Papa anch’io. È uno scandalo. Incredibile, sono senza parole. Non ho mai visto nulla di simile”. L’alto prelato, lasciando sbigottiti i testimoni, non si rassegna deve parlare con qualcuno, chiede al segretario di chiamare al telefono un amico di vecchia data, anche lui di Cl, Renato Farina, noto come “agente Betulla”, rincarando la dose. Non ancora soddisfatto, continua con il giovane prete: “Sono nomine avvenute nel più assoluto disprezzo di tutte le regole, con un metodo che non rispetta niente e nessuno. La nomina a Bologna è incredibile. A Caffarra (il vescovo uscente per limiti d’età, Ndr) ho promesso che farò vedere i sorci verdi a quello lì (Zuppi): a ogni incontro non gliene farò passare una. L’altra nomina, quella di Palermo, è ancora più grave. Questo (Lorefice) ha scritto un libro sui poveri – che ne sa lui dei poveri – e su Lercaro e Dossetti, suoi modelli, due che hanno distrutto la chiesa italiana” (Il Fatto quotidiano, 25 novembre).


Renato Farina che in un comunicato ha deciso di querelare l’autore del servizio e il Fatto

“In relazione all’articolo di oggi scritto dal dirigente della Rai, Loris Mazzetti, per ‘Il Fatto quotidiano’, dove figuro come parte muta di quella che tecnicamente si chiama ‘intercettazione ambientale’, ho dato mandato ai miei legali di querelare in sede penale l’autore e il direttore responsabile”.

Farina prosegue sostenendo non solo che il Vescovo non abbia detto nulla del genere, ma soprattutto che lui non è mai stato un agente dei servizi come dichiarato dal Generale Pollari (Next, 25 novembre)

Tuttavia, ben più importante è il comunicato del diretto interessato:

Sento quindi il dovere di coscienza di rinnovare, davanti a voi che siete il mio popolo, la certezza della mia fede in Cristo e della mia totale obbedienza al Papa.
Anche sollecitato dalle recenti gravi affermazioni attribuitemi sulla stampa, ho chiesto al Santo Padre di potere avere un incontro filiale con lui, in cui poter aprire il mio cuore di pastore al suo cuore di Padre universale perché – nell’incremento della comunione reciproca e rimettendomi al suo consiglio, che per me è l’unico legittimo – possa camminare spedito verso il compimento della fede.
L’incontro che spero che il Santo Padre vorrà concedermi, lo considero come il gesto di inizio del pellegrinaggio della nostra Chiesa particolare a Pietro, nell’anno straordinario della Misericordia.
Se a causa di quanto è accaduto, si fosse determinato uno scandalo, soprattutto nei più deboli, ne chiederemo perdono tutti.

Nel contesto anche Comunione e Liberazione, di cui il vescovo fa parte,

«Tali affermazioni – si legge in una nota – così grossolane nella forma e inaccettabili nel contenuto che sembra impossibile provengano da un arcivescovo, sono totalmente contrarie ai sentimenti di Cl nei confronti di papa Francesco e degli arcivescovo di Bologna e Palermo» (Avvenire, 25 novembre).

Fonte: aleteia.org

“Cari politici, vi boicotto: se mio fratello è morto al Bataclan è anche colpa vostra”

“Cari politici, vi boicotto: se mio fratello è morto al Bataclan è anche colpa vostra”

Parigi, 26 nov – Emmanuelle non ci sta. In giornate in cui tutti sono “Paris”, in cui tutti sono “Bataclan”, lei si tira fuori. E pensare che nel suo caso il cordoglio per le stragi del 13 novembre sarebbe molto più che semplice conformismo da social network.

Suo fratello, François-Xavier Prévost, quella sera era proprio al Bataclan. E non ce l’ha fatta. Ora che sulla Francia è calata la notte della commozione in cui tutte le vacche sono blu-bianche-rosse, Emmanuelle Prévost dice basta: “Grazie signor presidente, signori politici, ma le vostre mani tese, il vostro omaggio, non li vogliamo e anzi vi consideriamo come parte responsabile di ciò che ci è accaduto! È prima che bisognava agire”, scrive la donna in un appello diffuso su Facebook.

Alle cerimonie ufficiali, quindi, la famiglia Prévost non prenderà parte e anzi invita apertamente al boicottaggio. Dopo gli attentati di Charlie Hebdo, spiega ancora la donna, “niente è stato fatto. Se dei testi di legge sono stati votati, alcun decreto di concreta applicazione è stato ancora pubblicato. Dieci mesi dopo, gli stessi uomini sono in grado di ricominciare”.

La donna si meraviglia anche del fatto che “in Francia è possibile essere legati con una rete terroristica, viaggiare in Siria e tornare, liberamente”, oppure del fatto che delle persone classificate dallo Stato come sospette “circolano liberamente, prendono qualsiasi mezzo di locomozione (penso all’attentato sul Tgv dello scorso 21 agosto), affittano delle auto (le macchine utilizzate il 13 novembre erano state semplicemente affittate), lavorano al nostro fianco (faccio allusione a uno degli impiegati nel trasporto pubblico)”.

Emmanuelle Prévost è indignata anche “perché in Francia 89 moschee sono classificate come radicali, il che significa che esse fanno appello all’odio. Perché si sono dovuti attendere gli avvenimenti tragici del 13 novembre affinché si ponesse la questione del loro scioglimento”.

Roberto Derta

Nella foto: François-Xavier Prévost, ucciso al Bataclan

Gladio dietro gli attentati dell’ISIS in Europa?

Gladio dietro gli attentati dell’ISIS in Europa?
Gladio è tornata in Europa. Il fine è dare all’Unione Europea un maggior controllo politico e sociale sulle popolazioni del continente. E per raggiungere l’obiettivo Gladio è capace di tutto. Anche di organizzare attentati come quello di Parigi: ecco le prove raccolte da Andrea Cinquegrani, Direttore de La Voce delle Voci.
Non pochi, nei servizi di intelligence, si chiedono: “Perché la connection terroristica ora porta in Belgio? Per via del quartier generale della Nato a Bruxelles? Per quei vecchi trascorsi della base terroristica che tra gli anni ’70 e gli ’80 portavano all’Hyperion?”. Cerchiamo di decodificare, partendo da un fresco saggio – 14 settembre 2015 – firmato da Wayne Madsen dal significativo titolo: “Gladio è tornata in Europa?”. Eccone alcuni passaggi “caldi”.

“La recente sparatoria al Consolato americano di Istanbul da parte di due donne, secondo il governo turco membri di un gruppo terroristico di estrema sinistra, così come l’incidente sospetto sul treno ad alta velocità Thalys diretto a Parigi da Amsterdam, indicano come le operazioni false flag condotte dalla rete stay-behind della CIA dell’epoca della guerra fredda, conosciuta come Gladio, siano di nuovo pienamente operative”.

Analizza, più in dettaglio, Madsen. “Il marocchino Ayoub El Khazzani è accusato di essere salito a Bruxelles sul treno diretto a Parigi con l’intenzione di sterminare i passeggeri. Si ritiene che El Khazzani, al pari degli altri numerosi presunti terroristi in Francia, abbia molto viaggiato all’estero prima di compiere l’atto terroristico. (…) Durante il mese di giugno di quest’anno, si ritiene che El Khazzani stesse combattendo al fianco dei guerriglieri dello Stato islamico in Siria, per poi spostarsi ad Antiochia, in Turchia, e a Tirana, in Albania. La sua storia è quasi uguale a quella di Nahidi Nemmouche, il franco-algerino ritenuto responsabile per l’attacco al Museo ebraico di Bruxelles. Precedentemente all’attacco di Bruxelles, Nemmouche avrebbe combattuto con le forze dello Stato islamico in Siria ed avrebbe trascorso del tempo in Inghilterra. (…) Dopo essere stato arrestato dalla polizia francese, ha dichiarato di aver trovato le armi in una macchina parcheggiata a Bruxelles e di averle rubate per poi venderle sul mercato nero a Marsiglia. (…) Anche Mohamed Merah, il franco-algerino che nel 2012 ha ucciso 7 persone nella regione di Tolosa, e Said e Cherif Kouachi, i fratelli franco algerini che hanno attaccato gli uffici di ‘Charlie Hebdo’ a gennaio, erano l’oggetto di ‘Fiches S’ e altri dossier delle forze dell’ordine raccolti dalle autorità francesi. Anche il franco-maliano-senegalese Amedy Coulibaly, che ha attaccato il supermarket ebraico Hyper-Cacher a Parigi, era persona nota alla polizia e all’intelligence francesi”.

Così come Mohammed Atta – il super attentatore delle Torri Gemelle quell’11 settembre – era ben noto a Cia, Fbi e dintorni.
Ma venendo a Gladio, ecco cosa scrive Wayne Madsen due mesi fa: “La ricomparsa di Gladio sulla scena politica europea è la risposta alla crescente ostilità all’Unione Europea e all’austerità dettata dai banchieri centrali. Dopo l’incidente del treno Thalys a Bruxelles, il ministro degli interni francese Bernard Cazeneuve e il primo ministro, il socialista di destra Manuel Valls, stanno richiedendo controlli di tipo aeroportuale alle stazioni ferroviarie europee. Il fine è dare all’Unione Europea un maggior controllo politico e sociale sulle popolazioni del continente”.
E dopo la tragedia di Parigi, Hollande vuol chiudere la Francia dentro i suoi confini.
Commenta ancora Madsen: “E’ da notare che l’avanzata di gruppi ‘anarchici’, precedentemente sconosciuti, stia avvenendo negli stessi Paesi in cui le operazioni di Gladio erano più ampie: Italia, Turchia e Grecia. L’Italia era il centro focale per l’organizzazione Gladio, la filiale italiana delle operazioni terroristiche paneuropee gestite dalla Cia. In Turchia Gladio era conosciuta come ‘Ergenekon’ e in Grecia come ‘Operazione Sheepskin’. Finchè Gladio sarà di nuovo attiva in Europa, i popoli del continente dovranno avere paura. Molta paura”.
E con Gladio tornano i fantasmi di “Hyperion” e del “Superclan”. Sigle italo francesi (quartier generale a Parigi, anni ’70) che hanno segnato la nostra epoca del terrorismo e delle stragi di Stato. Prima fucina che ha “costruito” in modo scientifico i rapporti tra certe BR pseudo rosse e le “istituzioni” già allora in fase di deviazione. Tra l’estremismo guerrigliero e i Servizi.
E in tanta bagarre terroristica, chissà perchè, proprio in queste settimane, dalle nostre parti tornano alla ribalta il caso Moro e il caso Cirillo (in attesa delle mirabolanti rivelazioni di don Raffaele Cutolo dal supercarcere di Parma, dopo trent’anni e passa di silenzio tombale). Si fa finalmente luce sugli anni bui? Sulle stragi di Stato anche a casa nostra? Dopo il ciclone di Mani Pulite, altri sipari che si alzano ad orologeria? Altri burattini, altri pupari per inaugurare nuove stagioni? Staremo a vedere.


La Russia «chiede l’acconto» alla Turchia: uccide il capo dei turcomanni e anche il Turkish Stream

La Russia «chiede l’acconto» alla Turchia: uccide il capo dei turcomanni e anche il Turkish Stream

La Russia non intende cadere nelle provocazioni turco-americane e colpisce la Turchia in maniera indiretta (si fa per dire) ma ripetutamente (e ancora non è finita).

Dopo aver bombardato per otto ore consecutive le postazioni dei terroristi turcomanni (legati a doppio filo con Ankara) terrorizzandoli, e uccidendo anche il generale Rashid Bagdash, cioè colui che ha guidato l’azione terroristica che ha portato all’abbattimento del caccia Su-24, nonché alla morte del pilota Oleg Peshkov e del soldato della squadra di soccorso Alexander Pozynich.

La Russia, per bocca di Putin, ha annunciato che schiererà in Siria, attorno alle proprie basi, il micidiale sistema antiaereo S-300, che fornirà ulteriore protezione ai suoi bombardieri, che inoltre verranno scortati da caccia.

La Turchia non solo rifiuta di scusarsi, ma anzi chiede che sia la Russia a farlo. Ankara ha accolto con rabbia questa operazione di antiterrorismo, intimando alla Russia di smetterla di “bombardare civili” (sic!). Erdogan ha anche affermato che in futuro qualunque altro velivolo che violerà lo spazio aereo turco verrà abbattuto.

La Russia insiste nel dire, prove inoppugnabili alla mano, che quello turco è stato un agguato premeditato.

In ogni caso, l’azione di oggi non è e non sarà la sola ritorsione russa. Innanzitutto, vi sono una serie di iniziative economiche alcune delle quali sono già state adottate spontaneamente dai cittadini e dai negozianti, come il boicottaggio dei prodotti turchi. In aggiunta, Medvedev ha ordinato che entro due giorni venga preparata una lista di possibili misure economiche dirette contro la Turchia. Fra e restrizioni possibili vi sono quelle relative ai beni di consumo e alle transazioni finanziarie, e si parla in generale di embargo alimentare.


Oggi un convoglio turco, che probabilmente trasportava armi, è stato distrutto in modo misterioso nel Nordovest della Siria. Si ipotizza un bombardamento aereo, ma ancora non si ha né la certezza che sia davvero tale, né tanto meno di chi sia opera. Alcuni ipotizzano un ritorsione russa, ma è presto per dirlo.

Intanto 60 uomini d’affari turchi sono stati arrestati in Russia e detenuti per un giorno, perché facevano affari usando però un visto turistico. A breve verranno rimandati in patria.

In ogni caso, la mossa che fa davvero male alla Turchia è la fine del progetto Turkish Stream.

Il Ministro dello Sviluppo Economico russo ha dichiarato che il progetto del gasdotto turco rientra nelle misure restrittive introdotte nei confronti della Turchia.

“Questo progetto non è diverso da qualsiasi altro, stiamo parlando della nostra cooperazione di investimento [con la Turchia] e, proprio come qualsiasi altro progetto, rientra nella legge sulle misure economiche speciali” ha detto il Ministro.

La costruzione del Turkish Stream era stato programmato per iniziare nel mese di giugno, ma venne rinviato in attesa di un accordo formale.
Le restrizioni nei confronti di Ankara possono includere anche la centrale nucleare di Akkuyu, che è attualmente in costruzione nella provincia meridionale di Mersin in Turchia.

Il ministro ha anche osservato che le restrizioni nella comunicazione aerea possono includere i voli di linea e charter.

Erdogan ha dichiarato che la reazione del Cremlino per l’incidente è “emozionale” e “sconveniente.”

Massimiliano Greco

Negli ultimi 5 anni l’Italia ha venduto 4,8 mld di armi in Africa e Medio Oriente

Negli ultimi 5 anni l’Italia ha venduto 4,8 mld di armi in Africa e Medio Oriente

Tra il 2010 e il 2014 l’Italia ha autorizzato esportazioni nell’Africa settentrionale e nel Medio Oriente per 4,8 miliardi di euro di armi. Dopo l’Europa, quest’area geografica è il nostro principale mercato di sbocco per la vendita di armamenti.

Questi dati sono il frutto di un’elaborazione realizzata dall’Ufficio studi della CGIA su dati presenti nelle relazioni annuali al Parlamento redatte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle esportazioni di armamenti, così come previsto dalla legge n° 185/1990.

Nei 5 anni presi in esame dalla CGIA, le industrie italiane produttrici di armi sono state destinatarie di autorizzazioni definitive alle esportazioni per17,47 miliardi di euro: di questi, 8,58 miliardi sono stati realizzati in Europa (pari al 49,2 per cento del totale), 4,85 miliardi in Africa settentrionale e nel vicino Medio Oriente (27,8 per cento del totale), 1,68 miliardi in Asia (9,6 per cento del totale), 1,22 miliardi in America settentrionale (7 per cento del totale), 670 milioni nell’America centro-meridionale (3,8 per cento del totale), 267,4 milioni in Oceania (1,5 per cento del totale) e 188,6 miliardi in Africa centro meridionale (1,1 per cento del totale).

Dall’analisi delle esportazioni in Nord Africa e Medio Oriente, il nostro principale partner commerciale è l’Algeria: tra il 2010 e il 2014 abbiamo “ceduto” armi per 1,37 miliardi di euro. Seguono l’Arabia Saudita per un importo di 1,30 miliardi di euro e gli Emirati Arabi Uniti per un valore di 1,06 miliardi di euro. Le vendite in questi 3 Paesi costituiscono il 77,2 per cento del totale delle esportazioni autorizzate in quest’area.

La CGIA ricorda che la legge n. 185 del 9 luglio 1990 prevede che il Governo invii ogni anno al Parlamento una relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento. Dalle relazioni relative agli anni 2010-2014 sono stati ricavati i dati sul valore delle esportazioni definitive di armi autorizzate nei singoli anni per l’industria italiana.

Sono comprese armi di vario tipo distinte in più categorie (ad esempio armi o sistemi d’aria, munizioni, bombe, siluri, missili, apparecchiature per la direzione del tiro, veicoli terrestri, agenti tossici ecc., esplosivi e combustibili militari, navi da guerra, aeromobili, apparecchiature elettroniche, corazzature o equipaggiamenti di protezione e costruzioni, software ecc.).

In riferimento all’ultimo anno in cui si dispongono i dati (2014), le prime 10 aziende italiane hanno “conseguito” l’83,8 per cento del valore complessivo delle autorizzazioni. Esse sono: AgustaWestland Spa; Alenia Aermacchi Spa; Selex Es Spa; Ge Avio Srl; Elettronica Spa; Oto Melara Spa; Piaggio Aero Industries Spa; Fabbrica d’Armi Beretta Spa; Whitehead Sistemi Subacquei Spa e Iveco Spa.

Come abbiamo avuto modo di leggere nella Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento del 2014, i settori più rappresentativi dell’attività di esportazione sono stati l’aeronautica, l’elicotteristica, l’elettronica per la difesa e i sistemi d’arma (missili, artiglierie). La maggior parte delle prime 10 aziende sopra elencate sono possedute o in varia misura partecipate dal Gruppo Finmeccanica.

Fonte: Sponda Sud

Il colosso Planned Parenthood uccide 897 bambini al giorno

Il colosso Planned Parenthood uccide 897 bambini al giorno
- di Kristan Hawkins

Planned Parenthood, sotto minuzioso esame per i video in cui si parla di tagliare e vendere parti del corpo di bambini abortiti, si è lanciata nella missione di salvare la propria immagine, che ha portato il colosso degli aborti a un sacco di tattiche discutibili e dichiarazioni illogiche – più del solito.

Ma Planned Parenthood merita ogni singolo attento minuzioso controllo giunto sulla sua strada, e un gigante autobus rosa sta per catapultare su di loro ancor più attenzione indesiderata, dando il via ad un tour attraverso i paesi per far luce sulle pratiche poco raccomandabili di PP, informando gli americani, e in particolare la stessa clientela dell’azienda, per far sapere che il colosso degli aborti ha come obiettivo quotidiano il tradire il maggior numero di donne possibile.

Planned Parenthood ha recentemente pubblicato su twitter:

“Ogni bambino merita l’opportunità di vivere fino a quanto il suo Dio gli consente.@HillaryClinton #blacklivesmatter”


Scusate l’espressione, ma cosa stanno fumando?

Uccidono le vite di 897 bambini innocenti ogni singolo giorno.

Sono il più grande centro per gli aborti degli USA.

Hanno quote nell’aborto.



Hanno ammesso di prendere soldi attraverso il commercio di organi dei bambini abortiti.

Hillary Clinton è uno dei loro più grandi sostenitori, un politico pro-choice che crede che sia del tutto lecito prendere la vita di un bambino prenatale fino alla “fine del terzo trimestre …”.

Cecile Richards, presidente di Planned Parenthood, ha testimoniato davanti al Congresso non molto tempo fa su quei video orribili girati sotto copertura.

Ha ammesso che l’86% delle entrate non governative viene dagli aborti.

E ha anche che la sua organizzazione fa zero mammografie. Zero.

Questo dopo che lei aver ripetuto, insieme a una miriade di altri sostenitori di Planned Parenthood, più e più volte che le donne stavano avendo i loro servizi essenziali, come le mammografie, e che sarebbero stati loro tolti se fossero stati revocati eliminati i fondi per Planned Parenthood.

Illogico al meglio. Folle nel peggiore dei casi.

Planned Parenthood ha inoltre annunciato di voler spendere 20 milioni di dollari durante la campagna elettorale 2016 per eleggere quei politici che saranno loro burattini. Ops, che saranno dalla “loro parte.”

Cecile Richards si è lamentata inoltre che “gli estremisti hanno reso le elezioni del 2016 un attacco ai diritti riproduttivi”. Sta parlando di se stessa?

Un sondaggio ha mostrato che l’84% degli americani vuole restrizioni sull’aborto dopo il primo trimestre e la maggioranza degli americani sostiene il divieto di aborto a 20 settimane; ciò dimostra che è la posizione di Planned Parenthood ad essere estrema.


Fonte: lifenews.com

Banca Etruria: il governo salva il papà della Boschi facendo pagare i risparmiatori

Banca Etruria: il governo salva il papà della Boschi facendo pagare i risparmiatori
Roma, 26 nov – Caos sotto il cielo di Arezzo. Il “salvataggio” di Banca Etruria, della quale il padre del ministro Boschi è stato nominato nel 2014, dopo una gavetta nel Cda, vicepresidente, sta sollevando, per le modalità adottate, un polverone che coinvolge correntisti, risparmiatori e conflitti di interesse ai vertici del governo.

Facciamo un passo indietro: Banca Etruria, storico istituto toscano, viaggia da tempo in pessime acque. Insieme ad altri istituti è finito, di recente, sotto l’occhio della Banca d’Italia e il governo, domenica scorsa, ha impresso il suo sigillo tramite un apposito decreto subito ribattezzato “salva banche”. Il meccanismo del bail-in, per il quale pagheranno anche i correntisti per gli eventuali dissesti bancari, sarà in vigore dal 2016. Per il momento, l’esecutivo ha quindi escogitato un paracadute, affidato alle mani delle grandi del credito italiano.

A che prezzo? I correntisti sono per ora salvi, insieme agli obbligazionisti (i creditori) ordinari. Discorso diverso per quanto riguarda invece i possessori di obbligazioni subordinate, titoli il cui rimborso non è garantito in caso di liquidazione o fallimento dell’attività, il cui valore è stato sostanzialmente azzerato in quanto utilizzate per abbattere le perdite dell’istituto: “L’intero onere del salvataggio è posto innanzitutto a carico delle azioni e delle obbligazioni subordinate”, spiegano dalla Banca d’Italia.

Tutto nella norma si dirà, visto che lo strumento dell’obbligazione subordinata comporta questi rischi. Peccato che in molti casi l’acquisto dello strumento finanziario non fosse, per i clienti di Banca Etruria, una facoltà o un modo per diversificare il rischio in piena coscienza. Le cronache odierne riportano infatti le testimonianze di numerosi correntisticostretti a sottoscrivere queste obbligazioni, vuoi per accedere ad un prestito, vuoi per aprire un mutuo.

“Sono correntista da anni, mi avevano detto che era a basso rischio, di non preoccuparmi anche se si trattava dei risparmi di una vita. Nessuno mi ha spiegato che poteva fallire la banca! E comunque la banca non è fallita, perché è proprio questo il paradosso”, spiega un cliente. “Siamo stati obbligati ad acquistare azioni per avere il finanziamento della ditta, oltre che aprire conti correnti personali”, rincara la dose un imprenditore, cui fa seguito un altro cliente: “quelle azioni sono state fatte prendere per forza, soprattutto a quella povera gente che richiedeva un mutuo un finanziamento o un prestito”.

Per quanto riguarda la sola Banca Etruria, sono almeno 5 mila gli obbligazionisti gabbatidalla repentina mossa del governo. 15mila in totale quelli delle varie banche sottoposte ad una sorta di liquidazione coatta, come Cassa di Risparmio di Ferrara e Banca Marche. Senza considerare poi gli azionisti, altre decine di migliaia di piccoli risparmiatori finiti nel tritacarne.

E’ vero che l’Italia, fra le grandi nazioni europee, è quella che ha speso meno soldi pubblici in aiuto alle banche. Ha preferito scaricare il peso direttamente sulle spalle dei cittadini.

Filippo Burla

Antibiotici negli allevamenti e infezioni dei bambini: quale legame?

Antibiotici negli allevamenti e infezioni dei bambini: quale legame?
Esiste un nesso tra la diffusione dell’antibioticoresistenza tra gli esseri umani e l’abuso di antibiotici per gli animali destinati alle nostre tavole. Su tale relazione hanno indagato i medici dell’American Academy of Pediatrics (AAP). In un articolo pubblicato su Pediatrics si legge: “nonostante l’abuso e l’uso improprio di antibiotici nella medicina umana giochi un ruolo significativo, questa analisi si vuole concentrare su un aspetto meno conosciuto del problema, l’impiego di antibiotici negli allevamenti”.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), ogni anno due milioni di americani riportano infezioni provocate da batteri resistenti agli antibiotici e ogni anno l’80% di questi farmaci è destinato agliallevamenti per uso alimentare.
In Europa il ricorso agli antibiotici negli allevamenti è consentito solo per scopo terapeutico (reg. 1831/2003), negli USA, ma ancora di più in Cina, i farmaci vengono invece somministrati anche in assenza di malattie, come prevenzione di ipotetiche infezioni o per accelerare la crescita degli esemplari destinati al macello.

Molti dei farmaci usati con disinvoltura dagli allevatori – come le tetracicline e le streptogramine – sono gli stessi a cui ricorrono i pediatri per curare le infezioni batteriche dei bambini.

Come spiegano i pediatri, più vengono usati questi farmaci e più aumenta il rischio di diffusione di batteri resistenti. Questi ultimi possono raggiungere gli esseri umani attraverso il cibo o per contatto diretto con gli animali o dal del terreno contaminato dagli escrementi. Nel caso dei bambini le minacce più serie provengono dalle infezioni alimentari di salmonella, escherichia coli e campylobacter.

Fonte: Informasalus

Le atrocità della Bibbia Antico Testamento


Le atrocità della Bibbia

Antico Testamento

Genesi, 34:13 – Sichem si unì carnalmente – in un atto prematrimoniale – a Dina, figlia di Giacobbe, destando la collera degli altri suoi figli. L’unione previa circoncisione era considerata da Giacobbe un disonore e, per questo, a Sichem, a suo padre Camor, e ad ogni maschio della città fu richiesta la circoncisione, che avrebbe reso ogni uomo idoneo all’unione con le altre sue figlie. Tre giorni dopo, mentre gli uomini ancora pativano i dolori dell’operazione, “due dei figli di Giacobbe, Simeone e Levi, fratelli di Dina, presero ciascuno la propria spada, assalirono la città che si riteneva sicura, e uccisero tutti i maschi.” – “Passarono a fil di spada anche Camor e suo figlio Sichem, presero Dina dalla casa di Sichem, e uscirono.” – “I figli di Giacobbe si gettarono sugli uccisi e saccheggiarono la città, perché la loro sorella era stata disonorata” – “presero le loro greggi, i loro armenti, i loro asini, quanto era nella città e nei campi.” – “Portarono via come bottino tutte le loro ricchezze, tutti i loro bambini, le loro mogli e tutto quello che si trovava nelle case.“

Genesi, capitoli 6 e 7 – Malcontento della malvagità dell’uomo, Dio sterminò ogni creatura del pianeta risparmiando soltanto la famiglia di Noè. Uomini, donne, bambini ed animali morirono annegati in una impensabile agonia.

Genesi, 19:6 – Una sera, Lot ospitò due angeli nella sua casa a Sodoma. Quella stessa sera la casa di Lot fu assalita da una folla di delinquenti omosessuali in cerca di esperienze carnali con gli angeli. Lot cedette volontariamente le sue figlie vergini alla folla, esortandola: “Vi prego, fratelli miei, non fate questo male!” – “Ecco, ho due figlie che non hanno conosciuto uomo: lasciate che io ve le conduca fuori, e voi farete di loro quel che vi piacerà; ma non fate nulla a questi uomini, perché sono venuti all’ombra del mio tetto.”

Genesi, 19:26 – Dio, impassibile davanti alla proposta di stupro delle figlie vergini di Lot, trasformò sua moglie in una statua di sale per aver commesso il nefando crimine di essersi guardata le spalle.

Genesi, 38: 8-10 – Giuda pregò Onan di dormire con la moglie di suo fratello – ucciso da Dio per la sua malvagità – incoraggiandolo: “Va’ dalla moglie di tuo fratello, prenditela in moglie come cognato e suscita una discendenza a tuo fratello.” Onan ottemperò, “ma ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello.” Dio ritenne questo un gesto malvagio e lo punì con la morte.

Esodo, 2:12 – Mosè scorse un egiziano che picchiava un ebreo. Si guardò intorno e, non trovandovi testimoni, “uccise l’Egiziano e lo nascose nella sabbia.“

Esodo, 7:2-4 – Dio “indurì” il cuore del faraone e pianificò i suoi “prodigi nel paese d’Egitto.“

Esodo, 7:20-21 – Dio trasformò l’acqua del Nilo in sangue. Tutti i pesci morirono e l’acqua divenne imbevibile.

Esodo, 8: 6-7 – Dio inviò una piaga di rane che “coprirono il paese d’Egitto.“

Esodo, 8:16 – Dio inviò una piaga di zanzare.

Esodo, 8:24 – Dio inviò una piaga di mosche velenose. “La terra fu devastata.“

Esodo, 9:5 – Dio, con l’ennesima epidemia, sterminò tutto il bestiame d’Egitto; “ma del bestiame dei figli d’Israele non morì neppure un capo.“

Esodo, 9:10 – Dio inviò una piaga di “ulceri che si trasformarono in pustole sulle persone e sugli animali.“

Esodo, 9:22-25 – Dio inviò una piaga di grandine che colpì uomini e animali, e che spogliò i campi.

Esodo, 12: 29 – Dio uccise il primogenito di ogni famiglia egiziana la cui casa non fosse stata contrassegnata da sangue d’agnello.

Esodo, 17:13 – Il bastone di Dio, retto dalle mani di Mosè sulla vetta del colle, permise a Giosuè di sterminare Amalec e la sua gente “passandoli a fil di spada“.

Esodo, 21:20-21 – Per la legge di Dio “se uno bastona il suo schiavo o la sua schiava fino a farli morire sotto i colpi, il padrone deve essere punito” – “ma se sopravvivono un giorno o due, non sarà punito, perché sono denaro suo.” – Dio approvava la schiavitù.

Esodo, 32:27 – Alla vista del vitello d’oro, Dio comandò ai figli di Levi: “Ognuno di voi si metta la spada al fianco; percorrete l’accampamento da una porta all’altra di esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l’amico, ciascuno il vicino.” – “In quel giorno caddero circa tremila uomini” e Dio ne fu compiaciuto.

Levitico, 26:7-8 – Dio ricompensò l’obbedienza assicurando che ogni nemico sarebbe perito per la spada.

Levitico, 26:22 – Dio ammonì la popolazione che, qualora non lo avessero ascoltato, avrebbe inviato loro le bestie feroci: “che vi rapiranno i figli, stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccolo numero, e le vostre strade diventeranno deserte.“

Levitico, 26:27-29 – “E se, nonostante tutto questo, non volete darmi ascolto, ma con la vostra condotta mi resisterete” – “anch’io vi resisterò con furore e vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati.” – “Mangerete la carne dei vostri figli e delle vostre figlie.“

Numeri, 12:9-14 – Dio si stufò della presenza di Maria e, per questo, la colpì con la lebbra, bandendola dall’accampamento per sette giorni.

Numeri, 15:32-26 – Un uomo raccolse della legna di sabato. Per ordine divino dato a Mosè, “tutta la comunità lo condusse fuori dal campo e lo lapidò, e quello morì.“

Numeri, 16:27-33 – Gli uomini si dimostrarono indocili, perciò Dio fece sì che la terra si aprisse ed inghiottisse uomini, donne e bambini.

Numeri, 16:35 – Il fuoco di Dio “divorò i duecentocinquanta uomini che offrivano l’incenso.“

Numeri, 16:49 – Con una piaga, Dio sterminò quattordicimilasettecento uomini.

Numeri, 21:3 – Il Signore affidò i Cananei ad Israele, che “votò allo sterminio i Cananei e le loro città.“

Numeri, 21:6 – Il Signore “mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i quali mordevano la gente, e gran numero d’Israeliti morirono.“

Numeri, 21:35 – Con l’approvazione di Dio gli Israeliti si recarono nella città di Og, ne uccisero il re Basan – senza risparmiare i figli – sterminarono l’esercito senza lasciare superstiti, e assunsero il controllo del territorio.

Numeri, 25:4 – “Il Signore disse a Mosè: Prendi tutti i capi del popolo e falli impiccare davanti al Signore, alla luce del sole, affinché l’ardente ira del Signore sia allontanata da Israele.“

Numeri, 25:8 – Fineas, figlio di Eleazar, figlio del sacerdote Aaronne, si recò in una tenda occupata da un uomo israelita ed una donna madianita e “li trafisse tutti e due, l’uomo d’Israele e la donna, nel basso ventre.“

Numeri, 25:9 – Una pestilenza divina sterminò ventiquattromila persone.

Numeri, 31:9 – Su comando divino gli israeliti sequestrarono le donne ed i bambini madianiti, e “presero tutte le spoglie e tutta la preda.“

Numeri, 31:17-18 – Dio ordinò a Mosè di uccidere ogni maschio madianita tra i bambini, e “ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo” – “ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini, lasciatele in vita per voi.” – Nota: sarebbe interessante scoprire l’astuzia con cui i soldati riconoscevano le donne vergini.

Numeri, 31:31-40 – Dio spartì il bottino di guerra tra i soldati, i sacerdoti e gli israeliti senza tralasciare il tributo al Signore: “seicentosettantacinquemila pecore, settantaduemila buoi, sessantunmila asini e trentaduemila persone, ossia donne che non avevano avuto rapporti sessuali con uomini.“

Deuteronomio, 2:33-34 – Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Sicon. – “Non vi lasciammo nessuno in vita.“

Deuteronomio, 3:6 – Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Og. Saccheggiarono il bestiame ed i possedimenti.

Deuteronomio, 7:2 – Dio parlò ad ogni uomo d’Israele e, riguardo i nemici, proclamò: “Tu li voterai allo sterminio; non farai alleanza con loro e non farai loro grazia.”

Deuteronomio, 20:13-14 – Dio stabilì le regole della guerra ordinando il massacro di tutti gli uomini. Tralasciò le donne, i bambini, il bestiame ed i possedimenti che potevano essere tenuti come preda.

Deuteronomio, 20:16 – “Nelle città di questi popoli che il Signore, il tuo Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri.”

Deuteronomio, 21:10-13 – Secondo la legge di Dio, se un uomo israelita, durante una guerra, avesse avvistato una donna attraente, avrebbe potuto catturarla e tenerla per moglie. La donna, quindi, avrebbe dovuto radersi il capo, tagliarsi le unghie e togliersi i vestiti che indossava al momento della cattura. Avrebbe dovuto piangere suo padre e sua madre per un mese intero. E qualora il soldato non fosse rimasto soddisfatto, avrebbe potuto lasciarla andare “dove vorrà.“

Deuteronomio, 28:53 – La punizione di Dio per i disobbedienti prevedeva che questi mangiassero “il frutto del proprio seno, le carni dei propri figli e delle proprie figlie.“

Giosuè, 6:21-27 – Sotto la direzione di Dio Giosuè distrusse l’intera città di Gerico con la punta della spada; uomini, donne e bambini inclusi. Tenne l’argento, l’oro, il bronzo ed il ferro per Dio e, infine, diede fuoco alla città.

Giosuè, 7:19-26 – Acan rubò “un mantello di Scinear, duecento sicli d’argento e una sbarra d’oro del peso di cinquanta sicli.” – Giosuè e gli israeliti portarono Acan, il bottino, i suoi figli, le sue figlie, il bestiame, gli asini, le mule e tutti i suoi possedimenti sulla valle di Acor, dove li lapidarono e bruciarono vivi.

Giosuè, 8:22-25 – Dio appoggiò Giosuè nel combattere e sterminare dodicimila uomini e donne nella città di Ai. Nessuno sopravvisse.

Giosuè, 10:10-27 – Dio aiutò Giosuè nel massacro dei Gabaoniti.

Giosuè, 10:28 – Con l’approvazione di Dio, Giosuè passò la città di Machedda ed il suo re “a fil di spada” – “Li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.“

Giosuè, 10:30 – Dio mise la città di Libna nelle mani di Giosuè. “Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.“

Giosuè, 10:32-33 – Dio diede la sua approvazione affinché Giosuè uccidesse ogni uomo, donna e bambino della città di Lachis. Con la spada.

Giosuè, 10:34-35 – Tutti gli abitanti della città di Eglon furono falciati dalle spade di Giosuè e della sua armata.

Giosuè, 10:36-37 – Dio lasciò che Giosuè uccidesse il re di Ebron ed il suo villaggio con ogni suo abitante. – “Non ne lasciò sfuggire una, esattamente come aveva fatto a Eglon; la votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano.“

Giosuè, 10:38-39 – “Poi Giosuè con tutto Israele tornò verso Debir, e l’attaccò.” – Morirono tutti.

Giosuè, 11:6 – Dio ordinò a Giosuè di sconfiggere il nemico presso le acque di Merom. “Tu taglierai i garretti ai loro cavalli e darai fuoco ai loro carri.“

Giosuè, 11:8-15 – L’esercito di Giosuè, sotto il comando di Dio, sterminò il nemico “senza lasciarne scampare nessuno.“

Giosuè, 11:20 – “Infatti il Signore faceva sì che il loro cuore si ostinasse a dar battaglia a Israele, perché Israele li votasse allo sterminio senza che ci fosse pietà per loro, e li distruggesse come il Signore aveva comandato a Mosè.“

Giudici, 1:4 – Il Signore mise nelle mani di Giuda i Cananei e i Ferezei. Diecimila vittime.

Giudici, 1:6 – Adoni-Bezec – dei Cananiti – si diede alla fuga, ma l’esercito di Giuda lo raggiunse e “gli tagliarono i pollici e gli alluci.“

Giudici, 1:8 – Dio approvò l’attacco di Giuda alla città di Gerusalemme. L’esercito di Giuda mise la città a ferro e fuoco.

Giudici, 1:17 – “Poi Giuda partì con Simeone suo fratello, e sconfissero i Cananei che abitavano in Sefat; distrussero interamente la città.“

Giudici, 3:29 – Il signore mise i moabiti nelle mani degli israeliti. “In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno.“

Giudici, 4:21 – Iael, con un martello, piantò un piuolo nella testa di Sisera, “tanto che esso penetrò in terra.“

Giudici, 7:19-25 – Sotto la guida del Signore la gente di Gedeone sconfisse i madianiti. Uccise e decapitò il loro principe e ne consegnò la testa a Gedeone.

Giudici, 8:15-21 – Gedeone castigò gli uomini di Succot con rovi e spine del deserto. Quindi “abbatté la torre di Penuel e uccise la gente della città.“

Giudici, 9:5 – Abimelec assassinò i suoi fratelli.

Giudici, 9:45 – Abimelec e i suoi seguaci uccisero tutti gli uomini della città. Poi li cosparsero di sale.

Giudici, 9:53-54 – Abimelec riposava tranquillo nella città di Tebes quando “una donna gettò giù un pezzo di macina sulla testa di Abimelec e gli spezzò il cranio.” – “Egli chiamò subito il giovane che gli portava le armi, e gli disse: «Estrai la spada e uccidimi, affinché non si dica: “Lo ha ammazzato una donna!”» Il suo servo allora lo trafisse ed egli morì.“

Giudici, 11:29-39 – Iefte sacrificò sull’altare del Signore la sua amata figliuola per ringraziarlo di avergli concesso la vittoria in battaglia.

Giudici, 15:15 – Sansone uccise mille uomini con “una mascella d’asino ancora fresca.“

Giudici, 16:27-30 – Dio concesse a Sansone la forza per buttare giù le colonne del tempio ed uccidere tremila persone.

Giudici, 18:27 – I daniti giunsero a Lais, “da un popolo che se ne stava tranquillo e senza timori; lo passarono a fil di spada e diedero la città alle fiamme.“

Giudici, 19:22-29 – Un viaggiatore di Betlemme, la sua compagna ed un servo erano ospiti nella dimora di un anziano signore a Ghibea quando “gente perversa” circondò l’abitazione chiedendo di “abusare” dell’ospite maschio. L’anziano padrone di casa offrì agli assalitori la sua figlia vergine e la compagna del suo ospite, implorandoli: “Ecco qua mia figlia che è vergine, e la concubina di quell’uomo; io ve le condurrò fuori e voi abusatene e fatene quel che vi piacerà; ma non commettete contro quell’uomo una simile infamia!” – La signora subì uno stupro e morì. Il viaggiatore caricò il corpo senza vita della donna su un asino, tornò a casa, “si munì di un coltello, prese la sua concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mandò per tutto il territorio d’Israele.“

Giudici, 20:43-48 – Gli israeliti uccisero venticinquemila uomini. Seicento fuggirono nel deserto. Gli israeliti li raggiunsero e “li passarono a fil di spada, dagli abitanti delle città al bestiame, a tutto quello che si trovava; e diedero alle fiamme tutte le città che trovarono.“

Giudici, 21:10-12 – La comunità uccise ogni uomo e ogni donna non vergine di Iabes in Galaad. Trovarono quattrocento vergini da portare con sé.

1 Samuele, 4:10 – I filistei uccisero trentamila soldati israeliti.

1 Samuele, 5:6-9 – Come punizione per aver rubato l’Arca dell’Alleanza, “il Signore colpì gli uomini della città, piccoli e grandi, e un flagello d’emorroidi scoppiò in mezzo a loro.“

1 Samuele, 6:19 – “Il Signore colpì gli abitanti di Bet-Semes, perché avevano guardato dentro l’arca del Signore; colpì settanta uomini fra i cinquantamila del popolo.“

1 Samuele, 7:7-11 – Il Signore aiutò gli uomini di Samuele ad uccidere i filistei, che li inseguirono “e li batterono fin sotto Bet-Car.“

1 Samuele, 11:11 – Sotto la benedizione di Dio, Saul ed il suo esercito massacrarono gli Ammoniti “finché il giorno si fece caldo.“

1 Samuele, 14:31 – Giònata e i suoi uomini sconfissero i filistei, “si gettarono sulla preda e presero pecore, buoi e vitelli e li macellarono e li mangiarono con il sangue.“

1 Samuele, 15:7-8 – Dio ordina a Saul: “Va’ dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini.“

1 Samuele, 15:33 – “Samuele trafisse Agag davanti al Signore in Gàlgala.“

1 Samuele, 18:27 – Davide ed i suoi uomini uccisero duecento filistei, prelevando “i loro prepuzi“, che Davide “contò davanti al re per diventare genero del re. Saul gli diede in moglie la figlia Mikal.“

1 Samuele, 30:17 – Davide lasciò in vita solo quattrocento filistei, che riuscirono a fuggire.

2 Samuele, 2:23 – Abner colpì Asaèl “con la punta della lancia al basso ventre, così che la lancia gli uscì di dietro ed egli cadde sul posto.“

2 Samuele, 3:30 – Ioab e Abisai vendicarono la morte di Asaèl uccidendo Abner.

2 Samuele, 4:7-8 – Is-Bàal riposava indisturbato nel suo letto quando Recàb e Baanà entrarono nella stanza. “Lo colpirono, l’uccisero e gli tagliarono la testa; poi, portando via la testa di lui, presero la via dell’Araba, camminando tutta la notte.” – Davide non sopportava che un uomo innocente fosse stato ucciso.

2 Samuele, 4:12 – Davide punì Recàb e Baanà uccidendoli, tagliando loro le mani e i piedi ed appendendoli presso la piscina di Ebron.

2 Samuele, 6:6-7 – Il bue che trasportava l’Arca cadde a terra sfinito, e Uzzà accorse per rimetterlo in piedi. “L’ira del Signore si accese contro Uzzà; Dio lo percosse per la sua colpa ed egli morì sul posto, presso l’arca di Dio.“

2 Samuele, 6:22-23 – Davide subì le beffe di Mikal per essersi “scoperto davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla.” – Così Dio punì Mikal, figlia di Saul, che “non ebbe figli fino al giorno della sua morte.” – Si noti la contraddizione con 2 Samuele 21:8, dove è narrato che Mikal ebbe cinque figli.

2 Samuele, 8:1-18 – Le imprese di Davide compresero l’uccisione di due terzi dei soldati Moabiti, l’azzoppamento di seimilanovecento cavalli, lo sterminio di di ventiduemila siriani e di diciottomila edomiti. Il verso 6 recita: “Il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli andava.“

2 Samuele, 10:18 – Davide uccise settecento pariglie di cavalli e quarantamila Aramei.

2 Samuele, 11:14-27 – Davide desiderò ardentemente la moglie di Uria, quindi lo fece uccidere in battaglia perché potesse avere Betsabea tutta per sé.

2 Samuele, 12:1 – “Ma ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.” – Per punirlo il Signore uccise il suo bambino.

2 Samuele, 13:1-15 – Il figlio di Davide – e di Betsabea – Amnòn si innamorò di sua sorella Tamàr, vergine. Tamàr protestò i corteggiamenti del fratello, ma – verso 14 – “egli non volle ascoltarla: fu più forte di lei e la violentò unendosi a lei.“

2 Samuele, 13:28-29 – Il fratello di Tamàr, Absalom, ordinò ai suoi uomini di rendere ebbro Amnòn per poi ucciderlo e vendicare lo stupro di sua sorella.

2 Samuele, 18:6-7 – L’armata di Davide sterminò ventimila uomini nella foresta di Efraim.

2 Samuele, 18:15 – Ioab “prese in mano tre dardi e li immerse nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto del terebinto.” – “Poi dieci giovani scudieri di Ioab circondarono Assalonne, lo colpirono e lo finirono.“

2 Samuele, 20:10-12 – Ioab conficcò un pugnale nello stomaco di Amasà, rovesciandone l’intestino per terra. Amasà morì nel bel mezzo della strada rotolandosi nel suo stesso sangue.

2 Samuele, 24:15 – Dio mandò una pestilenza sulla città di Israele per punire Davide del suo peccato. Morirono settantamila innocenti.

1 Re, 2:24-25 – Solomone uccise Adonia.

1 Re, 2:29-34 – Solomone uccise Ioab.

1 Re, 13-15-24 – Un profeta mentì ad un uomo, convincendolo a bere acqua e mangiare pane in un posto in cui il Signore aveva precedentemente proibito lui di farlo. L’uomo, rassicurato, mangiò e bevve in quel posto. Dio mandò un leone a punirlo, “il suo cadavere rimase steso sulla strada.“

1 Re, 20:29-30 – Gli israeliti si batterono contro i siriani. L’ammontare di vittime per ogni singolo giorno fu di centomila. Sulle restanti ventisettemila crollò un muro di pietra.

2 Re, 1:10-12 – Elia richiamò un fuoco dal cielo, invocando l’aiuto di Dio, e cinquanta uomini furono consumati dalle fiamme.

2 Re, 2:23-24 – Eliseo camminava per strada quando quarantadue bambini si presero gioco della sua calvizie. “Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.“

2 Re, 5:27 – Eliseo maledice Ghecazi e i suoi discendenti, per sempre, con la lebbra. “Egli si allontanò da Eliseo, bianco come la neve per la lebbra.“

2 Re, 6:18-19 – Il nemico si incamminò verso Eliseo ed egli, rivolgendosi al Signore, supplicò: “Oh, colpisci questa gente di cecità!. E il Signore li colpì di cecità secondo la parola di Eliseo.” – “Disse loro Eliseo: Non è questa la strada e non è questa la città. Seguitemi e io vi condurrò dall’uomo che cercate. Egli li condusse in Samaria.” – “Quando giunsero in Samaria, Eliseo disse: Signore, apri i loro occhi; essi vedano!. Il Signore aprì i loro occhi ed essi videro. Erano in mezzo a Samaria!“

2 Re, 6:29 – Una donna si lamentò di patire la fame davanti al re di Israele. Era triste perché aveva accettato di cucinare e mangiare suo figlio.

2 Re, 9:24 – Ieu tradì Ioram, poi lo uccise colpendolo con arco e freccia nel mezzo delle spalle. “La freccia gli attraversò il cuore.“

2 Re, 9:27 – Ieu ordinò ai suoi uomini di inseguire ed uccidere Acazia, re di Giuda.

2 Re, 9:30-37 – Ieu fece uccidere Gezebele. “Il suo sangue schizzò sul muro e sui cavalli. Ieu passò sul suo corpo, poi entrò, mangiò e bevve; alla fine ordinò: Andate a vedere quella maledetta e seppellitela, perché era figlia di re.” – “Andati per seppellirla, non trovarono altro che il cranio, i piedi e le palme delle mani.” – “Tornati, riferirono il fatto a Ieu, che disse: Si è avverata così la parola che il Signore aveva detta per mezzo del suo servo Elia il Tisbita: Nel campo di Izreèl i cani divoreranno la carne di Gezabele.” – “E il cadavere di Gezabele nella campagna sarà come letame, perché non si possa dire: Questa è Gezabele.“

2 Re, 10:7 – Ieu ordinò che i settanta figli di Acab venissero decapitati. “Quindi posero le loro teste in panieri e le mandarono da lui.“

2 Re, 10:14 – Ieu ordinò la morte della famiglia di Acab, settantadue persone in totale.

2 Re, 10:17 – Secondo il racconto di Dio Ieu si recò a Samaria e sterminò “tutti i superstiti della casa di Acab fino ad annientarla, secondo la parola che il Signore aveva comunicata a Elia.“

2 Re, 10:19-27 – Ieu intrappolò gli adoratori di Baal nel tempio, poi disse alle guardie: “Entrate, uccideteli. Nessuno scappi.“

2 Re, 11:1 – Atalia distrusse la famiglia reale.

2 Re, 14:5 – Amazia fece giustiziare gli ufficiali che uccisero suo padre.

2 Re, 14:3-5 – Dio si arrabbiò con Amazia, anche se egli aveva fatto ciò che era giusto agli occhi del Signore. Le alte cariche non erano ancora state eliminate, e Dio era geloso dei loro sacrifici sull’altare. Così, Egli punì Azaria con la lebbra.

2 Re, 15:16 – Menachem attaccò la città di Tifsach, distruggendola, e “fece sventrare tutte le donne incinte.“

2 Re, 19:35 – Un angelo del signore sterminò centottantacinquemila uomini nei campi assiri.

2 Cronache, 13:17 – Dio diede il controllo degli israeliti ad Abia e Giuda. Cinquecentomila nemici morirono.

2 Cronache, 21:4 – “Ioram prese in possesso il regno di suo padre e quando si fu rafforzato, uccise di spada tutti i suoi fratelli e, con loro, anche alcuni ufficiali di Israele.“

Isaia, 13:15 – Isaia vide una profezia sulle sorti di Babilonia. “Quanti saranno trovati, saranno trafitti, quanti saranno presi, periranno di spada. I loro piccoli saranno sfracellati davanti ai loro occhi;
saranno saccheggiate le loro case, disonorate le loro mogli.“

Isaia, 13:18 – “Con i loro archi abbatteranno i giovani, non avranno pietà dei piccoli appena nati, i loro occhi non avranno pietà dei bambini.“

Isaia, 14:21-23 – “Preparate il massacro dei suoi figli a causa dell’iniquità del loro padre e non sorgano più a conquistare la terra e a riempire il mondo di rovine. Io insorgerò contro di loro – parola del Signore degli eserciti -, sterminerò il nome di Babilonia e il resto, la prole e la stirpe – oracolo del Signore -. Io la ridurrò a dominio dei ricci, a palude stagnante; la scoperò con la scopa della distruzione – oracolo del Signore degli eserciti -.“

Isaia, 49:26 – La punizione di Dio contro coloro che attaccano Israele: “Farò mangiare le loro stesse carni ai tuoi oppressori, si ubriacheranno del proprio sangue come di mosto.“

Geremia, 16:4 – La parola del Signore a proposito dei bambini nati in questa terra: “Moriranno di malattie strazianti, non saranno rimpianti né sepolti, ma saranno come letame sulla terra. Periranno di spada e di fame; i loro cadaveri saranno pasto degli uccelli dell’aria e delle bestie della terra.“

Esdra, 6:12-13 – Il decreto del re Dario stabilì che, qualora qualcuno avesse cambiato il suo editto, “si tolga una trave dalla sua casa, la si rizzi ed egli vi sia impiccato. Poi la sua casa sia ridotta a letamaio.“

Ezechiele, 20:26 – Israele insorse, e la punizione di Dio fu sobria. “Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore.“

Ezechiele, 23:34 – Dio predispose che le prostitute bevessero una coppa di sdegno e si lacerassero i seni.

Ezechiele, 23:45-47 – Dio punì l’adulterio: “Si farà venire contro di loro una folla ed esse saranno abbandonate alle malversazioni e al saccheggio. La folla le lapiderà e le farà a pezzi con le spade; ne ucciderà i figli e le figlie e darà alle fiamme le case. Eliminerò così un’infamia dalla terra e tutte le donne impareranno a non commettere infamie simili.“

Osea, 13:16 – In seguito alla ribellione di Israele: “si alzerà dal deserto il soffio del Signore e farà inaridire le sue sorgenti, farà seccare le sue fonti, distruggerà il tesoro di tutti i vasi preziosi.“
Nuovo Testamento

Matteo, 5:17 – “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.” – Gesù appoggia gli omicidi di massa, gli stupri, le schiavitù, le torture e gli incesti descritti nel Vecchio Testamento.

Matteo, 8:12 – Gesù avverte delle torture eterne dell’inferno: “i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti.“

Matteo, 10:35-36 – Gesù motiva la sua venuta: “Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.“

Matteo, 11:21-24 – Le opere di Gesù non impressionarono le città di Corazid, Betsaida e Capernaum. Gesù disse: “Guai a te!” e le destinò ad una sorte peggiore di quella toccata a Sodoma.

Matteo, 8:21 – Un uomo decise che, prima di seguire Gesù nella sua impresa, avrebbe seppellito suo padre appena deceduto. Gesù rispose: “Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti.“

Marco, 4:10 – Nella parabola del seminatore Gesù spiegò ai suoi discepoli che era solito utilizzare parabole al fine di accrescere la loro confusione, “affinché non si convertano, e i peccati non siano loro perdonati.“

Marco, 7:10 – Secondo la legge dell’Antico Testamento ogni bambino che avesse dimostrato odio nei confronti dei genitori sarebbe stato condannato a morte.

Luca, 8:32-33 – Gesù trasferì dei demoni dal corpo di un uomo nudo ad un branco di porci, “e quel branco si gettò a precipizio giù nel lago e affogò.” – Gli abitanti supplicarono Gesù di abbandonare la città.

Luca, 12:47 – Gesù avvertì che un servo di Dio che non avesse rispettato la volontà del suo Padrone avrebbe ricevuto “molte percosse.“

Luca, 19:26 – Nella parabola delle dieci mine il padrone – Dio – disse di quelli che avessero deciso di non seguirlo: “conduceteli qui e uccideteli in mia presenza.“

Giovanni, 6:53-66 – Gesù invitò i suoi discepoli a mangiare la sua carne e bere il suo sangue. Malgrado il tono metaforico molti discepoli non condivisero l’idea e decisero di abbandonarlo.

Atti, 5:1-9 – Anania mentì sull’ammontare ricavato dalla vendita della sua proprietà per tenere per sé parte di quella somma. Dio uccise lui e sua moglie.

Romani, 1:26-27 – Paolo dice che lesbiche ed omosessuali meritano la morte.

Lettera agli efesini, 1:4-5 – Malgrado le istruzioni elargite da Gesù sul come riconoscerlo come salvatore, Egli dice che Dio ha già “predestinato” coloro i quali saranno salvati secondo la Sua volontà.

Ebrei, 12:20 – Dio predispose che ogni animale accampato sul monte Sion venisse lapidato.

1 Pietro, 1:20 – Dopo il fallimento dell’esperimento di Dio nel giardino dell’Eden, la catastrofe di Noè e la soluzione finale del sacrificio di Cristo, scopriamo che Gesù fu predestinato alla morte fin dal principio. Fu tutto “già designato prima della creazione del mondo.“

Apocalisse, 6:8 – Alla fine dei tempi, Dio autorizzerà la Morte a falciare il 25% della popolazione terrestre “con la spada, con la fame, con la mortalità e con le belve della terra.“

Enzo Vincenzo Sciarra

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