26 dicembre 2015

La Bibbia condanna l’idolatria che praticano i cattolici romani


La rima obiezione che si deve muovere contro il clero e tutti i cattolici romani è il fatto che hanno tolto dal catechismo il secondo comandamento dei dieci comandamenti, che dice:
“Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti.” (Esodo 20:4-6)

La Bibbia parla contro l’idolatria e definisce cosa sono e cosa fanno gli idoli, infatti in essa leggiamo:
“Ma il nostro Dio è nei cieli; egli fa tutto ciò che gli piace.
I loro idoli sono argento ed oro, opera di mano d’uomo.
Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano, hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non rende alcun suono.
Come loro sian quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano.” (Salmo 115:3-8)

Inoltre, è significativo il racconto biblico in cui si narra che l’Arca dell’alleanza è stata a contatto con una statua. Eccovi cosa dicono le sacre Scritture:

‎“I Filistei, dunque, presero l’arca di Dio, e la trasportarono da Eben-Ezer a Asdod; presero l’arca di Dio, la portarono nella casa di Dagon, e la posarono allato a Dagon. E il giorno dopo, gli Asdodei alzatisi di buon’ora trovarono Dagon caduto con la faccia a terra, davanti all’arca dell’Eterno. Presero Dagon e lo rimisero al suo posto. Il giorno dopo, alzatisi di buon’ora, trovarono che Dagon era di nuovo caduto con la faccia a terra, davanti all’Arca dell’Eterno; la testa e ambedue le mani di Dagon giacevano mozzate sulla soglia, e non gli restava più che il tronco.” (1 Samuele 5:1-4)

Quindi, la Bibbia condanna l’idolatria da chiunque praticata, e di conseguenza anche l’idolatria praticata dai Cattolici Romani è da condannare, ed essa porta chi pratica tale peccato ad essere gettato all’inferno, perché gli idolatri non erediteranno il Regno di Dio, come ha detto Paolo:
“Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né GL’IDOLATRI, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio.” (1 Corinzi 6:9-10)

Pertanto, alla luce di quanto abbiamo detto sopra, mi rivolgo a voi Cattolici Romani e a tutti coloro che sono comunque idolatri: convertitevi dagl’idoli all’Iddio vivente e vero, abbandonate di fare i vostri culti idolatrici in riverenza di statue e altri oggetti che nulla hanno a che fare con il culto spirituale da rendere a Colui che ha fatto i cieli e la terra. Ravvedetevi e credete nell’Evangelo, e Iddio vi farà nascere di nuovo e diventerete così figlioli di Dio e l’ira di Dio non sarà più sopra di voi, ma sarete avvolti dalla misericordia di Dio, farete la pace con il Creatore e vivrete una vita serena e piena di gioia. Se voi non vi ravvederete e continuerete ad adorare e servire le creature e gli idoli anziché Iddio, allora sarete condannati ad essere tormentati per l’eternità nello stagno di fuoco e di zolfo. Ecco, ve l’ho detto, ora spetta a voi chiedere perdono e abbandonare l’idolatria, io sono netto del vostro sangue.

Eccovi anche dei video che mostrano chiaramente dove hanno il cuore gli idolatri cattolici romani. Per prima cosa si vede che servono servono gli idoli con il loro cuore e il loro corpo; per secondo vediamo quanto si dispiacciono che il gesso dei loro idoli si rompa quando cadono a terra.

Enzo Vincenzo Sciarra

Non occorre scomodare Carlo Marx…La diagnosi è alla portata di tutti…


Non occorre scomodare Carlo Marx…

Non c’è bisogno di scomodare Carlo Marx. La diagnosi è alla portata di tutti…

Il declino dei partiti (un fenomeno che non è solo italiano) non ha soltanto fattori politici alla sua origine. La fase nella quale lo Stato si curava dell’emancipazione delle classi oppresse è chiusa. Ora è l’altra classe a gestire le relazioni pubbliche. Non c’è quindi bisogno di scomodare Carlo Marx per registrare questi mutamenti. La diagnosi è alla portata, anzi, alla vista di tutti.

I partiti politici sono diventati accumulatori di potere invece che luoghi di mediazione per la gestione del potere e la distribuzione delle risorse.

La “casta” non è la ragione della crisi che stiamo vivendo, ma semmai la conseguenza. La combinazione tra democrazia e capitalismo si è interrotta, il compromesso è sospeso e le classi sono tornate a prendere nelle loro mani le decisioni in particolare la classe che ha il potere economico, grandi industriali, banchieri e grosse istituzioni finanziarie nazionali etero connesse con quelle sovranazionali, da cui provengono le linee guida, che non tengono in alcun conto degli interessi nazionali e delle politiche utili a preservare la pace sociale. A volte, lo scontro sociale anziché essere smorzato viene per lo più alimentato e le classi sociali più deboli saranno poste di fronte alla secca alternativa tra dura reazione o soccombente rassegnazione. Le prima avvisaglie dello scontro sociale in Italia ma anche in Europa, sono già percepite, basta sfogliare i giornali indipendenti, navigare in rete tra i siti di informazione indipendente, per rendersene conto.

Il corpo sociale reagisce oramai in maniera brusca alle imposizioni dell’eurocrazia polico-bacaria ritenuta a torto a o a ragione di marca prettamente germanica.

Enzo Vincenzo Sciarra

NATALE LA FESTA DELL’IPOCRISIA...E' FINITA LA FESTA, TORNATE A COMPORTARVI COME PRIMA!



NATALE LA FESTA DELL’IPOCRISIA

Dunque, non buon natale ma buona ipocrisia!
I Padroni, i burocrati, i politicanti, ossia lo stato e la chiesa cattolica, su 365 giorni che compongono l’anno solare, il 25 dicembre, giorno in cui si celebra il natale cristiano, scoprono il filantropismo e attraverso i mezzi di comunicazione del regime di dominio di cui sono ideatori e detentori, quasi quasi è come se volessero imporre a tutti per decreto di dimostrare bontà verso il prossimo:
ci invitano ad accogliere i poveri nelle nostre convivialità di famiglia e a fare lo stesso con gli immigrati, che si sono trovati costretti a lasciare casa e famiglia in cerca di fortuna altrove;
ci invitano a soccorrere gli ammalati che necessitano di cure;
ci invitano a diffondere messaggi di pace e bandire la guerra.
Ma noi vi chiediamo: mostrarsi buoni per un giorno e poi rubare, sfruttare, provocare morte e miseria ai propri simili per gli altri 364 giorni dell’anno, è bontà o è ipocrisia? Invitare il povero alla propria tavola per un giorno e lasciarlo morire di fame gli altri 364, è bontà o è ipocrisia? Mostrarsi cordiali con l’immigrato per un giorno e perseguitarlo gli altri 364, è bontà o è ipocrisia? Soccorrere chi soffre per un giorno e lasciarlo nella sua sofferenza gli altri 364, è bontà o è ipocrisia? Inneggiare alla pace universale per un giorno e fare la guerra gli altri 364, è bontà o è ipocrisia?
E poi, diteci ancora, come pensate si possa risolvere il problema di intere generazioni che 365 giorni su 365 risultano essere senza prospettive di lavoro e senza futuro, di chi il lavoro ce l’ha ma viene sfruttato con basse paghe 365 giorni su 365, di chi ha lavorato una vita e percepisce 365 giorni su 365 una pensione da fame, dei tanti che 365 giorni su 365 non hanno i soldi per fare la spesa? ecc. ecc. ecc.
Pensate veramente che tutto ciò si possa risolverlo con gli auguri di buon natale e mettendo in atto azioni di bontà verso i nostri simili limitatamente il 25 dicembre?

NO QUESTA È SOLO E SEMPLICEMENTE IPOCRISIA!

Un’ipocrisia che ci rende complici dei padroni, dei burocrati, dei politicanti, dello stato e della chiesa cattolica, ossia di tutte quelle persone e quelle istituzioni che sguazzano magnificamente in questo mondo strapieno di iniquità sociali, in questo mondo che a pochi concede opulenza, ricchezza ed a molti miseria, povertà. Ci rende loro complici perché loro vogliono mantenere questo status quo di barbarie di cui sono ideatori e detentori, questo status quo che a loro garantisce una vita piena di benessere e a tutti gli altri una vita fatta di stenti, questo status quo che ci invita per un giorno, il 25 dicembre, ad essere caritatevoli, ma non col fine di regalare qualche attimo di felicità al povero, al perseguitato, a chi soffre, bensì col fine subdolo di regalare felicità a chi la carità la concede, perché se può concederla vuol dire che può lui illudersi di star bene, di non appartenere alla classe dei poveri. Volete continuare a prendere parte a questa ipocrita sceneggiata?
Preparatevi allora a fare gli ipocriti tante altre volte ancora, preparatevi agli auguri del buon natale del 2011, del 2012, del 2013 ecc. ecc. e ad azioni di carità limitate a un giorno.

QUESTO INIQUO MONDO DI RICCHI E POVERI, DI PADRONI E SERVI, NON SARÀ CERTAMENTE CON LA CARITÀ CHE LO SI SCONFIGGE!
La carità questo iniquo mondo non lo distrugge, anzi semplicemente lo alimenta.
La carità per esserci ha bisogno dei Ricchi Veri, ossia dei padroni, dei burocrati, dei politicanti, dello stato e della chiesa cattolica che la pubblicizzino per fargliela poi fare ai Ricchi d’Illusione, ossia a quanti possano almeno per un giorno sentirsi ricchi tanto da poter concedere la carità a chi invece è povero.

NON PENSATE CHE SIA INVECE ORA DI FINIRLA CON QUESTA IPOCRITA SCENEGGIATA?
NON PENSATE CHE SIA ORA DI FINIRLA DI ESSERE COMPLICI DI QUESTO INIQUO SISTEMA SOCIALE CHE UCCIDE L’UGUAGLIANZA FRA SIMILI PRODUCENDO E MOLTIPLICANDO LE DISUGUAGLIANZE FRA RICCHI E POVERI?

Se pensate ciò le armi a disposizione le abbiamo per definitivamente cambiare questo iniquo status quo, e non sono certamente gli auguri di buon natale, la carità, ma sono invece la solidarietà e il mutuo appoggio quotidiani e non solo il 25 dicembre, l’unione e la voglia di lottare ogni giorno insieme poveri, immigrati, lavoratori, disoccupati, pensionati, ecc. con l’intento di distruggere dominio e costruire libertà, con l’intento di edificare insieme un Mondo Nuovo, una Società Nuova, una Umanità Nova non più di ricchi e poveri ma di uomini e donne libere ed uguali.

Enzo Vincenzo Sciarra

25 dicembre 2015

Povertà necessarie per valorizzare la felicità...


Povertà necessarie per valorizzare la felicità...
L’idea che “essere povero forgia il carattere” è qualcosa che la maggior parte del persone dice per non stare male quando attraversano una fase della propria vita in cui le risorse economiche non raggiungono i livelli migliori. Quando viviamo e sperimentiamo il lato oscuro delle cose, ossia in modo negativo o difficile, semplicemente conoscere questa situazione ci permette di apprezzare molto di più quello che possediamo.
La povertà ci può permettere di dare valore a quello che abbiamo giorno dopo giorno. Con questo non si vuole dire che dobbiamo per forza sperimentare questa situazione per raggiungere la pienezza, ma che in parte tutti ne siamo passati, in un modo o nell’atro, a livello materiale o emotivo. In questo modo, impariamo ad apprezzare i veri pilastri della vita e che quello che avremo sempre non si può comprare con i soldi: l’amore e il nostro “io”.
Quali sono i tipi di povertà che bisogna sperimentare per vivere la felicità
Scarsità di soldi.
Quando viviamo senza certi privilegi materiali, come un semplice riscaldamento, possiamo imparare a renderci conto che è possibile vivere senza, che non è fondamentale nella nostra vita, e in questo modo possiamo comprendere meglio le persone che non hanno la fortuna di godere di questi elementi, valorizzando di più la nostra e la loro situazione.
Tutto ciò permette di sentirsi liberi, di imparare dalle altre persone e ad eliminare tutte le barriere che condizionano e rendono schiavi.
Di certo le persone che hanno avuto problemi economici hanno plasmato un carattere più forte, più umano e più tollerante nei confronti della vita. In fin dei conti, i sogni non si comprano: la mente è così forte che otterrà quello che sembra impossibile. Volere è potere.
È meglio essere libero che essere schiavo di elementi materiali che condizionano.
Scarsità d’amore.
Come potete sapere se siete innamorati se non avete mai vissuto in assenza di questo sentimento? Come potete valorizzare un sentimento così bello se non avete mai sentito la solitudine del disinnamoramento? Per apprezzare quanto di più sacro in questo mondo, l’amore, è necessario che le persone trascorrino qualche momento di solitudine in cui non provarlo. In questo modo, quando lo sperimenteranno, saranno molto più coscienti di tale dono.
Vivere senza amore in qualche momento della nostra vita ci rende più forti e più umili. È il tipo di povertà che rende più ricchi in molti aspetti, perché quando si è stati soli, si impara a trovare l’amore in qualsiasi cosa, qualsiasi azione e a valorizzare le altre persone in modo straordinario.
Una volta aver provato cosa voglia dire vivere soli, si può trasformare questa sensazione in un regalo per tutta la vita.
Scarsità di amici e relazioni interpersonali.
Come potrete apprezzare la compagnia o la consolazione dei vostri amici se non vi siete mai trovati senza di loro? Se non vi siete mai trovati nella situazione opposta, non saprete cosa voglia dire vivere senza relazioni interpersonali, senza sostegni, senza motivazioni, senza allegrie esterne, senza la voglia di condividere con gli altri la vostra vita…
Questi momenti di solitudine così duri che molti di noi abbiamo avuto la “fortuna” di vivere vi faranno capire quanto valore abbiano gli incontri con gli amici e che i rapporti sono unici.
In fin dei conti, “la felicità è completa solo se condivisa”.
L’aspetto importante delle relazioni e delle amicizie non è la quantità, bensì la qualità . Trovare persone che vi sostengano nei momenti difficili e poter godere della loro totale fiducia è un dono prezioso. Un ingrediente affinché questa ricerca sia piú facile, è una sana umiltà personale e buon giudizio.
Scarsità di passione.
La passione per la vita è uno degli ingredienti più belli.
Quando non è presente, proviamo un forte dolore al cuore.
Le persone prive di passione dicono di essersi sentite vuote dentro, senza sogni, senza desideri o mete che permettessero loro di godersi la vita, condividere, scoprire, amare…Senza essa, trascorriamo la vita come essere inerti, cercando costantemente qualcosa che ci riempi e che dia fine a questo profondo dolore che proviamo.
Gli esseri umani che non hanno mai sperimentato tale scarsità probabilmente non sono mai stati abbastanza “vivi” per uscire al mondo in cerca di qualcosa che li appassionasse. Bisogna anche dire, però, che non tutti nasciamo con qualche passione, così come non nasciamo tutti uguali.
Per questo motivo, vi invito a lanciarvi nel mondo, ad esplorarlo, a scoprirlo e incontrarlo. Sperimentare e conoscere molti elementi è la soluzione. Visitare e percorre luoghi dove non avreste mai pensato di andare vi riempirà di energie ed ispirazione per scoprirvi e continuare ad espandervi in quanto esseri umani, lasciando un pezzetto del vostro cuore agli altri e alla vita.
Enzo Vincenzo Sciarra

24 dicembre 2015

Francia: massoneria “sfacciata” a scuola e nelle istituzioni

Francia: massoneria “sfacciata” a scuola e nelle istituzioni

Si scrive laicità, si legge massoneria. Sempre più scoperto il gioco di connivenze ed intrecci tra istituzioni e grembiulini, impiantato in Francia. O meglio, non solo in Francia, sebbene qui, dove i “poteri occulti” si sentono evidentemente più “forti”, escono maggiormente allo scoperto.
Quella che l’agenzia Médias-Presse-Info chiama esplicitamente una «collusione tra il potere socialista ed il Grand’Oriente di Francia» non si limita più a grandi manovre politico-economiche-finanziarie degne del gioco Monopoli, bensì anche in scambi di cortesie e strizzatine d’occhio.
Ad esempio, invitando graziosamente i seguaci di squadra e compasso all’inaugurazione della nuova sistemazione di Piazza della Laicità, a Parigi, nel XV arrondissement (nella foto, il volantino). Ciò, su invito personale del Sindaco della capitale, Anne Hidalgo, ovviamente targata Ps, partito affiliato all’Internazionale socialista.
La chiamata a raccolta è avvenuta lo scorso 9 dicembre nei pressi del parco Citroën. Non a caso. André Citroën (1878-1935), ingegnere e fondatore della nota marca automobilistica a lui intitolata, fece parte della massoneria: vi fu iniziato nel 1904 in una loggia parigina. Certo, ne fu radiato nel 1919, ma insomma è pur sempre uno “di casa”.
Anche la data non è per niente casuale: la cerimonia si è svolta in occasione dell’annuale Giornata della Laicità, per celebrare contemporaneamente l’anniversario della legge del 9 dicembre 1905, che sancì la definitiva separazione tra Chiesa e Stato. Erano presenti Daniel Keller, Gran Maestro del Grand’Oriente di Francia, il primo cittadino di Parigi oltre a folte rappresentanze di tutte le obbedienze massoniche, giunte anche da altre regioni per i festeggiamenti.
Non un gesto episodico, questo, né una semplice cerimonia, bensì un tassello organico di un preciso piano politico: non a caso proprio in tale circostanza è stata presentata e diffusa la “Guida della laicità”, destinata ai 5.600 funzionari comunali. L’indottrinamento istituzionale verrà garantito poi da una serie di stage di formazione, prossimi a partire. Intanto, questo “condensato” di secolarizzazione, in una decina di pagine dense di consigli pratici, propone sei diverse situazioni, specificando alla virgola come comportarsi, in base alle leggi vigenti ed in base ai consigli giunti dall’Osservatorio parigino della laicità.
Manifesto per la laicità
Ad esempio, «che fare se, durante un colloquio di lavoro, l’interlocutore ostentasse un abito o un simbolo religioso», come una croce? Certamente questo fatto, in quanto tale, da solo «non giustificherebbe l’esclusione da un’eventuale assunzione. Tuttavia, se, nel corso della conversazione, il candidato dichiarasse di voler mantenere questo abito o questo simbolo anche dopo esser stato assunto, il funzionario avrebbe il diritto di ricordargli l’incompatibilità del proprio proposito con le regole vigenti nell’ambito del pubblico impiego».
In nessun modo viene ritenuto, infatti, possibile “tollerare” – precisa il documento – «qualsivoglia forma d’incitamento religioso sul luogo ed in orario di lavoro», ricordando il principio di «neutralità» degli uffici.
Secondo i vertici comunali, tale guida «colmerebbe una lacuna» ed i sindacati, con l’euforia alle stelle, han già fatto sapere che «su questi temi sensibili, i funzionari han bisogno di istruzioni chiare».
Anche alle scuole è stato peraltro ordinato di festeggiare la Giornata della laicità. Gli studenti sono stati preparati con lezioni di educazione morale e civica “ad hoc”. Tutto questo s’inscrive nell’ambito della «grande mobilitazione per i valori della Repubblica», proclamata da François Hollande già dopo gli attentati dello scorso gennaio contro Charlie Hebdo e l’Hyper Cacher. Figuriamoci ora… (M.F.)

Visco il comico: “I risparmi degli italiani sono al sicuro”

Visco il comico: “I risparmi degli italiani sono al sicuro”

Roma, 21 dic – A cosa serve Banca d’Italia? A detta del suo dominus, Ignazio Visco, praticamente a nulla. Il riferimento è ovviamente al pasticcio Etruria e altre, sul quale il rimpallo di responsabilità è stato tale da lasciar morire la colpa vergine perché non se la voleva prendere nessuno.
Negli ultimi giorni, poi, il faro si è concentrato sul fu istituto centrale di emissione. Voci vorrebbero un Visco irritato per la scelta di Renzi di affidare gli arbitrati sulle obbligazioni subordinate ad un soggetto terzo quale l’autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, tanto da minacciare al presidente della Repubblica le proprie dimissioni. Una telefonata, poi l’incontro durante il quale Mattarella avrebbe convinto Visco a rimanere al proprio posto. Dal Quirinale smentiscono, come da prassi consolidata, ma l’incontro c’è stato anche se, spiegano dal Colle, non ha avuto temi di attualità all’ordine del giorno.
Al netto del Visco offeso o meno, ciò che rileva sono due cose: le sue dichiarazioni e, soprattutto, ciò che non ha fatto. “Banca d’Italia è un’istituzione molto seria“, ha spiegato il governatore intervistato da Fabio Fazio, precisando che “abbiamo fatto il massimo possibile” e “facciamo continuamente ispezioni nelle banche”. Senza ombra di dubbio, visto che ad esempio nel caso Etruria le ispezioni si sono susseguite più volte nel tempo durante gli ultimi anni. Ma poi? Poi niente, dopo le ispezioni i tempi si son prolungati aspettando che i proverbiali buoi fossero già lontani dalla stalla. “Le nostre procedure sono rigorosamente formalizzate, e richiedono tempi necessariamente non brevi”, prova a giustificarsi Visco rispondendo alle domande di Repubblica. Come? In un modo globalizzato, dove la finanza sposta capitali per migliaia di miliardari nel giro di qualche secondo, Banca d’Italia ancora si muove con tempi da far sorridere l’elefantiaca burocrazia sovietica? E per fortuna che, secondo i vertici di via Nazionale che lo ripetono ogni volta che aprono bocca (insieme a liberali, Unione Europea e chi più ne ha più ne metta), sarebbe l’Italia a necessitare sempre di riforme per essere al passo coi tempi?
Nonostante un quadro che definire drammatico è dire poco, Visco si dimostra granitico su una cosa: “I risparmi degli italiani sono al sicuro”, ha assicurato. Non più tardi di ottobre, in occasione della giornata del risparmio, aveva detto più o meno le stesse cose, cercando di tranquillizzare i risparmiatori sulle nuove norme di salvataggio delle banche. Analogo il discorso che fece, in sua presenza, il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli: “I risparmi depositati e investiti in banca vengono trasformati in prestiti a famiglie e imprese italiane: questo circuito virtuoso sostiene la ripresa”.
Il resto è storia recente.
Filippo Burla
Nella foto: Ignazio Visco, governatore di Banca d’Italia

IL PORTOGALLO SALVA LA SETTIMA BANCA DEL PAESE CON 2.3 MILIARDI AIUTI PUBBLICI

IL PORTOGALLO SALVA LA SETTIMA BANCA DEL PAESE CON 2.3 MILIARDI AIUTI PUBBLICI

Mentre i risparmiatori italiani continuano a gridare vendetta per via della tosatura subitacon il “salvataggio” delle 4 banchette italiane fallite, vale la penna farvi osservare che il Portogallo, proprio ieri (chissà perché queste cose avvengono sempre di domenica), con 2.3 miliardi di aiuti pubblici, ha salvato la banca di Madeira, la Banif, che è stata ceduta al Santander per 150 milioni di euro.
Contrariamente a quanto avvenuto in Italia, per la Banif non è stata creata una bad bank e gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati non hanno subito l’azzeramento dei rispettivi titoli, e pertanto, dopo la liquidazione, verranno rimborsati pro-quota con il netto realizzato. Sempre che qualcosa rimanga.
Da Il sole 24 Ore
Il Portogallo pone rimedio allo stato comatoso del Banif (Banco Internacional do Funchal) con un’iniezione di quasi 2,3 miliardi di euro di fondi pubblici alla banca originaria di Madeira – piccola ma molto importante localmente – che viene venduta al Santander dopo essere stata ripulita degli asset più problematici. Un comunicato diffuso ieri, poco prima della mezzanotte, ha annunciato che «le autorità nazionali, il Governo e il Banco de Portugal hanno deciso la vendita dell’attività del Banif (il cui capitale era detenuto per il 60,5% dallo Stato) e della maggior parte del suo attivo e passivo al Banco Santander Totta per 150 milioni di euro. I vincoli posti dalle istituzioni europee e l’impossibilità di una vendita volontaria del Banif hanno fatto sì che l’alienazione avvenga nel contesto di uno strumento di risoluzione». La Banca centrale ritiene che «a fronte delle circostanze e delle restrizioni la vendita delle attività del Banif, questa è la soluzione che salvaguarda la stabilità del sistema finanziario nazionale e protegge i risparmi delle famiglie e delle imprese, così come il finanziamento dell’economia».L’operazione «comporta un sostegno pubblico stimato a 2,25 miliardi di euro che mirano a coprire le contingenze future» e che per 489 milioni derivano dal Fondo di Risoluzione alimentato dalle banche che operano in Portogallo e per 1,76 miliardi direttamente dallo Stato. Gli asset problematici della banca saranno trasferiti a un veicolo di gestione di asset. Nel “vecchio” Banif, cioè a carico dei suoi vecchi azionisti – quindi principalmente lo Stato – resteranno «un insieme molto ristretto di attivi che saranno oggetto di una futura liquidazione». La vendita del Banif «ha un alto costo per i contribuenti – ha riconosciuto il primo ministro socialista Antonio Costa, parlando alla televisione portoghese – ma, nel contesto attuale è la soluzione che difende meglio l’interesse nazionale». La Commissione Ue ha indicato di «avere approvato il piano portoghese», precisando che gli aiuti potranno andare fino a 3 miliardi, tenendo conto del costo del trasferimento a un veicolo degli asset problematici, stimati a 422 milioni e di un margine di sicurezza. L’iniezione di denaro pubblico nel Banif d’altro canto compromette l’obiettivo di discesa del deficit sotto il 3% del Pil. Per questo è prevista una riunione straordinaria del consiglio del ministri per approvare un bilancio di rettifica.
Lamentando «la negligenza» del precedente governo di destra di Pedro Passos Coelho, a cui i socialisti si sono sostituiti lo scorso 10 novembre grazie a un’inedita alleanza della sinistra, il capo dei deputati socialisti ha annunciato l’apertura di un’indagine parlamentare. Il Banif è la settima banca portoghese, con asset per 12,8 miliardi di euro, pari al 7% del Pil e con 6,3 miliardi di depositi. Nelle Azzorre e Madeira è leader di mercato, con quote del 37% dei depositi e del 31% degli impieghi nelle prime e del 36% e del 23% nella seconda. La decisione della vendita è stata presa da Lisbona a fronte delle crescenti difficoltà della banca e dei riflettori accesi dalla Commissione Ue sulla ricapitalizzazione per 1,1 miliardi di euro da parte dello Stato portoghese intervenuta nel gennaio 2013, rimborsati per 275 milioni. La ricapitalizzazione è stata temporaneamente approvata dalla Ue, in attesa del piano finale di riassetto del Banif. I piani sottoposti a Bruxelles tra l’aprile 2013 e l’ottobre 2014 tuttavia non hanno avuto il via libera europeo e il 24 luglio scorso Bruxelles ha aperto una procedura di indagine approfondita su eventuali aiuti di Stato.Tale procedura avrebbe potuto portare all’ingiunzione di rimborsare allo Stato gli 825 milioni ancora da restituire. Una prospettiva che avrebbe potuto essere il colpo di grazia per la banca, sempre più in difficoltà, anche a causa dell’andamento economico. Nelle ultime due settimane la Borsa ha duramente penalizzato il titolo del Banif, la cui quotazione ha perso due terzi del suo valore, scendendo molto vicina allo zero. Il 18 dicembre il Banif ha annunciato di avere ricevuto sei offerte d’acquisto per il 60,5% detenuto dallo Stato. Tra i candidati, stando alle indiscrezioni, oltre al Santander, c’erano anche il Banco Popular spagnolo e un gruppo cinese di Hong Kong. Il 19 dicembre il ministero delle Finanze ha però comunicato che una vendita volontaria non sarebbe stata possibile ed era necessario fare ricorso al meccanismo di risoluzione.Per il Portogallo è il secondo costoso salvataggio bancario in poco più di un anno. Nell’agosto 2014, Lisbona ha annunciato un’iniezione di 4,9 miliardi di euro, 3,9 dei quali direttamente dalle casse statali, per salvare il Banco Espirito Santo, con la costituzione di una nuova struttura con asset sani, il Novo Banco destinata alla vendita ma finora ancora senza acquirenti. Da Vincitori e Vinti, Post di Paolo Cardenà

PAPA FRANCESCO CONDANNA LA MASSONERIA MA NESSUNO RIPORTA LA NOTIZIA VIDEO

PAPA FRANCESCO CONDANNA LA MASSONERIA MA NESSUNO RIPORTA LA NOTIZIA VIDEO

 Di Luciano –
Ultimamente, il 12 giugno 2014, i massoni del Grande Oriente d’Italia hanno organizzato, a Roma, una conferenza sul Concilio Vaticano II. In questa occasione il Gran Maestro Stefano Bisi ha dichiarato: “Mi piacerebbe proprio sapere cosa pensa Papa Francesco della Massoneria“.
La massoneria speculativa è nata ufficialmente nel 1717. Il primo documento di condanna dalla Chiesa risale al 1738. Da allora oltre seicento documenti della Chiesa hanno confermato e ribadito la condanna. Seicento!
Gli ultimi risalgono agli anni ’80 dello scorso secolo. NellaDichiarazione circa l’appartenenza dei cattolici ad associazioni massoniche del febbraio 1981, da tutti consultabile sul sito ufficiale del Vaticano, leggiamo:
…sulla interpretazione del Can. 2335 del Codice di Diritto Canonico che vieta ai cattolici, sotto pena di scomunica, di iscriversi alle associazioni massoniche e altre simili […] questa Congregazione conferma e precisa quanto segue:
1) non è stata modificata in alcun modo l’attuale disciplina canonica che rimane in tutto il suo vigore;
2) non è quindi stata abrogata la scomunica né le altre pene previste;
In un altro documento del novembre 1983, Dichiarazione sulla massoneria, anche questo ben visibile sul sito ufficiale del Vaticano, è l’allora Cardinale Joseph Ratzinger che conferma:
Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita.
Nonostante questi documenti, il Gran Maestro del GOI, Stefano Bisi, si chiede cosa possa pensare Papa Francesco della massoneria, come se un Papa, improvvisamente, possa dimenticare seicento documenti di condanna emanati negli ultimi tre secoli.
Eppure Papa Francesco si è espresso molto chiaramente sulla massoneria, in un video che ha fatto il giro del mondo. Com’è possibile, allora, che nessuno ci abbia fatto caso? Semplice: i mass media (filo massoni) hanno focalizzato l’attenzione su alcune parole del Papa, tralasciandone altre. Il video in questione è quello registrato sull’aereo in cui il Papa parla anche degli omosessuali e pronuncia la famosa frase: chi sono io per giudicare?
Scommetto che tutti i nostri lettori hanno visto quel filmato.
Subito dopo la famosa frase sugli omosessuali, Papa Francesco aggiunge (cito):
Il problema è fare lobby… di questa tendenza [si riferisce alle lobby omosessuali], o lobby di avari [probabilmente il riferimento è per i banchieri], lobby politiche, lobby dei massoni… questo è il problema più grave per me.
Ecco cosa pensa Papa Francesco della massoneria. Speriamo di aver aiutato anche il Gran Maestro del GOI a soddisfare la sua curiosità.
Ascoltate il video e chiedetevi come mai questa dichiarazione non sia stata riportata da nessuno, nonostante la dichiarazione che la precede di qualche secondo abbia fatto il giro del mondo.
Dato che ci siamo, ne approfitto per un piccolo chiarimento anche riguardo alla frase sugli omosessuali che ha fatto tanto scalpore. Papa Francesco dice testualmente:
Se una persona è gay, e cerca il Signore, e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?
Forse non tutti sanno che la Chiesa cattolica condanna il peccato ma mai il peccatore. Il peccato, in questo caso l’omosessualità, bisogna odiarlo, mentre il peccatore, l’omosessuale, bisogna amarlo.
Non c’è nulla di scandaloso o rivoluzionario nella frase di Papa Francesco. Anch’io, che non sono omosessuale, sono un peccatore. Per esempio sono superbo. Proviamo a sostituire il peccato di superbia nella frase di Papa Francesco:
Se una persona è superba, e cerca il Signore, e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?
Ci trovate qualcosa di rivoluzionario? No. Il Papa, da buon Papa, non giudica il peccatore (solo Dio può giudicare il nostro cuore) ma questo non implica che la superbia non sia più un peccato!
Quindi la superbia rimane un peccato ma io superbo (e/o omosessuale), se cerco il Signore e ho buona volontà, posso sperare nella Sua misericordia.

Fonte: Lo Sai

23 dicembre 2015

Matteo Renzi: un personaggio costruito dal Nuovo Ordine Mondiale.


Gente...... aprite gli occhi.... !

La verità, sul grande inganno nel quale siamo immersi fino al collo. A noi interessa constatare e far capire quella che è ormai un’evidenza: Matteo Renzi è un massone figlio di massoni!
Non ci interessa il fatto che magari non si trovino le prove di un suo effettivo “tesseramento”, di una sua affiliazione a qualche loggia. Renzi è l’espressione più diretta ed immediata di quella culturalità massonica di cui si servono i grandi burattinai del potere occulto per agire indisturbati ai danni della società. Questa massonicità lo investe come individuo, come parte integrante di un contesto politico di potere e come espressione di una cultura che è e resta prettamente massonica.
Per stessa ammissione del Maestro Venerabile del Grande Oriente d’Italia Gustavo Raffi, fra le fila degli iscritti al PD si contano oltre 4000 affiliati all’obbedienza di Palazzo Giustiniani (vale a dire quasi un quinto dei tesserati del partito), la maggior parte dei quali risultano in Toscana. E questo senza contare i tesserati che fanno capo ad altre obbedienze massoniche diverse dal G.O.I., che sono comunque molto forti e radicate sul territorio.
Il mondo è governato da circa 1000 grosse banche, quasi tutte sotto il diretto controllo di potenti famiglie come i Rotschild e i Rockfeller. La Massoneria rappresenta il loro braccio esecutivo nello scegliere e nel selezionare quei leader politici più idonei, più gestibili e maggiormente manovrabili che, insediatisi nei posti chiave del potere, favoriscono gli interessi di chi realmente comanda e decide. Matteo Renzi rientra perfettamente in questo schema, ed è il prodotto di una abile e pianificata campagna di marketing dai toni a stelle e strisce e dal sapore inconfondibilmente massonico. Una campagna di marketing senza dubbio preparata già da anni, e finalizzata a lanciare mediaticamente e politicamente un “volto nuovo” in un certo senso predestinato ad assumere le leve del potere e a fare di conseguenza, una volta Presidente del Consiglio, gli interessi di chi sta nella cabina di regia.
Questa è l’idea che mi sono fatto personalmente di Matteo Renzi, un personaggio abilmente costruito a tavolino e curato nei minimi dettagli per quanto riguarda il look, la gestualità, il tenore e il contenuto dei discorsi, tanto che, nonostante risulti agli occhi dei più attenti una squallida scopiazzatura di Barak Obama, sta trovando sempre maggiori consensi sia fra un elettorato di sinistra ormai senza bussola e senza identità, sia fra l’elettorato di un centro-destra fiaccato da vent’anni di Berlusconismo e di promesse non mantenute.
Non so voi, ma io in questa cabina di regia ci vedo chiaramente i volti del Bilderberg, dei Rotschild, della grande finanza internazionale e del Nuovo Ordine Mondiale.

By: Redazione

21 dicembre 2015

AIUTO!!!! Associazione culturale Agorà Attività proposte ai membri dell’associazione Agorà



Associazione culturale Agorà.

AIUTO!!!!

Stiamo fondando una ASSOCIAZIONE culturale polifunzionale, stiamo cercando uno spazio che si presti alle nostre esigenze, le attività che svolgiamo vanno dall'arte,cultura, musica, teatro, sport, salvaguardia ambientale, welfare per i meno abbienti. Stiamo cercando associati sostenitori, artisti, musicisti, insegnanti volontari, donatori, abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti coloro che intendono prestarsi alla realizzazione In Milano chi avesse informazione è pregato se lo ritiene unna iniziativa positiva e utile per la cittadinanza, di darci informazioni in merito. Grazie, attendo una vostra collaborazione.

Lo scopo principale dell’associazione culturale (non a scopo di lucro) è quello di promuovere e diffondere la cultura, diventando un punto di riferimento e di aggregazione riconosciuto in Milano. Gli associati che ne faranno parte saranno di età eterogenea dai 0 a 100 anni ognuno con le proprie esigenze e passioni. Uno dei motori che muove l’associazione è quello della beneficenza, infatti molte delle attività saranno finalizzate alla promozione e alla sensibilizzazione della solidarietà verso i meno abbienti.
Ogni socio dell’associazione avrà diritto a partecipare alle attività sopra citate e a proporre nuove iniziative e tematiche in ambito culturale, infatti in quanto centro polifunzionale la struttura sarebbe non solo un centro di aggregazione ma anche un luogo dove confrontarsi e far accrescere l’interazione fra individui riqualificando la zona.
Un altro proposito dello spazio sarebbe quello di creare una “bacheca” anche online dove ognuno segnalerà le proprie capacità ed attitudini e le metterà a disposizione di chi ne avesse la necessità mettendo in comunicazione problema e soluzione. 
Le iniziative dell’associazione e di conseguenza lo spazio saranno presenti anche sul web su un sito dedicato e sui social network, dove verranno divulgate e messe a conoscenza dei soci. La 
Dedito alla cittadinanza, con particolare attenzione alle famiglie, giovani e anziani. 
Un luogo che dovrà diventare un punto di ritrovo e di aggregazione a disposizione della cittadinanza in Milano.


Breve presentazione del progetto

Lo scopo principale dell’associazione culturale (non a scopo di lucro) è quello di promuovere e diffondere la cultura, diventando un punto di riferimento e di aggregazione riconosciuto dalla Zona 2. Gli associati che ne faranno parte saranno di età eterogenea dai 0 a 99 anni ognuno con le proprie esigenze e passioni. Uno dei motori che muove l’associazione è quello della beneficenza, infatti molte delle attività saranno finalizzate alla promozione e alla sensibilizzazione della solidarietà verso i meno abbienti.
Ogni socio dell’associazione avrà diritto a partecipare alle attività sopra citate e a proporre nuove iniziative e tematiche in ambito culturale, infatti in quanto centro polifunzionale la struttura sarebbe non solo un centro di aggregazione ma anche un luogo dove confrontarsi e far accrescere l’interazione fra individui riqualificando la zona.
Un altro proposito dello spazio sarebbe quello di creare una “bacheca” anche online dove ognuno segnalerà le proprie capacità ed attitudini e le metterà a disposizione di chi ne avesse la necessità mettendo in comunicazione problema e soluzione.
Le iniziative dell’associazione e di conseguenza lo spazio saranno presenti anche sul web su un sito dedicato e sui social network, dove verranno divulgate e messe a conoscenza dei soci. La
Dedito alla cittadinanza, con particolare attenzione alle famiglie, giovani e anziani.
Un luogo che dovrà diventare un punto di ritrovo e di aggregazione a disposizione della cittadinanza in  Milano.



CORSI DI MUSICA




I corsi di musica sono strutturati  con lo scopo di creare un luogo di formazione musicale punto di riferimento per chiunque voglia avvicinarsi alla musica o di approfondire la conoscenza di uno strumento musicale. Si offrono diversi corsi di strumento e canto per tutte le età e le esigenze, sia individuali che collettivi. Tra le peculiarità dell’associazione c'è lo studio dello strumento finalizzato all'approccio del "gruppo" che intende privilegiare la cosiddetta musica d'insieme.

CORSI DI TEATRO



I corsi di teatro sono rivolti a chiunque desideri intraprendere o approfondire un’esperienza teatrale, o trovare un modo per esprimere le proprie emozioni attraverso codici diversi da quelli utilizzati nella quotidianità. Lo studio delle regole che organizzano la scena teatrale, l’acquisizione della padronanza di voce e corpo, attraverso esercizi individuali e di gruppo, sono gli aspetti essenziali che contraddistinguono il percorso finalizzato alla messa in scena di un esito spettacolare.

CORSI DI BALLO



L’associazione propone numerosi incontri dedicati all'insegnamento del ballo: Latino americano e Liscio per tutti i livelli di preparazione, al fine di formare nuovi ballerini ma anche per instaurare nuove amicizie e trascorrere insieme piacevoli momenti riservati alla conoscenza dei balli più travolgenti. Lo staff si contraddistingue per esperienza, cordialità e disponibilità, grazie a degli insegnanti qualificati e preparati, in continuo aggiornamento professionale.

CORSI D’INFORMATICA



Questo tema si  affaccia verso coloro che hanno difficoltà ad approcciare con le nuove tecnologie “computer, tablet, smartphone.  Per questo motivo abbiamo deciso di organizzare dei seminari d’informatica.  Il seminario offrirà una visione del web, facendo chiarezza su questo termine e sulla “nuova” tipologia di utente. Inoltre illustreremo come i social media possano essere sfruttati per fare mantenere i contatti e fare nuove amicizie.


GIOCHI DA TAVOLO, CARTE E BILIARDO, SCACCHI



L’associazione mette a disposizione dei propri associati una larga area dove poter giocare a carte o ad altri giochi da tavolo come Scacchi, Biliardo, Tombola ecc

PARTITE DI CALCIO ED EVENTI SPORTIVI




Per tutti gli appassionati di calcio e di sport in genere, viene proposta  la trasmissione delle partite più importanti di campionati e delle principali coppe europee.
Polisportiva:
Associazione, promuove la pratica di vari sport.

Polisportiva



Polisportiva:
Associazione, promuove la pratica di vari sport.

PUNTO RISTORO




Oltre alle attività si offre un punto dove poter rifocillarsi in qualsiasi momento della giornata: Colazione, Tavola fredda, aperitivi.
Quest’area è da considerarsi come un ulteriore punti di incontro e di aggregazione per fare nuove amicizie.

MERCATINO SCAMBIO ETICO



Ogni prima domenica mattina di ogni mese si propone un mercatino di scambio usato e raccolta di libri, pitture, strumenti, indumenti, accessori per la casa per i bisognosi, con offerte libere. Ogni partecipante potrà allestire il proprio spazio, a lui dedicato.





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