12 dicembre 2015

Papa Francesco manda in rovina gli avvocati della Sacra Rota

Papa Francesco manda in rovina gli avvocati della Sacra Rota

Papa Francesco aveva già dichiarato in tempi non sospetti la propria posizione in merito alla Sacra Rota e all’annullamento del matrimonio. Più di un anno fa,parlando proprio alla Rota romana aveva ammonito: “Bisogna essere molto attenti che le procedure non diventino affari: su questo ci sono stati degli scandali. Quando l’interesse spirituale è attaccato all’economico, questo non è di Dio”. Poi pochi mesi fa erano arrivate le decisioni in linea con le sue idee. Attraverso due lettere Motu Proprio datae dal titolo “Mitis Iudex Dominus Iesus” e “Mitis et misericors Iesus” il Papa annunciava la riforma dell’annullamento dei matrimoni con le grandi novità che a decidere sarebbe stato il vescovo locale. Inoltre tutte le procedure diventavano più snelle e rapide con un solo grado di giudizio per arrivare all’annullamento e in caso di matrimonio non consumato la dispensa anche senza processo.
Ora la decisione di abolire le parcelle degli avvocati rotali. Infatti da oggi chi ricorre al tribunale che giudica le cause di nullità matrimoniale avrà un difensore ex officio e, nel caso ne abbia le possibilità economiche dovrà semplicemente versare un’offerta “a favore delle cause dei poveri”. Un altro grande cambiamento dunque che dimostra come il Pontefice non abbia intenzione di fermare il proprio spirito riformatore nonostante tutti gli ostacoli che incontra sul proprio cammino.
Fonte: Diretta News

La grande grazia del Giubileo di Francesco

La grande grazia del Giubileo di Francesco


- di Egidio Chiarella -
Era il pomeriggio del 13 marzo dell’anno in corso quando, nella Basilica Vaticana, papa Francesco ha annunciato un Giubileo straordinario, un anno santo della Misericordia. Durante l’omelia Francesco ha infatti sottolineato la ricchezza della misericordia di Dio, evidenziando lo sguardo d’amore che ci riserva Gesù e con quale grande amore guarisce dai peccati il nostro cuore. Ognuno di noi dovrebbe in umiltà fermarsi un attimo e porsi due semplici interrogativi.
Il primo riguarda sia la coscienza generale, che quella personale: davvero si è coscienti dell’anno di grazia che il Santo Padre ha consegnato al mondo e ad ognuno di noi?. Il secondo tende a riconsegnare ad ogni essere umano assorbito dal mondo la sua completa dimensione di terra e di cielo: sa l’uomo della sua reale possibilità di “redimere”, in questo anno giubilare, la natura perversa che sta deturpando il suo futuro?.
Il vecchio e il nuovo testamento, passaggi storici e illuminati della verità di Dio, non certo effetto di una “letteratura straordinaria” sul cammino dell’Umanità, certificano da sempre la natura di questo evento particolare che consente all’uomo, per volere del Signore, di purificarsi da ogni peccato, riconciliandosi con il Padre. Diventa necessario guardarci intorno, mettendo da parte le nostre “gloriose” appartenenze politiche, filosofiche, pseudo-confessionali per svelare, ovunque e in profondità, la Parola di Dio, come il Santo Padre ci ha invitati a fare, con l’enciclica Laudato Si’.
Vedremmo immediatamente le brutture che l’uomo ha inferto a madre terra e alle sue stesse relazioni sociali, che determinano nel quotidiano il cammino della storia. È da qui che si generano i pesanti riflessi sull’economia; sulle istituzioni; sulla convivenza civile; sulle decisioni dei governi; sul diritto alla pace, alla giustizia, alla serenità, all’armonia naturale e personale, all’avversione verso la guerra.  Nel Libro del Levitico (25 e 27) emergono chiare le antiche questioni inerenti al Giubileo.
Si legge al punto 25,10: “Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia”. Tre sono gli aspetti importanti del Giubileo così come viene annunciato nel Vecchio Testamento: la liberazione degli schiavi; il condono dei debiti; la restituzione delle terre.
Tre atti che, al di là della loro interessante valenza socio-economica, fanno capire come l’unica strada per salvare la coabitazione tra gli uomini, passi da una condizione esistenziale che suggerisca espressamente di tornare a vivere come fratelli. Un monito per “abitare la terra” che sembra ai nostri occhi lontano anni luce, ma che nella sua natura esprime la ragione, purtroppo attuale, delle mille ingiustizie e di tante divisioni e guerre che portano l’uomo ad un nuovo esilio, emigrando in massa, per fuggire da massacri e da violenze inauditi.
Non è certo anti-storico riflettere ancora oggi sugli aspetti essenziali che derivano dalla teologia dell’anno giubilare, in cui si possono evidenziare una varietà di temi spirituali e biblici. Le circostanze storiche sono cambiate ma l’entità sostanziale di quei messaggi sapienziali è rimasta ancora tutta intera. Nonostante tutto, essa rimane strumento valido, a mio avviso, per ridiscutere un comportamento umano ormai consegnato nelle mani di un relativismo, pronto a tagliare le radici bibliche che sono in ogni uomo.
Tra gli aspetti su cui riflettere si potrebbero ricordare: la Signoria di Dio; l’impossibile possesso della terra; la giustizia; la gratuità; il perdono; la fine delle disuguaglianze e delle ingiustizie. L’uomo ha infatti completamente dimenticato di non essere lui il signore della terra, ma il Creatore:  “Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e pellegrini” (Lv 25,23). Da ciò deriva anche la consapevolezza dell’impossibilità per l’uomo di possedere la terra che, già nello Shabbat, riposo del settimo giorno, si sottrae di fatto al suo dominio.
Per quanto riguarda il riferimento alla giustizia, bisogna sapere che essa, cuore del messaggio biblico e, soprattutto, profetico, si esplica riconoscendo l’amore gratuito di Dio nel mondo, assecondandolo nel fare di esso il principio del proprio agire e del proprio essere. Se quindi l’uomo abita in una terra che viene da Dio, significa infatti che vive in forza di una gratuità che coincide con lo stesso amore disinteressato di Dio. “La terra produrrà frutti, voi ne mangerete a sazietà e vi abiterete tranquilli”  (Lv 25,19).
L’anno giubilare istituisce la possibilità di un nuovo inizio, perché spezza non solo il meccanicismo delle difformità sociali ma anche quello della stessa colpa. Nello stesso tempo richiama ed esige il perdono, perché il suo inizio coincide con la celebrazione di Yom Kippur, la grande festa della riconciliazione: “Al decimo giorno del settimo mese… nel giorno dell’espiazione, farete squillare la tromba per tutto il paese” (Lv 25,9). Infine, essendo la terra di Dio è necessario che finiscano tutte le forme di sfruttamento riferite ai beni che in essa permangono e all’uomo nei confronti di un altro uomo.
Oggi l’anno giubilare è soprattutto, per noi cristiani e per tutti gli uomini di buona volontà, l’anno di Cristo. Nel Nuovo Testamento, Gesù si presenta come Colui che porta a compimento l’antico Giubileo, essendo venuto a“predicare l’anno di grazia del Signore”. Nel vangelo di Luca troviamo Gesù nella Sinagoga di Nazareth, mentre legge il rotolo del profeta Isaia (61): “Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con lunzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare lanno di grazia del Signore….
L’anno di grazia non è altro che la remissione di ogni peccato. Il Signore si vuole riconciliare con l’uomo e se questi saprà corrispondere ad un tale grande dono d’amore e di grazia, il mondo potrebbe aprirsi ad un tempo di vera gioia e di vera pace. Non c’è essere umano che possa essere escluso dalla misericordia di Dio. La Chiesa è la casa che accoglie tutti. Papa Francesco ha chiuso così l’omelia dell’annuncio del Giubileo: “Le sue porte permangano spalancate, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono.
Un’accoglienza che trova la sua immagine simbolica proprio nel rito iniziale del Giubileo straordinario appena iniziato: l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro e delle altre porte sante che saranno aperte in tutte le cattedrali del mondo. Sullo sfondo, per la prima volta, l’abbraccio tra due Papi, prima e dopo aver varcato la Porta Santa.
Fonte: Zenit

Come i Rockefeller hanno riprogettato la donna

Come i Rockefeller hanno riprogettato la donna


l Premessa
Il femminismo è un eccellente esempio di come il mega-cartello dei Rockefeller usi il terribile potere dei mass media (ossia la propaganda) per controllare la società. In appena quarant’anni, molte donne hanno perso il contatto con i loro istinti più naturali. Di conseguenza, la famiglia è nel caos più completo, la depravazione sessuale è rampante e i tassi di natalità sono precipitati. Mi soffermerò soprattutto sul ruolo della famiglia Rockefeller, ma prima vorrei ricordare che per la donna lamore è un atto istintivo di abnegazione. Essa si dona al marito e ai figli, e realizza sé stessa vedendoli crescere e ricevendo il loro amore, il loro rispetto e la loro gratitudine.
femministeLa donna compie questo sacrificio supremo per un solo uomo che la curerà teneramente e che provvederà alla sua famiglia. Gli uomini vogliono adempiere istintivamente a questa responsabilità. Questa è l’essenza del contratto eterosessuale (vale a dire il matrimonio): il potere femminile in cambio del potere maschile espresso come amore. Il sesso è il simbolo di questo legame esclusivo.
donna_liberataIl matrimonio e la famiglia non possono essere per tutti, ma sono il cammino naturale per la maggior parte delle persone. Il femminismo ha abituato le donne a rifiutare questo modello come «un vecchio stereotipo antiquato e oppressivo», anche se esso riflette i loro istinti più naturali. Uno scrittore britannico ha riportato una conversazione tra due giovani donne che ha sentito per caso:«Oggi tutti gli uomini sono degli incapaci», ha detto una di loro. «Sì», ha risposto l’altra. «Il guaio è che non si sono svegliati nemmeno davanti al femminismo. Non capiscono che noi abbiamo bisogno che essi siano più virili, e invece hanno tirato i remi in barca». Ma che razza di logica è questa? Se le donne sono meno femminili, perché mai gli uomini dovrebbero essere «più virili»? Gli uomini non sono stati progettati per entrare in competizione con le donne. Essi hanno bisogno di affermarsi mediante l’accondiscendenza e la fede di una donna. Quando donne li sfidano continuamente, gli uomini sfuggono al matrimonio e alla famiglia. Ai nostri tempi, l’amore e il matrimonio sono stati screditati, e le donne non hanno niente da dare in cambio se non il sesso. E così molte sono innaturalmente ossessionate dal loro aspetto fisico e offrono pateticamente il loro corpo a tutti i pretendenti. L’amore permanente non è basato sul sex appeal di una donna, sulla sua personalità o sulle sue conquiste. Esso è basato sull’abnegazione. Noi amiamo le persone che ci amano.
l Il grande ritratto: il cartello dei banchieri 
Molte persone non capiscono che il femminismo è un indottrinamento di massa perché non riescono ad identificare l’esecutore di questo piano, i mezzi e il motivo per cui viene realizzato. Recentemente, Aaron Russo (1943-2007), il produttore di molti film della cantante-attrice Bette Midler e di America: From Freedom to Fascism («America: dalla libertà al fascismo»; 2006), è riuscito ad identificare tutti e tre gli elementi di questa macchinazione. Mentre tentava di arruolare Russo nel Council on Foreign Relations (un organismo mondialista che lavora per edificare un Nuovo Ordine Mondiale), Nicholas Rockefeller gli confidò che la sua Fondazione di famiglia aveva creato il mito della liberazione della donna usando il controllo esercitato dai mass media come parte di un piano a lungo termine per asservire lumanità. Inoltre, Rockefeller gli rivelò che avevano progettato di inserire un chip sottocutaneo a tutta la popolazione. Se cercate digitate su Google le voci «Rockefeller Foundation» e «Women’s Studies» troverete mezzo milione di link a siti o pagine web che parlano di questo argomento. La scopo segreto perseguito dal femminismo è la distruzione della famiglia, in quanto essa interferisce con il lavaggio del cervello praticato nei giovani. Gli scopi secondari di questa operazione includono lo spopolamento e l’innalzamento delle tasse. Distogliendo gli uomini dal loro ruolo di mariti e padri si destabilizza anche la famiglia. Un drastico cambiamento di paradigma è necessario per dare un senso al mondo. I Rockefeller sono parte del potentissimo cartello privato bancario che tra l’altro controlla anche i mass media, la difesa, i grandi colossi farmaceutici e altre lucrose attività. Per proteggere il loro monopolio di credito e la loro ricchezza, essi stanno istituendo una polizia di Stato mondiale (il cosiddetto «Governo Mondiale»), e si sono serviti dell’attacco fittizio dell’11 settembre come pretesto per condurre una guerra senza fine 2. Nelson Rockefeller parlò a Russo di questo piano un anno prima dell’attacco alle Torri Gemelle. Il poeta francese Charles Péguy (1873-1914) ha scritto: «Tutto comincia nel campo della fede e finisce in quello della politica».
aaron_russoamerica_freedom_from_fascismnicholas_rockefellerIl cartello bancario ha bisogno di una filosofia per giustificare il suo tentativo di incatenare l’umanità. Questa filosofia è il satanismo. Il cartello controlla il mondo attraverso una rete di società segrete collegate alla Massoneria e al giudaismo internazionale (Bnai BrithAnti-Defamation LeagueAmerican Jewish Committee e movimenti sionisti). Il vertice occulto della piramide è noto come gli Illuminati. La cultura occidentale moderna è essenzialmente massonica. Basata sul luciferismo, la Massoneria insegna che è l’uomo e non Dio a determinare la realtà (naturalmente, i massoni devono annullare le leggi naturali e spirituali per affermare il loro controllo). Essi hanno notato che le persone sono creature malleabili e insicure che preferiscono credere a ciò che viene detto loro piuttosto che fidarsi della propria ragione o delle loro percezioni. Così, ad esempio, i mass media promuovono con successo i valori dell’omosessualità, i quali sono in stridente contrasto con i nostri istinti naturali.
l mass media sradicano lamore
Ogni sfaccettatura dei mass media (i film, la televisione, i giornali, la musica, la pubblicità e i notiziari) viene usata per l’indottrinamento e per il controllo sociale allo scopo di asservire i popoli. Esiste un collegamento tra ciò che accadde nella Russia comunista e quello che sta succedendo nell’America odierna. In entrambi i casi il potente cartello bancario sta affermando il suo controllo totalitario. La funzione dei mass media è di impedire che la gente prenda coscienza di questa scalata al potere da parte dell’Alta Finanza e dell’imminente guerra che gli Stati Uniti vogliono scatenare contro l’Iran. Attualmente, essi stanno usando come diversivo la bufala del riscaldamento globale. Per distruggere la famiglia, i mass media hanno convinto le donne che esse non possono fare assegnamento sul contratto eterosessuale. Myrna Blyth è stata capo-redattore del Ladies Home Journal dal 1981 al 2002. Nel suo libro Spin SistersHow the Women of the Media Sell Unhappiness – and Liberalism - to the Women of America (2004), essa ha scritto che i mass media hanno venduto alle donne «una brillante carriera esattamente nello stesso modo in cui le loro dalle madri hanno venduto loro il ruolo di “casalinga felice”» 3.
myrna_blythspin_sistersbetty_friedanGli Illuminati hanno minato gli istinti naturali delle donne ripetendo sino alla nausea i seguenti mantra:
  • Non ci si può più fidare degli uomini. Prendendo ad esempio ciò che la rete televisiva Lifetime Network propina alle sue ascoltatrici, la Blyth conclude che «tutti gli uomini sono 1) canaglie infedeli; 2) mostri insolenti; 3) fottuti disonesti; 4) tutte queste cose messe insieme. Per contro, le donne sono […] delle ciniche spietate che trionfano nonostante l’uomo delle caverne tenti di farle restare al loro posto» 4.
    • Le donne sono vittime a causa del loro sesso. La Blyth afferma che i mass media trasmettono «un messaggio chiaro e tondo. Per il solo fatto di essere donne, siamo vittima nelle nostre vite private, sul lavoro e nella società considerata nel suo insieme» 5.  Dunque, le donne devono alimentare in sé stesse un senso di ingiustizia, di diritti e di ribellione. La stessa tattica è stata usata per manipolare gli ebrei, i neri, i lavoratori e i gay
    • Le donne dovrebbero essere più egoiste«La liberazione e il narcisismo sono diventati una sola cosa», dice la Blyth. Libertà ora significa «avere più tempo per sé stesse, fare shopping da sole o forse con le amiche, ma assolutamente senza il marito e i figli […]. Articoli infiniti predicano il nuovo vangelo femminista nel quale sentirsi appagate è una parte importante per sentirsi donne sane ed equilibrate» 6.
    • Il sesso devessere slegato dallamore e dal matrimonio. Riviste come Glamour e Cosmopolitan spingono le giovani donne a «fare apertamente l’occhiolino agli uomini fin dal loro primo appuntamento e ad essere atletiche a letto. Non si deve parlare né di matrimonio né di famiglia» 7. Queste donne non possono avere abbastanza fiducia in un uomo al punto da concedergli il loro amore.
butta_via_bambinoLautorealizzazione si raggiunge in una carriera di successo e non nel matrimonio e nella famiglia. L’attivista femminista Betty Friedan (1921-2006) pontificò a suo tempo: «Le rimunerazioni sociali per un lavoro sono critiche per una donna che ha il senso della dignità e un’opinione rispettosa di sé stessa». Infatti, osserva la Blyth, «la maggior parte del lavoro è profondamente mediocre» 8. (Non sto dicendo che le donne non possono avere un lavoro, ma solamente che non dovrebbero essere fuorviate se desiderano farsi una famiglia).
cosmopolitan_glamourCosì, molte donne sono diventate schizofreniche perché tentano di conciliare i loro istinti naturali con esortazioni continue a fare l’opposto. Il naufragio – famiglie distrutte e persone problematiche – è sotto i nostri occhi. Allo stesso tempo, riviste come Playboy inviano un messaggio simile agli uomini. «Tu non hai bisogno di sposarti per fare sesso. Il matrimonio e i figli sono una seccatura».
l Conclusione
creazione_adamo_evaQuesta ininterrotta propaganda mediatica è una forma organizzata di lavaggio del cervello. La società è stata totalmente sovvertita dal grande cartello bancario, che si serve di una sètta satanica – la Massoneria – come di uno strumento privilegiato. La maggior parte dei massoni ignora la verità, ma i detentori dei mass media la conoscono benissimo. Un tempo si usava dire che«l’americano è tutto maternità e torta di mele». Solo i satanisti desiderano devastare la maternità. Lungi dal conferire potere alle donne, il femminismo le ha mascolinizzate. Esso le ha spogliate di un ruolo sicuro e onorato e le ha ridotte ad oggetti sessuali e a lavoratrici facilmente rimpiazzabili. I luciferini promuovono la ribellione perché si rifiutano di accettare tutto ciò che è naturale e che conduce alla felicità. Come il loro simbolo – Lucifero – essi vorrebbero sconfiggere Dio. La dedizione di una donna verso suo marito e i suoi figli è un’immagine dell’amore di Dio. Ecco perché i banchieri devono distruggerla a tutti i costi.
Tratto da: Lo Sai

Gesù, celibe o sposato?

Gesù, celibe o sposato?

- di Gianfranco Ravasi -
Con buona pace di qualche studioso che ha fantasticato su un legame matrimoniale di Gesù con Maria di Magdala, è indiscutibile che Gesù sia stato celibe. Il Nuovo Testamento è abbastanza loquace sui legami familiari di Cristo: oltre alla madre Maria, c’ è il padre legale Giuseppe, ci sono i quattro “fratelli” Giacomo, Ioses, Giuda, Simone, e alcune sorelle, ci sono i parenti Elisabetta, Zaccaria, Giovanni e così via. Sorprenderebbe il silenzio su un vincolo così importante se fosse esistito realmente, dato che Maria di Magdala è evocata solo come discepola. Certo, lo stato celibatario era allora piuttosto anomalo, ma non rarissimo, al punto tale che sembra fosse praticato dagli Esseni, la comunità dei manoscritti di Qumran al Mar Morto. Anzi, oltre al profeta Geremia che fu celibe per imposizione divina, e al Battista, è interessante notare che un maestro ebreo del I secolo, Simeon ben Azzai, aveva sostenuto la sua scelta celibataria perché «la mia anima è innamorata della Torah [la Legge biblica] e il mondo può essere portato avanti da altri». A sostegno del celibato di Gesù e della sua proposta in questo senso (ma non esclusiva) per gli apostoli, si ha una sua frase piuttosto forte: «Vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre e vi sono eunuchi che sono stati resi tali dagli uomini e vi sono eunuchi che si sono resi tali per il regno dei cieli» (Matteo 19,12). Chiara è la triplice classificazione nella quale il terzo caso vuole rappresentare appunto il celibato o la verginità che, tra l’ altro, è esaltata anche da san Paolo nel capitolo 7 della Prima Lettera ai Corinzi. Forse con questa frase piuttosto aspra Gesù voleva reagire all’accusa o all’insulto lanciato dagli avversari perché egli non era sposato come gli altri maestri giudaici: «Sei un eunuco!».
Gesù replicherebbe adottando con orgoglio questo insulto per definire la sua verginità, ricordando che non era una situazione meramente anagrafica o fisiologica, bensì una scelta di dedizione totale per il Regno di Dio e per l’ impegno nei confronti del prossimo. Cristo rivelerebbe così di non essere sposato, cosa allora ben nota, considerata appunto l’ eccezionalità di un simile stato nella società di quel tempo. Non bisogna però dimenticare che il detto di Gesù è collocato in una pagina di alto profilo sul matrimonio (Matteo 19,1-9), che viene esaltato nella sua forma più alta di donazione assoluta e senza incrinature. In essa viene affrontata anche la questione dell’ indissolubilità che Gesù considera strutturale nel matrimonio cristiano. Abbiamo già avuto occasione, poi, di affrontare, all’ interno di questa pagina evangelica, anche la celebre “eccezione” introdotta da Matteo («tranne il caso di pornéia») sul cui valore concreto, legato al significato del termine greco pornéia di difficile interpretazione, è ancora aperto il dibattito tra gli studiosi, una discussione – come abbiamo già detto in passato – che difficilmente potrà essere risolta con assoluta certezza.

SUL CLIMA SBAGLIA, CARO PAPA.

SUL CLIMA SBAGLIA, CARO PAPA.

- di Maurizio Blondet -
Questa è la lettera che lo scienziato Franco Battaglia   ha inviato a Papa Bergoglio dopo averne letto l’enciclica “ambientalista”.   Naturalmente, nessuna risposta.
Santissimo Padre, sono un cristiano, nel senso che credo che Gesù Cristo sia stato Dio fatto uomo. E qui finisce la mia fede, cioè quanto basta per essere io, e non solo per questo, un peccatore. Tanto peccatore che, avendo letto la Sua ultima Lettera Enciclica, mi sono fatto la convinzione che in qualche passaggio essa non sia stata ispirata dal Suo naturale ispiratore. Non sarebbe la prima volta che succede ad un Papa: chi ispirò Urbano VIII a costringere Galileo all’atto di abiura? Non certo Dio Onnisciente.
Lei, Santo Padre, s’appella al consenso scientifico per puntare l’indice contro il «preoccupante riscaldamento climatico… la maggior parte del quale… è dovuto alle attività umane». E sul problema si dilunga con argomentazioni – come, per esempio, quella del «preoccupante innalzamento dei mari» – che tutti noi leggiamo da alcuni decenni nei più approssimativi documenti di associazioni ideologicamente precostituite. Temo, allora, che il diavolo si sia insinuato nei cuori di coloro che L’hanno consigliata.
Innanzitutto, mai ci si può appellare al consenso scientifico per sostenere l’attendibilità di qualsivoglia affermazione. Anzi, a dire il vero, è contro il consenso che la scienza fa progressi, ma questa è un’altra storia. Al consenso s’appellò Urbano VIII. E Galileo non della Chiesa, ma dei suoi stessi colleghi e del consenso cosiddetto scientifico fu vera vittima. Bisogna appellarsi, invece, ai fatti. E i fatti, inconfutabili, sono quelli che seguono.
Il pianeta vive da milioni d’anni in una sorta di perenne stato glaciale, interrotto, ogni centomila anni, da diecimila anni di, detta in gergo, optimum climatico. Orbene, questa nostra umanità sta vivendo nell’ultimo di questi favorevoli periodi. Ed è da ventimila anni, cioè da quando il pianeta cominciò a uscire dall’ultima era glaciale, che i livelli dei mari si sono elevati: di oltre cento metri rispetto ad allora. Né l’attuale optimum climaticoha raggiunto ancora i massimi di temperatura che si raggiunsero, in assenza di attività umane, negli optimum climatici precedenti. (Figura 1).
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Una volta usciti da un’era glaciale, il clima del pianeta non resta immobile in un ideale plateau termico (Figura 2).
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Per esempio, durante l’ultimooptimum climatico, vi sono stati periodi caldi (olocenico, romano e medievale), intervallati da cosiddette piccole ere glaciali, l’ultima delle quali durò qualche secolo ed ebbe il suo minimo 400 anni fa, quando il clima riprese a riscaldarsi, e sta continuando a farlo fino ad oggi. Ma 400 anni fa, quando cominciò il processo, le additate attività umane erano assenti, e assenti rimasero per almeno tre secoli. (Figura 3).
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È stato, l’ultimo scorso, un secolo di monotòno crescente riscaldamento, corrispondente all’inconfutabile monotòna, crescente immissione di gas–serra? La risposta è no. (Figura 4).
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Nel periodo 1945-1970, in pieno boom di emissioni, il clima visse un periodo d’arresto, ed è da almeno 14 anni che sta accadendo la stessa cosa: a dispetto di una crescita senza sosta delle emissioni d’anidride carbonica, la temperatura media del pianeta è al momento stabilizzata ai livelli di 14 anni fa. (Figura 5).
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Però, come dicevo, credo che a volte non sia stato lo Spirito Santo la Sua guida. Giacché Ella ha avanzato una terribile proposta che, se attuata, condannerebbe i poveri del mondo, e per sempre, alla povertà. Parlo, beninteso, della povertà materiale e non di quella, ben più devastante, dell’anima, a cui Ella solo può dare sollievo.
I poveri del mondo sono poveri perché non hanno a disposizione l’energia sufficiente per produrre beni che allievino la condizione di quasi schiavitù che sono costretti a vivere per il proprio sostentamento. Proporre, come Ella ha proposto, che i Paesi ricchi del mondo (che comprendono la minoranza della popolazione) costruiscano in quelli poveri (che comprendono la maggioranza della popolazione) gli impianti cosiddetti alternativi di produzione energetica, significa, di fatto, negare ai poveri l’unico bene – l’energia abbondante e a buon mercato – che solleverebbe la misera condizione in cui essi vivono.
Quegli impianti “alternativi”, infatti, non funzionano (è un fatto tecnico). S’immagini, per un attimo, che con un miracolo sparissero in un istante tutti gli impianti nucleari, a carbone e a gas dell’Europa e, sempre con lo stesso miracolo, fossero sostituiti da impianti eolici e fotovoltaici di pari potenza a quelli spariti. Sa cosa accadrebbe? Forse Ella non lo sa perché il Suo consigliere non lo ha detto: si fermerebbero sì, i Suoi odiati climatizzatori (che pur tanto sollievo portano alle sofferenze dal caldo e dall’umidità), ma anche i frigoriferi e gli impianti degli ospedali, si fermerebbero le fabbriche e si spegnerebbero tutte le luci. Per farla breve: si smetterebbe di essere Paesi ricchi.
Qua e là nella Sua lettera Ella punta il dito contro l’abuso della tecnologia e la fede cieca nella scienza. Sante parole. Ma allo stesso tempo Ella chiede alla scienza e alla tecnologia cose che esse non possono dare, né – allo stato attuale delle conoscenze – è pensabile che possano mai dare, a meno di una qualche imprevedibile rivoluzione; e che, in quanto imprevedibile, non potremmo neanche formulare.
Proporre che i Paesi poveri usino solo quegli impianti per il proprio fabbisogno energetico, significa negare loro l’energia, cioè significa condannarli alla povertà. Proporre, poi, che siano i Paesi ricchi a sostenere l’enorme, quanto inutile, sacrificio economico, significa impoverire le popolazioni di questi Paesi a vantaggio di quella ristretta minoranza che, unica, si avvantaggerebbe del miserabile affare. La ristretta minoranza che ha assunto le forme del diavolo che, temo, s’è insinuato nei cuori dei Suoi consiglieri, Santissimo Padre.
Con ciò mi congedo, e chiedo a Dio misericordioso di perdonare questo mio ardire.
Francesco Battaglia – 388–7423–526; francesco.battaglia@unimo.it
Professore di Chimica Fisica
Università di Modena
Figura 6: Il consenso “scientifico” che si aveva nel 1995 sulla evoluzione delle temperature globali è stato sconfessato dai fatti.
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Archeologia: confermata l’esistenza del re biblico Ezechia

Archeologia: confermata l’esistenza del re biblico Ezechia


Fino a pochi decenni fa molti storici e studiosi concordavano sul fatto che le narrazioni bibliche che descrivono il tempo prima dell’esilio babilonese sarebbero state frutto della fantasia di scribi pii, mossi dall’obiettivo di giustificare le loro preoccupazioni sull’esilio attraverso la creazione di un passato a cui far riferimento.
E’ stata anche messa in dubbio l’esistenza di figure come i re Davide e Salomone, mentre alcuni studiosi oggi affermano che sarebbero esistiti ma soltanto come piccoli capi tribali, oggetto di successiva glorificazione. E’ stata l’archeologia a smentire queste convinzioni.
Proprio in questi giorni è stata annunciata la scoperta a Ophel, ai piedi della parete meridionale del Monte del Tempio, di un sigillo reale del re biblico Ezechia. Gli scavi, condotti dall’Università Ebraica di Gerusalemme sotto la direzione di Eilat Mazar, hanno portato alla luce questo reperto di forma ovale, sul quale compare un’iscrizione in alfabeto ebraico antico, che recita: “Hezkiahu (figlio di) Achaz re di Giudea“. Vi è inciso anche un sole con due ali rivolte verso il basso, affiancato dall’ankh simboleggiante la vita, che è l’emblema scelto dal monarca nella fase finale del suo regno, protrattosi negli anni 727-698 a.C. Ezechia è descritto favorevolmente nella Bibbia (Re2, Isaia, Cronache) come re intraprendente e audace:«Fra tutti i re di Giuda nessuno fu simile a lui, né fra i suoi successori né fra i suoi predecessori» (Re2 18,5).
Il ritrovamento va connesso a quelli emersi in questi anni rispetto agli altri re biblici, come Davide e Salomone. Ricordiamo ad esempio la scopertadi una città fortificata in Giudea al tempo di re Davide, che ha fatto concludere così gli studiosi: «le ipotesi di chi nega la tradizione biblica per quanto riguarda Davide e sostiene che egli era una figura mitologica, o un semplice capo di una piccola tribù, vengono ora dimostrate essere errate». I reperti di Khirbet Qeiyafa indicano, inoltre, che uno stile architettonico elaborato si era sviluppato fin dal tempo del noto re biblico, così come la formazione di uno stato e la creazione di una élite, con un certo livello sociale e urbanistico.
L’esistenza di Davide è stata anche confermata dalla stele di Tel Dan, trovata nell’odierno Israele settentrionale nel 1993-94, e datata all’incirca all’842 a.C.. L’iscrizione reca il nome di re Davide e descrive la sconfitta di Joram (o Jehoram), re del regno di Israele, e suo figlio Ahaziah (o Ahaziyahu), re del regno di Giuda, da parte del sovrano del regno di Aram Damasco all’inizio del 9° secolo a.C. Allo stesso tempo è stato trovato il palazzo di re Salomone e l’antica muraglia di Gerusalemme da lui fatta costruire.
Ci sono conferme anche sui personaggi più famosi e apparentemente più mitologici della Bibbia, come ad esempioSansone. E’ stata ritrovata, infatti, una moneta dell’XII secolo a.C. in cui si descrive un grande uomo con i capelli lunghi che lotta contro un leone. E’ noto infatti il famoso episodio biblico della forza di Sansone che squarciò, come fosse un capretto, un leone che lo aggredì (Giudici 14,6). Gli studiosi sono infatti convinti che rappresenti il famoso giudice biblico.  Il prof. Lawrence Mykytiuk , della Purdue University,ha spiegato e mostrato che ad oggi l’archeologia ha confermato l’esistenza di almeno 50 personaggi biblici.
Rimandiamo un approfondimento su questa tematica ad un nostro dossier specifico sull’archeologia biblica. Ci teniamo tuttavia a ricordare che laprudenza è obbligatoria, tali scoperte vanno tenute in alta considerazione ma è sbagliato pensare all’Antico Testamento come fosse un testostorico o scientifico. Non è stato scritto con queste intenzioni ed è sbagliata una lettura letterale: il messaggio inspirato da Dio ha esclusivamente un significato salvifico, descrive la rivelazione pedagogica di Dio agli uomini e va bel al di là della narrazione dei fatti, molti dei quali sono effettivamente storici come oggi conferma l’archeologia. Sant’ Agostino, infatti, definiva la Bibbia come il libro della pazienza di Dio, che vuole condurre gli uomini e le donne verso un orizzonte più alto (I Comandamenti, p. 100).
Fonte: UCCR

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