16 dicembre 2016

Dopo cinque anni, Aleppo festeggia la liberazione a opera dell’Esercito Siriano e dei suoi alleati


Per buona parte della serata e della notte le strade di Aleppo, specialmente quelle dei quartieri rimasti per questi ultimi anni sotto la protezione delle forze governative (ma assolutamente non soltanto questi) si sono riempite di folla esultante e festante che celebrava la vittoria delle truppe siriane e dei loro ausiliari ed alleati contro la coalizione takfira che per oltre quattro anni ha occupato dapprima la quasi totalità della metropoli e poi, via via, attraverso un lento, durissimo, faticoso processo di riconquista è stata finalmente estromessa dall’area urbana principale.

Considerevoli forze della coalizione estremista Jaysh Fateh, di Al-Nusra, di Ahrar Sham e dell’FSA stazionano ancora fuori città, nell’area degli agglomerati-satellite come Rashideen 4 e 5, Khan Touman e molti altri, ma, finalmente Aleppo può considerarsi liberata.

L’unica cosa “negativa” avvenuta sul fronte di Aleppo negli ultimi dodici mesi è stata il ripiegamento dalle posizioni liberate fin quasi a ridosso dell’Autostrada M5 per Idlib, che tra novembre e dicembre scorso erano state raggiunte da una trionfale avanzata; queste sono state cedute nel corso di diverse offensive di Jaysh Fateh che miravano ad “aprire” un corridoio per la parte orientale di Aleppo, roccaforte takfira, che minacciava (come poi in effetti è successo) di venire prima circondata e poi stritolata dall’assedio governativo.

Ma è chiaro a chiunque mastichi di storia e tattica militare che si è trattato di un semplice cedere “spazio per tempo”, secondo i migliori canoni della Difesa Elastica alla Ludendorff, in maniera da sacrificare un guadagno secondario per assicurarsi un premio duraturo come la liberazione della città.

Del resto se Jaysh Fateh avesse lanciato tutte le forze che ha speso per andare dall’Autostrada M-5 fin quasi al quartiere di Ramouseh contro un fianco Ovest di Aleppo non esteso quanto quello creato dalle avanzate dell’autunno 2015, la possibilità della creazione di un corridoio transitabile e della fuga di migliaia di terroristi armati dalle magli dell’assedio siriano sarebbe stata molto più plausibile.

Da Aleppo si sganceranno alcune unità temibili e addestratissime: il grosso della “Forza Tigre”, la Brigata “Falchi del Deserto”, unità speciali di Hezbollah, la tenace milizia palestinese “Liwaa Al-Quds” (Brigata Gerusalemme), unità di Sciiti irakeni “Al-Nujaba” e i militanti armati dell’SSNP inquadrati nella milizia “Nusur al-Zawbaa”.

Mentre territoriali e miliziani popolari manterranno la pace nella città e nei suoi dintorni, altre battaglie attendono le formazioni più efficienti e professionali, forse a partire proprio dalla vicina cittadina-satellite di Khan Touman.

Leggi anti-corruzione: un problema tutto italiano


Il Gruppo di Stati contro la corruzione di Strasburgo ha stilato un rapporto in merito alla situazione di sostanziale immobilismo giuridico che contraddistinguerebbe l’Italia nell’approvazione delle norme anti-corruzione. Uno dei paesi più affetti dal fenomeno del clientelismo si ritrova così senza un’adeguata legislazione per tale materia.

– di Francesco Colaci per L’Intellettuale Dissidente

L’organo di controllo del Consiglio d’Europa, Group of States against Corruption, (GRECO) parla di ben nove raccomandazioni rivolte al paese soltanto nel 2012, delle quali cinque sono state osservate parzialmente, una del tutto trascurata, mentre solo tre sono state pienamente rispettate. Si è assistito a un miglioramento nella trasparenza sul finanziamento dei partiti grazie all’introduzione di una legge sul divieto delle donazioni anonime alle forze politiche, mentre resta insoddisfatta l’accessibilità del cittadino a tali informazioni. Un’altra questione spinosa è quella della prescrizione, considerata da molti giuristi come causa d’impunità di non pochi trasgressori della legge. Complessivamente, il GRECO avrebbe tuttavia lanciato ben sedici raccomandazioni allo stato italiano ai fini dell’introduzione dei reati previsti dalla convenzione sulla corruzione: finora, otto sono state soddisfatte, sette sono state aggiornate solo per quanto concerne alcuni aspetti, dal momento che i provvedimenti legislativi necessari non sono attualmente operativi, mentre la terza raccomandazione, che prevede l’allargamento, per giudici e arbitri privati, della normativa alla corruzione internazionale.

“Negli altri paesi europei, e non solo, una volta esercitata l’azione penale la prescrizione non decorre più, ecco perché in Italia tutte le azioni penali vengono appellate. E’ uno spreco spaventoso di denaro pubblico ma assicura l’impunità”. Piercamillo Davigo, Presidente Anm

Al fine di evitare i contrattempi derivanti da una possibile crisi di governo per l’esito del referendum costituzionale, l’organo anti-corruzione ha preso atto delle informazioni delle autorità italiane in merito alle proposte di legge che il governo sta valutando all’interno di un quadro che riguardi la corruzione dei funzionari e dei giudici stranieri, e per penalizzare la corruzione attiva e passiva di eventuali arbitri stranieri. Sono stati inoltre considerati i progressi nella penalizzazione della corruzione del settore privato, mediante un decreto che il governo approverà il 16 dicembre, e la proposta governativa per quanto concerne una nuova legge sui tempi di prescrizione, tra l’altro presente nel disegno di legge che giace in Senato da mesi: ciò a causa dei rinvii continui del voto dovuti alla resistenza dell’area di centro della maggioranza, restia all’idea di un allungamento del tempo di estinzione del reato.

Il Gruppo di Stati contro la corruzione critica il rallentamento dell’iter legislativo inerente alla prescrizione, per due ragioni fondamentali. Innanzitutto, l’aumento delle pene per clientelismo (legge 69 del 2015) comporterebbe un parallelo aumento dei tempi della stessa prescrizione e, in secondo luogo, l’ “arenamento” del ddl penale in Senato in seguito all’approvazione alla Camera, la quale risale al mese di marzo 2015. Dal 2009 il GRECO richiede questa riforma, elogia le iniziative di legge, ma nello stesso tempo sottolinea il fatto che nessuna di esse sia stata approvata e applicata.

Il problema delle leggi sulla corruzione riguarda molto da vicino l’Italia, la quale presenta dei problemi strutturali per quanto concerne la gestione ed efficienza nell’amministrazione pubblica all’insegna di un’auspicata correttezza morale. Mafia Capitale più di recente, Tangentopoli, e altri drammatici episodi della storia giudiziaria della repubblica italiana, richiedono una strategia di contrasto più aggiornata, una giustizia più all’avanguardia nei metodi processuali. Le pratiche diffuse di opposizione parlamentare lasciano trapelare un mal celato desiderio di una fossilizzazione dello status di cose giuridico, oltre che un’eventuale responsabilità penale di molti deputati, che riescono a raggiungere quel meraviglioso mondo chiamato impunità.

L’attuale governo, come del resto l’Europa, attribuiscono al recente esito del referendum costituzionale la responsabilità del rallentamento dei lavori legislativi per la riduzione della prescrizione. Si tratta di una menzogna, dal momento che lo stesso presidente del Consiglio ha optato per la scelta dimissionaria in caso di bocciatura della nuova riforma della Costituzione, dunque seminando egli stesso i presupposti per un’eventuale crisi di governo. Al di là dei catastrofismi, il presidente della Repubblica non ha esitato a nominare un nuovo successore della dinastia renziana e liberista: Paolo Gentiloni.

In Svezia Il Riciclo è Così Efficiente Che… Hanno FINITO I Rifiuti!


Quando si tratta di ridurre l’impatto ambientale, la Svezia la fa da padrona e impartisce agli altri paesi una bella lezione. Pensate che da quelle parti sono talmente all’avanguardia nel riciclo dei rifiuti che dal 2011 a questa parte solo l’1% degli scarti prodotti dalle famiglie a livello nazionale è finito nelle discariche. Quasi tutta l’energia di cui ha bisogno il paese per andare avanti è prodotta grazie ai rifiuti e il sistema è talmente efficiente che da qualche anno sono dovuti ricorrere all’acquisto di quelli prodotti nella vicina Norvegia per poter soddisfare i propri bisogni energetici. Ma come è possibile tutto ciò?

UN PAESE CHE ACQUISTA RIFIUTI ALL’ESTERO.
La Svezia fu uno dei primissimi paesi a imporre tasse salate sui combustibili fossili nel 1991 e ora le sue risorse di energia elettrica provengono quasi esclusivamente da fonti rinnovabili. Fra l’altro, anche se ad acquistare rifiuti dall’estero sono aziende private, parte dell’energia che esse vi ricavano va ad alimentare i bisogni delle abitazioni dei cittadini.

Secondo molti la chiave per il successo dell’opera di riciclo svedese, però, risiede principalmente nella diffusa cultura del prendersi cura dell’ambiente. Una grande opera di sensibilizzazione e comunicazione è stata fatta negli anni passati per spiegare le possibilità del riciclo e pare proprio che questo tipo di investimento stia dando i suoi frutti.

Aboliti “lui” e “lei”: a Oxford si usa il pronome neutro per non offendere i trans


- di Davide Di Stefano per Il Primato Nazionale
Londra, 15 dic – Oxford, l’università inglese divenuta il paradigma della cultura accademica e del linguaggio forbito. Da oggi (da un po’ più di tempo a dir la verità) avanguardia del politicamente corretto, o meglio del linguaggio “gendericamente corretto”. Se da noi, italiani retrogradi e maschilisti, da poco si discute in merito all’utilizzo del femminile per le cariche pubbliche, con l’introduzione boldriniana di termini cacofonici come “assessora” e “sindaca”, in Inghilterra stanno decisamente avanti: al punto di reinventare la lingua per non offendere i transgender. Niente più “He” (lui) o “She”, ma una forma neutra di pronome: “Ze”. Un pronome buono per tutti, maschi e femmine, ma soprattutto adatto si trans e a tutti coloro che si considerano “gendericamente non identificabili”. 

Un evidente passo in avanti per l’affermazione dell’ideologia gender, ottenuto grazie all’impegno di una importante associazione studentesca. “La questione non è di essere politicamente corretti. Si tratta di rispettare il diritto delle persone a definirsi come né maschio né femmina“, ha spiegato al Times il rappresentante studentesco Peter Tatchell. L’augurio di Tatchell e dei suoi sodali è che il pronome “Ze” possa affermarsi nel più breve tempo possibile come uso corrente per lezioni e seminari universitari. Un’ulteriore passo in avanti per Oxford, che nel suo regolamento già prevede sanzioni per chi utilizzi un pronome “sbagliato” per definire una persona transgender, o faccia persistente riferimento alla storia della loro identità di genere.

Una situazione dai connotati sempre più orwelliani, che trova però il supporto di altri importanti atenei britannici come Cambridge, le cui associazioni studentesche si sono dette interessate all’utilizzo del nuovo pronome gendericamente corretto. L’ideologia gender nel Regno Unito si sta affermando molto rapidamente e sempre con maggiore forza, come dimostra il programma di una organizzazione sostenuta dal governo britannico che sta diffondendo in 120 scuole del Regno Unito un testo dal titolo “posso parlarti della diversità di genere?”, in cui si racconta la storia di un’ipotetica ragazzina di 12 anni che decide di cambiare sesso. Il libro è rivolto ai bambini dai 7 anni in su. Sempre all’interno dello stesso programma si invita ad utilizzare la parola “cisgender” per le persone che si identificano nel proprio sesso (definirli etero o peggio “normali” sarebbe una grande discriminazione). Noi ci lamentiamo per la nomina della sostenitrice dell’ideologia gender Valeria Fedeli a ministro dell’Istruzione, ma c’è chi sta messo molto peggio. Un quadro a dir poco inquietante.


Davide Di Stefano


Lo spot del panettone Motta sfotte i vegani. E loro impazziscono (Video)


- di Nicola Mattei per ilprimatonazionale.it

Roma, 14 dic – Lo storico, quasi tradizionale, panettone Motta? “Complice dello sfruttamento” e “rifiuta il progresso etico”. Sembra uno scherzo, una supercazzola uscita dalla bocca del conte Mascetti. Supercazzola la è sicuramente, ma al posto del personaggio interpretato da Ugo Tognazzi abbiamo soggetti reali, in carne ed ossa: i vegani.

Oggetto degli strali dei fondamentalisti è la nuova pubblicità del celebre dolce natalizio, prodotto dalla casa milanese: “Per il nostro panettone – recita la réclame scritta dall’agenzia Saatchi&Saatchi – e noi di Motta avremmo potuto usare tofu tritato, papaya, seitan, alga essiccata, e cuocerlo per trenta secondi nel microonde. Invece no! Lo abbiamo preparato seguendo la nostra ricetta, originale dal 1919. Da sempre”. Una trovata divertente e che punta a sottolineare la qualità del panettone meneghino, fatto come tradizione vuole. La punta ironica utilizzata nello spot è una trovata pubblicitaria già utilizzata da tempo, con la sola colpa di aver, questa volta, toccato un nervo scoperto: l’isteria vegana. Ed ecco che parte, via social network, la guerra santa contro l’azienda fondata da Angelo Motta, colpevole di utilizzare prodotti derivanti dallo sfruttamento animale (uova e latte: non proprio una rarità nel mondo delle pasticcerie, artigianali o industriali che siano) e di rivendicarlo come tratto distintivo. C’è chi spiega che “la tradizione poteva essere rispettata anche senza offendere chi fa scelte sane e crueltyfree”, altri si spingono addirittura alla filosofia, affermando perentoriamente che la Motta si rende ridicola “rifiutando il progresso etico”. Che sia etico se ne può forse discutere, progresso sicuramente no visto l’atteggiamento oscurantista.

https://youtu.be/SbeNU9JA-n8?t=2

“Sono molto stupito delle reazioni suscitate. Lo spot che abbiamo ideato non voleva ‘sfottere’ in alcun modo i vegani. Abbiamo il massimo rispetto per le attitudini alimentari di tutti, perfino mia figlia che è vegana si è messa a ridere mentre lo ha visto”, ha spiegato il creativo di Saatchi&Saatchi Agostino Toscana, intervistato da FQMagazine. “Semmai di questo spot potrebbero risentirsene i ‘modernisti’, gli chef molecolari, perché noi abbiamo come delimitato il recinto della ricetta originale di fronte a tutti gli innovatori”. La prossima volta meglio chiedere preventivamente a chi pretende di tenere in mano il pallino del giudizio morale. Per il momento, tanta pubblicità gratuita extra per il panettone Motta.

Nicola Mattei

IL MONDO STA CAMBIANDO: BASTA CON LA DITTATURA DELL’FMI E DELLA TROIKA EUROPEA


- DI ALEXANDER HARTMANN –

Il chiaro rifiuto del popolo Italiano alla riforma costituzionale, col referendum del 4 Dicembre 2016, la quale avrebbe consegnato di fatto la sovranità dell’Italia nelle mani dell’Unione Europea, è stata, come già dichiarato da Helga Zepp-LaRouche nell’articolo del 7 Dicembre 2016 nel suo forum, un “clamoroso schiaffo in faccia all’oligarchia finanziaria internazionale” ed il terzo dopo il Brexit britannico e la vittoria elettorale di Donald Trump negli Stati Uniti. Ma questa oligarchia sembra incapace di imparare dalle proprie sconfitte perché raddoppia gli sforzi per imporre il proprio volere, sia in Italia, come nel resto degli stati Europei.

Un ruolo essenziale lo gioca Mario Draghi, presidente della BCE, che, contrariamente a quanto precedentemente annunciato “nessun restringimento del quantitative easing” (QE), cioè nessuna riduzione della quantità di moneta stampata, nella conferenza stampa dell’8 Dicembre dichiarava che il restringimento del quantitative easing non era in programma per dimostrare che la BCE resta sul mercato.

Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso però di ridurre da 80 a 60 miliardi di euro al mese gli acquisti di obbligazioni societarie e di governo da parte delle banche, a partire dall’aprile 2017, e allo stesso tempo il Consiglio ha prorogato il QE a nove mesi invece che sei fino alle fine del 2017. Inoltre Draghi ha sottolineato la possibilità di prolungare tale periodo e che la quota di 80 miliardi potrebbe essere ripristinata o addirittura superata in futuro.

Come giustificazione della manovra, viene affermato che gli esperti della BCE prevedono una crescita economica nell’eurozona molto bassa, fino ad almeno la fine del 2019, con un massimo dell’1,7% all’anno, perché a loro parere i governi non attuano le riforme strutturali in maniera celere, così che il sistema bancario in alcuni paesi resta, secondo il parere degli esperti, vulnerabile.

In realtà, la continuazione del quantitative easing, non è nient’altro che l’ammissione che le banche devono continuare ad essere supportate, fino a quando non si deciderà una separazione del sistema bancario (cut-off), per separare “il grano dalla pula”, ovvero far cessare l’insorgere delle banche zombie. Questa sarebbe secondo loro la soluzione al problema.

Uno dei motivi per cui ancora si aderisce a queste misure di supporto (per le banche) è che queste servono come leva per imporre misure di austerità brutali contro le popolazioni dei governi colpiti, così com’è già stato fatto, e continua ad essere fatto, con la Grecia.



Come abbiamo segnalato (vedi Neue Solidaritaet 48/2016), l’ufficio statistico greco ha riferito recentemente che, dopo le misure di austerità imposte dalla EU, il 40% dei greci vive sotto la soglia di povertà e che la povertà nella popolazione più giovane (bambini e ragazzi) è passata dal 28,7% al 37% dopo le imposizioni delle misure di austerità del periodo 2010-2015.

L’Eurogruppo, il gruppo dei ministri delle finanze dei 19 Paesi, ha nuovamente imposto il suo volere alla Grecia il 7 Dicembre 2016. Come contropartita per futili ed immediate misure di alleviamento del debito (debito che non sarà estinto prima del 2060) concesse dalla BCE nei confronti della Grecia, questa deve conseguire un avanzo primario di bilancio pari al 3,5% del PIL per la durata di dieci anni dopo la fine del programma ufficiale di bail-out, previsto per il 2018. Quest’avanzo primario di bilancio, che i greci dal nulla dovrebbero riuscire a produrre, dovrebbe essere utilizzato per pagare i debiti pubblici, che sono il risultato di precedenti piani di salvataggio concessi dalla BCE.

Politica Troika per l’Italia?

Ma la politica della Troika non è rivolta solo contro la Grecia, ma anche contro l’Italia. Uno dei più importanti economisti del governo Merkel, Volker Wieland, sollevò la pretesa di imporre la politica della Troika in Italia, con grande ripugnanza da parte degli italiani che, a ragione, considerarono Wieland portavoce del Governo tedesco.

Wieland, uno dei cosiddetti “esperti economici”, disse in un’intervista al Handelsblatt, “l’Italia dovrebbe rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale ed al Meccanismo di stabilità Europea (MES) per adottare il ‘programma di aiuti’”, aggiungendo che, “primo, dovrebbe essere necessaria una protezione del debito nel caso in cui in Italia dovesse verificarsi una crisi del debito, cosicché avrebbero il FMI e il MES, il tal caso, il necessario influsso sul Governo italiano per superare lo stallo delle riforme. Nel caso in cui l’Italia non fosse in grado di applicare le riforme richieste, allora non sarebbe nella situazione di poter rimanere nell’Euro.”. Ma ciò significa permettere alla Troika, così come è accaduto col Governo greco, di far leva a piacimento anche sul Governo italiano.

Allo stesso tempo l’agenzia di rating Moody, pur lasciando invariato il rating italiano a Baa2, ha peggiorato la valutazione delle prospettive per l’Italia, da “stabile” a “negativo”. Negli ultimi anni le agenzie di rating hanno ripetutamente svalutato i titoli di stato italiani, una tattica tipica per far pressione sul Paese, in modo da spingere lo Stato a rivolgersi ai ‘programmi di aiuti’ in cambio di governi tecnici e programmi di austerità.

Infatti Draghi (leggi BCE) già presta grosse quantità di denaro al Governo italiano ed alle sue banche private, ma nonostante ciò, la situazione critica del Monte dei Paschi di Siena non cambia. Il tentativo del Governo Renzi di ricapitalizzare privatamente la banca è fallito e se si prendono per buone le fonti del Financial Times e Reuters, nessun Governo italiano sarà in grado di ricapitalizzare o nazionalizzare il Monte dei Paschi di Siena. In ogni caso, non entro la fine di Gennaio 2017.

Il Governo Renzi, o ciò che ne resta di esso, vuole comprare alla pari una grande parte delle obbligazioni del Monte dei Paschi di Siena, detenute dagli investitori al dettaglio, per prevenire una rivolta della popolazione e la caduta delle obbligazioni che seguirebbero sulle altre principali banche italiane. Alla fine i prestiti acquistati dallo Stato verrebbero cambiati in azioni cosicché lo Stato diventi il maggior azionista della banca. Ma questo tipo di nazionalizzazione è contro la regola del Bail-in imposta dalla Commissione Europea e dalla BCE che prevedono, per una nazionalizzazione, il pagamento dei debiti da parte di azionisti, dei detentori di obbligazioni subordinate e i depositanti. E li a sorvegliare ci sono Merkel e Schäuble.

Siccome il Governo Renzi blocca da mesi in Parlamento tutti i tentativi di una stretta divisione del sistema bancario, si prospetta ora all’orizzonte la pressione di Draghi, poiché ormai solo il quantitative easing della BCE sarebbe il modo per impedire a breve la caduta dei crediti, la chiusura delle banche e le grandi perdite economiche della popolazione. La BCE proverà quindi a far leva su questi fattori, così come già a fatto con la Grecia.

Il vecchio paradigma viene destituito.

Helga Zepp-LaRoche, il presidente dell’Istituto Schiller e del movimento di solidarietà BüSo, che già dal 2012 presentò un piano per un ‘miracolo economico per il Mediterraneo, Nord Africa e Medio Oriente’, ha dichiarato che il mantenimento delle politiche Europee sarebbe “il proseguimento di un processo che appartiene ad un paradigma vecchio e morente”. In realtà questo paradigma era già morto, come dimostrato dal risultato del referendum italiano, dal Brexit e dalla vittoria di Trump. Questo grande cambiamento travolgerà anche la Germania, “non ci sarà scampo”. Come conseguenza degli sviluppi in Italia ed in Grecia dovrebbe portare la Germania fuori dall’Euro.

L’alternativa è chiara: reintrodurre la divisione del sistema bancario per riabilitare il sistema finanziario, aderire alla “strategia win-win” cinese della nuova via della seta ed insieme a Russia e Cina (e possibilmente anche agli Stati Uniti di Trump) ricostruire l’economia mondiale.

Le vecchie èlite occidentali sono troppo grette per riconoscere questo storico cambiamento, o non vogliono ammetterlo, e si aggrappano al loro vecchio sistema che cola a picco. Che non avranno successo è chiaro a tutti, perché nel frattempo vento è ormai cambiato in tutto il mondo. Christian Eddy Avellin, il direttore del più grande porto del Madagascar, al forum economico degli Stati africani di Amburgo sul tema infrastrutture tedesche-africane sottolineò: “Il mondo sta cambiando. Noi non accettiamo più la dittatura dell’FMI e della Banca Mondiale. I cinesi sono lì, e ci aiutano.”

E questo dovrebbero capirlo gli europei, anche se Merkel, Schäubles e Draghi non vogliono vederlo… perché chi tardi arriva, male alloggia.


Traduzione dal tedesco di Michele D’Ascanio per comedonchisciotte.org

PizzaGate



- DI AEDON CASSIEL per UNZ.com -

All’inizio del 1997, in una cittadina inglese con poco più di 100.000 persone, otto pakistani facevano parte di una gang di almeno trecento sospettati di aver violentato, circuito e venduto per anni – secondo stime prudenti – ben più di un migliaio di giovani ragazze della città.

La polizia è stata accusata non solo di aver chiuso un occhio, ma di aver partecipato agli abusi – oltre ad aver fornito droghe alla banda di pakistani e ad informarli quando sentivano qualche collega che cercava dei bambini che avrebbero potuto essere in balia della banda.

Altri avevano paura di indagare su queste bande o di richiamare la loro attenzione sul loro comportamento, perché sarebbe stato politicamente scorretto accusare una specifica comunità etnica della città di un crimine così dilagante e odioso – secondo le parole di uno scrittore inglese “La Paura di sembrare razzisti supera la paura di vedere che si abusi di altri ragazzini.””

Ma quando è che è uscita fuori questa storia ? indovinate da dove ?

Ecco quello che scrive un blogger con il nome di Mehrdad Amanpour su come questa la storia ha cominciato a girare:


Qualche anno fa, un amico mi ha mandato un articolo scioccante che diceva che centinaia di ragazze inglesi venivano sistematicamente violentate da bande di musulmani, ma che non ne parlava nessuno.

Non ho mai perso tempo con certe teorie della cospirazione, soprattutto quando parlano di cose odiose come quelle trattate in questo articolo, così ho controllato i link e le fonti del pezzo. Ho trovato un sito razzista americano-di-estrema-destra e da lì, sono risalito alla fonte originale, che era un sito web altrettanto sgradevole del Regno Unito.

Dopo una breve ricerca su fonti tradizionali affidabili, non ho trovato niente, così ho mandato una risposta secca al mio amico: “Sarebbe stato meglio se non mi avessi mandato quella merda che trovi su certi siti-web-neonazisti”.

Dopo qualche mese dopo, però, lessi sul Sunday Times una denuncia di Andrew Norfolk , che parlava di un fenomeno che riguardava essenzialmente il gruppo etnico-pakistano.

Restai sbalordito e inorridito – non solo perché quei crimini vigliacchi fossero effettivamente accaduti in modo endemico, ma perché venivano ignorati. Anzi erano stati “coperti” da parte delle autorità pubbliche e dei mainstream.

Lo scandalo Rotherham sullo sfruttamento sessuale dei bambini era scoppiato inizialmente nella nella blogo-sfera di estrema destra. L’accusa che avevano fatto era che queste bande erano state autorizzate a muoversi indisturbatamente, perché tutti avevano troppa paura di “sembrare razzisti” se avessero indagato in modo serio su questo fatto . . . e nessuno stava a sentire i blogger di estrema destra che avevano tirato fuori questa storia, perché tutti avevano paura di “sembrare razzisti” se avessero dato credibilità a certe fonti, che erano anche di estrema destra. Non importava che potesse sembrare paranoico non dar retta a blogger che segnalavano verità come queste, anche se quelle accuse erano tanto gravi e se erano arrivate a creare una vera e propria cospirazione all’interno delle stesse forze di polizia.

E anni dopo, ancora nessuno era disposto a prendere sul serio, quella blogosfera di estrema destra che alla fine aveva ragione.

Ben oltre mille giovani ragazze bianche avevano subito abusi da (per lo più) gruppi di pakistani, mentre le autorità si davano da fare per nascondere tutto.

Ancora una volta, stiamo parlando di uno scandalo in evoluzione come quello che Mehrdad Amanpour ha descritto sopra. Tanto per esser chiari, io non ho nessuna intenzione di dire che questo scandalo sia a livello del Rotherham. Dobbiamo stare attenti: non sappiamo che cosa possa essere e se i fatti saranno confermati dopo una indagine adeguata. La domanda qui non è se giusto arrivare in fondo a questa storia. La domanda è se c’è abbastanza “roba” da giustificare l’inizio di una indagine adeguata.

E il parallelo con lo scandalo Rotherham sta nel fatto che il numero – relativamente piccolo di persone che ne parlano – è composto da persone ripugnanti che gestiscono “siti web-razzisti-di-estrema-destra.” Così, dal momento che certe affermazioni sono intrinsecamente complottiste, e i mainstream non vogliono essere associati a certa gente che ne parla, ancora una volta è fin troppo facile liquidare il tutto, come se fossero solo affermazioni paranoiche, e non parlarne più.

Il modo in cui andò a finire lo scandalo Rotherham sullo sfruttamento sessuale dei bambini fu una lezione estremamente dolorosa su come i main-stream possano sbagliarsi e come dei “razzisti paranoici di estrema destra” possano aver avuto ragione. Quella lezione è stata troppo pesante per lasciare che, semplicemente, vada sprecata.

Il nome dello scandalo è Pizzagate.

Prende questo nome per due motivi: primo, perché al centro dello scandalo ci sono degli insider di Washington ad alto livello, gente che possiede parecchie aziende nella zona di Washington, tra cui un paio di pizzerie (Comet Ping Pong e Besta pizza), che sono luoghi sospettati di essere coinvolti in un giro di abusi sessuali su bambini. Secondo, perché le prime domande che vengono in mente leggendo alcune email – molto bizzarre, rivelate da Wikileaks tra le e-mail Podesta – fanno pensare a qualcosa che suona strano (e di solito fanno riferimenti alla pizza). Uno dei messaggi di posta elettronica più strani è una domanda fatta a Joe Podesta: “L’agente immobiliare ha trovato un fazzoletto (una mappa che ha qualcosa a che vedere con la pizza). È tuo?”

Le prove sono dei tipi più svariati e vanno dalla para-idolatria con “Gesù mi appare quando alzo il calice” fino a “Aspetta, questa è una realtà dannatamente raccapricciante.” La gran quantità di fatti, osservazioni e speculazioni che si stanno raccogliendo in luoghi come Voat e Steemit sono troppi per chiunque provi a dividere il grano dal fieno, e dato che io non voglio provarci, riassumerei solo qualche fatto.

Mentre molte qualcuna di queste affermazioni sono pura e selvaggia speculazione su certe coincidenze (anche se non tutte), ad un certo punto credo che certe strane coincidenze che coinvolgono pedofilia e bambini diventino, di per sé, opprimenti. In una e-mail , Podesta è tra gli invitati in una fattoria e il padrone di casa gli dice: “Bonnie farà portare qui, con una macchina della Uber Ruby, Emerson, e Maeve Luzzatto (11, 9, e quasi 7 anni) così potrai divertirti ancora di più, staranno in piscina di sicuro. “

Che spiegazione innocente potremmo dare a queste parole? Certo, forse potrebbero averne una. Ma se stai invitando un gruppo di uomini adulti e chiami dei bambini per “further entertainment” e dici anche che età hanno, si finisce per trovare una qualche spiegazione …. oppure no.

Ma se dovessero mandarmi un messaggio in cui mi dicono che età hanno i bambini che troverò in 
piscina …..

O se si scoprisse che il logo della mia azienda contiene un simbolo straordinariamente simile al logo del “ragazzetto innamorato” che usano i pedofili per indicare che il loro interesse è più per i maschietti che per le femminucce. . .


O se le bande che venivano al mio ristorante si portavano album intitolati All the Children dove c’era una immagine di copertina con un bambino che si mette in bocca un qualcosa a forma di fallo . . .

. . .O se li sentissi fare battutacce sulla pedofilia (come parlandodi Jared Fogle: “ognuno le sue preferenze“). . . O se ci fossero foto Instagram con dei bambini (“che scherzano?”) proiettate sui tavoli del mio ristorante. . .


.-. . . francamente, dovrei cominciare a farmi qualche domanda su me stesso.

Ecco qui di seguito solo qualche perla sulle coincidenze “istituzionali” coinvolte in questa storia: uno degli uomini sulla breve lista che ha messo un “like” su foto come questi Instagram è Arun Rao, Attorney Chief USA, accusato di pornografia infantile.

Besta Pizza, l’azienda il cui logo somigliava tanto al logo dell’ “amante ragazzino”, è di proprietà di Andrew Kline, che era uno dei quattro procuratori della Procura che si occupa della tratta di esseri umani al Dipartimento di Giustizia. Non è appena-appena strano che uno, ai vertici, di un Ufficio del genere non abbia avuto un qualche dubbio su quel simbolismo?

Ennesima coincidenza, Lauren Silsby-Gayler è l’ex direttore di The New Life Children’s Refuge di Haiti. E’ una questione di dominio pubblico che è stata presa, processata e mandata in prigione, perché in quel ruolo aveva tentato di rapire decine di bambini, la maggior parte dei quali aveva casa e famiglia e anche il suo avvocato , pagato per rappresentarla – è il Presidente della comunità ebraica sefardita nella Repubblica Dominicana – è sospettato di essere coinvolto nel traffico di esseri umani.

Quando i Clinton acquistarono influenza su questa storia, uno dei loro primi atti fu cominciare a lavorare per tirare Silsby-Gayler fuori dai guai. Tra i messaggi di Podestà-su-Wikileaks, nelle e-mail del Departimento di Stato si parlava di questo caso. Nel frattempo, la Silsby-Gayler ora lavora nel consiglio esecutivo della Alert-Sense. . . che collabora con IPAWS nel mandare AMBER Alert ( un sistema di allarme nazionale in caso di sospetto rapimento di minori).

Mentre alcuni dei “codici” sembrano aver identificato dei nomi del Pizzagate, almeno un caso è inequivocabile: ecco una foto di Instagram inviata da James Alefantis, il proprietario di Comet Ping Pong che sembra piuttosto innocente: un uomo con un bambino e una collana di perline intorno al collo di entrambi.


Quello che inquieta è che la foto utilizza il tag “#chickenlovers,” e “chicken lover” che, in realtà, sono termini con riferimenti pedofili – una persona che ama il “pollo” – che è anche inequivocabilmente un termine utilizzato per riferirsi a bambini-minorenni (come si legge nel dizionario di slang gay Online Dictionary of Playground Slang).

Potete lamentarvi quanto volete sul fatto che discussioni come queste sul Pizzagate siano “speculazioni” e “paranoie”, ma quando esistono casi acclarati come quello di James Alefantis, dove si mostra la foto di un uomo e di un bambino i cui soli hashtag usati per commentare la foto sono termini usati in pedofilia, in un contesto dove è chiaro che niente possa far venire in mente un “chicken”, i tanti “mi-piace” e gli altrettanti commenti speculativi ricevuti hanno un fondo di vero e proprio apprezzamento.

C’è un documento (1994) su NAMBLA (the North American Man/Boy Love Association) intitolato Chicken Hawk. Eccolo è un’altra testimonianza di un gruppo di osservatori che prova che questi fatti esistevano dal 2006, quindi ben prima che il Pizzagate fosse scoperto. E’ un altro fatto che conferma quanto siano paranoici e cospirazionisti quei siti Internet dell’estrema destra?


Ma ecco qualche altra cosa che dovremmo sapere.

Sappiamo che Bill Clinton ha preso dozzine di voli internazionali con un aereo chiamato colloquialmente “Lolita Express” insieme a Jeffrey Epstein, un tipo che ha passato 13 mesi in carcere dopo essere stato condannato per istigazione alla prostituzione di una ragazzina di 13 anni.

Sappiamo che lo staff di Hillary Clinton sapeva che Anthony Weiner faceva sesso con minorenni dal 2011 — ed ha coperto tutto. Provate a indovinare da quale laptop sono saltatre fuori le prove che Hillary Clinton ha volato sulla “Lolita Express” di Jeffrey Epstein insieme a Bill? Avete pensa to bene: quello di Anthony Weiner.

Ora capite perché i media mainstream erano tanto ansiosi di accennare a queste e-mail e raccontarle come “solo una distrazione” sotto le elezioni?

Il personale ha ignorato il fatto che Weiner facesse sesso con dei bambini, come pure faceva John Podesta, il cui fratello Tony è uno dei più importanti uomini al centro del Pizzagate. Tony Podesta ha gusti piuttosto insoliti sull’arte. Ad esempio, possiede una statua di bronzo di un uomo decapitato in una posizione contorta, identica a una ben nota fotografia di una delle vittime del serial killer Jeffrey Dahmer:


(Qui l’inquietante foto della vera vittima.)

La stessa notizia di cronaca che caratterizza l’immagine qui sopra ricorda anche il fatto che nella camera da letto di John Podesta ci sono parecchie immagini di un fotografo “noto per le sue immagini-documentario-di-adolescenti-nudi nelle case di periferia dei genitori.”)

Inoltre, artista preferito da Tony Podestà è Biljana Djurdjevic, la cui arte presenta pesanti immagini di bambini in posizioni BDSM- di sottomissione , ritratti in grandi docce. Ecco uno con una fila di ragazzine in una doccia con le mani dietro la schiena, in una posizione che fa pensare al bondage:


Qui si vede un bambino in una doccia legato con le mani sopra la testa:


Oltre a Jeffrey Epstein, i fratelli Podesta sono anche amici con il condannato per stupro Clement Freud, nonché del condannato pedofilo seriale Dennis Hastert.

Sappiamo che il New York Times, che ora sta liquidando tutto il Pizzagate come una bufala, è gestito da Mark Thompson – che fu credibilmente accusato, qualche anno fa, di aver mentito per aiutare a coprire uno scandalo che coinvolgeva un altro personaggio pubblico di alto profilo, coinvolto in abusi sessuali su minori, Jimmy Savile, quando era capo della BBC.

E sappiamo che tutto questo è già accaduto in passato.


Lawrence King, il leader del Black Caucus repubblicano, quello che cantò l’inno nazionale alla convention repubblicana del 1984, è stato accusato da più vittime di tratta e di abuso di ragazzi che vivevano nella Casa dei Ragazzi della Carità, per anni. È possibile ascoltare l’ agghiacciante testimonianza di tre persone che sostengono di essere state vittime di King in un documento prodotto poco dopo che sono trapelati gli eventi.

È possibile ascoltare l’FBI che, anche dopo aver ricevuto ampia testimonianza da parte delle vittime, spiegava con parole proprie che non aveva perseguito King, perché anche se avesse fatto qualcosa di sbagliato, sarebbe stato processato da un giudice di livello di autorità più basso del suo. Alla fine, King è stato dichiarato ” colpevole come O.J. (Simpson) ” per aver abusato di Paul Bonacci – condannato in sede civile ma assolto in sede penale.

La maggior fonte scritta che documenta questa enorme corruzione e le coperture date a questo scandalo si trova nello scandalo Franklin di Nick Bryant: Una Storia di Potere, di abuso sui bambini & di Tradimenti ( se non trovate il testo gratuito, chiedetelo al mio sito www.zombiemeditations.com).

Tutto potrebbe rivelarsi una bolla di sapone? Certo che è possibile.

Ma non è questo, adesso, il problema. La domanda è: come dovremmo rispondere a questa possibilità.

Dobbiamo prenderla sul serio? La storia ci dice chiaramente che dovremmo farlo. Anche se tutto dovesse finire nel nulla, mi sentirei più orgoglioso di appartenere ad una comunità disposta a considerare seriamente che si possono aprire delle indagini, piuttosto che far parte di una comunità che respinge frettolosamente questa possibilità, che poi potrebbe rivelarsi giusta – come accadde con il caso Rotherham che, alla fine, quando fu preso in considerazione, dimostrò l’infondatezza di chi non voleva nemmeno indagare.

Il vero orrore qui sarebbe quello di vivere in una società che risponda come Reddit – chiudendo il discorso subito, chiudendo il r/pizzagate anche se poi ha lasciato aperti dei subreddits come R / pedofriends, “un luogo per i pedofili (senza offesa) e per i loro compari, dove fare amicizia ! “

Inoltre nel suo blog, Scott Adams ci chiede di tenere a mente i casi in cui i pregiudizi hanno portato a false accuse di pedofilia nelle istituzioni e ci mette in guardia contro un’eccessiva fiducia (anche se si affretta ad aggiungere:… “Voglio essere ben chiaro qui, non sto dicendo che Pizzagate sia un falso. Vedo quante sono le prove e quello che si sente mi pare molto convincente. Potrebbe anche essere vero. Non discuto se ci sia una verità alla base, di questo non so nulla”)

Ma che è peggio? Se tutte le prove che escono dal Pizzagate fossero completamente false, che cosa avremmo perso oltre al tempo sprecato? D’altra parte, se anche solo il cinque per cento delle accuse fatte su quello che gira intorno a questo argomento fossero vere, cosa ci guadagneremmo ignorandole? Che è peggio: perdere troppo tempo indagando accuratamente e vagliando i depistaggi, o guardare dall’altra parte, mentre non sappiamo quanti altri abusi sui minori si stanno facendo?

Secondo la banca dati della FBI. il National Crime Information Center (NCIC), quasi 470.000 bambini scompaiono ogni anno nei soli Stati Uniti. Questo numero lascia dei dubbi per una serie di ragioni. Sembra che tanti che scappano da casa finiscono per essere contati dal NCIC e, come se non bastasse, i recidivi ven gono contati più volte. Quindi il numero reale deve essere inferiore a questo conteggio; ma d’altra parte, sappiamo anche che molti bambini scomparsi non vengono denunciati subito, quindi è possibile che questo potrebbe far aumentare il totale, tanto che non c’ è nessun modo affidabile per determinare quanti bambini in totale siano effettivamente scomparsi negli USA.

In entrambi i casi, però, anche se analizzare il 90% delle sparizioni riportate dal database NCIC non produce risultati e se le scomparse non dichiarate non fossero considerate nel conteggio, credo che anche solo le restanti 50.000 sparizioni l’anno sarebbero sufficienti per considerare il problema come sistematico e giustificare il sospetto che queste sparizioni potrebbero richiedere uno sforzo organizzativo, dato che sappiamo già dell’esistenza di tanti collegamenti pedofili in tante istituzioni del potere.

Nel 2013, in Canada è stato sgominato un giro che coinvolgeva più di 300 adulti, tra cui molti insegnanti, medici, e infermieri. Una rete di pedofili è appena stata identificata ai più alti livelli del calcio inglese. Anche la Polizia norvegese ha appena scoperto un giro di 50 pedofili organizzati che, per lo più lavorano nel settore della tecnologia, e ancora una volta ci sono uomini politici, insegnanti e avvocati. Degli scandali del Vaticano praticamente è ormai inutile parlare – dato che il coinvolgimento delle istituzioni e lo sfruttamento sessuale dei bambini è quasi un dato a priori.

E i bambini che vengono violentati e uccisi, quelli ritratti nelle foto che girano tra i porno pedofili, arriveranno pure da qualche parte! E quando certe figure di politici, insegnanti e avvocati vengono coinvolte in questo giro, è difficile non pensare che qualcuno di oro potrebbe anche essere coinvolto in qualche sparizione.

Ne abbiamo identificato qualcuno finora?

Solo con il tempo lo sapremo. Ma ci meritiamo che su certi fatti si stia attenti. Ci meritiamo di prenderli sul serio. E ci meritiamo una informazione che porti i fatti più rilevanti alla nostra attenzione, dopo aver effettivamente fatto una verifica attenta, cosa che attualmente non viene fatta. I media mainstream ci hanno mentito a lungo su certe cose, come quando ci raccontavano che Trump aveva solo l’ 1% di possibilità di vincere le elezioni, ma la gente ha cominciato a svegliarsi – ed è per questo che il Pizzagate sta attirando molta di più attenzione dello scandalo Franklin. Se questo Pizzagate risultasse contenere anche solo un pezzetto di verità, potrebbe non solo bloccare la macchina dei Clinton e e tutto il Democratic Party, ma anche suonare la campana a morto per i media mainstream.

Ecco uno dei tanti video di YouTube da “Reality Calls” e altri, con molte centinaia di migliaia di visualizzazioni


Link : http://www.unz.com/article/pizzagate/

2.12.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fontecomedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

Il ruolo del terrorismo negli interessi globali Usa


– di Cristina Amoroso per Il Faro sul Mondo

La guerra di Corea di 66 anni fa rimane l’archetipo del percorso successivo intrapreso dalle due potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, Stati Uniti e Unione Sovietica. Essa determinò una delle fasi più acute della guerra fredda, con il rischio di un conflitto globale ed il possibile utilizzo di bombe nucleari.

Le due potenze avevano iniziato una competizione nel tentativo di ampliare le proprie aree di influenza. Una contrapposizione politica, ideologica e militare che prima – sotto il nome di guerra fredda – divise l’Europa in due blocchi poi la loro rivalità coinvolse altri Paesi.

Per limitare il potere di manovra dell’avversario i leader delle due parti hanno creato e rafforzato gruppi contrapposti vicino ai confini territoriali della parte avversa. E’ una scoperta occidentale la creazione di Al-Qaeda in Afghanistan, nel mezzo dell’invasione del Paese da parte dell’Unione Sovietica, con l’obiettivo apparente di affrontare l’impatto degli interventi dei non-musulmani sul mondo musulmano.

Con il crollo dell’Unione Sovietica, gli Usa hanno avuto bisogno di eliminare l’incertezza dalla sua politica territoriale basata sulla protezione dell’umanità dalla violenza. Allora Washington ha annunciato che il suo obiettivo principale consisteva nel combattere le minacce provenienti da un “Islam radicale”. Gli attacchi discutibili alle torri gemelle dell’11 settembre hanno dato a Washington il pretesto di un dispiegamento militare contro le nazioni islamiche, mentre in contemporanea il Congresso ottenne una spinta per l’approvazione della legge denominata “Autorizzazione per l’uso di forza militare”(Aumf).

Da quel momento, il cosiddetto “terrorismo islamico” fu al primo posto nell’agenda dell’esercito americano. E al primo posto del “terrorismo islamico” era il gruppo terroristico di Al-Qaeda, che in seguito ha prodotto molta prole, come l’Isis, al-Nusra, Boko Haram, e Al-Qaeda nello Yemen, con il compito di cercare di stabilire il cosiddetto Califfato islamico in tutto il mondo musulmano e la lotta contro i non-musulmani che ostacolano questo progetto. Così, Al-Qaeda ha impostato le reti transnazionali di operazione da compiere, attacchi nei paesi occidentali, come alla metropolitana di Londra. Attacchi suicidi del 2006, ottenendo un adeguato supporto dell’opinione pubblica degli Stati Uniti e di altre nazioni alleate per condurre guerre nelle regioni dell’Asia occidentale.

Con Barack Obama, la Casa Bianca ha giustificato l’ulteriore utilizzo dell’Aumf, allargando a tutta l’Asia Occidentale le attività delle forze militari statunitensi. Durante gli otto anni della presidenza di Obama, gli Stati Uniti hanno insistito sulla necessità di cancellare gli affiliati di Al-Qaeda, un’insistenza che ha spinto Washington a lanciare guerre dirette in Iraq, Libia, Siria e Yemen, anche se le campagne sono passate sotto la copertura di azioni militari della coalizione militare internazionale anti-Isis formata dalla presenza formale di 50 Paesi.


Per organizzare le sue ambigue campagne militari contro Al-Qaeda, Isis, Boko Haram in Somalia e Al-Qaeda nello Yemen, la Casa Bianca ha potenziato le sue basi militari in Gibuti, Nigeria, Camerun, Repubblica Centrafricana, Egitto, Giordania, Iraq, Turchia, e Stati arabi del Golfo Persico. Ma, l’aumento del personale militare e delle attrezzature in queste regioni non è riuscito a produrre risultati pratici.

Ad esempio, secondo un rapporto della Casa Bianca di recente pubblicazione, gli Stati Uniti hanno schierato un certo numero delle sue forze militari speciali in Yemen contro dei presunti affiliati ad Al-Qaeda (Aqap), senza risultati. Dal sorgere del gruppo terroristico Isis in Siria e in Iraq nel 2014, gli americani hanno lanciato oltre mille attacchi, ma non sono riusciti a produrre risultati notevoli.

I funzionari della Casa Bianca enumerano le minacce poste dai gruppi terroristici, in particolare Al-Qaeda e i suoi affiliati, minacce alla sicurezza e agli interessi globali, ma allo stesso tempo, insistono sul fatto che non c’è ancora modo di poter dare un quadro preciso delle dimensioni o del tempo necessario per le forze militari internazionali dispiegate nel Pacifico, in Asia occidentale e in Africa per combattere le minacce terroristiche. Gli Usa hanno inviato forze militari ben attrezzate in alcuni punti dei suoi comandi strategici. Tale attività e la distribuzione sono conformi alle leggi del governo e all’Aumf.

Ma non c’è tempo specifico e prevedibile per il ritorno delle forze statunitensi da dispiegare in patria. Anche il presidente eletto Trump, con le sue prese di posizione isolazioniste, non è in grado di influenzare l’attuale strategia degli Stati Uniti in questo caso. Per quanto riguarda la mappa della distribuzione delle forze militari statunitensi in tutto il mondo, abbiamo idea che i leader americani abbiano raccolto specifici punti di distribuzione per obiettivi e che in realtà la lotta contro il terrorismo per Washington sia una copertura e un pretesto per raggiungere i propri interessi nazionali.

Al momento, oltre 2.300 soldati Usa sono presenti in Giordania con la scusa di sostenere le operazioni militari anti-Isis sia in Siria e Iraq oltre a proteggere la sicurezza nazionale della Giordania, nell’ottica di fornire la sicurezza del regime israeliano. D’altra parte, le basi militari americane nella regione del Golfo Persico sono in grado di garantire ulteriormente il dominio delle risorse energetiche dei paesi arabi.

Inoltre il ritiro di 9.800 soldati Usa dall’Afghanistan sta ad indicare che il ritiro totale dal Paese devastato dalla guerra è impossibile nel medio termine. Il che significa la continuazione della presenza militare degli Stati Uniti vicino ai russi, ai cinesi, e al confine iraniano.

Così in Africa l’importanza per Washington di paesi africani come l’Egitto e Gibuti si spiega con la loro posizione geostrategica nel Mar Rosso, Mar Mediterraneo con Tiran e lo stretto di Bab-el-Mandeb e il Golfo di Aden. Le ricche risorse naturali di altri Paesi come la Somalia, la Nigeria e la Libia sono la chiave per capire la strategia contro il terrorismo di Washington.

Così, l’instabilità, le lacune etniche e confessionali, un aumento dei costi per la sicurezza, l’aumento della povertà, l’ignoranza, e le malattie sono i risultati che la comunità internazionale deve pagare per le operazioni di “liberazione” degli Stati Uniti nelle sue guerre preventive.

di Cristina Amoroso

Dure accuse della Russia: gli USA hanno favorito la nuova offensiva dell’ISIS a Palmira in Siria


- di Luciano Lago per Controinformazione

Il comando USA ha consentito il trasferimento di 9.000 miliziani dell’ISIS da Mosul (Iraq) verso l’Est della Siria per attaccare Palmira e controbilanciare le vittorie delle forze siriane ad Aleppo. La zona di Mosul si trova sotto il controllo delle forze aeree e terrestri della coalizione diretta dagli USA: nessun movimento di truppe dell’ISIS (in zona desertica) avrebbe potuto sfuggire agli aerei USA. Sempre più evidente la complicità di USA con i miliziani dell’ISIS. Si dimostra quello che sosteniamo da tempo: l’ISIS è l’esercito mercenario degli USA, utile per tutti gli usi.

Lunedì scorso, il ministro degli Esteri russo, Serguei Lavrov, ha dichiarato che l’ultimo attacco dell’ISIS contro Palmira è stata “apparentemente” lanciato da Mosul, in Iraq, dai “territori pattugliati dagli aerei della coalizione diretta dagli USA”.

Lo stesso Lavrov ha aggiunto che l’ultimo attacco è stato orchestrato per dare respiro ai terroristi che si trovano attrincerati nell’Est di Aleppo. Questa azione, tuttavia, non ha dato risultato visto che non ha ottenuto di impedire la concreta liberazione della città.
Lavrov ha indicato che gli USA hanno mantenuto una “torbida politica” verso i terroristi in Siria, dall’inizio del conflitto fino ad ora, da circa sei anni, nell’attaccare l’ISIS ma nell’evitare un conflitto con gli altri gruppi.

“Ci sono ragioni significative per credere che il Fronte al Nusra viene ad essere protetto come forza di combattimento più efficace che si oppone alle forze governative sul terreno, con la finalità che questa sia utilizzata per rovesciare il legittimo governo siriano quando arrivi il momento”, ha aggiunto.


Mappa Siria-Iraq

Da parte sua, il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, crede che l’atteggiamento negativo di Washington a cooperare con la Russia nella lotta contro il terrorismo è uno dei fattori che hanno provocato le recenti offensive dell’ISIS in Siria. Peskov ha detto che, il fatto che l’ISIS abbia preso di nuovo Palmira, costituisce un affronto a tutta l’umanità civilizzata.


Peskov ha fatto allusione alla ritirata di una parte dei terroristi dall’ISIS dal territorio dell’Iraq prima di concludere che molti di loro avevano già abbandonato tale paese.
Al principio di Ottobre una fonte militare russa ha riferito alla RIA Novosti che gli USA si erano accordati con l’Arabia Saudita per trasferire un certo numero di terroristi dell’ISIS da Mosul per attaccare le città nel centro della Siria.
“Più di 9.000 miliziani dell’ISIS sono stati trasferiti da Mosul alle regioni dell’Est della Siria per lanciare una grande offensiva che ha lo scopo di attaccare le città di Palmira e Deir Ezzor”, ha riferito l’agenzia in quel momento.

Queste denunce sono apparse veritiere e sono state confermate dall’offensiva dell’ISIS contro Palmira. Tale offensiva lanciata dall’ISIS cerca anche di elevare il morale dei gruppi terroristi dopo le loro continue sconfitte in Aleppo, nel Guta Orientale e nel Guta Occidentale.

I russi hanno ormai compreso il doppio gioco del Dipartimento di Stato USA e hanno implicitamente riconosciuto di aver commesso degli errori nell’aver accettato alcune tregue, apparentemente stabilite per motivi umanitari, ma che in realtà sono servite ai gruppi terroristi per riorganizzarsi e per essere riforniti di armi e munizioni. A seguito di informazioni ricevute da fonti attendibili, il comando militare russo sembra certo che abbia richiesto al Presidente Valdimir Putin di non addivenire più ad alcun accordo di tregua con gli USA che sono di fatto i patrocinatori di tutti i gruppi terroristi che operano in Siria ed in Iraq e che hanno loro elementi dell’intelligence (CIA) infiltrati tra questi gruppi per meglio coordinarli e dirigerli.

Si deduce che l’Amministrazione Obama voglia cercare di modificare la situazione sul terreno in Siria prima che che a Washington si verifichi il cambio della guardia, con l’assunzione dell’incarico del nuovo presidente donald Trump. Non è escluso che, prima di allora, sia in preparazione un attacco contro le forze russe e siriane in modo da realizzare una situazione di fatto che faccia ereditare alla nuova Amministrazione un conflitto in corso con la Russia e con la Siria.

Si sapeva che questo è l’obiettivo dichiarato dei gruppi neocons che dirigono le scelte di politica estera degli USA e che vogliono mantenere Trump sotto il loro controllo. Un gioco che potrebbe rivelarsi molto pericoloso.



Riferimenti: Al Manar

“E’ STATO PUTIN”: NON E’ PIU’ PROPAGANDA, E’ PSICHIATRIA OLIGARCHICA


In Germania è stato arrestato il profugo afgano di 17 anni (dice lui) che ad ottobre, a Friburgo, ha stuprato e ucciso la studentessa di 19 anni Maria Landerburger, figlia (tra l’altro) di un altissimo funzionario UE, l’assistente capo dell’ufficio giuridico della Commissione. Lo scorso mese gli agenti tedeschi hanno arrestato sette profughi afghani che, in un campo profughi, hanno violentato un’adolescente iraniana. “Una epidemia di stupri avviene in Germania”, il più possibile taciuta dai media, perché sono i profughi a commetterle.

Di chi è la colpa? Ma di Vladimir Putin, è ovvio. E’ possibile che i russi stiano infiltrando nei centro di raccolta dei profughi, degli stupratori siriani legati ad Assad, e iracheni collegati a Saddam Hussein (buonanima), in combutta con la mafia russa, per aggredi


L’Esperto: Putin ha infiltrato stupratori fra i profughi.


L’accusa è stata elevata da Gustav Gressel, un ‘esperto’ dell’European Council on Foreign Relations. Che è il think tank a cui partecipa anche Emma Bonino; nonostante il nome lo colleghi allo storico Council on Foreign Relations (CFR) dei Rockefeller che dagli anni ’20 detta gran parte della politica estera Usa, lo ECFR è fondato e finanziato da George Soros.




Ovviamente, questa uscita si inserisce nella grande campagna in corso in Usa per accusare Putin di aver interferito nelle elezioni presidenziali, ordinando ai suoi hacker di penetrare le mail della campagna Hillary Clinton e metterla in cattiva luce; e nella più vasta tempesta propagandistica per cui se in Siria avvengono atrocità, bombardamenti, ad Aleppo viene distrutto l’ultimo ospedale pediatrico, se l’IS riconquista Palmira, “è stato Putin”. Putin è causa del Brexit, della crisi dell’UE e dell’euro; Putin che ha “occupato la Crimea”, che ordina la guerra civile in Ucraina, che costringe la NATO a mandare truppe nei paesi baltici che temono un’invasione. Ormai l’intero Establishment della sinistra globale, dopo aver deriso per due decenni come complottasti coloro che si occupavano degli strani retroscena del loro potere oligarchico, vive nell’ossessione di essere vittima di un complotto.

Tuttavia, la tesi dell’esperto del European Council on Foreign Relations è così inverosimile, così stupida, senza fondamento, che supera le necessità della propaganda e disinformazione. Il solo fatto di poterla enunciare per iscritto, e farla pubblicare sui giornali, invoca un’altra spiegazione: dalla psichiatria. Qui manca la capacità di sottoporre al vaglio della coscienza i propri abbagli e le proprie allucinazioni, che distingue l’uomo sano dal matto.


E’ un’alterazione mentale ed ideologica, che sviscera un intelligente articolo del sito Washington’s Blog. Colpisce sulle due sponde dell’Atlantico tutti i portatori dell’ideologia globalista-progressista e suoi beneficati e profittatori, di fronte agli eventi che stanno incrinando il loro bel progetto. Essi “danno la colpa a tutti e a a qualunque cosa, tranne alle loro politiche che hanno impoverito i loro cittadini e connazionali – di cui non si sentono parte.

“E’ un fatto incontrovertibile – ha scritto Glenn Greenwald – che le istituzioni e autorità occidentali, per decenni e con assoluta indifferenza, hanno calpestato il benessere economico e la sicurezza sociale di centinaia di milioni di persone. Mentre i circoli elitari si ingozzavano di globalismo, libero commercio, speculazione nel casinò di Wall Street e guerre senza fine (che arricchivano gli autori e hanno fatto sopportarne il peso ai più poveri e marginali), essi hanno completamente ignorato le vittime della loro ingordigia, salvo quando le vittime protestavano un po’ troppo, causato confusione – e allora sono stati condannati come trogloditi che meritavano di essere i perdenti nella gloriosa gara globale della meritocrazia”.

Già: gli inglesi che hanno votato Brexit sono “rurali”, per Trump hanno votato i bianchi lasciati senza lavoro operaio dal progresso, lo sgomento verso le ondate di immigrati è frutto di arretratezza e provincialismo, quando non di razzismo del secolo scorso, l’insoddisfazione crescente per l’oligarchia burocratica – per Mogherini e Merkel – è dovuta all’influenza dei media russi (che dunque vanno chiusi) sulle infantili menti dei sudditi, e sulle suggestioni che vengono da blogger e partiti pagati – da Putin..

Da qui si vede che questa malattia psichiatrica è di fatto una malattia morale: l’altezzosa, ferrea convinzione delle elites che loro hanno ragione, sempre e comunque. L’ideologia politicamente corretta, la sola ammissibile, è la loro. Chi è contro, è spregevole, stupido, o mosso da motivi ignobili e illegittimi.


“Dagli anni ’80 le elites nei paesi ricchi hanno calcato la mano, accaparrando per sé tutti i guadagni, e chiudendo le orecchie quando parlavano gli altri; e adesso guardano con sorpreso orrore la rivolta degli elettori”. Le “elites che fanno opinione sono così aggruppate, così incestuose, così lontane dalla gente che avrebbe deciso le elezioni (Usa), la disprezzano al tal punto, che non solo non hanno visto l’ondata che andava verso Trump, ma hanno accelerato quella tendenza, involontariamente, col loro comportamento altezzoso e auto-glorificatorio”.

In Usa, i democratici hanno “scelto deliberatamente di avanzare un candidato fortemente impopolare, vulnerabile, con infiniti scheletri nell’armadio”, Hillary, che “era percepito da tutti come il beneficiario o il protettore dei peggiori aspetti della corruzione della elite”. Ora che Hillary ha perso, hanno accusato dell’insuccesso tutti, tranne se stessi: Bernie Sanders, Jill Stein (la verde che ha portato via una quota di voti “progressisti”), James Comey (il capo dell’FBI), Wikileaks, i blogger alternativi che hanno parlato male della Clinton – e sopra tutti e tutto, finalmente – Vladimir Putin.

E’ stato Putin.

Anche dopo il Brexit, s’è visto come hanno reagito le oligarchie eurocratiche, fra Bruxelles e Berlino: con rabbia. Colpa di Farage; attenti a Grillo e Salvini, o sarà Italexit! Sono soggetti alla propaganda di Mosca! Gli inglesi devono soffrire per la loro scelta, hanno detto Hollande e Juncker. “Invece di riconoscere e correggere i difetti fondamentali del sistema, han dedicato le loro energie a demonizzare le vittime della loro corruzione, onde delegittimare le loro lagnanze, e così sollevare se stessi da ogni responsabilità di correggerle”. Ma una tale reazione è riuscita a “rafforzare la percezione comune che queste elites e istituzioni sono interessate a sé, tossiche e distruttive in modo inguaribile; dunque non possono essere riformate – dunque, vanno distrutte”.

In Italia, dopo il travolgente NO a Renzi, abbiamo visto l’oligarchia globalista fare lo stesso governo di prima, con la benedizione dell’oligarca Mattarella, e la soddisfazione dei parlamentari non votati da nessuno. Attenti a Salvini, che riceve i soldi da Putin!

Chi è abbastanza vecchio, ricorda che di questa malattia mentale-ideologica già erano affetti quando facevano i marxisti leninisti e volevano ridurre l’Italia a paese sovietico: chi si opponeva loro non aveva diritto al discorso, perché i suoi moventi erano sicuramente ignobili e interessati, voleva lo sfruttamento dei lavoratori, era pagato dagli Americani. Gentiloni era così: militava nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, e aveva ragione lui; ora sta con Hillary, e ha sempre ragione lui. Con tutta la sinistra , da marxista-leninista diventata globalizzatrice, stra-capitalista, filo-americana e anti-Putin. La sola cosa che non cambia: ha sempre ragione.

Gentiloni ha sempre ragione
Gentiloni ha sempre ragione


Ovviamente non è un caso personale, di Gentiloni. E’ un contagio, una epidemia in atto scatenata dalle novità dirompenti il Progetto. Secondo un ex parlamentare britannico, Ben Bradshaw, è “probabile” che la Russia abbia falsato il voto sul Brexit. Merkel ha avanzato che hacker russi, infiltrando Internet e diffondendo false informazioni, potrebbero determinare la sua sconfitta alle elezioni di settembre 2017.

Di fronte al malcontento galoppante verso la UE e l’euro, la risposta della Commissione Europea è: “La propaganda russa ha penetrato tutti i paesi europei”.
https://www.euractiv.com/section/global-europe/news/thurs-commission-official-russian-propaganda-has-deeply-penetrated-eu-countries/

La Mogherini ha allestito una “task force” per contrastare la propaganda di Mosca (cioè i notiziari di Russia Insider e Russia Today), che instilla nei sudditi idee “contrarie ai nostri valori”. Esiste un certo “deficit di democrazia” nell’Unione? Lunedì, a Bruxelles, è stato deciso che le decisioni importanti – come l’esercito europeo, una maggiore integrazione, il federalismo – saranno sottratti alla vista del pubblico (e delle opposizioni euroscettiche) abolendo i passaggi al Parlamento; tutto si deciderà in “trialoghi” tra Commissione, Consiglio e selezionati membri dell’Europarlamento. A porte chiuse e senza informazioni ai media.


Ma “è colpa di Putin”. Questi sono padroni pazzi che non vogliono, non possono rifromare il Sistema. Vanno distrutti o ci distruggeranno.


Titolo: Assad schiaccia Aleppo nel sangue. Didascalia: un soldato siriano aiuta una donna ferita da un cecchino ribelle mentre scappavaTitolo: “Assad schiaccia Aleppo nel sangue”. Didascalia: un soldato del regime porta una donna ferita da un cecchino ribelle mentre scappava – Nouvel Observateur.












Facebook Seguimi