30 aprile 2016

Disuguaglianza sociale


Disuguaglianza sociale

Cos'è la disuguaglianza sociale? La disuguaglianza sociale è una differenza (nei privilegi, nelle risorse e nei compensi) considerata da un gruppo sociale come ingiusta e pregiudizievole per le potenzialità degli individui della collettività. È una differenza oggettivamente misurabile e soggettivamente percepita.

Gli elementi che la compongono sono le differenze oggettive esistenti, ossia il possesso minore o maggiore di risorse socialmente rilevanti. Le differenze sono conseguenza dell'azione di meccanismi di selezione sociale più che del merito e sono interpretate dai soggetti e dai gruppi sfavoriti (o da coloro che li rappresentano) come ingiuste; il ritenersi vittima di ingiusta discriminazione è una compononente soggettiva.

È quindi importante distinguere tra differenza e disuguaglianza sociale. Se la prima è il contrario del concetto di assimilazione, la seconda corrisponde all'esatto contrario diuguaglianza sociale.

La sociologia affronta il tema della disuguaglianza sociale elaborando due distinte interpretazioni, entrambe valide ed ineliminabili:

L'interpretazione valutativa consiste nello studio dell'ordine, della divisione del lavoro e della stratificazione sociale. Per es. la posizione di amministratore delegato di una grande azienda è molto elevata; l'individuo sarà collocato nella fascia medio alta della gerarchia sociale.

L'interpretazione politica consiste nello studio degli interessi e del potere e spiega la disuguaglianza con la differenza di potere; quindi con un'ingiustizia di fondo.

L'urbanistica ha forti, precise responsabilità nell'aggravarsi delle disuguaglianze. Siamo di fronte a una nuova questione urbana che è causa non secondaria della crisi che oggi attraversano le principali economie del pianeta.

Un compito importante nell'attenuare la diseguaglianza sociale ed economica è spettato, tradizionalmente, nella cultura occidentale, alla città e ai processi di urbanizzazione.

In passato, nella società occidentale, la città ha avuto un ruolo cruciale quale spazio privilegiato entro cui l'agire storico dell'uomo, sviluppando dinamiche di innovazione tecnologica, scientifica, istituzionale, era in grado di promuovere processi di mobilità sociale, favorire l'integrazione sociale, creare nuove identità sociali e culturali. Peraltro, tale ruolo necessita di essere rivitalizzato, dopo che esso, nel corso del XX e XXI secolo, è stato affievolito o cancellato da programmi edilizi che, di fatto, hanno finito per riproporre logiche di distinzione e di separazione spaziale tra classi sociali, perpetuando e consolidando assetti sociali espressi dalla società.


Enzo Vincenzo Sciarra

LA RICETTA DELL’ITALIA PER LA SIRIA, SANZIONI E FORNITURA DI ARMAMENTI AI RIBELLI?


L’ennesima testimonianza: il Vescovo di Aleppo in un incontro pubblico promosso dalla diocesi Ambrosiana, della Regione Lombardia e dal Centro Culturale di Milano, racconta gli effetti dell’embargo e il riaccendersi dei combattimenti.
di Patrizio Ricci – LPLNews24

Il Vescovo di Aleppo nell’incontro a Milano, descrive gli effetti dell’embargo (delle sanzioni ce ne siamo occupati nell’articolo ‘Le sanzioni ed il finto problema dei profughi’) e racconta del rinvigorimento dei combattimenti che sono coincisi con le rinnovate forniture di armi ai ribelli. E’ chiaro che la guerra di Siria è una guerra che per gli attori esterni ‘non va come deve andare’, perciò è una partita senza fine
, piena di colpi bassi e proibiti.Dalla testimonianza del Vicario Apostolico di Aleppo mons. George Abou Khazen, è emersa chiara l’urgenza di porre fine alle sanzioni contro la Siria che colpiscono soprattutto la società civile: la sospensione delle sanzioni sarebbe un provvedimento attuabile da subito (indipendentemente dal disaccordo tra le parti che impedisce la conclusione positiva dei negoziati).

Mons. George Abou Khazen non ha voluto dare accenti politici alla sua esposizione, ma inevitabilemnte ha descritto ‘l’altra guerra nascosta’, quella contro la popolazione civile indifesa: gli effetti del conflitto sono infatti acuiti dalla svalutazione della moneta nazionale, dalla carenza di beni di prima necessità, dalla disoccupazione. Sono gli effetti di una guerra evitabile e di sanzioni, anch’esse evitabili. Ma tant’è: da cinque anni, i leader delle maggiori potenze mondiali riaffermano la propria vicinanza al popolo siriano e manifestano il desiderio di volere donare ai siriani un governo più democratico. Però, le decisioni intraprese nelle ‘riunioni al vertice’ non nascono da una preoccupazione buona ma da un atteggiamento sempre di più di parte.

L’afflusso di armi donate in maniera sempre più massiccia all’opposizione armata (composte in gran parte da milizie che auspicano uno stato settario religioso) viene motivato dagli USA e dalla UE con la giustificazione di‘riequilibrare’ i due fronti opposti. Questa motivazione è veramente offensiva per la ragione: una simile condotta pone il campo di battaglia in una ‘stasi’ diabolica, un lento logoramento degli antagonisti che passando per un inevitabile imbarbarimento del conflitto: va avanti fino alla definitiva distruzione sia dello stato che della società civile. 
In definitiva, la comunità internazionale sta facendo affidamento solo sulle proprie risorse finanziarie e militari ed è solo interessata ad acquisire un certo controllo sulla Siria. L’embargo ad oltranza, che uccide tutti, finnchè non si giunga alla capitolazione senza condizioni, è sempre più simile all’assedio delle fortezze in epoca antica.

Naturalmente, le sanzioni non dicono di avere motivazioni strategiche di questo tipo (vietate peraltro dalla Convenzione di Ginevra) ma dicono di essere messe in atto ‘per far cessare le angherie del regime sulla popolazione civile e così proteggerla’. Ci accorgiamo però quanto questa sia un’affermazione falsa e continuamente contraddetta dalla realtà; per esempio, la contraddice la notizia dei 500 villaggi siriani in cui la popolazione ha chiesto ai ribelli di uscire dai centri abitati e di smettere di combattere e per ultima, la notizia della gente che rimprovera l’esercito siriano perchè non interviene contro i ribelli (riportata da Zenit ieri ‘finita la tregua ricomincia la strage‘).

Ma veramente c’è qualcuno ancora che crede che noi siamo ‘i buoni’? Beh, alla luce di quanto detto, il popolo siriano ha tutte le ragioni per sentire questa guerra, come una guerra beffarda dell’occidente contro di sè.

Tratto da: Vietato Parlare

Obama contro tutti i muri, meno che i suoi


Si stanno svolgendo ad Hannover i lavori del G5 “informale”. Durante gli incontri con la Merkel, Renzi, Cameron e Hollande, il presidente degli Stati Uniti d’America, Barak Obama, ha rilanciato il suo invito a non erigere barriere per fermare il flusso di migranti in Europa.

“I muri non servono” per frenare l’immigrazione, ha detto Obama parlando di “management di controllo del confine” a proposito della decisione dell’Austria di ripristinare i controlli alla frontiera con l’Italia al Brennero.

Il presidente Obama si è guardato bene dal dire che, nel suo paese, di muri con lo stesso scopo ne esistono molti. A cominciare da quelli al confine con il Messico. Tra Stati Uniti d’America e Messico esiste da anni una “barriera di sicurezza” che negli USA è chiamato muro messicano o muro di Tijuana (ma in Messico viene chiamato Muro della vergogna, in ricordo di quello di Berlino). L’obiettivo è sempre lo stesso: impedire ai migranti di oltrepassare il confine.

La costruzione di queste barriere negli USA è iniziata oltre un ventennio fa, nel lontano 1994, con il progetto “Gatekeeper”, in California, il progetto “Hold-the-Line”, in Texas, ed il progetto “Safeguard” in Arizona. Barriere fatte per gran parte di lamiera metallica sagomata e fino spinato, alte dai due ai quattro metri. Un “muro” quasi insormontabile che si snoda per migliaia di chilometri lungo la frontiera tra Tijuana e San Diego, dotato di sensori elettronici e di strumentazioni per la visione notturna connessi via radio alla polizia di frontiera statunitense, oltre ad un sistema di vigilanza permanente, effettuato con veicoli ed elicotteri armati. Altri tratti di queste barriere si trovano in Arizona, Nuovo Messico e Texas.

Una barriera sulla quale sono affisse molte, moltissime croci. Negli ultimi quindici anni, si stima che siano morte oltre 5mila persone lungo i 3.145 km di frontiera fra il Messico e gli Stati Uniti. “Siamo stati noi, ancora negli anni Novanta, a cominciare a mettere le croci con i nomi dei migranti morti al confine con gli Usa, per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo dramma” ha detto padre Gioacchino Campese, missionario scalabriniano attualmente docente presso il Simi (Scalabrini International Migration Institute), a lungo missionario in Messico, a Tijuana, ai confini con la California.

Anche oltre oceano i migranti non provengono da un solo paese, il Messico: spesso i più disperati giungono da Honduras, Guatemala, El Salvador e altri paesi. E anche lì esiste un numero altissimo di persone che specula su questi traffici. Come i “coyote”, ovvero gli equivalenti degli “scafisti” che sfruttano economicamente i migranti promettendo di aiutarli a varcare la frontiera.

Da qui la decisione degli americani di dotare i propri confini con barriere fisiche. Una decisione che è stata confermata più volte dal Congresso: come nel 2005, quando venne approvata una misura che prevedeva la costruzione di un muro di 1.123 km; e poi l’anno dopo durante la presidenza Bush (con la H.R. 6061).

Ma le analogie non finiscono qui. Molti di quelli che riescono a passare la frontiera finiscono per essere sfruttati come schiavi nel lavoro nero. Altri, secondo molti, finiscono in una sorta di centri di raccolta a metà strada tra i centri di prima accoglienza e veri e propri campi di concentramento. Nel 1978, sotto la presidenza Carter, venne creata la Fema (Federal Emergency Management Agency), un’agenzia governativa nata per la gestione di emergenze umanitarie. Scopo ufficiale della Fema era quello di ridurre “la perdita di vite e di proprietà e proteggere la nazione da tutti i rischi, compresi disastri naturali, atti di terrorismo e altri disastri causati dall’uomo, conducendo e sostenendo la nazione in caso di pericolo, comprendendo il sistema di preparazione, protezione, risposta, recupero e mitigazione della gestione delle emergenze”.

Ma quella che avrebbe dovuto essere una sorta di Protezione civile sotto la supervisione del Dipartimento per la sicurezza nazionale, cambiò radicalmente dopo l’attentato alle torri gemelle del 2001. Fu allora che il procuratore generale John Ashcroft annunciò “il desiderio di avere dei campi per i cittadini statunitensi che egli reputava essere ‘nemici combattenti’,” e che questi campi gli avrebbero permesso “di ordinare la detenzione a tempo indeterminato di cittadini statunitensi e spogliarli sommariamente dei loro diritti costituzionali e l’accesso ai tribunali, dichiarandoli nemici combattenti” (come scrisse il Los Angeles Times). In breve, furono in molti a pensare che le centinaia di campi Fema sparsi in tutti gli USA (sarebbero circa 800) in grado di ospitare fino a 2 milioni di persone, potevano diventare qualcos’altro. Nel 2006, il Congresso approvò il Military Commissions Act, la legge che si applica anche ai cittadini non statunitensi, che permette di imprigionare individui considerati ‘combattenti nemici’ a tempo indefinito e senza capo d’accusa ufficiale.

Oggi negli USA ci sono centinaia di campi Fema di diversi tipi: alcuni sono attrezzati con vere e proprie tendopoli (come quelli nel New Jersey) altri con roulotte o baracche (come il centro di detenzione degli immigrati di Villawood). Luoghi apparentemente “ospitali”, ma tutti uniti da un unico denominatore comune: quello di essere circondati da alte recinzioni e protetti con filo spinato. Un aspetto insolito per dei centri di prima accoglienza da utilizzare per far fronte a disastri ambientali.

A chiarire senza possibilità di dubbio quale sia uno degli scopi di questi campi fu lo stesso presidente Obama. In un discorso del 2009, riportato dal NYT parlò di “detenzione preventiva” (“a preventive detention system that would establish a legal basis for the United States to incarcerate terrorism suspects who are deemed a threat to national security but cannot be tried,…..”).

“In altri paesi, come in Israele o in India, la legge prevede la detenzione a tempo indeterminate per i sospetti colpevoli di atti terroristici” ha detto Monica Hakimi, professore di diritto all’Università del Michigan. “Ma pochi prevedono una detenzione a tempo indeterminato, e molti paesi europei hanno ristretto la detenzione preventiva a giorni o settimane. La decisione di Obama, ha detto Hakimi, sembra essere “un approccio aggressivo che non è comune trovare nei paesi occidentali più sviluppati”. “Se non possono essere condannati, è giusto rilasciarli” ha dichiarato Jameel Jaffer , avvocato alla American Civil Liberties Union, “Questo è ciò che significa avere un sistema di giustizia”.

Tornano in mente le parole di monsignor Elizondo, in occasione della visita del pontefice in America. In quell’occasione il prelato parlò di persone “che sono morte o vengono deportate quotidianamente”. Fu allora che una sua frase finì su tutti i giornali: “La frontiera tra Stati Uniti e Messico è la nostra Lampedusa”.

Forse, prima di lanciare affermazioni mediatiche come “i muri non servono” e pretendere di spiegare agli altri paesi come risolvere i problemi legati agli sbarchi dei migranti sulle coste italiane o quelli dei migranti che cercano di entrare in Europa dalla Turchia o dalla Grecia, sarebbe meglio che “qualcuno” facesse un esame di coscienza e ripensasse a come, negli ultimi decenni, gli USA non sono stati capaci di risolvere questo problema a casa propria.

TTIP, un accordo che porta al disastro l’agricoltura europea


A dirlo è il rapporto “Contadini europei in svendita – I rischi del Ttip per l’agricoltura europea” redatto da Friends of the Earth Europe in collaborazione, per l’edizione italiana, dell’associazione Fairwatch.

Il controverso accordo commerciale TTIP in fase di negoziazione tra l’UE e gli Stati Uniti potrebbe portare al disastro l’agricoltura europea. E’ la conclusione del nuovo rapporto “Contadini europei in svendita – I rischi del Ttip per l’agricoltura europea” redatto da Friends of the Earth Europe e pubblicato in Italia in collaborazione con l’associazione Fairwatch. Il rapporto analizza tutti gli studi più recenti di impatto economico del Trattato di partenariato transatlantico TTIP sul settore agroalimentare europeo, e rivela come il TTIP possa rappresentare per esso una vera e propria minaccia. Il TTIP aumenterà le importazioni dagli Stati Uniti, con un vantaggio per le grandi imprese Usa fino a 4 miliardi di euro (Beckman, J., Arita, S., Mitchell, L., & Burfisher, M. (2015). Agriculture in the Transatlantic Trade and Investment Partnership: Tariffs, Tariff-Rate Quotas, and Non-Tariff Measures. , mentre avrà pochi benefici e per pochissimi grandi produttori europei, la maggior parte del settore industriale



Lo studio, lanciato il 28 aprile, mostra come mentre il contributo dell’agricoltura al Pil europeo potrebbe diminuire dello 0,8%, con conseguente perdita di posti di lavoro, quello statunitense aumenterebbe dell’1,9%. Una vera e propria ristrutturazione del mercato che avrebbe effetti anche sulla gestione del territorio e sulle caratteristiche del tessuto produttivo agricolo europeo e italiano.

«Si prevede, infatti, che il TTIP porterà molti agricoltori in tutta l’UE a confrontarsi con una maggiore concorrenza e prezzi più bassi da parte dei competitor Usa», spiega la coordinatrice del rapporto per l’Italia Monica Di Sisto di Fairwatch, tra i portavoce della Campagna Stop TTIP in Italia, «minacciando le aziende agricole di tutta Europa, oltre ad avere un impatto negativo sulle aree rurali e sugli interessi dei consumatori».

Per questo la Campagna Stop TTIP Italia sarà in piazza a Roma il 7 Maggio a partire dalle 14.00 (Concentramento Piazza della Repubblica) con una forte rappresentanza di associazioni di produttori, dei lavoratoti dei settori potenzialmente colpiti, e di consumatori, e organizzerà in città un “Free TTIP Market” dove sarà possibile assaggiare e acquistare il buon cibo tipico del nostro Paese, e parlare con i produttori dei rischi del TTIP



Mute Schimpf, responsabile delle ricerche sull’agrifood di Friends of the Earth Europe, spiega: «La nostra preoccupazione concreta è che l’agricoltura europea, nelle dinamiche negoziali, venga sacrificata per chiudere l’ accordo TTIP a tutti i costi. Il rapporto rivela anche che le lobby agroindustriali, sia negli Stati Uniti sia in Europa, stanno spingendo per un maggiore accesso ai rispettivi mercati agricoli». Gli Stati Uniti, in particolare, mirano ad abbattere gli standard di sicurezza alimentari e di benessere degli animali in genere superiori in Europa. «Tuttavia, anche se si mantenessero gli standard in vigore nell’UE, l’aumento delle importazioni dagli Stati Uniti inonderà i mercati europei, garantendo enormi opportunità di esportazione e di profitti per le aziende alimentari e gli allevamenti Usa a scapito di quelli europei, e facendo diventare per questi ultimi assolutamente antieconomico rispettare le regole in vigore».
ALCUNE PREVISIONI DI SETTORE 

DOP
Il danno commerciale previsto con il TTIP potrà essere compensato dalla difesa delle nostre DOP? Sembrerebbe proprio di no. Al di là della chiara opposizione statunitense a ogni tipo di risultato ambizioso in questo settore, la lista proposta di prodotti DOPe DOC da tutelare (poco più di 200 su quasi 1500 protette dall’Unione europea, di cui 41 italiane su 269 riconosciute dal nostro Ministero delle politiche Agricole e Forestali e attive) non solo è insufficiente, ma prevede chela maggior parte dei prodotti “italian sounding” già sul mercato Usa non possano venire ritirati e che anzi, per il principio della reciprocità commerciale, circolino tranquillamente in Europa come mai è potuto succedere fino ad oggi

CARNI
Tutti gli studi analizzati prevedono che, se le tariffe dell’UE saranno eliminate come previsto, ci saranno aumenti significativi delle importazioni di carne bovina statunitense verso l’Europa, che varranno fino a $ 3,20 miliardi. Gli allevamenti di manzo europei che producono carne di alta qualità, sono considerati particolarmente a rischio.


LATTE E LATTICINI
In questo settore le esportazioni Usa si prevede che aumentino fino a 5,4 miliardi di dollari in più, mentre quelle europee al massimo di 3,7 miliardi di dollari. Per tutti i produttori di latte europei di verificherà una ulteriore caduta dei prezzi interni

POLLAME
Al momento c’è molto poco commercio di prodotti avicoli o uova tra Stati Uniti e UE 39, ma i gruppi di pressione degli Stati Uniti vogliono usare il TTIP per aprire il mercato UE abbattendone gli standard di sicurezza alimentare.

SUINI
La produzione di carne di maiale europea è il doppio di quella degli Stati Uniti, e ha regole più severe sul benessere degli animali. Il vero nodo è la ractopamina: tra il 60% e l’ 80% dei suini negli Usa è trattato con questo ormone vietato da noi perché danneggia il sistema endocrino umano. Gruppi di pressione degli Stati Uniti stanno premendo per l’eliminazione di questo, oltre che per la completa eliminazione delle tariffe.



Fonte: www.vita.it

Silvio Viale, chi è l’impresentabile candidato del PD a Torino


405 voti, ovvero lo 0,75%. Queste le persone che nel 2011 avevano votato per il medico abortista Silvio Vialedurante le primarie del centrosinistra torinese, condannandolo all’ultimo posto tra i candidati. Contemporaneamente, si è scoperto che il medico era candidato anche nella lista radicale “Legalizziamo Milano” a sostegno di Giuliano Pisapia, attirando le ire dei colleghi: «Il PD non è un partito di pagliacci!».

Nel 2016, non contento, lo ritroviamo nuovamente candidato nelle liste del PD alle elezioni comunali di Torino. Per meglio sottolineare i propri “meriti”, il dott. Viale ha voluto comparire nelle immagini pubblicitarie della campagna elettorale con in mano le confezioni di RU486, ovvero la pillola abortiva che manda in pronto soccorso il3,3% di donne che la utilizzano, secondo l’Australian Family Physicians, che nel 5% dei casi provoca un’’interruzione incompleta della gravidanza per cui è necessario effettuare un’’aspirazione o un raschiamento dell’’utero, secondo laSociété suisse de gynécologie & obstétrique e che uccide 10 volte di più dell’aborto chirurgico, come sottolineato in un famoso editoriale del New England Journal of Medicine. «Basta con questa ipocrisia», ha commentato Severino Antinori, ginecologo e presidente dell’Associazione mondiale di medicina riproduttiva. «Basta con le informazioni false. Smettiamola di dire che la pillola Ru486 aumenta la libertà della donna. Aumenta soltanto la sua libertà a farsi del male. Gli effetti della pillola sono devastanti per la donna e raccapriccianti per quel che succede al feto».

Su Libertà e Persona si leggono alcune frasi attribuite a Silvio Viale da un testimone oculare: «Io i bambini li frullo, sì, li frullo, non ho paura a dirlo», avrebbe detto il ginecologo radicale nel 2008 ad un convegno del Movimento per la Vita a Trento. Nel 2013, come abbiamo riportato, si è tradito affermando: «Non sono un fanatico che fa le crociate contro la Chiesa, anzi quest’anno ho mandato un paio di pazienti al consultorio del Movimento per la vita perché mi sembrava evidente che il bambino volevano tenerlo». Si, ha proprio detto “il bambino”, evidentemente ben consapevole di chi siano i destinatari degli aborti che pratica con orgoglio.


Nel 2010, si legge, Silvio Viale è stato sospeso per 25 giorni dall’ospedale Sant’Anna di Torino dopo uno scontro fisico avuto con la caposala Tiziana Adamo, litigio costato alla donna la rottura di un dito e una prognosi di venti giorni. Tre anni dopo, Viale è nuovamente alla (sfiorata) rissa, questa volta con un consigliere comunale del Pdl. Non stupisce se si considera che, dopo la laurea all’Università di Torino, il radicale diventò uno dei leader di Lotta continua, violentissima formazione della sinistra extraparlamentare italiana guidata da Adriano Sofri, mandante dell’omicidio del commissario Luigi Calabresi. Viale, secondo la ricostruzione de Il Giornale, venne arrestato per sei mesi prima di scappare all’estero, latitante dal settembre ’81 al gennaio ’83, denunciato dal terrorista pentito Roberto Sandalo per il rogo del bar Angelo Azzurro (venne assolto per insufficienza di prove), in seguito nuovamente arrestato mentre fumava spinelli davanti alla prefettura. Nel 1997, eletto in Consiglio comunale, invoca la sperimentazione di somministrazioni controllate di eroina e dal 1999 organizza aperitivi a base di cannabis, droga che distribuisce gratuitamente (senza spiegare da dove arrivi) durante le campagne elettorali.

Altre sue “meritorie” attività sono la proposta dei Giochi olimpici gay («avevo la delega per i matrimoni ma non ho mai trovato una coppia omosessuale disposta a farsi sposare da me», ha dichiarato) l’attivismo per la rimozione del crocifisso dall’’aula comunale («una volta per tutte!»), l’’intitolazione di una strada a Che Guevara. Nel libro Medici di Riccardo Ferracini si auto-definisce “un frustrato”, l’8 marzo festeggia la Festa delle donne distribuendo ricette dellapillola abortiva alle studentesse, è militante perfino di Exit Italia, l’associazione pro eutanasia che Viale vorrebbe applicare a comatosi e malati terminali, come specificato in un ordine del giorno fatto approvare dal Consiglio comunale.

Domanda: davvero la città di Torino merita di essere rappresentata da un personaggio del genere? Per noi no, Viale ècompletamente impresentabile (esattamente come lo era fino al 2011 per lo stesso Partito Democratico). Vedremo se lo sarà anche per i torinesi.



Fonte: UCCR

GRECIA, RICOMINCIA LA STAGIONE DEI RICATTI


COME OGNI ANNO, GERMANIA E FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE FANNO RIPARTIRE LA GIOSTRA DEI RICATTI ALLA GRECIA.

Lo schema è sempre lo stesso: per non collassare Atene ha bisogno di fondi internazionali, ma la Troika (Ue, Bce e Fmi) pretende l’ennesimo aggravio di austerità per sbloccare la nuova tranche di aiuti, che stavolta fa riferimento al piano di salvataggio da 86 miliardi concordato solo l’estate scorsa.

Il premier greco Alexis Tsipras aveva chiesto di convocare un vertice dei leader dell’Unione per uscire dal vicolo cieco, ma il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk si era detto scettico e il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha chiuso la discussione con due parole: “Sono contrario”. L’Eurogruppo straordinario che doveva tenersi oggi, invece, è stato rinviato alla settimana prossima, “o al più tardi alla successiva”, ha fatto sapere ieri sera il presidente Jeroen Dijsselbloem.

La trattativa si annuncia ancora una volta estenuante e, se possibile, quest’anno l’ingiustizia di cui è vittima la Grecia risulta ancora più evidente che in passato. La nuova contesa è figlia dell’improvviso irrigidimento di Fmi e Germania, convinti che i nuovi tagli da 3 miliardi approvati dal governo ellenico con le riforme di fisco e pensioni non siano sufficienti a rispettare gli obiettivi contenuti nel piano di salvataggio, che impone ad Atene di ottenere un avanzo primario pari al 3,5% nel 2018.

Per questa ragione Washington e Berlino vogliono costringere la Grecia a varare nuove misure di austerità non previste dagli accordi della scorsa estate. In sintesi, si chiede ora al Parlamento ellenico di approvare interventi per altri 3 miliardi di euro (pari al 2% del Pil) che scatterebbero automaticamente nel caso in cui Atene mancasse l’obiettivo fissato per il 2018.

Peccato che la Costituzione greca impedisca di votare una clausola di salvaguardia di questo tipo. Lo ha fatto notare il ministro delle finanze Euclis Tsakalotos, che ha proposto in alternativa l’impegno del suo Paese a operare tagli automatici nel momento in cui l’Eurostat certificasse scostamenti significativi dagli obiettivi. I creditori hanno rifiutato ed ecco spiegato il nuovo stallo.

Il copione recitato dalla Troika è ben riassunto in un’intercettazione svelata da Wikileaks: “Bisogna portare la Grecia sull’orlo del baratro allungando i negoziati fino a luglio (quando Atene dovrà pagare 3,5 miliardi alla Bce, ndr), perché solo quando sono con le spalle al muro fanno concessioni”. Queste amenità sono uscite dalla bocca del danese Poul Thomsen, attuale responsabile europeo dell’Fmi ed ex capo della Troika in Grecia.

Quando ricopriva quest’ultimo incarico, Thomsen si produsse in una confessione che non viene mai ricordata abbastanza: “Scusate, – disse – i nostri calcoli erano sbagliati. Abbiamo usato moltiplicatori scorretti. Non avevamo previsto che l’austerità avrebbe abbattuto i consumi e mandato a picco il Pil. E avremmo dovuto ristrutturare i debiti molto prima”. Come premio per il gran lavoro svolto ottenne la nomina al vertice europeo del Fondo.

Eppure, in quel breve momento di sincerità, Thomsen rivelò il più grande segreto di Pulcinella che la storia economica dell’Ue ricordi. L’austerità non ha aiutato il Pil greco a ripartire: anzi, gli ha dato il colpo di grazia. Non ha nemmeno migliorato i conti pubblici ellenici: al contrario, li ha affossati. Ed è per questo che Atene non sarà mai in grado di produrre il surplus di bilancio che servirebbe a ripagare i debiti. In altre parole, la Grecia non si risolleva a causa dell’austerità, e siccome non si risolleva la Troika le impone nuova austerità.

La demenzialità di questo circolo vizioso è manifesta e finché si continua su questa strada è assurdo immaginare che un giorno Atene riuscirà a tornare sul mercato, finanziare da sola tutto il proprio debito pubblico e ripagare per intero i prestiti ricevuti.

In realtà – come lo stesso Fmi sostiene da tempo – l’unica soluzione concepibile è abbattere il debito pubblico ellenico. Lo sanno tutti, eppure la Germania e i suoi sherpa impongono di continuare con il perverso schema Ponzi che tiene artificialmente in vita i conti di Atene (e uccide il Paese): debiti nuovi per ripagare i debiti vecchi.

Come si spiega tanta ottusità? I problemi delle banche private sono ormai risolti: la loro esposizione in Grecia è stata scaricata sulle spalle dei contribuenti europei tramite i precedenti piani di salvataggio, i cui fondi sono stati usati in massima parte per ripagare i crediti degli istituti francesi e tedeschi, e non per aiutare l’economia ellenica. Ma adesso, perché continuare?

La risposta a questa domanda emerge in parte da uno studio del centro tedesco di ricerca economica Iwh. Secondo le simulazioni dell’istituto, pubblicate l’estate scorsa, da quando è iniziato il calvario ellenico sui mercati allo scorso agosto Berlino ha risparmiato circa 100 miliardi di euro in termini d’interessi sul debito pubblico, perché i tassi sui titoli di Stato tedeschi (considerati un bene rifugio) calano ogni volta che arriva una brutta notizia sulla Grecia. E ogni anno, per fortuna del Bund, riparte la giostra.

Siria, senatore americano in visita a Damasco: “Il nostro governo appoggia i terroristi”


Damasco, 29 apr – Tutto si può dire tranne che al senatore repubblicano Richard Black manchi il coraggio. Ricevuto ieri a Damasco dal presidente siriano Assad non ha avuto alcuna remora nel condannare il proprio governo: “I terroristi che agiscono in Siria contro il legittimo governo di Bashar al-Assad e contro il popolo siriano sono sostenuti dagli Stati Uniti”, ha detto Black. “Questi terroristi – ha poi aggiunto il senatore Usa – oltre che dal nostro governo sono aiutati da Francia, Gran Bretagna, NATO, Unione Europea, e dagli stati del Golfo. Uomini armati di tutto punto che stanno distruggendo la civiltà. Nel loro desiderio di rovesciare quella laica nazione libera in Medio Oriente che è la Siria, hanno causato distruzione e devastazione. Sono orgoglioso di essere qui con Assad, sarò la voce del popolo e del governo siriano negli Stati Uniti”.

Parole pesantissime quelle di Black, che intervistato dall’agenzia di stampa Sana ha poi precisato come la crisi in Siria è stata progettata dai governi occidentali attraverso i propri servizi di intelligence. Il senatore repubblicano che nei giorni scorsi ha fatto visita a Palmira e Homs, si è poi recato nei campi profughi interni dove il governo siriano assiste gli sfollati dalle zone di guerra. Prima di essere ricevuto dal presidente Assad è stato inoltre ospite del Gran Muftì di Siria.

Incontri avvenuti proprio nei giorni in cui in una base in mano alle forze curde, a Rmelian nella provincia di Hasakah, zona nord-orientale della Siria, giungevano i primi 150 soldati delle forze speciali statunitensi. Ne arriveranno altri 100 nei prossimi giorni, stando a quanto dichiarato dalla Casa Bianca. A riguardo il governo siriano ha le idee chiare, si tratta di un deliberato “atto di aggressione” da parte degli Stati Uniti. Nonostante l’invio dei propri soldati deciso unilateralmente da Washington, è il governo americano ad avere le idee poco chiare. Proprio ieri il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Ashton Carter ha precisato: “I nostri soldati e le forze speciali in Iraq e Siria sono in combattimento, credo si debba dirlo chiaramente”. Carter ha di fatto contraddetto l’amministrazione Obama, che nei giorni scorsi aveva ammesso che i militari americani non sono impegnati in Siria nei combattimenti contro l’Isis. A questo punto viene da chiedersi: se i soldati Usa non sono al fianco di Assad e allo stesso tempo non combattono i terroristi, cosa ci fanno in Siria? Mentre 400 civili sono stati uccisi da lunedì ad Aleppo dalle bombe degli arsenali occidentali che riforniscono i terroristi “moderati”, il senatore Richard Black una risposta sembra averla.

Eugenio Palazzini

La Francia apre alla Russia: stop a sanzioni


La Francia potrebbe essere il primo Stato dell’Unione Europea ad interrompere unilateralmente le sanzioni contro laRussia. Ieri, infatti, l’Assemblea Nazionale ha votato una risoluzione per il sollevamento, e quindi l’interruzione, dellesanzioni economiche contro il Cremlino per la crisi ucraina e la riunificazione della Crimea.

L’atto, votato dalla camera bassa del Parlamento, è passato con 55 voti a favore su 98. Anche se, di fatto, dei 577 deputati dell’Assemblea, solo 101 hanno preso parte al voto. Inoltre, c’è da dire che la risoluzione non è vincolante né per il Parlamento né per l’Esecutivo. Resta comunque il fatto che il Parlamento francese, attraverso uno sforzo democratico, abbia dimostrato la contrarietà della Francia alle sanzioni economiche contro la Russia.

A dare il via al dibattito sulle sanzioni ci ha pensato Thierry Mariani, deputato dell’UMP ed ex Ministro dei Trasporti sotto Sarkozy, che, subito dopo il voto, ha dichiarato ad RT France: “La Francia è da sempre ritenuta la madre dei diritti umani, il Paese nel quale la volontà del popolo deve essere sempre rispettata. Così ora sto aspettando che la Francia accetti la volontà del Parlamento e chieda la revoca delle sanzioni nei prossimi colloqui”. Poi Mariani ha continuato: “Ho visto il nostro Ministro dell’agricoltura alzarsi in piedi davanti ai nostri agricoltori e dire “dobbiamo abolire le sanzioni”. Ho visto il Ministro delle Finanze ribadire la stessa cosa. Ma tutto ciò che fanno è dire semplicemente “noi non possiamo fare nulla, la colpa è dell’Europa”.

Una cosa è certa, però. Sebbene il voto dell’Assemblea non sia vincolante, risulterà influente per l’Eliseo. François Hollande dovrà necessariamente tenerne conto. Sia per le scelte attuali che future dell’Esecutivo. Considerando soprattutto il fatto che oggi la Francia vive un momento di forte instabilità politica e sociale, sull’onda delle proteste contro il Jobs Act.

E sono sempre il lavoro e l’economia a modificare l’indice di gradimento di un Governo. E questo vale anche per le sanzioni contro la Russia che dal 2014 continuano a danneggiare, e non poco, l’economia francese. Come quella di tutta l’Eurozona, d’altronde. Il settore più colpito è quelloagroalimentare che ha subito un drastico calo delle esportazioni e conseguenti perdite per milioni di euro. E sin dall’entrata in vigore, gli agricoltori francesi protestarono vivacemente contro le sanzioni alla Russia, bloccando le principali autostrade e dando fuoco ai loro prodotti. Ma non ci fu nulla da fare. Bruxelles tirò dritto. Anche quando avrebbe potuto impedire la proroga della sanzioni al Cremlino, lo scorso dicembre, dando ascolto al Governo italiano. Ed anche lì il Consiglio Europeo fece orecchie da mercante. Ne parleremo, dissero. Stiamo ancora aspettando il dibattito.

Eppure l’Italia ha subito parecchio le conseguenze delle sanzioni. O meglio delle controsanzioni volute da Putin in risposta a quelle occidentali. Un danno da 3,6 miliardi di euro, secondo la Cgia di Mestre. E infatti secondo l’associazione delle piccole imprese, l’export italiano verso la federazione russa è passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34 per cento). Il settore più colpito? Quello manifatturiero, a differenza della Francia.
E, come spesso accade nella storia d’Europa, anche stavolta arriva da Parigi la rivolta contro le imposizioni delle élite. Ma gli europei, a loro volta, ascolteranno Parigi?

29 aprile 2016

Sanità pubblica: cronaca di una morte annunciata


di Adelaide Conti

Ne siamo sempre più consapevoli, ma certo il dato non ci conforta: circa cinque milioni di italiani rinunciano alle prestazioni mediche. I tagli alla sanità compiuti negli ultimi anni hanno ridotto drasticamente i servizi e le prestazioni colpendo soprattutto le fasce più deboli della popolazione. In nome della spending review sono state prese decisioni che hanno indebolito sempre più il sistema sanitario nazionale. Non ultime le novità apportate dal cosiddetto decreto Lorenzin. Tale decreto si propone di razionalizzare e contenere la spesa sanitaria riducendo ulteriormente gli esami e le prestazioni a carico del Ssn se non ci sono i requisiti di “appropriatezza”.

In sostanza, chi oggi deve sottoporsi ad un esame diagnostico ha due possibilità: aspettare il proprio turno con la certezza di stazionare in una lista d’attesa interminabile (alla faccia della prevenzione), o in alternativa recarsi negli ambulatori privati. Infatti, mai come adesso gli studi privati prosperano e si moltiplicano. Va da sé, i professori/imprenditori, in una manciata di minuti, fanno la diagnosi con parcelle salatissime. Medici famelici che usano i pazienti come bancomat. Spesso gli stessi operano sia nel pubblico che nel privato.

L’Italia di questi baroni della medicina è l’Italia che non ti aspetti, che non fa notizia, o non la fa abbastanza. ll risultato è che tanti malati sono abbandonati a se stessi. Bloccati da un sistema pubblico sempre più iniquo e un sistema privato inaccessibile ai più. E che dire degli ultimi scandali che ci raccontano di medici che se la ridono dopo aver procurato danni fisici, oltre che morali, agli sventurati e ignari pazienti? Giusto per citare gli ultimi fatti di malasanità.

In questo scenario beckettiano, proprio per non farci mancare nulla, chiudono gli ospedali dei piccoli centri costringendo tanti poveri cristi – spesso affetti da malattie neoplastiche causate anche da fattori ambientali – ad intraprendere veri e propri viaggi della speranza verso le grandi città. Con il risultato di ritrovarsi, in alcuni casi, spersi e vulnerabili alla mercé del personale sanitario “cannibalizzato” da orari e turni massacranti.

“La strategia di aggressione agli sprechi, chiamata contenimento della spesa e spending review, a conti fatti ha prodotto queste certezze: 54 miliardi di tagli cumulati dal Ssn tra il 2011 e il 2015 e contrazione, o soppressione di prestazioni e servizi come certifica la Corte dei Conti. E per il 2016 14,5 miliardi di tagli. Invece resta da dimostrare e spiegare se e quanti sono stati gli effettivi risparmi prodotti dalle manovre e come sarebbero stati reinvestiti, a fronte dei sacrifici richiesti a tutti negli anni. Questo il commento di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanza Attiva, che aggiunge: “La ricetta va cambiata: partire da una più profonda conoscenza dei fenomeni; guardare alle buone pratiche esistenti (ndr e ce ne sono); mettere a punto interventi selettivi per agire sulle cause e non sparare nel mucchio; riconoscere il valore che ogni attore può dare nel contrastare le inefficienze, a partire da cittadini e professionisti; misurare gli effetti prodotti dagli interventi. Su appalti e acquisti occorre migliorare uniformemente impostazioni, quindi cosa comprare, in che quantità e come farlo; verificare il rispetto di accordi e procedure, ed occuparsi anche della corretta esecuzione dei contratti, applicando penali in caso di irregolarità o ritardi”.

Inutile aggiungere che i nostri ospedali pubblici possono tornare ad essere espressione d’eccellenza solo se gli obiettivi vengono perseguiti in una logica di sistema, coinvolgendo numerosi soggetti tra loro: esperti nel settore, medici, personale sanitario, cittadini e governo. A rigor di logica, affinché le cose cambino la trasparenza, l’etica e non ultima, la competenza non possono più essere messe in discussione. Esse sono indissolubilmente legate, e rappresentano la pietra angolare di un Paese in cui i servizi collettivi possono migliorare la vita di ogni singolo cittadino



28 aprile 2016

Madre surrogata non vuole lasciar andare la bimba, coppia le fa causa per strappargliela


“La battaglia di Gordon e Manuel”, titola lacrimevole il sito del Corriere della Sera in home page. Dato che ormai siamo capaci di celebrare solo le “battaglie per i diritti” e non quelle vere, chissà che conquiste progressiste avranno raggiunto Gordon e Manuel. Ebbene, andando a leggere scopriamo che la loro lodevole battaglia è consistita nell’andare in Thailandia per strappare a forza una bambina alla sua madre naturale. I due, una coppia gay formata da uno spagnolo e un americano, hanno fatto causa alla donna thailandese che ha fatto da madre surrogata per la “loro” bambina ma poi si è rifiutata di affidarla ai due perché preoccupata del suo futuro.

Preoccupazione giusta? Sbagliata? Impossibile stabilirlo, ma quel che preme sottolineare è l’assurda situazione per cui oggi le “battaglie per i diritti” si riducono alla prepotenza di una coppia ricca che cerca di strappare una bambina a sua madre. Riuscendoci, peraltro, dato che la causa è stata vinta dalla coppia gay. Patidta Kusolsang, la “prestatrice” di utero, non aveva voluto firmare i documenti che avrebbero concesso l’espatrio della neonata, “preoccupata per l’educazione di Carmen” in quanto i due “non formavano una famiglia ordinaria”. La coppia aveva chiamato alla mobilitazione su internet, cercando fondi per le spese giudiziarie e il soggiorno forzato in Thailandia: un appello che aveva scosso centinaia di persone e fruttato oltre 30 mila euro donati da chi aveva a cuore la causa di questo umanitario ratto di bambini. Ora, comunque, giustizia è fatta, la piccola non vedrà mai più sua madre e vissero tutti felici e progressisti.

Un affresco del 1522 rivela la diffusione degli infortuni sul lavoro in Lombardia

Un affresco del 1522 rivela la diffusione degli infortuni sul lavoro in Lombardia
La lettura di un affresco datato 1522, dipinto nella Chiesa della Disciplina, a Verolanuova, in provincia di Brescia – edificio che ai tempi quell’intervento pittorico era il principale luogo di culto della zona – rivela, indirettamente, attraverso l’impaginazione, quali fossero le maggiori e più temute cause di sofferenza o di infermità nella pianura padana, ai tempi del Rinascimento. L’opera, di una certa, rude eleganza, rinvia a moduli arcaici, ancora quattrocenteschi, sia nella delineazione delle figure che per l’impaginazione a scomparti. Arcaicità della lingua pittorica che risulta evidente nel momento in cui si considera che l’affresco di Verolanuova fu realizzato tre anni dopo la morte di Leonardo da Vinci e a due anni dalla scomparsa di Raffaello.
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San Girolamo, Santa Liberata da Como, Sant’Apollonia, Santa Caterina d’Alessandria, Santa Lucia, 1522, affresco, Verolanuova (Brescia), Chiesa della Disciplina

Ripartito come un polittico, con aree delimitate da false cornici, il dipinto non è  lontano dall’ingresso della chiesa e dovette costituire, in ambito parrocchiale, un nucleo interno specializzato, con funzioni di santuario, legato cioè al culto dei santi e alla richiesta di grazie. L’affresco presenta nella parte superiore san Girolamo, il traduttore della Bibbia dal greco al latino – che ha la funzione di orientare alla Bibbia il culto dei Santi, prevenendo atteggiamenti idolatrici dei fedeli – mentre nell’ordine inferiore, offre la vista di quattro santi, in uno spazio quadripartito irregolarmente, santi ai quali, anche attraverso iscrizioni in lingua e caratteri latini, si impetra l’intercessione divina. La differenza di spazio assegnata a Santa Caterina d’Alessandria – a fronte della mancanza di carte che provino la dedicazione del tempio a questa santa – le drammatiche immagini di operai-contadini lacerati dalle lame delle ruote, ai suoi piedi, lascerebbero intendere la necessità di aumentare l’evidenza della scelta cultuale per creare un canale più ampio di contatto.
Santa Caterina e i feriti, 1522, affresco, Verolanuova (Brescia), Chiesa della Disciplina
Santa Caterina e i feriti, 1522, affresco, Verolanuova (Brescia), Chiesa della Disciplina

Il dipinto di Santa Caterina d’Alessandria – impostato strutturalmente come un ex voto collettivo – rievoca parzialmente il primo tentativo di martirio. Secondo le fonti antiche, Caterina rifiutò l’apostasia della religione cristiana e venne pertanto condannata al supplizio della ruota, che si spezzò miracolosamente, come per volontà divina, sicchè i persecutori eseguirono la sentenza con la spada. Ma qui, Caterina sta sull’asse di una sorta di biga, le cui ruote sono dotate di spaventose lame di tortura. Una biga che ferisce anche due uomini, sfigurandoli, con un realismo che caratterizza la pittura bresciana e bergamasca dell’epoca, molto attenta alle fonti del vero, per quanto crudele esso sia. Caterina, leva lo sguardo a Dio, mentre il carro attraversa la campagna ormai raggelata: candido è il paesaggio lontano, con alberi brulli dalle cortecce imbrunite, solcato da un fiume azzurro, evidentemente lo Strone, il corso d’acqua di Verolanuova, che si getta più a Sud nell’Oglio.

Il pittore suggerisce anche, nell’area in cui dipinge gli alberi, uno scoscendimento che caratterizza il paesaggio locale. Nonostante Verolanuova sia in pianura, il nucleo originario sorse nei pressi del vallone, una depressione del terreno che dovette favorire non solo la difesa di Castel Merlino, lì abbarbicato, con la creazione di una profonda fossa difensiva, ma l’istallazione di laboratori artigianali e di mulini che usufruivano del moto vivido delle acque. L’altimetria di Verolanuova passa da 73 metri sul livello del mare a 53 metri, segnando pertanto un salto teorico di venti metri, ottimo da sfruttare soprattutto per la presenza naturale di una fonte d’energia primaria come l’acqua.
Santa Caterina d’Alessandria, secondo la tradizione più antica. proteggeva mugnai, tornitori, arrotini, barbieri, sarte, carradori e comunque veniva impetrata la sua intercessione da coloro i quali lavoravano utilizzando meccanismi a ruote, lame, chiodi o aghi. Ma nell’affresco di Verolanuova, il pittore sembra indicare un’estensione dell’intervento di protezione ai contadini durante i lavori di aratura e di erpicatura del terreno. Non è casuale la scelta dell’ambientazione stagionale della scena – coincidente con la festa della santa, il 25 novembre, e con le operazioni di aratura – e il fatto che i due uomini gravemente feriti dalle lame delle ruote appaiano sulla terra viva, marrone e caratterizzata dall’emersione di numerosi sassi, e non sulla zolla del prato. L’area sottoposta ad aratura occupa sia la fascia inferiore dell’affresco,  quale poggiano i due feriti, che due nastri, posti come due lati di completamento di un triangolo.
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Santa Caterina e i feriti, 1522, (particolare), affresco, Verolanuova (Brescia), Chiesa della Disciplina. Da notare l’estremo realismo delle ferite, della fasciatura e del gozzo.

Non è certo possibile dire se il numero di infortuni, anche mortali, fosse davvero numericamente così elevato, ma indubbiamente, poichè il lavoro ha una connotazione sociale e l’infortunio avviene con rapidità imprevista, essi dovevano assumere un rilievo assoluto, nella comunità. Il pittore ci svela, attraverso le immagini degli altri santi, le malattie più temute -e diffuse – nella comunità, che assumevano, per quanto diffuse, assumevano comunque un rilievo sociale minore poiché afferenti alla sfera del privato.
San Girolamo, Santa Liberata da Como, Sant'Apollonia, Santa Caterina d'Alessandria, Santa Lucia, 1522, affresco, Verolanuova (Brescia), Chiesa della Disciplina
San Girolamo, Santa Liberata da Como, Sant’Apollonia, Santa Caterina d’Alessandria, Santa Lucia, 1522, affresco, Verolanuova (Brescia), Chiesa della Disciplina

L’immagine di Santa Liberata da Como – monaca benedettina, morta nel 580, e venerata, nel Bresciano, a Capodiponte -, protettrice del parto, delle puerpere e dei neonati, si riferisce soprattutto alla popolazione femminile di Verolanuova. Sant’Apollonia e Santa Lucia ricordano invece la diffusione e il tentativo di prevenzione di malattie ai denti, alla bocca e agli occhi, disturbi che travagliavano le popolazioni di quell’epoca. (mbc)

Complotto mondiale: la verità vi prego sui Gesuiti

Complotto mondiale: la verità vi prego sui Gesuiti


I debunkes si sforzano di far credere che il vero nemico di tutti i popoli non sarebbero né i sionisti, né i massoni. Questi ultimi, secondo la loro delirante ipotesi, sarebbero in realtà delle pedine controllate dallo strapotere dei gesuiti cattolici illuminati.
SINTESI: Teoria complottistica e origine della leggenda nera sui gesuiti- I Gesuiti oggi- Alcune Argomentazioni dei gatekeepers sui gesuiti- Sant’Ignazio di Loyola- Gli esercizi spirituali-  La strategia dei gesuiti per la conversione dei popoli-Odiati protagonisti della contro-riforma- La pelle dei gesuiti macellati trasformata in rilegatura nell’Inghilterra protestante- San Paolo Miki e compagni- L’odio massonico contro la Compagnia di Gesù- Rivoluzione Francese e Risorgimento- Gesuiti perseguitati nella Germania Nazista- Gesuiti protagonisti della Santa Inquisizione. Chi sono i nuovi Inquisitori di oggi?
TEORIA COMPLOTTISTICA E ORIGINE DELLA LEGGENDA NERA SUI GESUITI
Con il diffondersi delle teorie sul complotto mondialista sono sorti numerosissimi siti, blog e libri curati perlopiù da protestanti, ufologi-rettiliani o dagli stessi massoni- che hanno diffuso la voce secondo cui al vertice della piramide demoniaca si troverebbe nientemeno che l’ordine della Compagnia di Gesù, ovvero i gesuiti guidati dalla massima autorità dell’ordine: il preposito generale (“papa nero”). Che la Chiesa Cattolica soffra di continue infiltrazioni e abbia al suo interno anche personaggi corrotti che sostengono i loro piani per ingenuità o malafede non c’è bisogno di spiegarlo, ma ovviamente questa non è un problema che riguarda solo l’ordine dei gesuiti, ma anche gli altri ordini religiosi. Tuttavia il discorso qui è un pochino diverso: i debunker non sostengono che l’ordine soffra di una nefasta infiltrazione, ma che siano i gesuiti a dirigere la cospirazione mondialista, il chè è molto diverso.
Usando allegorie, menzogne antistoriche e coincidenze (spesso forzate) i debunkes si sforzano di far credere che il vero nemico di tutti i popoli non sarebbero né i sionisti, né i massoni. Questi ultimi, secondo la loro delirante ipotesi, sarebbero in realtà delle pedine controllate dallo strapotere dei gesuiti cattolici illuminati (?!).
I siti dei gatekeepers ridicolizzano i papi
I siti dei gatekeepers ridicolizzano i papi

I disinformatori negano i fatti reali e la assai nota ambizione per il dominio mondiale della cricca giudaica. Così facendo disinformano gli ignari lettori a digiuno di storia e motivano i ferventi anti-clericali nelle loro avversioni contro la cristianità, innescando spesso l’ilarità degli scettici su argomenti come quelli del Nuovo Ordine Mondiale e la Massoneria che dovrebbero invece essere presi seriamente. E’ diventato infatti ormai proverbiale lo sfottò: “guarda i preti in cielo che spruzzano scie chimiche”!Contrariamente tutte le piste reali invece conducono all’avvento dell’era messianica giudaica, ossia dall’interpretazione materialistica che il giudaismo ha dato alle scritture. Effettivamente è poco credibile che la società edonistica, laicista, godereccia, adultera, lasciva, -o meglio dire satanica- che promuove matrimoni gay e l’omicidio dei propri figli con l’aborto possa far parte in qualche modo dei progetti studiati dalla Chiesa o dai gesuiti. Voi stessi potete fare una ricerca dalla quale vi risulterà che i burattinai che siedono sui i posti di comando fanno tutti parte della cricca ebraica e non dei gesuiti: servizi segreti, mass media, alta finanza, capitalismo, politica, multinazionali, mondo dell’intrattenimento e cultura, pornografia. Un successo raggiunto grazie ai goym indottrinati nelle logge massoniche di ispirazione ebraico-cabalista.
Altri terribili fotomontaggi ospitati nei siti di chi pretende di raccontare la verità sul complotto degli Illuminati
Altri terribili fotomontaggi ospitati nei siti di chi pretende di raccontare la verità sul complotto degli Illuminati

La leggenda nera che avvolge i gesuiti nasce da alcuni falsi documenti del 1614 vengono stampati a Cracovia “Monita privata Societatis Jesus”: supposte istruzioni segrete, radicalmente false, che i gesuiti avrebbero seguito per conquistare non il mondo a Cristo, ma il potere alla Compagnia. Questo argomento fu ripreso con astuzia dal massone Julius Evola che se ne servì per sfogare il suo odio anti-cristiano. Molti storici hanno cercato di far luce, tra cui Angela Pellicciari e Sabina Pavone, scoprendo come al solito il coinvoigimento della longa manus massonica, irritata dal fervore e dal proselitismo gesuitico. A tal riguardo consigliamo il libro “I gesuiti dalle origini alla soppressione” .
Untitled-1-720x14ALCUNE ARGOMENTAZIONI DEI GATEKEEPERS SUI GESUITIUntitled-1-720x14Secondo gli i teorici del complotto gesuita le radici della cospirazione sarebbero da ricercare nell’affiliazione del fondatore della setta degli Illuminati di Baviera Johann Adam Weishaupt. Quest’ultimo avrebbe contribuito alla diffusione del complotto gesuitico in quanto egli stesso era un ebreo affiliato dell’ordine. Ebbene, Weishaupt -sebbene molti lo diano per certo- non era ebreo.
Altre immagini tratte dai siti dei gatekeepers
Altre immagini tratte dai siti dei gatekeepers

Da giovane fu educato dalla Compagnia di Gesù, ma in seguito grazie all’influenza del filosofo razionalista tedesco Christian Wolff assimilò gran parte delle sue idee, rompendo i rapporti col mondo cristiano, con grande delusione dei gesuiti. Weishaupt diventò ferventemente anti-cattolico, e incorporò idee liberali sia in politica che in religione, a favore del deismo e contro gli stati e le religioni organizzate.Weishaupt fu iniziato in Massoneria nella Loggia Theodor zum guten Rath,a Monaco dal barone protestante Adolph Knigge.Con l’aiuto di Knigge, il 1ºmaggio 1776 Weishaupt formò l‘Ordine dei Perfettibilisti, che in seguito fu conosciuto con il nome di Ordine degli Illuminati. Sebbene l’ordine non fosse propriamente né egalitario né democratico, la sua missione era quella di stabilire un nuovo ordine delle cose che portasse all’abolizione dei governi e delle religioni.
I gatekeepers spesso smascherati e ridicolizzati davanti alla realtà dei fatti concreti non si arrendono e rincarano la dose: Angela Merkel, Mario Monti, Mario Draghi, il principe Carlo e tanti altri esponenti del capitalismo e mondialismo più accaniti avrebbero studiato dai gesuiti e dalle loro università avrebbero ricevuto le direttive e i ruoli per intrappolare il mondo in un Nuovo Ordine Mondiale. Temo di dover affermare che anche in questo caso si tratta di una bufala. I curriculum e gli studi che hanno compiuto questi personaggi sopracitati sono disponibili online e voi stessi potete consultarli, vi basterà digitare su Google i loro nomi e i nomi delle università che hanno frequentato.
Ancora il photoshop usato per squallidi fini dai falsi giustizialisti delle logge
Ancora il photoshop usato per squallidi fini dai falsi giustizialisti delle logge

Il principe Carlo si è laureato presso il Trinity College di Cambridge e non è affatto una università gestita da cattolici o dai gesuiti. Angela Merkel si è laureata presso l’università di Lipsia, un’università statale. Mario Draghi si è laureato presso l’università La Sapienza di Roma. Molto interessante la tesi che Draghi presentò“Integrazione economica e variazione dei tassi di cambio” in cui criticava l’idea di un’unica moneta europea, affermando che non sussistevano le condizioni per la sua creazione, ma Draghi avrebbe presto cambiato idea. Infatti Nel 1971  entra al “Massachusetts Institute of Technology”su segnalazione dell’ebreo Franco Modigliani e ha tra i professori l’ebreo Stanley Fischer, futuro governatore della Bank of Israel. In seguito Draghi sarà membro del “Board of Trustees” dell’Institute for Advanced Study della Princeton University e, dal 2003, della Brookings Institution, delle roccaforti per la formazione del pensiero ebraico e mondialista. 
Mario Monti al liceo Leone XIII. Per i gatekeepers questa sarebbe la prova della collusione dei gesuiti
Mario Monti al liceo Leone XIII. Per i gatekeepers questa sarebbe la prova della collusione dei gesuiti

Mario Monti si laurea presso la prestigiosa Università Bocconi di Milano di cui è stato anche presidente.Dopo la laurea trascorre un anno all’Università di Yale (Stati Uniti). L’università di Yale -per chi non lo sapesse- è legata intrisecamente alla società segretaSkulls & Bones. E’ in quella università infatti che vengono selezionati i patrizi americani per aderire alla setta.Negli ultimi anni se ne è tornato a parlare a causa dell’adesione giovanile di George Bush, John Kerry ecc. Nella setta viene fatto un rituale usando delle ossa, che si dice appartenessero al capo indiano Geronimo e che sarebbero in possesso dal gruppo della Skulls & Bones, conservate a Yale, dove, appunto, viene celebrato questo rito annuale di iniziazione. E’ un rito, sicuramente, di stampo massonico, perché l’adepto deve stare in una bara, quindi è un rito di morte e rinascita simbolica.Anche Mario Monti con una borsa di studio, appoggiato dall’ ebreo James Tobin. Tobin arrivò ad essere consulente della Federal Reserve, in seguito Premio Nobel per l’economia nel 1981, fu anche professore di Monti. E adesso ecco la prova schiacciante che presentano i debunkers; la bomba che smaschera il complotto gesuitico: prima della laurea Mario Monti aveva ottenuto la maturità classica pressol’Istituto Leone XIII, un istituto gesuita. Monti si diplomò veramente in quell’istituto, ma non è né il primo né l’ultimo a ricevere un’educazione cristiana e poi deviare nelle mille strade e scelleratezze del mondo, anche se a tutt’oggi Monti non ci risparmia la farsa della partecipazione alla messa domenicale per farci credere che sia un uomo di sani principi!
Untitled-1-720x14I GESUITI OGGIUntitled-1-720x14gesuiti1Gesuiti sono stati cardinali come Carlo Maria Martini e Agostino Bea, forti sostenitori della nuova Chiesa modernista proposta dalla B’nai B’rith. Il famoso e chiacchierato ordine gesuita fu in passato un glorioso ordine: gesuiti sono stati infatti anche moltissimi Santi come Paolo Miki, Francesco Saverio, Alphonse Ratisbonne, Roberto Bellarmino oltre al loro fondatore Sant’Ignazio di Loyola. I gesuiti furono protagonisti della contro-riforma con la quale arrestarono il diffondersi dell’eresia protestante, grazie alla loro evangelizzazione costante e tenace. I gesuiti furono inoltre grandi viaggiatori: dalla Cina, all’Africa, al Sud America. Si deve soprattutto a loro la conversione al cattolicesimo di tutti i paesi del mondo. Tuttavia oggi -escludendo alcuni dei singoli- l’ordine dei gesuiti non si distingue più da nessun altro ordine come in passato, infatti anche i gesuiti sin dalla fine della seconda guerra mondiale fecero un salto nel buio grazie all’infiltrazione massonica, ma anche la fondazione dello IOR attirerà orde di lupi travestiti con abito talare. A partire dagli anni 50 in poi, un gruppo sempre più consistente e influente di teologi gesuiti di nuova generazione da Karl Rahner, a Theilard de Chardin, a Henri-Marie de Lubac, ecc. introdussero nella Compagnia idee vicine al modernismo teologico, già condannato e scomunicato da Pio X, producendo, di fatto, il distaccamento della Compagnia dall’antica impostazione di fedeltà alla dottrina tradizionale della Chiesa, fino ad arrivare alle nuove teorie che avrebbero preso piede a partire dal Concilio Vaticano II. Nuove idee che faranno sicuramente rivoltare il fondatore dell’ordine, Sant’Ignazio di Loyola nella tomba.
Inlfiltrazione giudaica massonica
Inlfiltrazione giudaica massonica

A partire dal Concilio in poi, la Chiesa Cattolica fu lentamente spogliata dei suoi punti saldi e dei suoi valori. L’obiettivo massonico era ed è, ribaltare completamente la sua millenaria dottrina per la fondazione di un’unica Religione Mondiale, che sarà la religione della falsa tolleranza, soggettivista, e luciferica descritta da numerosi massoni tra cui Albert Pike. Il piano di perversione dei costumi cattolici è documentato chiaramente in molti documenti e direttive massoniche a noi pervenuti. Il modello proposto da questi documenti per il cattolicesimo -che sarebbe servito come rottura con la tradizione- era quello protestante, come documentato dal grandissimo esperto di massoneria e mondialismo Don Luigi Villa, che riuscì a venire in possesso di documenti in cui si mostrava nei minimi particolari il disegno massonico per la dissoluzione della dottrina cattolica, disegni che in seguito si realizzarono realmente. (Articoli correlati in basso)
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SANT’ IGNAZIO DI LOYOLAUntitled-1-720x14
GESUITI 2Secondo i diffamatori, Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine sarebbe stato ebreo. Dopo aver indagato accuratamente, possiamo dirvi che si tratta di una menzogna. Il santo non era affatto ebreo. Non esiste nessuna prova concreta che lo fosse, e nessuno storico lo ha mai ipotizzato tranne i sostenitori di tale teoria che vede i gesuiti alla direzione del complotto. Sant’Ignazio era spagnolo, figlio diBeltran Ibañez de Oñaz, soldato al servizio di Enrico IV, dei Re cattolici e di Giovanni II; al fianco di Fernando il Cattolico che per la sua fedeltà alla corona lo definì proprio vassallo. La madre del santo,Marina Sanchez de Licona, era figlia del dottor Don Martín García de Licona, figura di alto lignaggio, cortigiano dei re di Castiglia e consigliere dei Re cattolici. Ora, spero che non occorrano particolari sforzi per spiegare l’impegno dell’impero spagnolo per contrastare i piani giudaici e le macchinazioni degli “Alumbrados” che minacciavano la Corona. L’impegno e gli interventi dei re cattolici contro gli eretici sono cosa nota anche a chi possiede solo una quinta elementare. Quando la corona fallì il tentativo di far rientrare nei ranghi gli ebrei e dissuaderli dalle loro prave ambizioni di impossessarsi dell’impero spagnolo, gli ebrei furono espulsi dalla Spagna e da tutti i Regni Cattolici. E’ cosa nota. L’atteggiamento del cattolicesimo nei confronti del giudaismo infatti è sempre stato accusato falsamente dagli ebrei di essere stato il motore che avrebbe in seguito spalancato le porte all’antisemitismo nazista! lafargue-massone-sul-cattolicesimo-1Con il pretesto dell’antisemitismo, infatti le logge, spinsero molti prelati sensibili alla causa ebraica ad un rivoluzionario cambio di posizione del pensiero cattolico nel rapporto con il giudaismo.
Ma ritorniamo alla figura di Sant’Ignazio e alla sua opera. Il santo fu prima della conversione un focoso giovane cavaliere, dedito alla vita e ai piaceri del mondo; corteggiava le dame, si divertiva come i cavalieri dell’epoca. Ma succede qualcosa che cambierà per sempre la sua esistenza:  durante l’assedio del castello di Pamplona ad opera dei francesi il 20 maggio 1521, una palla di cannone degli assedianti lo ferì ad una gamba. Trasportato nella sua casa di Loyola, subì due dolorose operazioni alla gamba, che comunque rimase più corta dell’altra, costringendolo a zoppicare per tutta la vita. Durante la lunga convalescenza, prese a leggere “Vita di Cristo” di Lodolfo Cartusiano e la “Leggenda Aurea” (vita di santi) di Jacopo da Varagine. Dalla meditazione di queste letture, Sant’Ignazio si convinse che l’unico vero Signore al quale si poteva dedicare la fedeltà di cavaliere era Gesù stesso.
Untitled-1-720x14GLI ESERCIZI SPIRITUALIUntitled-1-720x14
Altre calunnie dei massoni contro i gesuiti
Altre calunnie dei massoni contro i gesuiti

Dall’incidente parte la missione si Sant’Ignazio che lo porterà a fondare la Compagnia di Gesù. In una grotta dei dintorni, in piena solitudine prese a scrivere una serie di meditazioni e di norme, che successivamente rielaborate formarono i celebri “Esercizi Spirituali”, i quali costituiscono ancora oggi, la vera fonte di energia di molti fedeli interessati nell’approfondimento dell’esercizio delle virtù cristiane. Negli ultimi anni si è tornati a parlare (a vanvera) degli esercizi spirituali di Sant’Ignazio. Secondo il parere di un certo personaggio, dal ruolo poco chiaro,Paolo Franceschetti questi scritti trasformerebbero i lettori in mostri sin dalla tenera età (sic). Le norme di Sant’Ignazio che trasformerebbero in mostri sono in realtà un insieme di meditazioni e di preghiere in un’atmosfera di raccoglimento e di silenzio” dove potrà particolarmente agire lo Spirito Santo. in ordine alla purificazione del cuore, alla conversione della vita e alla sequela di Cristo. La spiritualità degli esercizi è talmente forte, profonda ed efficace da spingere gli ecclesiastici dell’epoca a sospettare Sant’Ignazio di eresia. Sospetto che si rivelò poi infondato. Gli esercizi spirituali hanno il compito di aiutare il fedele nella rinuncia alle pulsioni nefaste dello spirito: concupiscenza, aggressività, orgoglio, passionalità ecc. Pulsioni insite nell’animo umano che con la preghiera e la spiritualità possono essere gestite e tenute sotto controllo. Se si seguissero tali insegnamenti infatti non esisterebbero adulteri, furti, omicidi e depravazioni di tutti i tipi. Ma ormai credo che sia chiaro che viviamo in un mondo dove il male è considerato bene e il bene male, quindi non c’è da sorprendersi da ciò che dicono i vari Franceschetti di turno. (scarica gli esercizi spirituali)
Untitled-1-720x14LA STRATEGIA DEI GESUITIUntitled-1-720x14urlL’ordine gesuita fu la risposta efficace alla “riforma” protestante. La Compagnia di Gesù si mosse in gran numero per riconquistare molti fedeli traviati dall’eresia luterana, ottenendo un grande successo.Gli ingegnosi ed infaticabili gesuiti inventarono e promossero in tutta Europa e nelle terre di missione extraeuropee un nuovo tipo di istituzione: i collegi. Erano un tipo di scuola gratuita che all’inizio servì soprattutto come vivaio di forze nuove per la stessa Compagnia. Presto i gesuiti si accorsero che i collegi potevano essere molto di più. Potevano infatti servire all’educazione in senso cattolico dei giovani e alla formazione delle future classi dirigenti, educando alla sottomissione al papa e ai poteri politici fedeli a Roma. Ma anche anche riviste e giornali per diffondere il pensiero cattolico. Inoltre, i gesuiti promossero le missioni, ossia le spedizioni di membri in ogni parte del mondo per convertire i diversi popoli. Dopo un periodo di contrasti interni, i gesuiti si impegnarono nell’espansione dei collegi, la cui rete coprì Italia, Francia, Germania, Penisola Iberica ed Europa dell’Est: la Compagnia di Gesù era ormai la punta avanzata della riscossa cattolica, in Occidente come in Oriente. Dalla seconda metà del Cinquecento al Settecento i gesuiti influirono, anche tramite un’abile propaganda, su tutti gli aspetti della cultura europea: letteratura, arti, teatro, scienze ricevettero la loro impronta, e in particolare la letteratura di pietà e la trattatistica teologica. Ebbero poi notevole peso politico in quanto furono spesso confessori di sovrani e principi. Intanto, in Oriente si erano aperte ai gesuiti le porte del Giappone con Alessandro Valignano, della Cina con Matteo Ricci, dell’India con Roberto de’ Nobili. A ovest invece iniziava la grande avventura delle missioni in America Meridionale, soprattutto nel Paraguay, dove fu fondato un vasto sistema di riduzioni: villaggi popolati da migliaia di indigeni convertiti e guidati dai gesuiti, che li istruivano nel cattolicesimo, nell’artigianato, nei commerci e nella musica.
Untitled-1-720x14ODIATI PROTAGONISTI DELLA CONTRORIFORMAUntitled-1-720x14

Jeremy Irons interpreta il ruolo di un missionario gesuita in sudamerica nel film "The Mission"
Jeremy Irons interpreta il ruolo di un missionario gesuita in sudamerica nel film “The Mission”

Nel corso del Seicento e soprattutto del Settecento una crescente ostilità massonica colpì i gesuiti. Da un lato essi erano visti come gli esponenti tipici del dominio papista, tanto più avversato dopo la sconfitta dell’ideologia della Controriforma e del progetto di riconquista cattolica dell’Europa provocato dalla fine dellaguerra dei Trent’anni (1648). Dall’altro lato, la loro potenza e il loro prestigio li rendevano invisi sia agli Stati assoluti sia all’opinione pubblica colta, che li percepiva come un fattore di chiusura e di oscurantismo intellettuale di fronte alla nuova civiltà illuminista. La Compagnia di Gesù era considerata una vera e propria spina nel fianco dagli Illuministi, antenati degli odierni Illuminati. (clicca qui) Molta letteratura spazzatura accusa i gesuiti di essersi nel corso degli anni invischiati a vicende politiche di cui dovevano stare alla larga. Vediamo alcune di queste vicende. Nel 1773  Il marchese di Plombal, massone e ministro del re di Portogallo, minacciò lo scisma dalla Chiesa di Roma, onde avere mano libera, in sud America, nello sfruttamento degli indios guaranì, protetti dai missionari gesuiti che li avevano organizzati nelle reducciones dove praticavano forme di autogoverno sotto la guida spirituale dei figli di sant’Ignazio. Lo stesso fecero anche le altre corone europee per lo stesso obiettivo di togliere di mezzo il potere tutorio della Chiesa a difesa delle popolazioni indie. Papa Clemente XIV fu ricattato dalle monarchie “illuminate”, i cui governi erano pieni di ministri massoni. Al chè decise di sopprimere l’ordine.
Il gesuita padre Matteo Ricci in missione in Cina
Il gesuita padre Matteo Ricci in missione in Cina

La soppressione dei gesuiti fu un ricatto al quale Clemente XIV finì per cedere allo scopo di evitare il male maggiore e soppresse l’ordine. Si tenga conto che, nel 17° e 18° secolo, la Chiesa era diventata, a causa delle tendenze gallicane e gianseniste, una sorta di “federazione” di “chiese nazionali” strettamente controllate dagli Stati, dalle monarchie illuminate, mediante una ferrea politica giurisdizionalista. Dalla Spagna i gesuiti furono cacciati da Carlo III, per il quale i religiosi rappresentavano un ostacolo nella realizzazione dell’assolutismo monarchico: essi infatti avevano sempre preso posizione contro la filosofia regalista e avevano un forte legame con l’aristocrazia ostile alla politica del sovrano.Inoltre, il ministro Campomanes accusò falsamente i gesuiti di essere gli istigatori di una rivolta, inducendo Carlo III a credere che essi stessero complottando contro di lui. Nel 1814 papa Pio VII, il papa che fu rapito da Napoleone, constatò amaramente i danni dell’Europa orfana delle missioni e della grinta dei gesuiti, così dopo 41 anni dalla soppressione ricostituisce l’ordine. Da quel giorno la Compagnia riprendeva ufficialmente il suo cammino nella storia e in seno alla Chiesa cattolica con i suoi seicento religiosi, sparsi in tutto il mondo. (clicca qui)
Untitled-1-720x14LA PELLE DEI GESUITI MACELLATI TRASFORMATA IN RILEGATURA NELL’INGHILTERRA PROTESTANTEUntitled-1-720x14
elisabetta la sanguinariaDopo lo scisma anglicano dalla Chiesa di Roma a partire dal 1532 in Inghilterra non fu più possibile professare la fede cattolica romana. Il popolo inglese si fece “anglicano” lentamente e dolorosamente, solo attraverso persecuzioni, propaganda anticattolica, falsificazioni della storia, finte congiure, diffamazione istituzionalizzata. Chi continuava ostinatamente a professare il cattolicesimo veniva considerato“traditore” torturato e squartato in pubblica piazza, in quanto non fedele alla regina, ma al papa. La scomunica di Pio V ad Elisabetta aveva infatti dato al governo il pretesto che cercava per perseguitare i cattolici. Gli anni elisabettiani furono, a dire del governo, tutto un fiorire di “complotti cattolici” contro la regina. Chissà, forse qualcuno era anche autentico ed era realmente promosso dai Guisa o dal Re di Spagna; per la maggior parte, però, furono opera di agenti provocatori che poi facevano brillare la bomba prima che scoppiasse. Furono oltre 70.000 le vittime che la nuova autorità protestante fece ai danni dei cattolici. Intanto subito dopo lo scisma, la sparuta e coraggiosa comunità cattolica inglese resisteva per non farsi spazzare via dalla nuova fede. Ricevette l’agognato rinforzo della Compagnia di Gesù, pronto a evangelizzare, o rievangelizzare, il mondo intero. Nel 1579 fu ufficialmente aperta la missione inglese dei gesuiti per ordine della Santa Sede per assistere spiritualmente i cattolici inglesi. La missione dei gesuiti fu un successo travolgente. Fu data loro una caccia senza quartiere e senza esclusione di colpi; naturalmente fu messa una taglia esorbitante sul loro capo.(clicca qui) Gli effetti non si fecero attendere. La prodigiosa missione gesuita durò appena un anno; quasi tutti i missionari, gesuiti e seminaristi, furono scoperti, torturati, condannati per aver “complottato” contro la regina anche per aver solo celebrato una messa. Torturati e squartati vivi, i martiri gesuiti è impossibile elencarli in questo articolo. I più famosi furono: Edmund Campion, S.J., Thomas Ford, William Filby, Ralph Sherwin, Alexander Briant, S.J., Luke Kirby, Robert Johnson, John Shert, Laurence Richardson, John Paine, Everard Haunse, Thomas Cottam, Padre Henry Walpole e padre Robert Southwell, Padre John Gerard, Nicholas Owen, Henry Garnet e ovviamente tutti i loro compagni e moltissimi altri.(gesuiti martiri) Di padre Henry Garnet se ne è tornato a parlare negli ultimi anni.
La pelle di padre Garnet trasformata in rilegatura
La pelle di padre Garnet trasformata in rilegatura

Delle macellazioni dei gesuiti se n’è tornato a parlare negli ultimi anni. La notizia è stata diramata dal Catholic News Service: «Un libro rilegato con la pelle di un gesuita messo all’asta in Inghilterra» Il gesuita la cui pelle fu trasformata in rilegatura era proprio padre Henry Garnet, il generale dell’ordine gesuita nell’Inghilterra del 1605, all’epoca del «Complotto delle Polveri», lo storico e falso attentato alla vita del re Giacomo I. Secondo la versione oggi ammessa,Giacomo meditava lui stesso di tornare, e far tornare la Corona, sotto la Chiesa, e ne fu impedito dalla «scoperta dell’attentato» contro di lui (un altro antecedente delle Twin Towers). (Clicca qui) Le tensioni religiose destabilizzarono anche il regno di Re Carlo I(successore del padre Giacomo I) che aveva manifestato troppo apertamente simpatie nei confronti del cattolicesimo. Al chè i tempi erano già maturi, i Rothschild trovarono terreno fertile per scatenare la prima grande rivoluzione europea, la Rivoluzione Inglese. Carlo I, venne deposto e decapitato nel 1649, ( un secolo e mezzo prima di Luigi XVI). La conversione al protestantesimo avrebbe finalmente spalancato le porte al capitalismo moderno con la fondazione della Banca d’Inghilterra protestante (1694) e il pastore presbiteriano Anderson fonda finalmente la Gran Loggia di Londra (1717).
Untitled-1-720x14SAN PAOLO MIKI E COMPAGNIUntitled-1-720x14Nello stesso periodo, mentre in Europa dilagava dall’odio anticattolico e lo scisma dalla Chiesa di Roma, dall’altra parte del mondo altri innumerevoli gesuiti venivano crocifissi e martirizzati. Vogliamo ricordare San Paolo Miki e compagni, crocifissi in Giappone. Il cristianesimo penetrò in Giappone nel 1549 grazie al gesuita San Francesco Saverio, che vi rimase due anni, aprendo poi la via ad altri missionari, bene accolti dalla gente e tollerati dalle autorità civili. San Paolo Miki vive anni attivi e fecondi, percorrendo continuamente il Paese.Grazie al fervente proselitismo gesuita i cristiani diventano decine di migliaia. Ma in seguito Hideyoshi capovolge la politica verso i cristiani, facendosi persecutore per un complesso di motivi: il timore che il cristianesimo minacci l’unità nazionale, già indebolita dai feudatari; il comportamento offensivo e minaccioso di marinai cristiani (spagnoli) arrivati in Giappone; e anche i gravi dissidi tra gli stessi missionari dei vari Ordini in terra giapponese, tristi fattori di diffidenza. Innumerevoli le vittime cristiane tra cui San Paolo Miki che rimane la figura principale di questi eccidi in Giappone. Il santo prima di morire, tiene l’ultima predica, invitando tutti a seguire la fede in Cristo; e dà il suo perdono ai carnefici. (martiri gesuiti)
GESUITI RIVOLUZIONE FRANCESE
GESUITI E RIVOLUZIONE FRANCESE
Untitled-1-720x14L’ODIO MASSONICO CONTRO LA COMPAGNIA DI GESU’- RIVOLUZIONE FRANCESE E RISORGIMENTOUntitled-1-720x14
Con la massonica Rivoluzione Francese il cattolicesimo subì un pesante attacco frontale. Sono ben noti i morti che si fecero tra i cattolici, in particolare gli eccidi della Vandea, in cui i contadini insorti per difendere la propria fede furono addirittura vittime di cannibalismo. (clicca qui) E come al solito l’ordine gesuita fu quello più perseguitato di tutti poichè l’ordine rappresentava e diffondeva il pensiero del cattolicesimo. Fu un ex gesuita, l’abate Barruel, a ridurre il giacobinismo e la rivoluzione francese alla congiura segreta di un gruppo ristretto mosso solo dalla volontà di distruggere la Chiesa e la religione. Con la Rivoluzione Francese si spalancano finalmente le porte a tutte le altre rivoluzioni massoniche che avranno luogo in tutta Europa, fino ad arrivare presto a diffondersi in Italia con il Risorgimento. Con la proclamazione delloStatuto albertino il 4 marzo 1848.  Il Parlamento subalpino scatena una guerra senza frontiere contro la Compagnia di Gesù.
Giuseppe Mazzini, il falso eroe fondatore della criminalità organizzata e feroce avversario di Gesù e la Chiesa la cui memoria si  continua ancora ad onorare
Giuseppe Mazzini, il falso eroe fondatore della criminalità organizzata e feroce avversario di Gesù e la Chiesa la cui memoria si continua ancora ad onorare

Per capire questo accanimento bisogna tenere presente che la guerra scatenata dal mondo protestante e massonico contro la chiesa cattolica ha nei gesuiti l’avversario principale e più temibile. Per combattere l’eccellenza dei gesuiti (nati proprio per contrastare la riforma protestante) la calunnia è sempre sembrata l’arma più appropriata. Interessante da questo punto di vista la lettera che il generale dell’ordine, padre Giovanni Roothaan, invia il 25 agosto del 1850 all’imperatore Francesco Giuseppe per spiegargli l’origine dell’odio che circonda la Compagnia. (clicca qui) I liberali italiani si inseriscono questo filone collaudato che si accanisce contro i gesuiti per colpire la Chiesa. Le istruzioni di Mazzini al riguardo sono precise: “La potenza clericale è personificata nei Gesuiti; l’odioso di questo nome è una potenza pei socialisti”. E così, mentre l’esercito combatte una guerra rovinosa contro l’Austria, il Parlamento subalpino passa il tempo ad accumulare “prove”contro i figli di Sant’Ignazio. Definiti i gesuiti “lue”, “peste”, “vespe”, “setta fatale”, deputati e senatori sanzionano la soppressione della Compagnia, espropriano tutti i beni dell’ordine e costringono i padri al domicilio coatto non perché rei di qualche colpa ma perché membri di un ordine religioso considerato pericoloso per la libertà. (clicca qui Angela Pellicciari)
adriano-lemmiPerseguitati, cacciati dalle proprie case, espropriati di tutto, i gesuiti non possono nemmeno difendersi dalle calunnie lanciate dalla stampa ufficiale perché i giornali governativi non pubblicano le smentite. Il 9 Luglio del 1855, vi fu addirittura un tentativo di assassinio ai danni il generale dei gesuiti Pierre-Jean Beckx, sotto il mandato dell’ebreo, banchiere e assassino Adriano Lemmi, fondatore della loggia massonica P1,  noto per per i suoi pubblici inni a satana. Lemmi si adoperò attivamente per le sommosse e gli attentati terroristici che costellarono l’Europa in quel periodo. Fu un valido emissario di Mazzini in un gran numero di assassinii, tanto cheMazzini stesso lo chiamava: «Il mio piccolo giudeo che vale dieci buoni diavoli…». (clicca qui)
Untitled-1-720x14GESUITI PERSEGUITATI PRIMA IN PRUSSIA POI NELLA GERMANIA NEO-PAGANAUntitled-1-720x14
Hiroshyma e Nagasaki erano le città più cattoliche del Giappone che si ritrovò la propria comunità decimata con l'esplosione delle bombe. Le scuole dei gesuiti risollevarono la cultura cattolica
Hiroshyma e Nagasaki erano le città più cattoliche del Giappone che si ritrovò la propria comunità decimata con l’esplosione delle bombe. Le scuole dei gesuiti risollevarono la cultura cattolica

La Compagnia di Gesù fu anche espulsa dalla Prussia dopo la seconda metà dell’ottocento. Già nel 1876, la Gazzetta delle Ferrovie di Berlino si lamentò dei progressi del giudaismo in Germania: «Abbiamo cacciato i gesuiti perché volevamo restare tedeschi, e ci teniamo gli ebrei che ci riducono in povertà» Con quest’espulsione, Otto Von Bismarck  si limitò ad eseguire gli ordini della Massoneria. Lo stesso giornale aggiunse: «Tutta la stampa è nelle mani degli ebrei […]. Essi possiedono anche le gazzette ufficiali e ufficiose. Gli agenti della stampa che la Cancelleria imperiale mette a disposizione dei nostri ambasciatori all’estero sono quasi esclusivamente ebrei».  Con il dilagare del pensiero massonico in Germania si ricostituiscono pian piano gli antichi ideali pagani che prenderanno corpo in seguito nel Nazionalsocialismo. Del nazismo viene spesso denunciato il suo carattere dittatoriale e razzista. Chissà perché, invece, si sa molto meno della persecuzione hitleriana contro la Chiesa cattolica. Una delle cronache più esaustive di questa persecuzione è l’imponente opera del gesuita tedesco Walter Mariaux «Il Cristianesimo nel Terzo Reich», scritta nel 1940 sotto lo pseudonimo Testis Fidelis. Sono ben 792 pagine di documentazioni storiche agghiaccianti che svelano un’offensiva contro la Chiesa paragonabile soltanto a quella dei regimi comunisti. Furono moltissimi i prelati uccisi, deportati, spariti o allontanati. Parecchie congregazioni religiose furono soppresse e i loro beni confiscati, le scuole dei gesuiti furono distrutte.Anche in questo caso la Compagnia di Gesù, a causa della sua tenacia e della sua influenza fu l’ordine maggiormente perseguitato. (clicca qui)
Untitled-1-720x14GESUITI PROTAGONISTI DELLA SANTA INQUISIZIONE. CHI SONO I NUOVI INQUISITORI DI OGGI?Untitled-1-720x14
I nuovi inquisitori: satanisti, occultisti ed eretici. Proprio quelli che una volta sedevano nel banco degli imputati
I nuovi inquisitori: satanisti, occultisti ed eretici. Proprio quelli che una volta sedevano nel banco degli imputati

E adesso per concludere, eccoci alla strumentalizzazione preferita di cu i siti spazzatura si servono per avallare le loro teorie sul falso complotto gesuitico: molti esponenti di spicco dell’ordine sono stati protagonisti della Santa Inquisizione. L’odio massonico è ancora vivo nei confronti di quest’ordine a causa dell’intransigenza con la quale i gesuiti si adoperarono per soffocare gli intrighi di occultisti ed esoteristi. La Compagnia di Gesù infatti è legata alla condanna di Giordano Bruno, considerato un eroe da massoni e satanisti.Non analizzeremo la Santa Inquisizione nel dettaglio in questo contesto (articoli correlati li trovate in basso). Ma comunque è interessante notare come nonostante siano passati secoli, questo rimanga un tema ancora strumentalizzato per attaccare la Chiesa, ed in particolar modo i gesuiti, per dipingerla come un covo di torturatori sadici depressi e maniaci. Le stime ufficiali ci parlano di 30.000 e le 50.000 esecuzioni “spalmare” nel corso di quattro secoli. Tra l’altro le esecuzioni capitali furono concentrate soprattutto nei Paesi luterani, calvinisti, anglicani.Eppure pochi riportano questi dati. La Santa Inquisizione si proponeva la missione di schiacciare il dilagare della stregoneria, senza riuscirci, potè solo ritardare lo scatenarsi delle idee luciferiche nella società. Dopo la Rivoluzione Francese infatti il veleno massonico si diffonde a macchia d’olio. Le esecuzioni della Santa Inquisizione impallidiscono davanti agli orrori perpetrati dai governi degli occultisti nel corso degli ultimi tre secoli a partire dalla Rivoluzione Francese, che hanno causato milioni e milioni di morti in tutti i regni dove con la forza si sradicarono i vecchi governi. Cosa buffa è che i nuovi inquisitori di oggi sono proprio gli stregoni satanisti e senza coscienza che nei secoli precedenti finivano sul tribunale inquisitoriale. Del resto il lavoro di lorsignori è ancora in progress: non è un caso che nelle riunioni di occultisti e satanisti si continui a pronunciare questa formula
“Egli (lucifero) rovescerà i potenti e devasterà i loro templi. Egli riscatterà i disprezzati e vendicherà coloro che sono stati bruciati e torturati”. 
Oggi muovono i fili della nostra società dal fondo delle loro segrete riunioni da dove fanno arrivare sul tavolo dei governi direttive in favore della pedofilia (tradotto amore intergenarazionale), mattanza di innocenti (interruzione volontaria di gravidanza), vendita di neonati (gravidanza di sostegno) e tutto il resto.Eppure crediamo di vivere nella società più tollerante e libera che sia mai esistita. La società moderna non è altro che la società dell’inganno e delle fette di salame sugli occhi.
url-1Una delle prime cose che fa Lenin arrivato al potere è abolire la pena capitale dal codice penale; il risultato lo sappiamo: 50 milioni di morti nella sola Russia. La pena capitale inserita in un sistema giudiziario era una garanzia, invece nel comunismo diventa un fatto amministrativo: invece del tribunale c’era una troika amministrativa che non chiedeva “che cosa hai fatto?”, ma solamente “di che classe sei? sei un borghese? i borghesi sono nemici di classe e li ammazziamo”.
Ancora peggio nella società attuale. I martiri del sistema di oggi infatti non è nemmeno consentito definirli tali. I personaggi scomodi  non vengono messi al rogo, né vengono fucilati, nè finiscono nei tribunali, ma spariscono: strani incidenti, strani suicidi, mali improvvisi che li strappano da questo mondo. Sangue che non può essere attribuito ai responsabili.
Ma comunque meglio tacere sulla realtà, meglio parlare dell’Inquisizione e del “complotto Gesuita” . Ad alimentare ulteriormente la leggenda nera ci si sono messi pure l’ex vescovo apostata e massone Gerard Bouffard e la  presunta vittima degli esperimenti della CIA Mk-Ultra Cathy O’Brien. La O’Brien nel suo libro “Trance-Formation of America”  accusa i gesuiti (senza alcuna prova) di essere stati i mandanti dei suoi aguzzini. Non una parola contro la massoneria giudaica. Il libro della O’Brien si rivela un sapiente mix di verità e menzogna con pesanti fragranze di gatekeeping. Erano questi i patti per lasciarla in vita, o la O’Brien non è ancora guarita dal servizio Mk-Ultra? Ci sembra strano che sia stata lasciata libera di raccontare un’esperienza così scabrosa che avrebbe scatenato un vero e proprio terremoto se fossero usciti i nomi dei reali responsabili. C’è solo un’istituzione che è possibile additare come responsabile di tutti i mali dell’umanità senza venire accusati di qualche infame aggettivo; un istituzione che perde d’immagine se prende provvedimenti contro i suoi nemici, anche se dovessero passare secoli. E infatti chi ci guadagna in popolarità dalle dichiarazioni della O’Brien e di tutti questi personaggi che parlano di complotto gesuita è proprio la massoneria giudaica!
Era doveroso scrivere questo articolo per onorare la memoria di Sant’Ignazio di Loyola e gli altri santi gesuiti del passato, definiti oggi ingiustamente criminali! L’augurio che facciamo ai gesuiti moderni è quello di ritornare al fervore e alla fedeltà alla dottrina per la quale molti loro predecessori versarono sangue. Voi che li accusate senza conoscere la storia, imparatela prima.
-Floriana Castro Agnello- Antimassoneria Copyright 2016

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